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Game Of Thrones, chi diventa re e chi muore secondo i bookmaker e secondo noi

Game Of Thrones è stata una delle serie più d’impatto, per ascolti e qualità generale degli ultimi anni, con una trama densissima e stratificata, leggibile su più livelli. Ma si sa, molti si affezionano soprattutto ai personaggi. E così, in attesa che il 22 aprile vada in onda il primo episodio completamente doppiato in italiano, tra i fan impazza il toto nomi, nel tentativo di indovinare chi morirà ma anche chi salirà alla fine sul trono di spade.

I bookmaker ovviamente si scatenano in questi frangenti, ma noi preferiamo non lanciarci nel mondo del gioco d’azzardo ma concentrarci sull’argomento in sé, trattandolo per ciò che è: un divertente gioco di appassionati.

Chi sale sul trono di spade…

I pronostici cambiano da bookmaker a bookmaker, ma grossomodo le previsioni coincidono: per la maggior parte è scontato che alla fine a sedere sul trono di spade sia Bran Stark, alias Il Corvo con Tre Occhi. A seguire troviamo ex aequo i due eroi più amati, vale a dire Jon Snow e Daenerys Targaryen. A partire dal terzo posto poi i distacchi si fanno via via più profondi e quindi le candidature più improbabili.

Il gradino più basso del podio, con un altro sostanziale pareggio, è infatti occupato addirittura dal Re della Notte e da Tyrion Lannister, mentre fuori dal podio, ancora una volta appaiati, ci sono Cersei Lannister e Sansa Stark.

È divertente poi scoprire che comunque, pur con quotazioni bassissime, ci siano nomi non di spicco, ad esempio Jaqen H’ghar, il maestro degli assassini, il Cavaliere delle Cipolle, sir Davos Seaworth, e via via candidati sempre più improbabili, come Yara Greyjoy, Brienne di Tarth o addirittura la Donna Rossa Melisandre. In classifica c’è persino Gilly, la donna Bruta moglie del mite Samwell Tarly.

…e chi scende nella tomba

Ad appassionare da sempre i fan del Trono di Spade però è anche il tentativo di prevedere le morti a sorpresa a cui la serie ci ha abituato da sette stagioni. Nella prima puntata dell’ottava non è ancora deceduto nessun personaggio di primo piano, per cui è facile immaginare stermini di personaggi famosi nei restanti cinque episodi.

Inutile dire che le previsioni più facili riguardano personaggi generalmente antipatici come Cersei Lannister, La serie del resto ci ha abituato a “punizioni” esemplari per i cattivi, da Joffrey Baratheon a Ramsey Bolton, passando per Vyseris Targaryen e Ditocorto. Anche personaggi più “tragici”, con un percorso di redenzione, sembrano però a buon titolo ottimi candidati alla tomba, probabilmente compiendo atti eroici che portino a compimento la propria parabola redentiva. In questo senso Tyrion e Jaime Lannister appaiono due personaggi ideali, ma anche Jorah Mormont, che potrebbe sacrificarsi per la sua amata, o Verme Grigio, Beric Dondarrion, che ormai non ha più chi lo riporti in vita.

Il Mastino, Theon Greyjoy, Podrick Payne e Brienne di Tarth, sono poi altri candidati al sacrificio supremo e quindi alla tomba. Le quotazioni invece salgono vertiginosamente per personaggi come Bronn, troppo individualista per non mettersi in salvo, o per personaggi troppo amati come Tyrion Lannister, Bran Stark, Jon Snow, Arya Stark e Samwell Tarly, che ha in media le quotazioni più alte, segno che non si crede in un suo possibile decesso. E Daenerys? Curiosamente La Madre dei Draghi non è tra i potenziali intoccabili, ma viene data anzi a ridosso delle prime posizioni.

Per noi the winner is…

E noi cosa ne pensiamo? In redazione, tra appassionati della serie, ci siamo divertiti a fare una serie di considerazioni, più che altro sul possibile erede del trono di spade e per noi non è Jon, non è Daenerys, né Tyrion, né Cersei, ma Sansa.

Il ragionamento è semplice. Jon Snow non è un personaggio che possa anche solo aspirare a diventare re. È un eroe, forse l’unico vero eroe del mondo di ghiaccio e di fuoco dipinto da George R. R. Martin. E gli eroi, si sa, sono nati per compiere gesta eroiche, risolvere problemi irrisolvibili e poi allontanarsi, realmente o metaforicamente, nel tramonto.

Daenerys Targaryen nel corso delle stagioni è divenuta una beniamina di molti, ma gli autori hanno furbamente disseminato lungo gli episodi tanti piccoli indizi di una follia strisciante e di una violenza repressa, che minano la sua figura. Nella prima puntata dell’ottava poi questi comportamenti si sono fatti più consistenti. Non è un personaggio che Martin premierebbe nel gioco dei troni.

Cersei Lannister, non è nemmeno il caso di dirlo. È l’antagonista principale, la cattiva per eccellenza sin dalla prima stagione. Per questo è durata sino ad ora, ma è palese che sia destinata a cadere, probabilmente in modo eclatante.

Il Corvo a Tre Occhi sul trono di spade? Difficile, a prescindere dal fatto che la sua natura, il suo ruolo e i suoi scopi sono ancora largamente ignoti e saranno svelati soltanto nelle ultime cinque puntate rimanenti. Il suo è un ruolo chiave, probabilmente secondo molte teorie legato a doppio filo al Re della Notte, ma difficilmente potrà essere colui che regnerà sulla Westeros post-guerra.

E Arya Stark? A prescindere dal fatto che sia diventata ormai una spietata assassina, Arya, come ci dice il nome e come lei stessa afferma sin dalla prima stagione, è uno spirito libero, senza alcun interesse per la vita di corte e il gioco del trono. Molto probabilmente non vedrà il finale di stagione.

Sansa invece se ci pensiamo è l’unica che abbia avuto una costante evoluzione positiva. Da ragazzina fatua e superficiale, attraverso grandi perdite e sofferenze, è diventata una donna matura, in grado di comandare saggiamente, prendendo decisioni difficili e usando la diplomazia quando utile.

Se La Battaglia dei Bastardi è vinta non è merito di Jon Snow, che si butta nella mischia in preda al testosterone, senza pensare, ma dei rinforzi che lei porta. Se molte famiglie restano fedeli agli Stark è merito suo, anche se Arya l’accusa di essere una fredda calcolatrice. E chi trae in trappola Ditocorto, battendolo al suo stesso gioco, per dargli la punizione che merita?

Sansa Stark è sopravvissuta a Joffrey Baratheon, a Ramsey Bolton e a moltissime altre situazioni che l’hanno temprata. È saggia quanto Jon ma non altrettanto avventata, non è potenzialmente folle come Daenerys o malvagia come Cersei ed è naturalmente portata per la vita di corte a differenza di sua sorella Arya.

Magari perirà inaspettatamente nella seconda puntata, mandando all’aria tutte le nostre speculazioni, ma attualmente crediamo sia la prima candidata al trono, ammesso che ci sia ancora un trono su cui sedersi a fine stagione, perché il ruolo del Re della Notte potrebbe essere quello di mettere fine all’eterna lotta tra le Casate. Ma questa è un’altra storia.

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