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Giacomo Leopardi: L’infinito, recensione. Un breve sguardo oltre la siepe


Giacomo Leopardi: L’infinito
Genere
Graphic Novel
Formato
Copertina Rigida
Autore
Giorgio Martone, Giovanna La Pietra
Editore
NPE
Collana
Nuvole in tempesta

Lo recitava Dustin Hoffman in un famoso spot per celebrare la Regione Marche, lo hanno omaggiato 22 artisti diversi in occasione del duecentesimo anniversario de L’infinito, è stato studiato da generazioni e generazioni di alunni, trasmettendo di padre in figlio un testo divenuto così instancabilmente recitato a scuola e studiato proprio sulle “sudate carte” di innumerevoli alunni. Non citiamo questa celeberrima espressione a caso, in questa recensione vi parliamo di uno degli autori italiani più studiati e conosciuti, oseremmo dire a livello globale: Giacomo Leopardi, personaggio ottocentesco notoriamente conosciuto per la sua devozione e dedizione agli studi e alla scrittura. Così gli autori Giorgio Martone e Giovanna La Pietra hanno omaggiato nuovamente il poeta in Giacomo Leopardi: L’infinito, un graphic novel biografico dedicato al poeta, con le illustrazioni in copertina di Nino Cammarata, e disponibile in libreria dal 27 agosto, mentre su alcuni scaffali virtuali già dal 20 agosto.

La malattia e l’ostinazione

Il settore fumettistico sta dimostrando, negli ultimi tempi, di raccogliere influenze e spunti di narrazione provenienti dalle più svariate e variopinte fonti, anche psicologiche, come quella recente di Baronciani in Quando tutto diventò blu. Tra questi influssi, quello dell’analisi introspettiva si unisce qui al genere letterario, come dimostra questa piccola produzione italiana. Un’edizione che viene pubblicata proprio subito l’anno successivo al duecentesimo anniversario della stesura de L’Infinito, poema celebrato in questo volume biografico.

Foto generiche

Proprio questo breve lavoro purtroppo non affronta nel dettaglio la vita del poeta recanatese, ma solo un piccolo e ridotto spaccato della sua gioventù quando, ormai adulto e alla ricerca dell’ispirazione per i suoi scritti e per i suoi studi, stava finalmente prendendo il coraggio a due mani per abbandonare la casa natale. Non senza parecchi screzi e difficoltà nel rapporto con il padre, a differenza di quanto accadeva con il fratello (qui assente) e la sorella.

Come fai a non percepirne la bellezza, ad andare via distogliendolo sguardo?

Due animi testardi, ognuno desideroso di perseguire il proprio obbiettivo, nascondendo quasi del tutto l’affetto che l’uno prova per l’altro, come del resto era d’uopo due secoli or sono, quando ancora si dava del “lei” ai genitori. Il periodo storico riproposto qui si colloca nel luglio 1819, andando a riprendere i momenti di vita in cui la malattia di Leopardi, l’edema polmonare da aggiungere alla scoliosi, si stava già manifestando da tempo. Ma il poeta non desiderava fermarsi, chiuso nella casa di famiglia.

Foto generiche

Si arriva poi alla stesura della poesia a cui è dedicato il volume, realizzata sul monte Tabor a Recanati, e partendo da un piccolo episodio per sviluppare il senso della sua poetica: una siepe gli impedisce la vista del paesaggio e così comincia a immaginare spazi immensi. Proprio da questa immagine si sviluppa il componimento, e di conseguenza il biopic dedicato alla vita del più grande poeta italiano dell’Ottocento.

Poesia in bianco e nero

Totalmente ritratta in bianco e nero, nella storia viene lasciato spesso un certo spazio alle immagini, più che alle parole; lo stesso spazio che Leopardi cercava al di là della siepe. Così vengono spesso regalateci intere tavole prive di linee di dialogo e balloon, fino ad accompagnare perfino il testo della poesia a cui è dedicato il novel a immagini che ritraggono le vicissitudini di un Giacomo forse timoroso, ma deciso a realizzare i suoi progetti.

Foto generiche

Abbiamo sicuramente apprezzato la cura grafica, non solo nel riportare fedelmente le immagini dei diversi protagonisti, ma anche per essere stata in grado di far trasparire dalle pagine l’atmosfera, le emozioni, il dissidio interiore del poeta, così come i tratti si fanno più sfumati quando si fa buio nella vita del poeta, mentre la malattia respiratoria si fa sentire e lo fagocita per lunghi istanti.

Anche il lettering risulta variato coerentemente con quanto riportato, per distinguere i dialoghi dalle citazioni letterarie, con un’ottima riproduzione della scrittura stampata a macchina e in corsivo sulle carte.

Foto generiche

Duecento anni di dolci naufragi

Come anticipavamo, il ricordo dell’anniversario di questo famosissimo componimento è legato anche alle voci di ventidue big della musica italiana che hanno letto L’Infinito in uno spot istituzionale, mandato in onda sulle reti Rai.

Si tratta dell’ultima delle esperienze di collaborazione tra Rai e Mibact per realizzare un video d’animazione, a conclusione delle celebrazioni per i duecento anni della poesia: una grande lettura collettiva che si conclude con questo video d’artista, a cui hanno partecipato nomi celebri, quali Laura Pausini, Zucchero, Giorgia, Claudio Baglioni, Ligabue, Renato Zero, Gianni Morandi, Jovanotti e molti altri ancora.

L’idea è stata quella di chiedere a tutti i grandi della canzone italiana di donare la loro voce senza farsi riconoscere, stando alle parole del ministro Dario Franceschini, ma era logicamente impossibile non riconoscere quelle più famose tra loro. La scelta di affidare il testo leopardiano ai cantanti italiani mira infatti a celebrare una delle forme più elevate della cultura e dell’arte, la poesia, rendendola fruibile per tutti. E perché no, anche con un poco di divertimento.

S’annega il pensier nostro

La breve digressione che vi abbiamo presentato calza a pennello come dimostrazione del fatto che il novel Giacomo Leopardi: L’infinito avrebbe dovuto dedicare molto più spazio alla vita del poeta, anche solo con qualche approfondimento maggiore alle sue vicende. Chi è la ragazza che scorge dalla finestra della sua camera, mentre è intento a dedicare il suo tempo allo studio della lingua francese? E’ forse colei che è passata alla storia come la fanciulla ispiratrice del componimento A Silvia? Cosa provava realmente il poeta nei suoi momenti in cui i problemi respiratori si facevano sempre più forti e opprimenti? E come si esprimeva in concreto e nel quotidiano il suo proverbiale pessimismo?

Foto generiche

Queste e tante altre domande ci restano nella mente, senza trovare soluzione in questo lavoro, dove la rappresentazione delle vicissitudini leopardiane rimane a nostro parere incompleta e frettolosa. Comprendiamo la volontà di aver focalizzato la propria attenzione solo a una parte della vita del poeta, ma nulla toglie che si potessero dedicare più tavole e maggiori dettagli a un poeta così spesso citato, ma così poco rappresentato mediaticamente.

Ad ogni buon conto, il novel rimane senza dubbio un prodotto di buona qualità, soprattutto grafica, al netto di pochissime sviste nei dialoghi, e che consigliamo non solo a un pubblico di fedelissimi e appassionati della letteratura e del genere in questione, ma anche a un giovane target in età scolare, tra medie e liceo, che apprezzerà sicuramente il taglio fresco con cui ci si avvicina a questa storia, alleggerendo le vicende di un poeta complesso e ben più travagliato di quanto appaia in questa sessantina di pagine.

Giacomo Leopardi: L’infinito


Giacomo Leopardi: L'infinito è un biopic graphic novel decisamente breve, dove si concentra uno spaccato di vita del poeta qui interpretato nel linguaggio fresco e immediato del fumetto, ma che lascia purtroppo parecchi dettagli impliciti e sommariamente affrontati.

Pro

  • Grafica ben curata e dettagliata
  • Maggiore spazio emotivo lasciato ai disegni rispetto ai dialoghi

Contro

  • Novel troppo breve per sviscerare a dovere tematiche e narrazione
  • Alcuni errori di battitura nei dialoghi