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Flora e Ulisse, recensione della nuova commedia di Disney+

È davvero necessario il cinismo al giorno d’oggi? O c’è ancora spazio per la magia e la speranza? A queste domande cerca di dare risposta Flora e Ulisse, commedia per tutta la famiglia disponibile su Disney+ a partire dal 19 febbraio. Tratto dal romanzo “Flora e Ulisse. Le avventure illustrate” scritto da Kate DiCamillo, questo titolo family oriented funziona grazie a una sceneggiatura semplice ma diretta, in pieno stile Disney. Al contempo la pellicola strizza l’occhio al grande pubblico immergendo la favola in un universo nerd ricco di riferimenti ai cinecomics, attingendo in modo acuto, ma mai invadente, da questa gallina dalle uova d’oro.  Tenetevi pronti, questa volta nessun supereroe salverà il mondo, ma un piccolo scoiattolo salverà l’amore di una famiglia.

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Flora e Ulisse, cinismo e speranza

Flora è una ragazzina di 10 anni, molto sveglia, intraprendente e con passione per i fumetti. Purtroppo vive una complicata situazione familiare, a causa della recente separazione dei suoi genitori. La madre è una scrittrice di romanzi rosa in declino, un tempo molto famosa e insignita dell’invidiabile premio Jack&Rose, statuetta in stile Oscar dalle fattezze dei protagonisti di Titanic. Il padre, non riuscendo a vendere le sue opere, ha dovuto lasciare l’amato lavoro da fumettista, e ora fa il commesso in un centro commerciale, vessato dal suo ignobile superiore. Fin dalle prime battute, si capisce come l’amore in famiglia non manchi, ma sia semplicemente andato perduto e deve essere ritrovato. Le cause della separazione non sono indagate, ma non c’è nulla da spiegare, perché quelle persone si vogliono bene e devono stare insieme. E quando sembra non esserci più speranza, sarà il più insospettabile dei supereroi a sciogliere la matassa e rinsaldare l’unione.

I poteri sono ben celati fino al momento del bisogno.

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E così Flora, sedicente cinica che si limita a osservare un mondo svuotato di magia, si ritrova davanti una scena inaspettata: un piccolo scoiattolo viene aspirato dal robot da giardino della vicina. Lei si lancia immediatamente in suo soccorso, praticandogli un delicato massaggio cardiaco a due dita e una tenerissima respirazione bocca a bocca. Facciamo in questo modo la conoscenza di Ulisse, apparentemente un innocuo roditore che nasconde dei poteri sorprendenti. Capisce la nostra lingua, vola, ha una forza straordinaria e addirittura scrive a macchina. Vorreste affrontarlo? Ha un unico punto debole, una passione irrefrenabile per il cibo, in particolare i donuts. Flora e Ulisse stringono subito una forte alleanza, e questo incontro darà il via a una serie di esilaranti avventure, che cambieranno per sempre le storie dei protagonisti e il loro modo di assaporare la vita.

La peggiore trappola per un supereroe è un banchetto.

La forza del cliché

Il film fa della semplicità il suo cavallo di battaglia. Non ci sono colpi di scena inaspettati o stravolgimenti improvvisi: tutto fila delicatamente verso il lieto fine conclusivo. Questo approccio classico non stanca lo spettatore, perché Flora e Ulisse è coerente con la sua anima dai minuti iniziali fino ai titoli di coda. Succede esattamente quello che ci si aspetta, e va bene così. Disney, ancora una volta, dimostra come per confezionare un prodotto riuscito non sia necessario stupire, ma sia sufficiente seguire la ricetta con classe e diligenza.

Il vecchio è il nuovo nuovo.

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E questo “patto di semplicità” stretto con il pubblico si rivela essere una scelta strategica intelligente, in grado di far passare in cavalleria una sceneggiatura non molto ispirata, specie nei momenti comici. Il sorriso smaliziato del pubblico più adulto si ritrova grazie a un espediente vincente e molto attuale, ovvero la miriade di citazioni al mondo nerd e sci-fi. Dall’atterraggio stentoreo di Ulisse alla Iron Man, al suo volteggiare scoordinato alla Spider-Man, passando per il volo di un X-Wing costruito con penne e graffette: è oggettivamente un gioco molto divertente coglierne il più possibile.

Famiglia 1.0

Lascia leggermente perplessi la scelta di adottare una concezione di famiglia nucleare, formata da madre, padre e figlio. Questo vale non solo per i protagonisti, ma anche per i comprimari: l’unico modello di felicità proposto è quello di partenza. Pixar negli ultimi anni sta coraggiosamente valicando l’ostacolo, fino ad arrivare al recentissimo Onward – Oltre la magia, dove si propongo scelte diverse ma altrettanto convincenti: famiglie ricostruite, adozione da parte di coppie omosessuali e così via. In un titolo come Flora e Ulisse, dallo stampo marcatamente pedagogico, si sarebbe apprezzato uno sforzo più temerario in tal senso. La famiglia è un posto sicuro per tutti.

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Dal punto di vista tecnico, molto buona l’interpretazione dell’ esordiente Matilda Lawler nel ruolo di Flora. Un plauso meritato anche a Danny Pudy e Benjamin Evan Ainsworth, rispettivamente nei panni del tragicomico e iperbolico antagonista e del simpatico aiutante affetto da cecità isterica. Sono proprio le loro sequenze a donare i momenti di comicità più riusciti. Funziona infine l’ineccepibile e armonioso utilizzo di CGI e slow-motionnonché la scelta registica di intervallare il filmato con vere e proprie tavole fumettistiche.

In conclusione

Flora e Ulisse è una commedia per tutta la famiglia, che intrattiene gentilmente senza la volontà di porre grandi riflessioni esistenziali. Ci ricorda come anche il cinismo porti razionalmente alla speranza. Il cinico rinuncia a sperare, e si limita ad osservare: ma è proprio osservando che ritroviamo la magia di cui il mondo è intriso. Non possiamo non vederla, specie con l’amore della famiglia al nostro fianco. E uno scoiattolo con superpoteri.

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