Libri e Fumetti

Gli autori Marvel e DC si lamentano dei loro compensi dopo l’uscita dei film

Negli ultimi 20 anni il fumetto americano, in particolare gli universi Marvel Comics e DC Comics, ha goduto delle trasposizioni cinematografiche che hanno a loro volta consacrato ad icone personaggi come Iron Man e, più di quanto non lo fosse già, Batman. Particolare è che l’ammirazione arriva in gran parte da chi non conosceva i fumetti su cui eroi e villain sono nati anche 60 anni fa, non conoscendone dunque i retroscena e soprattutto gli autori che hanno dato loro vita.

Proprio in questi giorni alcuni autori hanno lamentato di quanto poco credito e compenso venga dato loro dagli editori per lo sfruttamento dei personaggi da loro creati. È il caso di Ed Brubaker: lo sceneggiatore che ha dato vita al Soldato D’Inverno insieme a Steve Epting ha raccontato in un’intervista al podcast di Kevin Smith quanto poco gli sia stato dovuto in seguito agli incassi di 1 bilione di dollari tra le varie pellicole a cui anche lui ha lavorato, tra cui Capitan America Civil War.

“Ho preso di più dalla SAG [Screen Actors Guild, ndr] di quanto abbia guadagnato creando il personaggio”.

winter soldier 2

Vi consigliamo caldamente di recuperare il ciclo di Brubaker e Epting per scoprire la genesi di Bucky Barnes come Soldato d’Inverno, e potete farlo recuperando i fumetti su Amazon.

Mesi fa anche Ta-Nehisi Coates, giornalista e scrittore americano che di recente ha prestato la sua penna per un ciclo di storie di Black Panther e che ha collaborato anche alla pellicola dei Marvel Studios, lamentò un comportamento simile, ritenendosi fortunato a non doversi mantenere scrivendo fumetti.

“Mi piacerebbe che la Marvel adottasse un miglior metodo per ricompensare chi ha fatto di Black Panther, Black Panther”.

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Purtroppo la storia del fumetto americano non è affatto nuova ad episodi così spiacevoli. Joe Shuster e Jerry Siegel, gli autori che nel 1938 crearono Superman, cedettero i suoi diritti per soli 130 dollari. Le dichiarazioni di Brubaker e Coates hanno solamente riportato alla luce il problema di quanto l’editore paghi chi scrive e disegna fumetti e sopratutto degli obblighi contrattuali che lo stesso dovrebbe stipulare con chi anni prima ha creato i personaggi che appaiono al cinema e alla televisione.

Chi lavora in Marvel e DC, per contratto, cede i diritti dei suoi personaggi e delle sue storie all’editore. Chi ha lavorato a stretto contatto con la Marvel ha però dichiarato che questi accordi, che riconoscono all’autore un compenso per la creazione del personaggio nei fumetti, diventano però fumosi nel momento in cui si parla di trasposizioni per il cinema, non essendoci alcuna policy aziendale al riguardo.

Per quanto riguarda la DC Comics, alcuni autori hanno dichiarato che generalmente il compenso sarebbe più alto in questi casi. Il compianto Len Wein raccontò di aver ricevuto più dallo sfruttamento di Lucius Fox nella trilogia di Christopher Nolan su Batman rispetto a quanto FOX gli riconobbe per il ben più iconico Wolverine, interpretato nelle pellicole da Hugh Jackman. Prendiamo come secondo esempio Jim Starlin: il creatore di Thanos è stato anche padre di Anatoli Knyazev/KGBeast, un villain minore dei fumetti DC, che appare brevemente in Batman V Superman.

Starlin ha dichiarato che gli venne riconosciuta una cifra maggiore dalla DC per lo sfruttamento di questo personaggio rispetto a quanto la Marvel lo pagò per Gamora e Drax, due dei personaggi principali dei film Guardiani della Galassia. Dopo questa dichiarazione, Disney ritrattò gli accordi con Starlin per le apparizioni di Thanos in Avengers Infinity War e Avengers Endgame (i due film hanno globalmente incassato 4.83 billioni di dollari), e lo stesso Starlin si dimostrò soddisfatto e felice. Starlin è inoltre creatore di Shang-Chi, protagonista della pellicola dei Marvel Studios in uscita il prossimo Settembre al cinema, anche se in Cina la pellicola, insieme al prossimo Eternals, potrebbe non uscire affatto.

“Si dice che quando la ruota cigola ci vuole dell’olio. Il modo in cui questi accordi vengono scritti è chiaro, Disney sa essere molto generosa quando vuole. E’ scritto chiaramente che possono cambiare questi accordi per migliorarli”.

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Questo però potrebbe sembrare un modo per appianare le divergenze con chi si dimostra scontento, evitando dunque ogni tipo di cattiva pubblicità. Qualche autore Marvel li ha addirittura definiti come “‘shut-up’ money“.

Per anni molti autori si sono rivolti agli editori più importanti e una volta creatasi una propria notorietà si sono “licenziati”, portando il proprio pubblico verso editori che invece lasciano totalmente agli autori i diritti delle loro creazioni. Todd McFarlane, scrittore e disegnatore che curò un ciclo di Spider-Man ancora oggi importante e in cui fece la sua prima apparizione lo stesso Venom ora protagonista dei film SONY, fa parte di un gruppo di autori che negli anni ’90 fondarono la Image Comics dopo aver lavorato per anni in Marvel.

“Stai dando le briciole agli scrittori. Chi ti dice che ti darà tre volte tanto le briciole che già ti paga deve per forza sembrarti un genio. Sto cercando io stesso di scrivere un contratto che aggiusti questo genere di problematiche [riferendosi al prossimo film sul suo personaggio Spawn, ndr]”.

Quando però si parla di autori che hanno creato decine e decine di personaggi la situazione si complica, quanto meno aspettandosi che gli venga riconosciuta la loro paternità. Il grande successo della serie Disney+ di Loki, rinnovata già per una seconda stagioneha portato anche lo scrittore Roy Thomas, che per anni è stato editore capo della Marvel Comics, a lamentare di come siano stati sfruttati i Guardiani del Tempo che lui stesso creò senza essere però citato nei titoli di coda della serie. Il manager di Thomas, John Cimino, ha però manifestato la soddisfazione di vedere il nome dell’autore nei crediti del nuovo film dei Marvel Studios, Black Widow. Red Guardian, interpretato da David Harbour, è stato infatti co-creato anche da Thomas stesso, personaggio amato a tal punto da far desiderare un film tutto suo. Queste le parole di Cimino.

“Un sacco di gente vuole i soldi. Io penso questo: non preferiresti vedere il tuo nome su qualcosa che sarà eterno?”

Si tratta insomma di una questione eterna e spinosa per l’industria del fumetto americano. Nel 2017 uscì un documentario, Batman e Bill, ideato dai famigliari e sostenitori di Bill Finger affinchè venisse fatta luce sulla sua co-paternità di Batman. Nel documentario, la nipote di Finger, Athena, ha raccontato che nel 2012 Warner Bros, in occasione dell’uscita di Batman The Dark Knight Rises, le offrì dei soldi per far cessare le proteste per accreditare il nonno come creatore del personaggio insieme a Bob Kane. La lotta continuò fino al 2015, quando finalmente la famiglia di Finger ottenne il riconoscimento.