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Gli “Scassoncini” di RoscoPC: Hesketh 308

E’ l’auto sulla quale nel 1975 James Hunt vinse il suo primo Gran Premio di Formula1: è la Hesketh 308! Chi avrebbe mai detto che solo un anno dopo, quello stesso pilota, alla guida della McLaren M23 e dopo lo storico duello per il titolo con Niki Lauda, conquisterà il suo primo Campionato del Mondo?

Per la prima volta, uno Scassoncino in scala 1:27 non ha una controparte in scala grande 1:8, ma l’omaggio all’esordio sul gradino più alto di quel James Hunt che nel 1976 porterà la McLaren a giocarsi il titolo mondiale Piloti era doveroso. Vi presentiamo qui la versione in mattoncini della Hesketh 308 in scala 1:27 di RoscoPC.

SCASSONCINI DI ROSCOPC - HESKETH 308

(Credit: Rebrickable.com)

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Lord Alexander Hesketh aveva solo22 anni quando fondò la Hesketh Racing nel 1972. Il giovane Lord era pieno di ambizione e nel giro di un anno scalò i ranghi dalla Formula 3 alla Formula 1. Il suo pilota principale era James Hunt, che aveva un enorme talento e un carattere altrettanto fiammeggiante del suo datore di lavoro. Lord Hesketh assunse un giovane e promettente ingegnere di nome Harvey Postlethwaite come ingegnere capo. La prima apparizione della nuova scuderia in Formula 1 fu con una March 731 migliorata da ‘Doc’ Postlethwaite, e in quella stagione il giovane James Hunt portò a casa un impressionante 14 punti nel Campionato del Mondo Piloti e arrivò a podio due volte. Per il 1974, Harvey Postlethwaite fu incaricato di sviluppare una vettura completamente nuova. Essendo il suo primo progetto da zero, non sorprende che il suo design seguisse linee molto convenzionali. La Hesketh 308 aveva un telaio monoscocca in alluminio e come molti delle auto della concorrenza utilizzava l’iconica forma a bottiglia di Coca-Cola. A differenza della maggior parte delle auto di Formula 1 del 1974 però, la nuova Hesketh sfoggiava ancora un radiatore montato sul muso. La potenza proveniva dall’obbligatorio motore Cosworth DFV V8, che era usato da tutti i top runner ad eccezione (ovviamente) della Ferrari. Probabilmente la caratteristica di design più sorprendente della Hesketh 308 era il massiccio airbox, che era anche parte delle modifiche di Postlethwaite per la March del 1973. Ci fu davvero poco di convenzionale nell’approccio del team Hesketh alle corse. Lord Hesketh non era solo molto sgargiante, era anche un puro romantico, apprezzando i vecchi tempi in cui le auto sfoggiavano i loro colori nazionali, e di conseguenza la sua auto non aveva nomi di sponsor ed era dipinta con i colori inglesi, bianco con una banda blu e rossa sulla fiancata. Lo stile di vita da playboy, si adattava perfettamente al suo pilota James Hunt: i due uomini erano infatti una strana coppia in un mondo che era diventato rapidamente “corporativo” dall’introduzione di sponsor di grandi marchi alla fine degli anni ’60. Tuttavia non era solo scena: non appena veniva calata la bandiera scacchi in partenza, James Hunt al volante prima della March e della Hesketh poi, mettevano in atto prestazioni straordinarie, a volte sfidando squadre ben più consolidate e blasonate. Mentre la prima Hesketh ancora in costruzione, James Hunt usò la vecchia March nelle prime due gare della stagione. La Hesketh 308 alla fine debuttò nel marzo del 1974 durante la Race of Champions a Brands Hatch. James Hunt si ritirò dalla gara e lo fece di nuovo quindici giorni dopo al debutto del Gran Premio in Sud Africa. Il successo arrivò una settimana dopo, quando James Hunt guidò la Hesketh 308 alla vittoria nella gara extra campionato International Trophy a Silverstone. Nei Gran Premi della stagione, James Hunt non poteva sfidare squadre esperte come Tyrrell, Lotus, Ferrari e McLaren alla pari, ma grazie alla sua guida costante e alla sempre migliore Hesketh, si ritrovò sul podio tre volte verso la fine della stagione.

Il design originale di Postlethwaite potrebbe non essere stato rivoluzionario, ma ha costituito una buona base per ulteriori sviluppi. Durante la parte bassa stagione, il singolo radiatore anteriore fu scartato e fu sostituito da due radiatori laterali montati longitudinalmente all’interno dei sidepods. Postlethwaite utilizzò lo spazio liberato sul muso a proprio vantaggio montando una piccola ala, che sarebbe poi diventata il marchio di fabbrica e il segno distintivo delle Hesketh del 1975. Verso la fine della stagione 1974, Postlethwaite aveva anche iniziato a sperimentare alternative in gomma per le molle elicoidali standard in acciaio. Limitò però le prove alla sospensione anteriore, dove fu montata un’unità a molla separata con un cono di gomma. La progressività e la resistenza della molla potevano essere cambiate rapidamente aggiungendo o togliendo pezzi di gomma. James Hunt si confermò in buona forma, conquistando il secondo posto nella prima gara della nuova stagione. La Scuderia Hesketh si stava chiaramente avvicinando ai top team rispetto all’anno precedente. Dal Gran Premio di Spagna infatti, James Hunt fu affiancato da un secondo pilota, un giovanissimo Alan Jones. Al Gran Premio d’Olanda, James Hunt e le Hesketh trassero il massimo dalle mutevoli condizioni meteorologiche. Su una pista che si asciugava, Hunt fu il primo a rientrare ai box per le gomme slick. Fu sufficiente per emergere in testa dopo che tutti i migliori corridori avevano cambiato le gomme. Hunt combatté contro il presto incoronato campione del mondo Niki Lauda e segnò la prima vittoria del Gran Premio della squadra. Fece seguire quella vittoria inaugurale ad un altro secondo posto e alla fine concluse la stagione al quarto posto nella classifica piloti. Hunt completò le ultime due gare con la nuova 308C, che disponeva di molle in gomma su tutti e quattro le ruote. Purtroppo, Lord Hesketh fu costretto a staccare la spina alla fine di quell’anno. Ironicamente, fu la mancanza di fondi e l’incapacità di trovare sponsor a dare il colpo fatale alla fiammeggiante squadra. Le quattro Hesketh 308 originali furono vendute a privati, mentre le due nuove 308C furono vendute a Frank Williams e corsero come Williams FW05 nel 1976. Il team manager Anthony Horsely fece correre alcune delle vecchie auto per i privati e sviluppò anche nuove Hesketh per il 1977 ma il Lord non ebbe alcun ruolo in questo capitolo della storia della “sua” squadra. James Hunt entrò in McLaren nel 1976 e finì la stagione come Campione del Mondo. L’altro pilota del Team Hesketh, Alan Jones, seguì l’esempio del suo ex compagno di squadra nel 1980. Si può quindi affermare che Lord Hesketh abbia dato i natali a due futuri Campioni del Mondo la loro pausa in Formula 1.

Vi presentiamo qui la versione in mattoncini dell’auto che porta per la prima volta James Hunt sul gradino più alto del podio: lo Scassoncino Hesketh 308 in scala 1:27 di RoscoPC.

Benvenuti (e bentornati) a questa nuova puntata della serie Gli Scassoncini di RoscoPC, nella quale ogni settimana vi parliamo di uno dei modelli auto di Formula 1 in scala 1:27 di RoscoPC, vi raccontiamo di come si costruisce e vi diamo tutta una serie di informazioni sull’auto alla quale si ispira il modello e tante altre cose. Nell’articolo che segue, troverete come sempre:

  • scheda informativa dell’auto reale alla quale il modello si ispira
  • una mini-recensione del modello
  • i commenti di RoscoPC su quali sono i tips & trick più difficili sui quali si è trovato a dover lavorare per ciascun modello
  • curiosità e info sul processo che RoscoPC segue per progettare e realizzare i modelli
  • info e link per costruire il modello

Seguiteci in questo nostro viaggio nella storia della Formula 1!

Hesketh 308, scala 1:27

Il quattordicesimo modello che andiamo a scoprire insieme è quello di un’auto del 1974-‘75 che portò a James Hunt la prima vittoria in carriera: la Hesketh 308.

Caratteristiche tecniche (auto reale)

  • Anno: 1974-1975
  • Info: progettata da Harvey Postlethwaite
  • Piloti: James Hunt
  • Motore: Ford V8, 3000 cc, 485 HP

(Credit photo: ultimatecarpage.com)

Hesket 308, scala 1:27

Questo quattordicesimo modello che abbiamo costruito è composto da 166 pezzi e come i precedenti sui quali abbiamo già operato, vi troviamo all’interno tecniche costruttive particolari, ad esempio il modo con il quale è stato riprodotto l’assale posteriore, la geometria delle sospensioni e la configurazione degli scarichi.

La costruzione, è fluida e intuitiva come nei modelli che abbiamo montato in precedenza, ma come sempre richiede un po’ esperienza con i mattoncini. Si parte come sempre dal telaio, ed in particolare dalla struttura centrale dell’abitacolo e dell’asse anteriore.

Si prosegue poi con il retrotreno, dove si andranno a costruire l’asse posteriore, i radiatori, le sospensioni, il basamento del motore e il motore stesso, unendo poi le due parti sin qui costruite.

È poi la volta delle due fiancate (comprensive dei radiatori) e del musetto, al quale andrà ad unirsi anche l’ala anteriore.

Ultimate con gli ultimi dettagli le due fiancate, si passa a costruire l’ala posteriore e la grande presa d’aria posta sopra il casco del pilota. Si aggiungono anche le 4 ruote ed il modello è (quasi) completo.

Resta infine l’usuale, delicato e ultimo passaggio: l’applicazione degli adesivi. La procedura è sempre la stessa: un po’ di pazienza, una buona pinzetta e anche gli adesivi vanno al loro posto, finalizzando il modello.

I numeri

  • Pezzi: 166
  • Misure: lunghezza 17,7 cm, larghezza 7,1 cm, altezza 5,1 cm
  • % elementi LEGO Technic: 8%

L’angolo di RoscoPC

  • CulturaPop: Quali sono stati i particolari più difficili da riprodurre in questa scala?
  • RoscoPC: Come sempre l’obiettivo generale è trovare il giusto compromesso tra le dimensioni ridotte e il numero di dettagli da poter rappresentare adeguatamente: in questo caso l’altezza ridotta della parte anteriore e la forma del cofano motore hanno rappresentato la sfida principale.
  • CulturaPop: qual’è il dettaglio o il particolare del quale sei più soddisfatto di essere riuscito a riprodurre?
  • RoscoPC: L’alettoncino anteriore e le protuberanze davanti alle ruote: una forma tanto semplice richiedeva una soluzione altrettanto semplice ed efficace.
  • CulturaPop: c’è una tecnica costruttiva particolare che ti sei dovuto inventare per riprodurre un particolare o un dettaglio di questo modello?
  • RoscoPC: La soluzione per rendere così stretto e al contempo affusolato il cofano motore ha richiesto l’uso molto alternativo di un hinge top 1×2 su entrambi i lati: solo che non va a impegnare il solito hinge brick a cui siamo solito vederlo accoppiato.

Progettazione del modello in CAD 3D

Quarto passo – nona parte: il software CAD 3D

Durante gli anni ’80 ci fu l’era del turbo, con motori piccoli e di potenza specifica incredibilmente alta: tra questi, il 4 cilindri in linea BMW e vari 6 cilindri “a V di Renault, Honda e Ferrari. Tuttavia, alla fine degli anni ’60 ci furono esperimenti stravaganti come la soluzione BRM di creare il nuovo motore da 3 litri impilando due motori esistenti da 1,5 litri flat 8 per creare un H16

(Credit photo: roscopc.it)

Istruzioni e liste pezzi

Le istruzioni per costruire il modello sono acquistabili sul sito Rebrickable.com e nella “scheda prodotto” di ciascun modello troverete anche i link per acquistare i mattoncini e gli elementi necessari per costruirli. Le istruzioni includono anche un file PDF per stamparsi a casa gli adesivi necessari al completamento della livrea dell’auto. In alternativa, è possibile fare richiesta ed acquistare gli stessi adesivi stampati e pre-tagliati su fogli di carta vinilica inviando una mail a luca.rusconi@roscopc.it

Vi aspettiamo la prossima settimana con una nuova puntata e con un nuovo Scassoncino tutto da scoprire!