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Grandi Eventi DC: L’ultima Notte (1996)

L’ultima Notte è l’evento che chiude il 1996 in casa DC, ovvero l’anno baciato dal successo di Kingdom Come che aveva fornito quella inerzia totalmente positiva per affrancarsi graficamente e tematicamente dagli estremismi della prima metà degli anni ’90 ed emersi prepotentemente soprattutto in Underworld Unleashed (1995) e Bloodlines (1993) eventi sicuramente fra i meno memorabili della storia editoriale più recente della casa editrice.

Collegandosi direttamente agli eventi de La Morte di Superman, a quelli dell’arco narrativo Emerald Twilight culminati poi nel crossover Ora Zero, L’ultima Notte recupera a sorpresa un certo gusto Silver Age nella sceneggiatura e nel plot e quel tocco di drammaticità che riporta alla mente il cult Odissea Cosmica. 

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A dispetto poi degli eventi che l’avevano immediatamente preceduto, L’ultima Notte, pur coinvolgendo tutto l’Universo DC, è decisamente più ristretto nella portata in termini di testate coinvolte. Si tratta infatti di una miniserie di 4 numeri a cui si aggiunge il one-shot Parallax: Emerald Night e “solo” una ventina di albi tie-in delle serie regolari. Non tutte le testate pubblicate all’epoca infatti furono direttamente coinvolte nell’evento.

Alle redini de L’ultima Notte troviamo il team creativo composto da Karl Kesel ai testi e Stuart Immonen alle matite. Non due dei nomi più altisonanti in forza alla DC ma sicuramente uno dei team creativi più solidi e affiatati allora in forza alla casa editrice che aveva rapidamente catturato l’attenzione dei lettori grazie al lavoro su Adventures of Superman. Ai due poi si unirono, per il one-shot Parallax: Emerald Night, Ron Marz (già scrittore della serie regolare di Lanterna Verde) e Mike McKone ai disegni.

L’ultima Notte, non ancora nella notte più profonda

Su Nuova Tamaran è calata una oscurità irreale. Si tratta di un nemico invisibile che ruba luce e calore ma i tamarani sono un popolo bellicoso e la cattura di quella che è ritenuta una spia di una misteriosa fazione di invasori fornisce loro un bersaglio contro cui rivolgere tutta la loro potenza di fuoco. Solo Koriand’r (l’eroina un tempo nota come Starfire) è dubbiosa sulle intenzioni della prigioniera: il suo sguardo è troppo spaventato, non può trattarsi di una semplice invasione.

Koriand’r decide così di liberarla e propiziarne la fuga riuscendo miracolosamente a scortarla fuori dall’atmosfera del pianeta poco prima che questo esploda. La misteriosa “donna oscura” fa quindi rotta sul pianeta più vicino: la Terra.

Ad attenderla questa volta c’è un comitato di benvenuto ben diverso, si tratta di Superman e della Legione dei Super-eroi (o meglio un folto gruppo di Legionari rispediti nel XX secolo dopo una battaglia con l’Occhio di Smeraldo di Ekron). Grazie ai poteri telepatici di Saturn Girl, l’aliena riesce finalmente a presentarsi e lanciare un sinistro avvertimento: si chiama Dusk e precede di poco tempo l’entità nota come Divoratore di Soli che è in procinto di entrare nel nostro sistema solare.

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Dusk spiega agli eroi della Terra che dopo la distruzione del suo pianeta ha viaggiato il lungo ed in largo in tutta la galassia tentando di avvertire centinaia di mondi prima della Terra dell’arrivo del Divoratore di Soli. Ogni pianeta ha tentato in diversi modi di fermarlo e respingerlo ma ogni tentativo è fallito. Per Dusk il Divoratore di Soli è quindi un nemico invincibile.

Ma gli eroi della Terra, capeggiati da Superman, hanno già affrontato nemici apparentemente imbattibili ed iniziano a lavorare alacremente per fermare il Divoratore di Soli. Il primo tentativo fa capo a Mister Miracle: utilizzare un boomdotto per trasportare l’entità fuori dal sistema solare. Ma il tentativo fallisce perché si scopre che il Divoratore è una entità presente contemporanea in più dimensioni. Il secondo tentativo vede impegnati gli eroi con poteri energetici come Firestorm e Ray cercare di creare un sole artificiale da usare come esca per il Divoratore e condurlo fuori dal sistema solare. Ma anche questo tentativo fallisce perché il sole artificiale viene divorato in pochi secondi.

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Sulla Terra cala una notte irreale. Il gelo inizia a prendere il sopravvento. Gli eroi per la prima volta sembrano aver esaurito velocemente tutte le loro risorse tuttavia, mentre tentano di controllare il caos imperante in tutto il mondo, si fa avanti il redivivo Lex Luthor pronto ad offrire i suoi servigi, e il suo intelletto, per risolvere la crisi.

Mentre gli abitanti della Terra respingono la proposta di Etrigan, le loro anime in cambio della salvezza salvo trasferimento nella dimensione infernale di tutto il pianeta, Luthor inizia i suoi studi inviando al centro del Divoratore di Soli, come una sonda umana, Lanterna Verde. I primi rilievi non sono buoni: il diametro del Sole sta diminuendo, sta cioè perdendo massa ma non energia e in meno di 24 ore diventerà una supernova.

Dusk intanto ha capito che anche per la Terra non c’è più nulla da fare ed è pronta a ripartire per avvertire il prossimo mondo sperando in una sorte migliore. A fermarla è però lo Straniero Fantasma che non solo le mostra gli sforzi degli eroi in tutto il mondo ma anche come, a dispetto di un tentativo di aggressione nei suoi confronti ritenuta colpevole dell’avvento del Divoratore di Soli, c’è ancora del buono nell’umanità.

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Per un attimo ci trasferiamo ai confini della galassia, al Muro della Fonte. Parallax ha finalmente raggiunto Cyborg Superman e consuma la sua tremenda vendetta per la distruzione di Coast City. Proprio in quel momento sul posto giunge Kyle Rayner che spiega a quello che è, a tutti gli effetti, uno dei villain più temibili in assoluto, la gravità della situazione osando chiedergli aiuto. Può Parallax, colui che ha cercato di rimodellare la realtà (in Ora Zero) con conseguenze imprevedibili, sconfiggere il Divoratore di Soli e “riaccendere” il Sole?

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Parallax è inizialmente titubante e decide di vedere personalmente qual è la situazione sulla Terra facendo visita a coloro i quali erano stati suoi amici ed alleati: Guy Gardner, John Stewart (a cui viene restituito l’uso delle gambe perso dopo una battaglia con Grayven mentre era un membro dei Darkstars), Tom Kalmaku, Carol Ferris e persino Ganthet. La decisione è presa aiuterà la Terra.

Tuttavia gli eroi sono ignari dell’alleato che hanno appena guadagnato e infatti Lex Luthor, coadiuvato da Brainiac-5, ha un messo a punto un piano per salvare la Terra dell’esplosione del Sole in una supernova. Si tratta di una serie di generatori che, disposti in orbita intorno al Sole, creeranno un campo di forza che tratterrà l’energia in eccesso dell’esplosione stessa. L’unico problema è che questi generatori vanno fisicamente trasportati in prossimità del Sole.

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Luthor indica Lanterna Verde come possibile vettore per il trasporto ma l’eroe viene misteriosamente teletrasportato via. Superman si offre subito volontario pur conscio di come i suoi poteri si siano progressivamente indeboliti a causa dell’oscuramento del Sole. Mentre infuria la discussione tuttavia è il giovane eroe Ferro a prendere il controllo della astronave preposta al trasporto, giunto in prossimità dell’orbita solare tuttavia il piano di Luthor si sfalda a causa di una serie di calcoli errati.

Proprio quando l’ultima speranza dell’umanità sembra svanire, Parallax fa il suo drammatico ritorno in scena per aiutare la Terra. Dapprima salva Ferro e poi con un gesto che sorprende tutti sacrifica sé stesso assorbendo il Divoratore di Soli e “riaccendendo” il Sole che viene riportato al suo stato naturale scongiurando così i catastrofici effetti di una supernova.

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Il pericolo è passato, il Sole splende e in tutto il mondo si festeggia. Hal Jordan è morto da eroe, e il suo funerale viene celebrato con tutti gli onori del caso, l’unico a mostrare ancora qualche dubbio è però Batman che sentenzia che Jordan è sì morto da eroe ma non ha sempre vissuto come tale (non ancora almeno).

L’ultima Notte, “Il posto è questo. Il mio inizio e la mia fine

Sin dalle primissime battute è evidente l’intenzione di Karl Kesel di impostare L’ultima Notte come un evento che riportasse in primo piano un certo (super)eroismo classico non esclusivamente nella forma quanto nella sostanza. Si trattava cioè di capitalizzare su quell’impianto ideologico-narrativo estremamente “positivo”, e tutto votato alla riscoperta della identità vera della DC sulla scia di quanto fatto dal già citato Kingdom Come, e fare sì che, a differenza di quello che era il gusto imperante dell’epoca, gli avvenimenti raccontati impattassero in maniera specifica sui personaggi prima e sullo sfondo dell’Universo DC, come universo narrativo più ampio, poi.

L’ultima Notte è di fatto anche il secondo capitolo di quella ideale trilogia di eventi a sfondo esistenziale che iniziati con il già citato Odissea Cosmica troverà compimento in Crisi di Identità e un corollario, purtroppo non incisivo, in Eroi in Crisi.

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C’è da dire che L’ultima Notte non brilla per esecuzione. L’incipit è tipicamente e ingenuamente Silver Age. Una minaccia proveniente dalla spazio mette gli eroi subito in netta difficoltà. Kesel, in termini di ritmo e costruzione del plot, recupera certi stilemi delle grandi storie della JLA pre-Crisi aumentandone ovviamente la portata a livello cosmico e coinvolgendo non solo quanti più eroi possibili ma mostrando anche la gravità della situazione con consapevolezza tutta moderna e soffermandocisi forse in maniera un po’ troppo pedante in alcuni frangenti.

La prima parte dell’evento, i primi due albi per essere più precisi, risento moltissimo di questa impostazione che sin dalla scelta del villain, il Divoratore di Soli, vuole pagare più di un tributo ad Adventures Comics #352 (data di copertina gennaio 1967) un classico della Legione dei Super-eroi in cui fa la sua prima apparizione proprio il villain e in cui Ferro Lad (qui sagacemente reintrodotto come Ferro) si sacrifica per salvare la galassia.

Kesel semina quindi una serie di indizi atti a portare il lettore in una comfort zone narrativa il cui climax sembra scontato: il sacrificio di un eroe da cui dipenderà anche la risoluzione degli eventi. Tuttavia il one-shot Parallax: Emerald Night effettua una cesura e un cambio di passo per l’evento.

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Con l’ingresso in scena di Parallax e con il riemergere della personalità di Hal Jordan, il tono de L’ultima Notte cambia drammaticamente. Ron Marz infatti mostra tutto il conflitto interiore del personaggio in un albo che, recuperando la più classica struttura de Il Canto di Natale di Charles Dickens, ritorna prepotentemente sulla caduta di Hal Jordan e di come questa abbia influenzato più di un personaggio (per non dire gli equilibri di una intera porzione narrativa dell’Universo DC, quella cosmica) con una gravitas impensabile fino a quel momento ed esplicata attraverso un uso sapiente ed estremamente introspettivo delle didascalie.

La seconda parte de L’ultima Notte mostra quindi la sua carica drammatica. Non vi è come nei classici della Silver Age un deus ex-machina tanto bizzarro quanto risolutore né il villain, implacabile e senza volto, non rappresenta una minaccia diretta per gli eroi, non vuole cioè conquistare il mondo, ma semplicemente cibarsi del Sole perpetrando il suo, seppur parassitario, circolo vitale.

In questo senso c’è un incredibile parallelismo fra la sconfitta del Divoratore di Soli e l’intervento eccezionale di Parallax/Hal Jordan. Il Divoratore viene infatti riassorbito da Parallax/Hal Jordan. Mentre sullo “sfondo” Kesel e Marz imbastiscono un lirismo tutto imperniato sulla mitologia e sull’immaginario stesso delle Lanterne Verdi (che solo qualche anno più tardi verrà sviluppato in maniera completa) Parallax/Hal Jordan compie un gesto eroico purissimo ed eccezionale: si sacrifica.

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Non un gesto inusuale, sia ben intenso, ma qui intriso di un significato più ricco perché riassorbe, fisicamente e concettualmente, quella zona grigia fra villain e antieroe che aveva rappresentato per tutti gli anni ’90 il terreno narrativo principale del fumetto supereroistico supportato da quello stesso successo commerciale che ne decretò poi l’implosione.

Parallax non è più, è solo Hal Jordan. Il gesto eroico viene quindi riportato alla sua forma primordiale in un relativismo valoriale in cui l’azione prevarica il risultato stesso di essa. Non sempre il gesto eroico porterà trionfo ma spesso invece sofferenza, incomprensione, paura, errore di giudizio. Ancora una volta è la caratterizzazione archetipica dell’eroe della mitologia classica che ritorna a reclamare la sua parte in quella declinazione postmoderna che è il supereroe.

L’ultima Notte, fra espressionismo e plasticità

Sono due i disegnatori impegnati direttamente ne L’ultima Notte e molto diversi fra loro: Stuart Immonen e Mike McKone.

Stuart Immonen si muove in direzione diametralmente opposta al gusto fino ad allora in voga. Niente pose plastiche, anatomie esasperate e splash page doppie votate alla ricerca di un riscontro immediato nel lettore ma un approccio estremamente espressionistico in cui i neri e le ombre diventano la cifra stilistica perfetta per una storia la cui ambientazione prevede di fatto una lenta e progressiva diminuzione della luce naturale nonché un tono sempre più immanente con il passare delle pagine.

È inoltre nell’uso con l’uso dei neri che Immonen scava l’espressività del suoi personaggi sempre estremamente umani nella loro stilizzazione. Si tratta di figure mai troppo imponenti in una tavola che predilige la coordinata verticale a quella orizzontalità (caso più unico che raro in quegli anni) ed in cui la prossemica e il posizionamento delle figure dello spazio diventa fondamentale in termini di intelligibilità della tavola.

Da sottolineare infine come al netto di qualche breve sequenza, non ci sono ne L’ultima Notte vere e proprie scene d’azione. Anche lo spazio in cui si svolgono le concitate battute finali dell’evento infatti premia lo stile di Immonen: le ampie distese nere dello spazio offrono il perfetto canovaccio per incassare la figura smeraldina di Parallax e le sue didascalie.

Uno stile ancora in evoluzione per il disegnatore che troverà compimento solo qualche anno dopo soprattutto con il passaggio alla Marvel.

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Diametralmente opposto invece è lo stile di Mike McKone. Più plastico e aderente al gusto tipico degli anni ’90, il disegnatore predilige figure più “grosse” ed anatomicamente dettagliate. In questo one-shot in particolare, McKone predilige la coordinata verticale (sarà anche perché buona metà dell’albo è ambientata nello spazio) mentre arricchisce la composizione con inserti e riquadri a tavola viva, soluzione inusuale per l’epoca, soprattutto per disegnatori impegnati su serie regolari.

Da notare infine come McKone, a differenza di molti suoi colleghi dell’epoca, non va alla ricerca di un realismo esasperato ma al contrario cerca di mediare l’ipertrofia tipica del genere con un sintesi in cui si rintraccia il dinamismo non realistico del Kirby degli anni ’70 e l’approccio più classicheggiante di John Byrne.

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L’ultima Notte, un punto di (ri)partenza per l’Universo DC

L’ultima Notte rappresenta l’ultimo capitolo dell’ascesa di Parallax iniziata con gli eventi de La Morte di Superman e con l’arco narrativo Emerald Twilight e culminati con quelli di Ora Zero. Hal Jordan moriva da eroe, pur non convincendo tutti i suoi colleghi circa la bontà delle sue azioni e del suo pentimento vedasi Batman nello specifico, ma la sua saga personale era ben lontana dall’essersi conclusa a dispetto delle intenzioni degli autori e del team editoriale.

L’anima di Hal Jordan sarebbe stata letteralmente ripescata nel 1999 durante l’evento Il Giorno del Giudizio. Hal sarebbe diventato l’ospite dello Spirito della Vendetta: lo Spettro. Mentre il suo corpo sarebbe stato recuperato nel 2006 da Kyle Rayner durante la miniserie Lanterna Verde: Rinascita che avrebbe portato non solo alla sua resurrezione e al suo ritorno nei panni di Lanterna Verde ma anche alla modificazione retroattiva degli avvenimenti legati a Parallax stesso.

Piccola curiosità. All’inizio dell’evento Cosmic Boy teme che l’avvertimento di Dusk sia legato a quella che gli archivi della Legione hanno registrato come una Crisi di proporzioni apocalittiche nota come La Notta più Profonda. Inutile sottolineare la genialità di Geoff Johns nel riprendere anche questo riferimento durante la sua imprescindibile gestione su Lanterna Verde.

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Ma le conseguenze de L’ultima Notte non investiranno solo Hal Jordan. Dopo che il sole verrà “riacceso”, Superman faticherà a riacquisire pieno controllo dei suoi poteri che rimarranno instabili sfociando poi, nelle sue serie regolari, nel tanto celebre quanto contestato arco narrativo del “Superman Blu” in cui l’Azzurrone, prendendo alla lettera il suo soprannome, si trasformerà in una entità di pura energia dal caratteristico colore blu abbandonando il suo classico costume in favore di una tuta di contenimento. L’arco narrativo poi si evolverà, pagando dazio ad una classica storia della Silver Age apparsa su Superman #162 (data di copertina luglio 1963), fino allo sdoppiamento di Superman in due entità, una Rossa e una Blu che, dopo l’immancabile scontro, sanciranno il ritorno di Superman al suo aspetto tradizionale.

Una delle conseguenze più incredibili de L’ultima Notte fu un’illustre resurrezione di cui però apprenderemo solo nel 2001. Si tratta di Oliver Queen ovvero Freccia Verde. Oliver era morto nell’esplosione di un aereo dirottato da un gruppo di terroristi e fatto esplodere prima che si schiantasse nel centro di Metropolis (su Green Arrow Vol. 2 #99/101). Durante gli eventi de L’ultima Notte, Parallax aveva appreso della morte di colui il quale era stato uno dei migliori amici di Hal Jordan e lo aveva riportato in vita.

Si tratta però di una resurrezione retroattiva perché i dettagli non verranno forniti durante l’evento ma saranno spiegati molti anni dopo da Kevin Smith che rilanciò serie e personaggio. Oliver era stato resuscitato utilizzando una microscopica molecola rimasta attaccata al mantello di Superman al momento dell’esplosione e dal 1996 al 2001 aveva vissuto come un senza tetto privo di memoria.

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L’ultima Notte, come ogni buon evento che si rispetti, infine ha anche il merito di fornire alcuni interessanti (re)starting point per alcuni personaggi. Innanzitutto per la JLA che ritorna alla sua formazione classica (seppur ancora senza una serie regolare che partirà qualche mese dopo) e al suo quartier generale sulla Luna, una parte della Legione dei Super-eroi rimarrà bloccata sulla Terra nel XX secolo accogliendo fra le sue fila Ferro. L’ex Aqualad, Garth, assumerà l’identità di Tempest mentre Dick Grayson ovvero Nightwing si trasferirà a Bludhaven.

Superboy formerà un nuovo gruppo di eroi teenagers noto come Ravers mentre una nuova formazione di Teen Titans si formerà attorno ad Atom (Ray Palmer) accogliendo tutti teenagers ibridi umani/alieni. Esordiranno gli eroi Aztek (che successiva si unirà anche alla JLA) e Takion (l’avatar della Fonte, fondamentale per la gestione di John Byrne de Il Quarto Mondo)

L’ultima Notte, le edizioni italiane

L’ultima Notte arrivò in Italia con circa 8 mesi di ritardo rispetto alla sua pubblicazione originale, distanza “standard” fra le pubblicazioni italiane e quelle americane dell’epoca. Venne presentato da Play Press sulla testata contenitore Play Press Presenta nella sua interezza con l’aggiunta del one-shot Parallax: Emerald Night. Il riscontro di pubblico fu buono ma non esaltante anche a causa dell’illustre concorrenza di Kingdom Come uscito pochi mesi prima e presentato come evento della rinascita DC.

Per una riedizione in volume dovremo attendere Planeta DeAgostini che, nella collana DC Sagas, presenterà l’evento nella ottava uscita in un volume che raccoglierà i 4 numeri della saga principale, il one-shot Parallax: Emerald Night e l’ideale epilogo dell’evento ovvero Green Lantern Vol. 3 #81.

Se volete recuperare L’ultima Notte in italiano dovrete rivolgervi al mercato dell’usato o in qualche fumetteria ben fornita di arretrati. Più semplice ed agevole il recupero in lingua originale grazie ad una recentissima ristampa in trade paperback che ha lo stesso contenuto del volume confezionato da Planeta DeAgostini.

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