Giochi di ruolo

Golconda: la recensione. Un gioco fra horror e misticismo


Golconda
Editore
SpaceOrange42 (ex GGStudio)
Autori
Alberto Tronchi, Dario Comerci (Black Box Games)
Ambientazione
Horror
Genere
Esplorativo
N. Pagine
3

Se finora vi siete sempre tenuti alla larga dai giochi di ruolo per non leggervi pesanti manuali, non studiarvi complicate ambientazioni e magari non voler nemmeno spenderci molti soldi, Golconda potrebbe essere il gioco in grado di farvi ricredere (ma attenzione, astenersi deboli di cuore!).
Horror barocco, esplorazione e misticismo vi accompagneranno per le vie di una città caduta dal cielo, dove i vostri personaggi saranno legati indissolubilmente a un Diacono, uno degli “usurpatori” dell’Unico Dio.

Golconda è un gioco davvero peculiare, infatti tutto il regolamento (o quasi) e l’orrorifica ambientazione sono contenuti all’interno dello schermo del master. Vi basterà scaricare le schede dei personaggi e del narratore dal sito dell’editore insieme a un mini set di tre carte (o in alternativa potete usare un paio di dadi a sei facce), matita, gomma e potrete iniziare a giocare praticamente da subito.

Davvero pochi altri giochi permettono di iniziare una partita in così poco tempo, complice per l’appunto il contenuto ridotto da leggere, ma anche un sistema di regole molto veloce che vi permetterà di creare i vostri personaggi in pochi minuti e di lanciarvi a capofitto in cupe e decadenti avventure.

La città caduta dal cielo

Horror e misticismo sono i protagonisti indiscussi delle vicende che coinvolgono i personaggi (detti Reclamati) nel mondo di Golconda, risultato della bramosia di potere dell’uomo e della sua invidia nei confronti dell’Unico Dio.

In un’epoca non precisata, l’umanità ha infatti dichiarato guerra all’Unico Dio e ha raggiunto Golconda, una città fluttuante tra cielo e terra, tra regno divino e regno terreno, nonché dimora delle schiere angeliche, dandole così il ruolo di territorio bellico e testimone della più sanguinosa guerra nella storia dell’umanità.
Il potere e la forza delle armate angeliche erano evidentemente predominanti, e dopo sette giorni il numero dei morti della fazione umana era innumerevole, così l’Unico Dio fu mosso a compassione e scese tra gli umani nel tentativo di porre fine agli scontri e di ritrovare la pace, ma gli uomini schiavi delle loro pulsioni non erano più in grado di fermarsi. Con uno stratagemma portarono la divinità dai dodici grandi saggi, che lo aggredirono e lo divorarono, acquisendone il potere. Essi divennero i Diaconi, un tempo umani, ora trasfigurati dal sangue divino e pronti a sferrare l’attacco decisivo contro Golconda.

Il piano degli uomini ebbe successo e la città conquistata precipitò sulla terra. Trecento anni dopo, uomini, avventurieri e disperati si recano nell’antica città, attratti dai suoi segreti o forse da un misterioso destino.

Il Reclamato

Coloro che verrete chiamati a interpretare vengono chiamati Reclamati, ossia umani la cui essenza e il cui destino sono in qualche modo intrecciati con quello di un Diacono, che li ha per l’appunto reclamati a sé. Cosa comporti questo legame e quale sia il motivo sottostante, sono tutti elementi da scoprire durante il gioco, che punta infatti all’esplorazione e alla scoperta dei molteplici misteri che avvolgono la città di Golconda e dei suoi abitanti.

Il primo modo per entrare in maniera fluida e graduale nella storia del Reclamato avviene proprio durante la fase della creazione del personaggio rispondendo a quattro domande: da dove vieni, la tua vocazione, i tuoi mezzi per combattere l’oscurità e qual è il Diacono che ti ha reclamato, alle quali si aggiunte l’identificazione di un difetto o vizio. Le risposte si configurano in brevissime frasi che rappresentano i cosiddetti Punti di Forza del personaggio che quest’ultimo potrà sfruttare per superare i vari ostacoli che incontrerà lungo il suo cammino.
Se ad esempio alla domanda “la tua vocazione” si risponde con “navigato lupo di mare”, sarà possibile utilizzare l’esperienza in mare come argomento di discussione con le creature che si incontrano al Porto Sotterraneo, così da distrarle o ternerle occupate.

A concludere un valore di Condizione (pari a 3) che rappresenta lo stato di salute del personaggio e un valore di Essenza (pari a 1), utile per ribaltare i risultati di una sfida (chiamata Sentenza) o per aumentare la consapevolezza del Reclamato e acquisire ad esempio nuovi Punti di Forza o un livello di Condizione aggiuntiva.

Camminando lungo vicoli oscuri

Il percorso di esplorazione e di scoperta avviene nei confronti del proprio personaggio tanto quanto verso la città che li farà affondare nei suoi luridi vicoli, dove un orrore barocco e malsano li attenderà dietro ad ogni angolo e la mefitica aria riempirà i loro polmoni inebriandoli con incubi a occhi aperti. Questo è Golconda, questo e molto altro, perché la città e i suoi abitanti sono elementi completamente plasmabili nelle mani dell’narratore (qui chiamato Ego) e dei giocatori.

L’Ego identifica i vari luoghi della città (il gioco ne fornisce alcuni, come La Locanda dei Denti Spezzati o La Camera delle Torture Riflesse, ma siete liberi di inventarne di nuovi) e vi inserisce creature e avversari identificabili tramite un Vero Nome, ossia una sorta di definizione che ne caratterizza immediatamente la natura (ad. Es. Ladri di Ombre o Gli Osservatori). A essi vanno quindi attribuite delle Informazioni che li caratterizzano ulteriormente (es. Conoscenza dei Vicoli o Strappare Occhi e Vedere Tramite Essi) e Punti Deboli che, se scoperti dai Reclamati, potranno ovviamente essere utilizzati a vantaggio dei giocatori.

Le regole: la parole d’ordine è bluff

Il sistema di Golconda si regge su un meccanismo tanto semplice quanto peculiare che fa uso delle Carte del Morto, un set di tre carte composto da Le Mani, La Mente e Il Cuore (in alternativa si può utilizzare un dado a sei facce). Ogniqualvolta l’esito di un’azione di un personaggio è incerto, l’Ego può chiamare in causa una Sentenza, ossia una sorta di sfida. Il Reclamato e l’Ego scelgono, ognuno dal proprio mazzo, una carta e una volta mostrate si individua il risultato incrociando le carte su una specifica tabella, ottenendo così successi pieni, fallimenti totali ma anche risultati intermedi.
Si instaura quindi un meccanismo di bluff (ci si può aspettare che l’avversario giochi la carta che gli permetta di ottenere il migliore risultato, oppure no?) con una certa dose di adrenalina. Le Sentenze vengono affrontate unicamente mediante l’uso delle carte, ma in alcuni casi è possibile vincere una Sentenza senza il loro utilizzo, e questo accade quando un giocatore mette in campo un Punto di Forza del proprio Reclamato. In queste occasioni il giocatore dovrà narrare come questo Punto di Forza viene chiamato in causa a suo favore, prendendo così momentaneamente possesso del flusso narrativo.

Allo stesso modo il giocatore potrebbe utilizzare a suo favore un’Informazione, ossia una notizia o una nozione che lo possa aiutare in quel particolare frangente. La ricerca delle Informazioni è proprio il centro di tutto il gioco, scoprire la città di Golconda, cosa essa nasconde, ma in generale sapere ad esempio il Punto Debole di un avversario o cosa non sopporta, non sono solo elementi narrativi, ma si incastrano nel sistema di regole potendo in questo modo superare delle Sentenze. Si può arrivare in alcuni casi a dover affrontare un avversario particolarmente forte da essere imbattibile se prima non si è riusciti a recuperare un’Informazione che permetta di poterlo battere.

Tic Toc, il tempo scorre

L’esplorazione di una città o di un particolare mistero richiede del tempo, e saperlo gestire al meglio può essere l’ago della bilancia tra il successo o il fallimento. Se l’elemento esplorativo può far pensare a uno svolgimento rilassato del gioco, siate pronti a ricredervi, perché in Golconda lo scoccare delle ore vi metterà presto sotto pressione e riuscire a raccogliere tutte le Informazioni che vi servono per raggiungere il vostro obiettivo sarà fondamentale. A ogni cambio di scena, ogni volta che accade un fatto rilevante nella progressione della storia o in caso di eccessive perdite di tempo, l’Ego farà scattare in avanti le lancette dell’orologio di Golconda…tic…toc… sperate di aver raggiunto il vostro obiettivo prima della tredicesima ora o avrete fallito!

Il Giorno e la Notte

La libertà offerta da questo gdr si riflette anche nella possibilità di scegliere una fra le due modalità di gioco suggerite: giorno e notte.

Nella Modalità Giorno, l’avventura e la città si formeranno davanti agli occhi dei partecipanti al tavolo, non è prevista una storia precedentemente pianificata, e in quest’ottica l’esplorazione della città e dei suoi abitanti è sicuramente la protagonista. I vari luoghi che i Reclamati visiteranno verranno definiti nelle loro caratteristiche durante la sessione di gioco e i giocatori potranno partecipare direttamente con L’Ego nella creazione dei Veri Nomi delle varie location e avversari con un approccio piuttosto freeform e con una direzione di gioco condivisa tra Ego e giocatori. Lo scopo in questa modalità è proprio esplorare Golconda e incontrare i Diaconi legati ai Reclamati, scoprendo così le sfaccettature di questo rapporto.

Nella Modalità Notte ci troviamo invece a che fare con un approccio più tradizionale, in cui tutti i dettagli sono solo nelle mani dell’Ego che ha pianificato a priori un’avventura (in maniera più o meno dettagliata a seconda del suo stile personale), comprendendo quindi anche luoghi e avversari.
In entrambi i casi prima di iniziare l’Ego e i giocatori dovranno definire un obiettivo che dovrà appunto essere raggiunto prima dello scoccare della tredicesima ora.

In Conclusione

Golconda è perfetto per una serata di gioco anche senza una precedente preparazione e il suo sistema semplice e immediato aiuta a focalizzarsi sulla narrazione e sulla resa dell’atmosfera cupa che permea tutta l’ambientazione.
Il punto di forza è evidentemente l’immediatezza e la facilità con le quali è possibile gettarsi a capofitto in sessioni di gioco, caratterizzate da un forte taglio narrativo. Per questi motivi il gioco risulta godibile anche per giocatori che non hanno mai avuto a che fare con i giochi di ruolo, ma che siano disposti mettersi in gioco con una certa predisposizione alla narrazione.

Il format ridotto e contenuto all’interno dello schermo del master è una proposta molto accattivante, ma presenta anche aspetti che non tutti potrebbero apprezzare, come un’ambientazione che viene solo pennellata nel suo incipit, lasciando quindi all’Ego l’onere di svilupparla in maniera più consistente, e un sistema interessante, ma molto influenzato dal caso (l’estrazione delle carte) e che non permette una grande profondità di sviluppo dei personaggi o spessore strategico.

La stessa presenza dell’orologio che scandisce il trascorrere del tempo è interessante, ma spetta sempre all’Ego darne una giustificazione valida ad ogni sessione, altrimenti si rischia che venga percepita come una pura meccanica asettica e slegata dal gioco.
Una nota di merito a favore della qualità dello schermo, molto solido e corredato da illustrazioni particolarmente evocative.

Golconda

Golconda è un gioco di ruolo narrativo che vi farà esplorare l’omonima città caduta dal cielo. Voi siete i Reclamati, umani il cui destino è legato ai Diaconi, i divoratori dell’Unico Dio. Horror, esplorazione e misticismo vi accompagneranno nella scoperta dei misteri della città di Golconda e del vostro destino.


Verdetto

Golconda è un gioco di ruolo contenuto all’interno di uno schermo del master e che fornisce regole semplici per poter sviluppare storie ad alto contenuto narrativo a partire da pochi elementi, con risultati interessanti a patto che sia messo nelle mani di un narratore abile nel prendere tutti gli spunti offerti dai giocatori e sviluppare storie avvincenti. L’attività di raccolta delle Informazioni, la gestione del trascorrere del tempo e l’utilizzo delle carte danno un taglio che richiama in qualche modo alcune meccaniche da boardgame arricchendo la peculiarità della proposta. In conclusione si tratta di un gioco valido che, nonostante qualche difetto, vale sicuramente la pena di essere giocato.

Pro

- basta lo schermo del master per giocare
- sistema facile, veloce e immediato
- meccaniche narrative legate alla raccolta di Informazioni

Contro

- sfide troppo influenzate dal caso
- il format compatto non permette approfondimenti di ambientazione