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Garth Ennis, un autore iconoclasta: ecco alcuni fumetti da leggere

In genere nei fumetti può capitare di leggere storie che ci coinvolgono e ci immergono in azione e avventura; altre che ci catturano provocando un’ondata di emozioni; e altre ancora che puntano a strapparci una risata e giocano sull’umorismo. E poi ci sono le storie di Garth Ennis.

Sconvolgenti, assurde, scorrette, le vicende narrate da questo autore sono spesso marcate da humor nero e violenza a go go e talvolta scuotono nel lettore una rabbia impotente di fronte alle ingiustizie che vengono rappresentate con cinismo ma anche con parecchio sarcasmo.

Garth Ennis è uno dei più prolifici e poliedrici autori dell’ambiente fumettistico: un vero e proprio iconoclasta, che ha scritto le storie riguardanti diversi personaggi noti delle etichette più celebri; ha creato alcune delle trame più irriverenti e sconvolgenti; ha collaborato alla stesura di sceneggiature vincenti ed ha raccontato la guerra con narrazioni emozionanti e brillanti. Conosciamo più approfonditamente questo autore e scopriamo quali sono i fumetti scritti da Ennis che dovrebbero essere letti almeno una volta nella vita.

Garth Ennis: un irlandese in America

L‘Irlanda del Nord è stata segnata per circa un trentennio da lotte civili a sfondo religioso che hanno visto scontrarsi i cattolici da una parte e i protestanti dall’altra, presentando al paese un conto da migliaia di morti ed un clima sociale così burrascoso da portare ancora oggi le cicatrici di una tensione sottesa. È più o meno agli albori del conflitto nordirlandese che nasce Garth Ennis, nel 1970, portando col tempo con sè questo bagaglio fatto di guerre civili e ideali religiosi, tanto che la serie a fumetti con cui ha esordito nel 1989 (disegnata da John McCrea) è Troubled Souls, la storia di un uomo protestante che si ritrova a dover combattere durante i cosiddetti Troubles, i conflitti accesi nel Nord dell’Irlanda. Nel frattempo l’autore collabora anche con 2000 AD e firma alcune storie di Judge Dredd, il giudice divenuto celebre grazie all’interpretazione di Sylvester Stallone per il grande schermo.

Judge Dredd

Ennis fa della violenza e dello humor nero, delle vicende sopra le righe e dei dialoghi triviali e brillanti il suo personale mix che diventerà una firma inconfondibile; nell’autore si sviluppa comunque anche una particolare idea riguardo ai dogmi religiosi e alla fede, alimentata dal periodo storico e dall’ambiente in cui l’autore è nato e cresciuto: idea che diviene evidente in numerose delle sue produzioni, come True Faith, fumetto pubblicato nel 1989 per Crisis in cui il protagonista è un uomo di fede che perde ogni briciolo di credenza in Dio con la morte della moglie, avviando una serie di omicidi e atti terroristici volti a distruggere la Chiesa e Dio stesso. Nel 1991, tuttavia, per Garth Ennis inizia la sua fortunata carriera per le major statunitensi trasferendosi in America e scrivendo di John Constantine su Hellblazer, per conto della Vertigo-DC Comics; è in questo periodo che l’autore viene affiancato dal disegnatore Steve Dillon, con cui si crea un’intesa tale da condurre i due alla creazione, nel 1995, di Preacher.

Garth Ennis

Si tratta di una delle opere più importanti create da Ennis ed è qui che il tema religioso, unito ad elementi western e a vicende tanto assurde quanto violente, permea l’intera serie seguendo i passi di Jesse Custer, un predicatore alla ricerca di Dio, fuggiasco sulla Terra. La collaborazione dell’autore irlandese con DC tuttavia non si interrompe e, contemporaneamente alla stesura del fortunato Preacher, Garth Ennis crea Hitman insieme a John McCrea: la storia di un sicario con i superpoteri assoldato per uccidere i cattivi di Gotham City. Ennis intanto firma altri progetti come Bloody Mary (dove la critica alla Chiesa ritorna con prepotenza, rivolta verso il suo “potere” di plagiare intere popolazioni), Unknown Soldier, Goddess e altri.

Successivamente, Garth Ennis fa un salto anche in Marvel, accompagnato dal suo humor grottesco e dall’ultraviolenza delle scene di cui racconta per rilanciare The Punisher: Ennis debutta così alla casa delle meraviglie insieme all’amico Steve Dillon, dando a Frank Castle la possibilità di fare una strage di nemici, ma lasciando tuttavia un po’ in sordina le oscenità dei dialoghi tanto care all’autore. Il nostro firma inoltre anche alcune storie di Thor, Hulk e Ghost Rider per Marvel, mentre sforna anno dopo anno altre chicche come Le Storie di Guerra per DC, La Pro per Image Comics o Le Cronache di Wormwood per Avatar Press.

Punisher Garth Ennis

È il 2006 quando, insieme al disegnatore Darick Robertson, Ennis pubblica un’altra delle sue serie destinate a segnare la storia del fumetto, The Boys, sotto l’etichetta Wildstorm-DC per poi passare a Dynamite Entertainment. Tuttavia l’autore non si ferma di fronte ai successi, continuando a prestare la sua penna per Punisher MAX fino al 2008, per poi scrivere altre opere che di certo non sono passate inosservate: Battlefields o il violentissimo e crudissimo Crossed. Negli ultimi anni Garth Ennis ha proseguito inoltre le sue collaborazioni a diverse serie pubblicate da etichette come Avatar, Dynamite e Marvel, fornendo il suo personale tocco ad alcuni dei personaggi più noti dei fumetti, mentre le serie di Preacher (AMC) e The Boys (Amazon Original) venivano prodotte per la TV.

Garth Ennis

Qui di seguito proponiamo alcuni dei fumetti più belli di Garth Ennis, da leggere almeno una volta nella vita per rimanerne affascinati per sempre. Non si tratta tuttavia di una classifica, ma di una lista che include alcune delle opere originali più rappresentative di questo autore così poliedrico.

Preacher

Si tratta della serie a fumetti creata da Garth Ennis e Steve Dillon in cui un predicatore con attitudini da cowboy si ritrova a sfidare non il bandito di turno che ammorba la città con le sue scorrerie, ma Dio stesso, per le sue mancate responsabilità verso l’uomo. Una serie che è uno schiaffo in faccia ai lettori. E che non si può non amare. Realizzato in collaborazione con il compianto Steve Dillon per la Vertigo, etichetta più “matura” della DC Comics, Preacher è apparso tra gli scaffali nel 1995 per poi concludersi nel 2000. Le ristampe, le edizioni deluxe, la serie TV prodotta per la AMC nel 2016, non hanno che confermato la qualità di questa serie a fumetti e raccolto un numero sempre maggiore di fan del predicatore texano.

Garth Ennis

Le vicende di Preacher prendono il via ad Annville, in Texas, dove il predicatore Jesse Custer viene posseduto da un’entità potente e misteriosa fuggita dal paradiso: Genesis, che rade al suolo la chiesa ed i parrocchiani di Custer e conferisce a quest’ultimo, suo malgrado, poteri sovrannaturali.

Insieme a Tulip, la sua ex ragazza, e Cassidy, un tipo a cui piace il sangue e non può stare a contatto con la luce del sole (“Inizia per V”, cit.), il predicatore si ritroverà a fronteggiare un killer praticamente invincibile, il Santo degli Assassini, e gli angeli del paradiso, che gli forniranno la risposta al disastro in cui sono stati fiondati: il potere di Genesis è pari a quello di Dio, perciò Dio ha mollato. Se n’è andato.

Garth Ennis

Ecco quindi che avrà inizio il lungo viaggio di Jesse e dei suoi due amici per scovare il Creatore e affrontarlo mettendolo di fronte alle sue colpe nei confronti dell’uomo, scontrandosi lungo il loro cammino con i personaggi più disparati: la perfida nonna di Jesse ed i suoi scagnozzi, la società segreta Graal, una coppia di “investigatori sessuali”, aspiranti vampiri. Insomma, una manica di figure assurde, ambigue, capaci di bassezze che la maggior parte di noi non potrebbe nemmeno immaginare.

Con Preacher abbiamo tra le mani un eroe che non indossa un mantello ed una maschera e, sebbene porti il colletto clericale, è quanto di più simile vi sia ad un moderno cowboy, alcolizzato e con una collezione invidiabile di furti d’auto, è vero, ma retto e mosso da una solida moralità che lo spingerà contro tutto e tutti per ottenere la giustizia che cerca da un dio che ha abbandonato gli uomini.

Una serie a fumetti che è un road trip in lungo e in largo attraverso gli Stati Uniti, narrato da due autori inglesi che hanno scoperto che il sogno americano non è come ce lo hanno sempre raccontato, ma quel lato zoticone dell’America mostrato nelle pellicole più trash di Hollywood è quanto di più vicino ci sia alla realtà.

Caliban

L’autore irlandese, durante la sua carriera, ha dimostrato più volte di riuscire a destreggiarsi con generi anche molto diversi tra loro, benché in ogni opera Ennis faccia sempre largo uso dei motivi ricorrenti che tanto gli sono cari (le profanità verbali, la violenza efferata, l’esplorazione delle bassezze umane, ad esempio). Nel 2015 ha dato un’altra prova di ciò con la pubblicazione di Caliban per Avatar Press, disegnato dall’argentino Facundo Percio.

caliban

Sulla scia dell‘horror fantascientifico di cui le opere più esemplari sono Alien di Ridley Scott e La Cosa di John Carpenter, Garth Ennis ci trasporta su una nave mineraria di nome Caliban, in viaggio nello spazio alla ricerca di risorse minerali per la Terra ormai depauperata. Durante quello che dovrebbe essere uno dei consueti salti warp, tuttavia, qualcosa va storto: la Caliban si scontra con qualcosa e le letture dei computer registrano informazioni così assurde da risultare inconcepibili.

I membri dell’equipaggio perlustrano quindi la nave e fanno una scoperta sconcertante: la Caliban si è fusa con un’altra astronave, lasciando intrappolati tra le pareti numerosi uomini, morti di una morte orribile, e uccidendo i minatori in stasi all’interno delle capsule criogeniche che stavano trasportando. Questo, però, è solo l’inizio dei problemi che l’equipaggio dovrà affrontare: un intruso, infatti, ha ucciso dapprima quanti occupavano la misteriosa astronave e adesso mira a sterminare i sopravvissuti della Caliban, che dovranno lottare per rimanere in vita e contrastare questa oscura entità.

caliban 2

Caliban, in sostanza, è un horror claustrofobico in cui un gruppo di uomini in viaggio nello spazio si ritrova rinchiuso in un’astronave in avaria, a dover fare i conti con un’entità aliena e letale. Ennis riprende quindi gli elementi ricorrenti di un genere che, soprattutto nel cinema, è stato ampiamente sviluppato, benché l’autore vi inserisca alcuni punti originali e si dimostri in grado di affrontare anche questo tipo di sceneggiatura. Il fumetto firmato Ennis-Percio è infatti in grado di trasmettere un forte senso di angoscia, di claustrofobia e di imminente pericolo, comunicati anche da un mistero di fondo che causerà solo un’ondata di ulteriore orrore nel momento in cui ogni tessera del puzzle verrà messa al suo posto, fornendo un orribile quadro generale sui raccapriccianti segreti che l’universo nasconde, mentre gli uomini vivono in una beata ignoranza.

Ennis sembra mettere qui momentaneamente da parte le oscenità e la sua attitudine a sconvolgere il lettore con situazioni indecenti, e tuttavia questo breve cambio di rotta funziona: i dialoghi sono come sempre brillanti e ricchi di volgarità, ma l’autore adotta uno stile più serioso che ben si armonizza con i personaggi di cui racconta, sopravvissuti che lottano per la propria esistenza tra atmosfere angoscianti ed una tensione insopportabile. Insomma: un salto warp nell’horror fantascientifico per Garth Ennis che sembra non aver intaccato l’integrità della fama dell’autore e che conduce il lettore verso lidi sconosciuti e terrificanti.

Le Storie di Guerra e Dreaming Eagles

Per sua stessa ammissione, Garth Ennis si considera piuttosto preparato sui temi riguardanti la guerra e in particolare il secondo conflitto mondiale. I topoi inerenti a questa sfera sono stati richiamati più volte dall’autore nell’arco della sua carriera, inserendo ad esempio le vicende riguardanti la partecipazione di John Custer alla Guerra del Vietnam in Preacher; o i racconti di alcune campagne fallimentari durante la Seconda Guerra Mondiale in The Boys.

Garth Ennis

Ennis ha raccolto quindi le sue conoscenze in quest’ambito sotto forma di racconti a fumetti, racchiusi in particolare in quelli che potrebbero essere i volumi più rappresentativi: Le Storie di Guerra e Dreaming Eagles.

Le prime, fanno parte di un ciclo di fumetti che in Italia è stato recentemente rilanciato da SaldaPress in sei volumi, dove all’interno vi si possono trovare due racconti per ciascun tomo, disegnati di volta in volta da autori diversi. Le Storie di Guerra seguono una linea cronologica che va dal ’39 al ’45 e hanno come sfondo i paesi che sono stati coinvolti nella Seconda Guerra Mondiale; narrano la contradditoria e dura realtà del conflitto, visto in ogni racconto dal punto di vista dei diversi protagonisti, con un disegnatore differente a tracciarne via via la storia con il proprio stile grafico.

Abbiamo così Le Storie di Guerra tra il 1939 e il ’40 ambientate rispettivamente in Spagna e in Inghilterra, con disegni di Carlos Ezquerra e Tomas Aira; il periodo tra il ’41 e il ’42 con i racconti di vicende che hanno avuto luogo in Africa e in Russia, e stavolta tocca a Cam Kennedy e Gary Erskine dare vita alla narrazione; a cavallo tra il 1942 e il 1943 Garth Ennis ci porta sull’Artico e nel Mediterraneo, con David Lloyd e Tomas Aira ad accompagnarci. Il volume dedicato agli anni 1943/1944 vede i suoi protagonisti in Germania e in Italia, disegnati stavolta da Matt Martin, Keith Burns e John Higgins; Tomas Aira torna a collaborare con Ennis nel quinto volume, con due storie calate nella Germania del 1945, e prestando la sua arte anche per gli ultimi due racconti, che si concentrano su Giappone e Inghilterra, nel 1945.

Garth Ennis

Garth Ennis ci racconta di tanti uomini diversi, dalle provenienze più disparate e appartenenti a differenti gruppi: degli aviatori inglesi della R.A.F., dei volontari irlandesi in Italia, gli spericolati corpi speciali della Special Air Service in Africa o dei soldati a bordo delle bizzarre navi CAM (Catapult Aircraft Merchantman), giungendo a toccare anche le vite dei soldati tedeschi sull’altro lato del fronte. Ennis confeziona così i suoi racconti con personaggi di inventiva attorno a fatti realmente accaduti, inserendo con maestria gli armamenti che sono stati davvero utilizzati durante il conflitto e narrandoci quello che verosimilmente poteva essere il vissuto di chi si è trovato a combattere la Seconda Guerra Mondiale.

Se è vero infatti che i protagonisti di Ennis si trovano immersi in situazioni e luoghi differenti, ciascuno di essi ha in comune l’aver toccato con mano gli orrori della guerra: c’è chi si è trovato sotto il fuoco nemico e ne è uscito vivo, a costo però di perdere magari i propri amici, o di realizzare che sotto quegli elmetti anonimi dall’altra parte vi erano in realtà degli uomini; e c’è anche chi non è sopravvissuto, e tuttavia l’autore ci mostra anche le vite di quanti si sono battuti a costo di perdere la vita, con coraggio o inscoscienza, difendendo compagni e ideali.

dreaming eagles

In maniera analoga, Garth Ennis cala il lettore nelle vicende riguardanti il conflitto anche in Dreaming Eagles, concentrando tuttavia la sua attenzione su temi e personaggi specifici. Il fumetto, disegnato da Simon Coleby e pubblicato in Italia sempre da SaldaPress, è incentrato infatti sulla figura di Reggie Atkinson, ex aviatore del 332° Gruppo Caccia dell’Aeronautica degli Stati Uniti che nel 1941 entrò a far parte della prima squadra composta interamente da piloti afroamericani. La narrazione prende il via negli anni ’60, mentre le proteste dei movimenti per i diritti civili stanno infiammando le strade, con il giovane Lee, figlio di Reggie, a battersi per ottenere l’uguaglianza razziale lasciandosi coinvolgere anche in scontri violenti.

Reggie teme per la vita del figlio e spera di poterlo mettere in guardia dai pericoli che corre, raccontandogli così della sua esperienza nell’aviazione, della discriminazione subita all’interno dell’esercito stesso e della brutalità di una guerra in cui, infine, si raggiunge la consapevolezza che degli uomini uccidono altri uomini; ma anche di come per un uomo afroamericano sia doppiamente difficoltoso dimostrare il proprio valore, nonostante l’impegno profuso per il proprio paese.

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Anche Reggie è stato costretto a lottare contro la discriminazione, battendosi tuttavia grazie al lavoro compiuto nei cieli e sul suo apparecchio, dando prova così di essere al pari di qualsiasi altro soldato indipendemente dal colore della pelle. Attraverso il racconto di Reggie, delle sue missioni e della tensione tra il suo Gruppo e “gli altri”, capiamo quindi che si è ritrovato a combattere non solo contro un nemico dichiaratamente razzista quali erano i nazisti, ma anche contro l’intolleranza dei suoi stessi compagni di sorte: significativa allora è la frase pronunciata dall’ex aviatore:

Sono andato in guerra contro i nazisti e, per venticinque anni, ho avuto paura solo degli americani

Jimmy’s Bastards

Con la mini serie disegnata da Russ Braun e arrivata in Italia sotto l’etichetta SaldaPress in due volumi, torniamo a leggere un Garth Ennis spregiudicato e goliardico, che non lesina sulle scene di sesso, sullo humor nero e cinico e sulla violenza sfacciata e sanguinosa. Insomma, il buon caro vecchio Ennis che si diverte e diverte i lettori scioccandoli con le sue storie al limite del no sense.

Jimmy's Bastards Garth Ennis copertina

E benché in Jimmy’s Bastards il protagonista sia ancora una volta un eroe inconsueto nello stile di Garth Ennis, come potevano essere le sue personali interpretazioni di John Constantine e Frank Castle, o il suo originale Jesse Custer, stavolta l’autore irlandese punta ad un genere differente: quello della spy story, in cui l’attore principale delle vicende è una sorta di 007 pompato con tutti gli stereotipi possibili che gli si potessero affibbiare.

Jimmy Regent è difatti l’agente segreto più efficiente del Regno Unito, intrepido e sprezzante del pericolo, ma è anche uno dei più grandi donnaioli sulla faccia della Terra, cinico e arrogante. I suoi continui successi in ogni missione, che lo vedono impegnato contro sfilze di nemici assurdi e sopra le righe (un esempio tra tutti, Bobo il Clown, una scimmia dal cervello umano), rendono Jimmy Regent indubbiamente proficuo per l’MI6, ma anche tronfio e pieno di sè; la situazione è pronta a cambiare con l’arrivo di Nancy McEwan, il nuovo agente che lo affiancherà, una donna forte e sicura delle proprie capacità che non ha alcuna intenzione di diventare l’ennesima “splendida deficiente” che Jimmy possa portarsi a letto.

Il nostro 007 dal sorrisetto tronfio, tuttavia, ha passato così tanti anni a godersi la vita da non aver considerato un piccolo dettaglio: le sue avventure amorose avrebbero portato, prima o poi, dei frutti. E così, come dice già il titolo del fumetto, Jimmy si ritroverà di fronte ad un vero e proprio esercito di bastardi, schiere di figli suoi che cercheranno di infliggergli una vendetta crudele e dolorosa.

Jimmy’s Bastards è puro intrattenimento, pur con tutto il suo bagaglio sanguinolento di violenza, ma in grado pur sempre di divertire ironizzando sul genere delle spy stories e sbeffeggiando amichevolmente l’agente segreto per antonomasia, James Bond, con una sua caricatura piena di testosterone e presunzione. Un altro fumetto che non può mancare nella lista delle opere di Ennis da leggere.

Discesa all’inferno

Un altro horror, per il nostro Garth Ennis, tuttavia ambientato stavolta in un magazzino di Long Beach, un luogo apparentemente comune che si trasforma già dalle prime pagine in un labirinto claustrofobico e terrificante.

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Insieme al fumettista croato Goran Sudžuka, l’autore dal Nord dell’Irlanda ci racconta degli agenti dell’ F.B.I. Shaw e McGregor in Discesa all’Inferno, i quali dovranno scoprire che fine hanno fatto i loro due colleghi, spariti all’interno del famigerato magazzino per un’indagine di routine. Sappiamo già che i due agenti stanno andando incontro ad orrori impronunciabili, perché la squadra tattica che in precedenza aveva fatto irruzione nel magazzino di Long Beach aveva trascorso all’interno solo un minuto, per poi uscirne e compiere un suicidio collettivo.

Ennis gioca qui con le nostre paure ed il senso di ripugnanza che solo certi argomenti possono suscitare, incastrando tra di loro i flashback riguardanti Shaw e McGregor mentre indagano su un pedofilo serial killer alle visioni d’orrore che i due compagni – e gli altri ancora intrappolati nel luogo maledetto – vivono man mano che procedono lungo l’angoscioso percorso tracciato per loro dentro l’infernale magazzino.

La lettura di Discesa all’Inferno, tuttavia, è anche di più: non solo l’angoscia causata dalle immagini orrorifiche, ma anche la presa di coscienza di fronte alle atrocità che gli uomini fanno ad altri uomini ogni giorno, con la violenza fisica e con campagne politiche, razzismo, messaggi d’odio espressi attraverso i social network. Insomma, Garth Ennis ci costringe un po’ a tenere gli occhi aperti, come in un’iconica scena del film Arancia Meccanica, mentre gli orrori del magazzino rappresentano solo una fetta di ciò che è parte integrante del mondo quotidiano.

La Pro e The Boys

Garth Ennis è un autore eclettico, in grado di toccare questo o quel tema adattando la sua narrazione con arguzia ai generi entro cui declina le sue storie; inoltre non ha paura di dire le cose come stanno, anche se sono estremamente spiacevoli. Così non si è nemmeno posto troppi problemi nello scrivere fumetti di supereroi… sbeffeggiando i supereroi.

La Pro XXXl

Sebbene i suoi personaggi possano essere considerati perlopiù degli antieroi, è con La Pro e il successivo The Boys che Ennis dà sfoggio della sua antipatia per gli eroi col mantello, ridicolizzandoli e giungendo addirittura a renderli i villain della storia.

La Pro è di certo il “prototipo” di ciò che sarebbe poi stata la serie a fumetti The Boys pubblicata qualche anno più tardi: disegnato da Amanda Conner e Jimmy Palmiotti, questo piccolo ma divertente fumetto mette i superpoteri in mano ad una prostituta, la quale viene presto rintracciata da un gruppo di “veri” supereroi per unirsi a loro nella lotta contro il male. Peccato che La Lega dell’Onore (così si fa chiamare il super-gruppo) sia probabilmente persino ancor più male in arnese dell’eroina protagonista, con scheletri nell’armadio che la Pro renderà manifesti con il suo modo di esprimersi fuori dai denti e il suo atteggiamento disilluso nei confronti del mondo, riuscendo laddove i supereroi “professionisti” avevano fallito finora.

Sketch ironici e brutale cinismo si alternano a scene sanguinose condite da turpiloqui vari: in La Pro (recentemente pubblicata nella versione XXXl) Garth Ennis prende di mira per le sue scioccanti vicende gli individui dotati di superpoteri, approfondendo la sua insofferenza e la beffardaggine scrivendo The Boys, insieme a Darick Robertson.

the boys

Se è possibile, qui tutta la scorrettezza dell’autore è ancor più amplificata, intrecciandosi ad una storia in cui i supereroi sono in questo caso i nemici da sconfiggere, i cattivi che stanno dall’altra parte della barricata e compiono efferatezze tali da dover essere fermati senza remore alcuna dai Boys, gli uomini di cui si serve la CIA per fare il lavoro sporco.

Per quanto cruda e crudele possa essere quest’ultima serie a fumetti, si tratta di una delle massime espressioni dell’autore nordirlandese e non può di certo mancare nella lista dei fumetti di Ennis da leggere.

E voi, quali fumetti di Garth Ennis consigliate di leggere?

La versione deluxe della serie a fumetti Preacher: un fumetto da non perdere, che troverete cliccando qui.