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Fiore di sangue: la prima recensione della Bloodleaf Trilogy


Fiore di sangue
Genere
Fantasy, Young Adult
Formato
Copertina rigida
Autore
Crystal Smith
Editore
Mondadori
Collana
Fantastica

Fiore di sangue (Bloodleaf #1) è un Fantasy Young Adult dell’autrice statunitense Crystal Smith pubblicato in Italia da Mondadori il 14 Gennaio 2020. È il primo volume della Bloodleaf Trilogy (The Blood Trilogy in Italia) che proseguirà con Greythorne, in uscita in America a Settembre 2020.

Fiore di sangue

Aurelia è la principessa di Renalt, figlia primogenita della Regina Genevieve, rimasta vedova dopo aver dato alla luce il suo secondogenito, il principe ereditario Conrad. La famiglia reale non ha mai avuto una figlia femmina, è per questo – insieme ai suoi occhi stranamente grigi – che il popolo è convinto che Aurelia sia una strega. Sfortunatamente la sorte delle donne accusate di stregoneria, a Renalt, è di finire appese a qualche metro di corda per mano del Tribunale, l’organizzazione che tiene per il collo il Regno intero.

Sfortuna vuole che Aurelia sia davvero una strega: dotata di grande potere che si manifesta in modi a dir poco sinistri, la ragazza cerca di comprendere il suo dono come può, grazie alla conoscenza sgraffignata dai pochi volumi rimasti a Renalt. Quando però la sua amica libraia viene impiccata alla vigilia del suo matrimonio, Aurelia capisce che forse sposare il principe di un regno lontano potrebbe essere una liberazione, per lei.

Il viaggio dell’eroina

Il viaggio è sempre l’inizio della storia: lontano dalla comunità che la rifiuta, la protagonista è chiamata a compiere la sua missione. Nel caso specifico da un regno di oppressione e terrore a uno in cui la tradizione magica è se non coltivata attivamente almeno parte accettata della storia locale. Alla protagonista è offerta la possibilità di apprendere qualcosa su sé stessa, ma come in molte storie lo farà sotto mentite spoglie, fingendosi una popolana.

Nel Regno di Achlev, Aurelia incontra Zan, un giovane che sembra avere molto a cuore il destino della città, che la supplicherà di usare i suoi preziosi poteri a fin di bene. Aurelia non può tirarsi indietro, sia perché lui sembra avere accesso alla conoscenza che le mancava, sia per gli insegnamenti di responsabilità che il defunto padre le ha impartito da piccola. Un Re è il sacrificio del suo popolo (e qui echeggiano le parole della Regina Kettricken, per chiunque abbia letto Robin Hobb).

La storia nella storia

Fiore di Sangue è una riscrittura della celebre fiabaLa piccola guardiana di oche”, dei fratelli Grimm. Della fiaba originale sono rimasti il nome e il ruolo della protagonista (Aurelia, la principessa promessa in sposa al principe di un regno lontano) e la sua cavalla bianca, Falada, nonché lo schema ricorsivo delle tre prove legate alle porte del Regno di Achlev.

Ma nella fiaba la principessa è meno proattiva della nostra protagonista. Aurelia è un personaggio che riconosce le proprie responsabilità e non si tira indietro quando arriva il momento di metterle alla prova. Affascinante come la magia del sangue a cui si accenna nel titolo sia una vera e propria reiterazione del concetto di sacrificio.

Il mondo e la magia

Nella costruzione di un qualsiasi mondo fantasy tre cose sono fondamentali: geografia, razze e magia. Di questo mondo, come spesso accade nella Young Adult, non sappiamo molto, ad eccezione dei nomi delle capitali dei due Regni. Le razze non esistono: tutti sono Umani, provenienti da stirpi e da luoghi diversi, certo, ma senza differenze sostanziali. La lingua base – a giudicare dai nomi – è inglesizzante, con distinzioni praticamente impercettibili tra i due Regni.

Fiore di sangue

In Fiore di sangue la magia è la parte più interessante: sappiamo sin dalle prime pagine che un tempo esisteva un’Assemblea che insegnava la Magia, divisa in tre scuole di potere. L’Alta Magia, la Magia Ferina e la Magia del Sangue, le cui origini e pratiche sono andate perse, almeno a Renalt, a causa del Tribunale. La vicenda si incentra sull’utilizzo della Magia del Sangue, di cui è dotata la protagonista. Oltre a vedere i morti, infatti, Aurelia può istintivamente accedere ad alcuni poteri che erano prerogativa dei Sanguimaghi.

Terminologia e stile

Il “Fiore di sangue” del titolo, in lingua originale Bloodleaf tradotto argutamente in Sanguifoglia, è solo uno degli esempi di buone pratiche di traduzione operate nel testo. Sanguimago ne è un altro esempio. Per tutto ciò che riguarda la magia è fatto ampio utilizzo del latino come lingua antica, cosa che non sempre riesce in opere di questo spessore. Nel caso specifico, a parte qualche errore dovuto principalmente alle differenze della costruzione del periodo tra Inglese e Latino, il risultato è sorprendentemente buono.

La narrazione è in prima persona: fortunatamente il tono cupo della storia è mantenuto con un certo contegno da parte della protagonista. La storia in sé è scevra dalle frivolezze classiche del linguaggio giovanile, anche se è un po’ carente nelle descrizioni ambientali.
Tutto questo è compensato da ottime descrizioni dell’esperienza magica: visioni, incantesimi ed effetti magici sono invece descritti in modo vivido e convincente.

Fiore di sangue

L’autrice

Crystal Smith è un’autrice esordiente statunitense. Di lei sappiamo che ha un marito e due figli e che queste sono le sue prime pubblicazioni. Appassionata di storie fin da giovane, ha frequentato vari corsi di scrittura creativa ed è stata incoraggiata da subito dagli insegnanti.

Al momento vive nello Utah ed è molto attiva nel mondo della Young Adult, non solo a livello di scrittura. Dopo Fiore di Sangue (Bloodleaf), è prevista la pubblicazione di Greythorne questo Settembre e di un successivo terzo volume che è già in lavorazione.

Conclusioni

Fiore di Sangue è un classico esempio di Fantasy Young Adult. I sentimenti sono parte integrante e fondamentale della storia, e la protagonista un po’ avventata scoprirà quando è il momento di seguirli e quando di metterli a tacere. L’ambientazione cupa e i riferimenti alla stregoneria piaceranno a tutti gli appassionati di storie di streghe. Ricorda molto I segreti delle sorelle Cahill, altra trilogia YA incentrata sulla magia. Una lettura leggera e romantica che piacerà sia a chi ama il romance sia a chi apprezza le storie di streghe e fantasmi.

Fiore di sangue

Quella di Aurelia di Renalt non è per niente una vita da principessa delle favole. Dotata di poteri straordinari, è costretta a nasconderli perché nel suo regno la legge vieta il ricorso alla magia e il Tribunale, un’istituzione speciale assetata di sangue, punisce spietatamente chiunque venga accusato di stregoneria o sorpreso a praticarla. Il suo destino, inoltre, è di sposarsi con un ragazzo che non ha mai incontrato di persona, principe ereditario del Regno di Achlev, per assicurare una pace duratura tra quest’ultimo e il suo regno. Quando però il suo segreto viene svelato, Aurelia è costretta a scappare dal palazzo. Sola e alla deriva, giunge in un nuovo regno, dove insperatamente ha la possibilità di ricominciare da zero.  “Fiore di sangue” è un romanzo dalle tinte cupe, un fantasy nel quale si intrecciano sensualmente magia, amore e intrighi.


Verdetto

Una lettura affascinante per chiunque ami la Young Adult: sentimenti e magia in un mondo di persecuzione e tradimenti. Fiore di Sangue è una fiaba fantasy in cui ancora una volta l'amore è la magia più potente.

Pro

-Rilettura di una fiaba;
-Linguisticamente molto curato.

Contro

-Ambientazione poco approfondita.