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Gli “Scassoncini” di RoscoPC: McLaren M23

Una delle auto più longeve della storia della Formula 1: un lustro in pista per la McLaren M23. In un’epoca in cui la maggior parte dei costruttori di auto da corsa si concentrava su uno o due Campionati, la McLaren fece invece correre con grande successo le proprie auto in quattro dei Campionati principali: Formula 1, Can-Am, F5000 e Indy. L’idea generale era ogni singola competizione avrebbero sofferto se un costruttore avesse corso in più campionati contemporaneamente, ma la McLaren ha dimostrato il contrario e in un periodo di meno di cinque anni ha vinto i tre campionati di cui sopra e la Indy 500. Nel 1973 uno degli obiettivi da raggiungere fu quello di vincere il Campionato mondiale di Formula 1. Pur se la McLaren correva in Formula 1 dal 1966, non fu in grado di far meglio che conseguire qualche singola vittoria. Sfruttando al meglio la loro situazione unica, la McLaren combinò la monoscocca della Indy 500 del 1972, vincitrice con la M16B, e le sospensioni della M19 F1, per creare una delle auto di Formula 1 di maggior successo mai costruite. Il responsabile del progetto complessivo è stato Gordon Coppuck.

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Fu necessario apportare alcune modifiche per convertire l’M16B per l’uso in Formula 1. Il motore Offenhauser Indy aveva bisogno di un sottotelaio per sostenere la sospensione posteriore, il motore Cosworth DFV invece poteva essere utilizzato come elemento completamente sollecitato con la sospensione imbullonata direttamente su di esso. La sospensione è stata modificata per adattarsi ai tracciati stradali rispetto al tracciato ovale su cui viene utilizzata la Indy 500. Una delle maggiori differenze visibili è stata l’aggiunta di un grande airbox per forzare l’aria nelle prese d’aria del motore.

La M23 fece il suo debutto nella terza gara della stagione del 1973 con la livrea Yardley. Denny Hulme la qualificò subito in pole e lo fece di nuovo nella gara successiva. A sette gare dall’inizio della stagione, ottenne la prima vittoria della vettura. Nel resto dell’anno il suo compagno di squadra Peter Revson ha ottenuto altre due vittorie, che sono state sufficienti per la McLaren per arrivare terza nel campionato costruttori dietro ai campioni Lotus e a Tyrrell. Revson e Hulme sono arrivati quinto e sesto in campionato.

SCASSONCINI DI ROSCOPC - MCLAREN M23

(Credit: Rebrickable.com)

Nel 1974, Denny Hulme fa squadra con il campione del mondo del 1972, Emerson Fittipaldi. All’esterno la M23 ha cambiato poco, tranne la nuova livrea Marlboro-Texaco: fu l’inizio di un lungo rapporto tra McLaren e Marlboro. Entrambi i piloti hanno dimostrato il loro valore conquistando una vittoria nelle prime due gare. Entrambi hanno poi vinto altre due gare e la costanza di Fittipaldi nel corso della stagione gli ha fatto guadagnare punti sufficienti a segnare il suo secondo campionato del mondo. La prestazione della squadra ha fatto guadagnare alla squadra il primo titolo costruttori. All’inizio dell’anno, una M16C aveva ottenuto la seconda vittoria McLaren nella Indy 500. Ritiratosi Denny Hulme a fine stagione, viene sostituito per la stagione successiva da Jochen Mass, che nella stagione precedente aveva guidato una M23 semi-ufficiale. Fittipaldi ottiene due vittorie con la M23, ma la sua prestazione non è stata all’altezza di Niki Lauda con la nuovissima Ferrari 312T. A fine stagione si è classificato secondo in campionato dietro l’austriaco e la McLaren si è assicurato un terzo posto nel campionato costruttori.

Dopo la splendida prestazione di James Hunt nella sua Hesketh durante il 1975, il team McLaren lo assunse al posto di Fittipaldi per la stagione 1976, dato che il brasiliano lasciò la squadra per correre nella squadra del fratello. L’airbox alto, che nelle stagioni precedenti era diventato un elemento comune sulla griglia di partenza, fu bandito dalla quarta gara della stagione. La McLaren creò allora un nuovo airbox con prese d’aria su ogni lato del rollbar, che ancora alimentava abbondantemente il motore DFV, ma rispettava il nuovo regolamento. All’inizio della stagione c’erano grandi aspettative per la battaglia tra il campione in carica Niki Lauda e la stella nascente James Hunt. A metà stagione Niki Lauda sembrava pronto a conquistare il suo secondo titolo consecutivo: in otto gare della stagione ha ottenuto il doppio dei punti dei suoi più stretti rivali, dopo aver vinto 4 gare e ottenuto altri tre podi. James Hunt era indietro di 26 punti dopo aver conquistato 2 vittorie e un secondo posto. La stagione però è cambiata drasticamente quando Niki Lauda ha avuto un incidente quasi mortale al Nürburgring: nonostante sia sopravvissuto, rimase gravemente ustionato e la stagione (per non dire la carriera) pareva fosse arrivata per lui al termine. Invece, solo tre gare dopo il suo terribile incidente, con le ferite non ancora completamente guarite era di nuovo dietro al volante. Niki Lauda era tornato, ma non è stato in grado di eguagliare il suo ritmo pre-infortunio. James Hunt ne ha approfittato, vincendo quattro delle sei gare dopo l’incidente. Alla vigilia della gara finale, era a soli tre punti dal leader del campionato Niki Lauda. Quello che è successo dopo è stato senza dubbio il campionato più controverso della storia della Formula 1: aveva piovuto tutto il giorno prima dell’inizio del Gran Premio del Giappone e piloti e squadre erano unanimi nel decidere di non correre. Gli organizzatori, però, non volevano deludere la folla di 150.000 persone e hanno deciso di dare il via alla gara indipendentemente dalle lamentele dei concorrenti. Fortunatamente per i piloti, la pioggia è sembrata diminuire leggermente prima della partenza, ma c’erano ancora molte pozze d’acqua sulla pista. James Hunt era in pole e ha raggiunto la prima curva in testa, il che gli ha dato il vantaggio di una pista pulita senza gli spruzzi delle altre vetture. Niki Lauda, invece, dopo qualche giro decide di abbandonare la gara: probabilmente aveva ancora l’incidente in mente e non voleva tentare di nuovo la sorte. Con Lauda fuori dai giochi, tutto quello che serviva ad James Hunt era un quarto posto. Dopo un testacoda e una serie di pit stop, a cinque giri dalla fine Hunt era in quinta posizione: negli ultimi giri della stagione Hunt si è assicurato un terzo posto e il campionato.

La rivalità tra Hunt e Lauda, la gara choc del Gran Premio del Giappone del 1976 e la competizione tra la McLaren M23 e la Ferrari 312T sono state raccontate davvero bene dal regista Ron Howard nel film “Rush” del 2013.

Vi presentiamo dunque qui la versione in mattoncini della McLaren in livrea Marlboro: lo Scassoncino McLaren M23 in scala 1:27 di RoscoPC.

Benvenuti (e bentornati) a questa nuova puntata della serie Gli Scassoncini di RoscoPC, nella quale ogni settimana vi parliamo di uno dei modelli auto di Formula 1 in scala 1:27 di RoscoPC, vi raccontiamo di come si costruisce e vi diamo tutta una serie di informazioni sull’auto alla quale si ispira il modello e tante altre cose. Nell’articolo che segue, troverete come sempre:

  • scheda informativa dell’auto reale alla quale il modello si ispira
  • una mini-recensione del modello
  • i commenti di RoscoPC su quali sono i tips & trick più difficili sui quali si è trovato a dover lavorare per ciascun modello
  • curiosità e info sul processo che RoscoPC segue per progettare e realizzare i modelli
  • il confronto con la “sorella maggiore” in scala 1:8
  • info e link per costruire i modelli (1:27 e 1:8)

Seguiteci in questo nostro viaggio nella storia della Formula 1!

McLaren M23, scala 1:27

Il dodicesimo modello che andiamo a scoprire insieme è quello di un’auto del 1976 nota per essere stata la vettura a bordo della quale James Hunt vinse il Titolo Mondiale Piloti di quell’anno, strappandolo a Niki Lauda, complice l’incidente al Nürburgring e la sua decisione di non correre il Gran Premio del Giappone.

Caratteristiche tecniche (auto reale)

  • Anno: 1976
  • Info: progettata da Gordon Coppuck e da John Barnard
  • Piloti: James Hunt e Jochen Mass
  • Motore: Ford V8, 3000 cc, 465 HP

(Credit photo: ultimatecarpage.com)

McLaren M23, scala 1:27

Questo dodicesimo modello che abbiamo costruito è composto da 147 pezzi e come i precedenti sui quali abbiamo già operato, vi troviamo all’interno tecniche costruttive particolari, ad esempio il modo con il quale è stata riprodotta la geometria delle sospensioni anteriori e posteriori oppure il modo con il quale sono state realizzati i due alettoni anteriore e posteriore.

La costruzione, è fluida e intuitiva come nei modelli che abbiamo montato in precedenza, ma come sempre richiede un po’ esperienza con i mattoncini. Si parte come sempre dal telaio, ed in particolare dalla porzione posteriore, quella del basamento del motore e dell’asse delle ruote motrici.

Si passa poi all’avantreno, iniziando con la struttura dell’alettone anteriore, del piccolo musetto e dell’insieme cruscotto-volante.

È ora la volta della restante parte del musetto e della porzione di carrozzeria dietro il casco del Pilota.

Si torna poi a lavorare sul posteriore, completando la porzione di carrozzeria attorno e sopra al motore.

Si completa quindi il modello con gli scarichi e l’ala posteriore.

Non resta altro da fare che ultimare il modello aggiungendo le due ruote posteriore e le due anteriori, queste ultima da assemblare come già visto in alcuni modelli precedentemente costruiti come ad esempio la Renault RS10 che vi abbiamo presentato recentemente.

Resta infine l’usuale, delicato e ultimo passaggio: l’applicazione degli adesivi. IMPORTANTE! Gli adesivi sono solo ed esclusivamente quelli degli sponsor. La carrozzeria è realizzata con i colori della livrea del team e su quest’ultima si vanno ad applicare i loghi degli sponsor. La procedura è sempre la stessa: un po’ di pazienza, una buona pinzetta e anche gli adesivi vanno al loro posto, finalizzando il modello.

I numeri

  • Pezzi: 147
  • Misure: lunghezza 17,0 cm, larghezza 7,4 cm, altezza 4,4 cm
  • % elementi LEGO Technic: 6%

L’angolo di RoscoPC

  • CulturaPop: Quali sono stati i particolari più difficili da riprodurre in questa scala?
  • RoscoPC: Come sempre l’obiettivo generale è trovare il giusto compromesso tra le dimensioni ridotte e il numero di dettagli da poter rappresentare adeguatamente: in questo caso la forma particolare delle fiancate e del cofano motore hanno rappresentato la sfida principale.
  • CulturaPop: qual’è il dettaglio o il particolare del quale sei più soddisfatto di essere riuscito a riprodurre?
  • RoscoPC: L’airbox è molto caratteristico, e realizzarlo largo 9 plates ha consentito di raccordarlo perfettamente ai lati dell’abitacolo.
  • CulturaPop: c’è una tecnica costruttiva particolare che ti sei dovuto inventare per riprodurre un particolare o un dettaglio di questo modello?
  • RoscoPC: Ho usato qui per la prima volta la tecnica dei due Plate Modified 1 x 2 with Pin Hole on Bottom disposti di taglio, proprio per l’airbox: questa idea l’ho poi sfruttata in punti diversi anche su un paio di altri modelli.

Progettazione del modello in CAD 3D

Quarto passo – settima parte: il software CAD 3D

La sospensione anteriore comprende normalmente il sistema di sterzo a cremagliera, mozzi compatti, dischi freno e relativi condotti di raffreddamento. Riprodurli in maniera fedele e soprattutto facendosi bastare lo spazio a disposizione e i pezzi presenti nel catalogo LEGO fa parte della sfida.

(Credit photo: roscopc.it)

McLaren M23, scala 1:8

La sorella maggiore di questo modello è stata progettata e realizzata da RoscoPC nel 2014.

SCASSONCINI DI ROSCOPC - MCLAREN M23

(Credit photo: roscopc.it)

Anche questo modello, come i precedenti, è realizzato con tecnica ed elementi misti, LEGO System per carrozzeria, alettoni e altri elementi estetici e LEGO Technic per quanto riguarda telaio, sospensioni, motore e tutto quelle che sono le componenti meccaniche (scarichi, collettori etc). Le caratteristiche:

  • ruote (anteriori) sterzanti
  • sospensioni funzionanti
  • riproduzione del motore Ford V8
  • 1.737 pezzi
  • misura 53,4 cm di lunghezza, 25,6 cm di larghezza e 12,7 cm di altezza

Istruzioni e liste pezzi

Le istruzioni per costruire le due versioni (Scassoncino 1:27 e Scassone 1:8) sono acquistabili sul sito Rebrickable.com e nella “scheda prodotto” di ciascun modello troverete anche i link per acquistare i mattoncini e gli elementi necessari per costruirli. Le istruzioni includono anche un file PDF per stamparsi a casa gli adesivi necessari al completamento della livrea dell’auto. In alternativa, è possibile fare richiesta ed acquistare gli stessi adesivi stampati e pre-tagliati su fogli di carta vinilica inviando una mail a luca.rusconi@roscopc.it

Vi aspettiamo la prossima settimana con una nuova puntata e con un nuovo Scassoncino tutto da scoprire!