Cinema e Serie TV

Frozen: un film diventato fenomeno POP

Disney, un nome che si associa automaticamente ai sogni e alla loro realizzazione, ma forse nemmeno nelle previsioni più ardite della casa di Topolino c’erano i risultati ottenuti con quello che è un vero e proprio evento di massa: il fenomeno Frozen.

La regina dei Ghiacci

Il 27 Novembre 2013 esce nella sale cinematografiche Frozen – Il Regno di Ghiaccio, 53° Classico Disney prodotti dai Walt Disney Animation Studios e da li a pochi mesi il mondo sarebbe stato contagiato dalla Frozen-Mania.
La storia è liberamente ispirata alla favola “La Regina di Ghiaccio” di Hans Christian Andersen, scrittore danese del 1800 creatore di tantissime fiabe come ad esempio La Sirenetta, Pollicina e Il Brutto Anatroccolo; Walt Disney aveva in programma un film tratto da questa fiaba già dagli anni ‘40 ma a causa delle difficoltà a trovare un accordo con gli eredi di Andersen, il progetto venne rimandato. Un altro problema che incontrò la lavorazione fu la difficoltà nel far coincidere la Regina dei Ghiacci che nella fiaba è l’antagonista, col ruolo di protagonista, e inizialmente il copione prevedeva che la giovane Anna, popolana del regno di Arendelle, andasse in cerca della gelida regina dei ghiacci per far congelare il proprio cuore infranto dall’amore. Oggi a meno che sul serio non abbiate vissuto fra i ghiacci negli ultimi 6 anni, sappiamo tutti che le protagoniste della storia sono le due sorelle Elsa e Anna, figlie dei regnanti di Arendelle. Elsa è nata con un dono: la magia del ghiaccio, ma il suo talento è difficile da controllare e la paura di far male a qualcuno che ama, la fa vivere in un isolamento autoinflitto, che le causa l’allontanamento dall’adorata sorella minore. Dopo la morte dei genitori questo distacco aumenta ancora di più, fino a quando Elsa erediterà la corona del regno e non riuscendo a gestire la magia, scappa abbandonando il regno e rifugiandosi fra i ghiacci dove potrà dare sfogo ai suoi poteri in libertà. Anna, che ha vissuto la sua vita da sola nel castello, costretta a reprimere la sua natura aperta e giocosa, intraprenderà un viaggio per ritrovare la sorella e riportarla a casa.
E il cattivo? Il cattivo c’è tranquilli, come ci sono anche altri personaggi che aiuteranno le nostre sorelle nella loro avventura: Olaf il pupazzo di neve animato da Elsa, Kristoff un tagliatore di ghiaccio che vive con la sua renna Sven, i Troll che non potevano mancare essendo il film ambientato in Norvegia.
Certo che raccontata così alla buona sembrerebbe un film mediocre, e allora cosa ha reso Frozen il più grande successo commerciale degli ultimi anni?

Let It Go

I punti di forza di Frozen sono tanti e tutti validi.
Ma iniziamo da quello che è probabilmente il più riconoscibile: la colonna sonora.
In perfetta tradizione Disney Frozen è ricco di canzoni che ti rimangono in testa già dopo il primo ascolto e che sono parte viva della storia. Anche il peggior detrattore del Topo non può negare di conoscere i grandi classici come Supercalifragili, La Bella e la Bestia, Crudelia Demon, e sono sicuro che leggendo “ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile, e i tuoi malanni puoi dimenticar” vi ritroverete a canticchiarla tutto il giorno. Ovunque voi siate.
Ecco ora immaginate che una canzone possa essere stata fonte d’ispirazione tale da far cambiare tutto il progetto per adattarlo a questa, e avrete davanti quello che è accaduto con Let it Go. Scritta dal duo composto da Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez, marito e moglie che hanno curato anche la colonna sonora di Coco e del sequel di Frozen in uscita il 27 Novembre Frozen II – Il Segreto di Arendelle. Let It Go cantata da Idina Menzel ha raggiunto record assoluti con oltre 600 milioni di visualizzazioni, e il pezzo è stato tradotto e cantato in 41 lingue. La versione italiana All’ALba Sorgerò, è interpretata magistralmente da Serena Autieri e si difende bene sul Tubo con 80 milioni di volte che i vostri figli ve l’hanno fatta ascoltare.
La coppia di autori aveva poche informazioni sulla trama, e nei loro appunti Elsa doveva essere la cattiva del film, ma scrissero il pezzo di getto in un solo giorno, lo presentarono alla produzione per primo e la regista del film, Jennifer Lee, ha affermato che “nel momento preciso in cui ho sentito la canzone per la prima volta, ho capito che avrei dovuto riscrivere tutto il film.”
Fu l’inizio del mito che fu consacrato con la vittoria di un oscar per la miglior canzone, riconoscimento che la Disney non vinceva da 14 anni.

Sorelle, capelli e cristalli di ghiaccio

Principesse Disney è ormai una consuetudine alla quale siamo abituati: sono le protagoniste, solitamente adolescenti, di stirpe regale e accompagnate da un simpatico animaletto da compagnia, ma di base è sempre un ruolo singolo. In Frozen invece per la prima volta le protagoniste sono due ma questa non è l’unica particolarità.
Sono entrambe più grandi rispetto alle loro colleghe, Elsa ha 21 anni e Anna 18, e cosa più importante Elsa non è una principessa, ma una regina; e pensate che detiene anche il primato del maggior numero di capelli: 420.000 contro i soli 27.000 di Rapunzel che basa la sua fortuna proprio sulla folta chioma.
Per rendere al meglio il rapporto fra le due ragazze, la produzione organizzò un vero e proprio studio sulle sorelle e anche un Sister Summit dove vennero invitate diverse coppie di sorelle per poter analizzare le dinamiche delle loro relazioni.
Il risultato è una caratterizzazione dei personaggi così riuscita da risultare coinvolgente e credibile al pubblico, aspetto che lo staff è riuscito a rendere al meglio anche con gli altri personaggi di Frozen.

Oltre alla bellissima colonna sonora Frozen può contare su un impatto visivo spettacolare.
Creare su schermo la neve e il ghiaccio richiesero agli animatori 4 anni di lavoro e ricerche, oltre che l’utilizzo di software sviluppati appositamente per questo film, come il MatterHorn usato per creare oltre 2000 cristalli di neve ognuno diverso dall’altro. La scena in cui Elsa da libero sfogo ai suoi poteri costruendo il suo palazzo di neve e ghiaccio richiese oltre 50 animatori e interi giorni di rendering delle immagini, ma per onor del merito va detto che molte delle scene in cui la regina congela l’acqua in ghiaccio furono realizzate manualmente tramite disegni, non solo con l’uso dei software di CGI

I record

Frozen ha guadagnato 1.274.219.009 di dollari ed è il primo film Disney diretto da una donna, la regista e sceneggiatrice Jennifer Lee che ad oggi ha sostituito John Lasseter alla guida dei Walt Disney Animation Studios. L’ingrediente segreto del successo planetario di Frozen sembra essere proprio lei, che è riuscita a creare personaggi femminili forti e guidati dalla passione senza bisogno di forzature e di esaltazioni di un sesso rispetto all’altro. Cosa che nel cinema degli ultimi anni sta avendo un grosso peso e non sempre con risultati positivi.
Jennifer Lee è riuscita a creare un prodotto ottimo che piace perchè è bello, e non perchè le protagoniste sono due donne, e il meritatissimo riconoscimento è arrivato con la vittoria dell’Oscar per il miglior film di animazione e con il record ancora imbattuto d’incassi per un film d’animazione.

Frozen divenne un successo planetario, il merchandising dedicato al film è letteralemtne infinito e impossibile calcolare i ricavi, basta pensare che ha totalmente surclassato marchi come Hello Kitty, Barbie e Star Wars. Alcuni oggetti sono stati venduti su ebay a centinaia di volte il loro valore originario, e nei parchi Disney per poter fare una foto con le comparse che interpretano Elsa e Anna si è arrivati a oltre 7 ore di attesa.
Dopo l’uscita del film il turismo della Norvegia ha visto un aumento del 37% e anche lo storico evento sul ghiaccio Disney On Ice, nella versione dedicata a Frozen ha registrato record di tutto esaurito che non si erano mai visti negli oltre 70 anni di attività.
I nomi delle protagoniste sono schizzati in vetta alla classifiche dei nomi dati ai nuovi nati.
Oltre ai due oscar Frozen fece incetta di premi e riconoscimenti, e ovviamente non fu immune a critiche riguardo la sessualità della protagonista; molti sostengono infatti che Elsa sia in realtà omosessuale, voce mai ne smentita ne confermata da Jennifer Lee, che in occasione della conferenza stampa per Frozen II – Il Segreto di Arendelle ha dichiarato che “Ora è troppo presa dagli impegni richiesti dalla gestione del regno e dalla sua famiglia, e non ha il tempo di pensare a se stessa.”

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Frozen 2 e non solo

Oltre al già citato e attesissimo sequel, Frozen ha generato altri due corti: Frozen Fever e Frozen – Le avventure di Olaf.
Nel primo Elsa impegnata a preparare le celebrazioni per il 19° compleanno di Anna, viene colpita dall’influenza e ogni volta che starnutisce crea delle piccole palle di neve animate che porteranno scompiglio nella preparazione della festa.


Frozen – Le avventure di Olaf invece, come s’intuisce dal titolo, vede protagonista il simpatico pupazzo di neve Olaf che con l’aiuto della renna Sven cercherà le migliori tradizioni del regno di Arendelle per le feste di Natale da portare ad Elsa e Anna.
Nel 2018 ha visto la luce il musical di Broadway che continua a registrare il tutto esaurito e per la quale i compositori Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez hanno scritto altre 13 canzoni.
Potete immaginare l’hype che c’è per il sequel Frozen II – Il Segreto di Arendelle?
E voi siete pronti per ascoltare altre mille volte la nuova hit “Nell’Ignoto”?
Tranquilli sappiamo tutti che sarà impossibile evitarlo.

 

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