Cinema e Serie TV

Guanti e crinoline: la moda vintage ai tempi di The Marvelous Mrs Maisel

I più vezzosi e fashion victim tra gli spettatori di The Marvelous Mrs Maisel non avranno potuto fare a meno di perdere la testa e invidiare tantissimo il cast della serie e il periodo in cui viene ambientata la storia, benché non si tratti di una serie esplicitamente focalizzata sulla moda. Non parliamo certo della biografia di stilisti famosi e di gran classe, ma quest’ultima non manca davvero mai nelle apparizioni sullo schermo di Midge, sempre impeccabile, truccata con gusto, nemmeno un capello fuori posto e soprattutto outfit davvero da paura, a testimonianza di un potere economico e di un gusto che trasuda borghesia da ogni trama del tessuto. Vi siete persi dei dettagli su questo aspetto nient’affatto secondario della trama? Recuperiamo subito insieme i migliori outfit e la storia della moda degli anni Cinquanta e Sessanta.

Pin-up o bon-ton?

The Marvelous Mrs. Maisel ha vinto svariati Emmy Awards e sicuramente il ruolo che la moda ha svolto non è affatto secondario e di poco conto. Gli outfit sfoggiati dalle signore di casa Maisel, ma anche molte altre esponenti della classe benestante del periodo del dopoguerra sono davvero incredibili: mai estremi, sempre di buon gusto e raffinati, di cui Midge Maisel è il prototipo perfetto. Tra trucco e parrucco, uniti a un vestito sempre ottimamente abbinato a scarpe, cappello e borsa – et voilà, detto fatto. L’incarnazione suprema della perfezione vintage in una sola persona.

Foto generiche

Donna Zakowska, costume designer della serie, è la mente che ha reso possibile tutto questo e ha tratto la sua ispirazione dai negozietti in giro per le città, senza disdegnare i vari marketplace online, tra cui spunta Etsy über alles. Partiamo allora con un capo che non nasce come prettamente femminile, ma di gran lunga comodo rispetto a gonne di varie misure: i pantaloni, in tutte le loro forme e varianti. Ora come allora andavano di moda a vita alta, pantaloni palazzo e a sigaretta, all’epoca ancora un derivato dai precedenti anni Quaranta.

La vita alta e la vestibilità skinny non potevano che richiedere un “fisichino” perfetto à la Audrey Hepburn, con un vitino da vespa, un peso forma invidiabile e pressoché irraggiungibile anche con le diete più toste che ci imponiamo alle porte di ogni estate (e che poi spesso e volentieri subiscono la stessa sorte dei buoni propositi che ci imponiamo all’inizio di ogni nuovo anno: spariscono prima ancora di trovare una collocazione nel nostro palazzo mentale).

Anche le taglie forti hanno i loro “plus”

Vogliamo forme più morbide? Ci stanno stretti questi stereotipi di perfezione, che anche Midge segue strenuamente prendendosi la misura della circonferenza delle proprie cosce per tutta la prima stagione di The Marvelous Mrs. Maiselalmeno? Ok, niente di più facile: la moda degli anni Cinquanta non escludeva affatto altri modelli di silhouette, onorando ogni singola curva con soluzioni davvero di stile nell’ambito della moda “plus size”: vestiti swing, rockabilly e pin-up, adatti per ogni occasione e per apparire impeccabili e adeguati a un cocktail party, un’uscita con le amiche o per un thé in famiglia (niente “apericena”, all’epoca non esistevano ancora, ma c’era di meglio, credetemi). Queste ispirazioni vintage non hanno perso il loro lustro nel corso del tempo, chiaramente abbinati a un accessorio immancabile: tra cappelli, guanti e borse, chi più ne ha, più ne metta.

Vediamo quindi come gli anni ‘50 rappresentino un pastiche culturale e sociale che si riflette anche sulla moda, come è fisiologico che sia: il confine è netto tra lo scandalo suscitato dai centimetri di pelle scandalosi e rimasti esposti alla luce del sole, e gli outfit da signore d’antan che all’epoca avevano stabilito le fazioni principali tra pin-up e signorine bon-ton, rappresentanti spavalde di quel “New Look” che il guru dell’eleganza Christian Dior aveva riportato in auge dopo alcuni decenni di silenzio.

Foto generiche

E’ la somma che fa il totale

I dettagli fanno la differenza, da sempre, e come ogni modo di dire c’è un fondo di verità necessario anche in questo. L’aggiunta di una borsa o una pochette vintage a un outfit di chiara ispirazione altrettanto vintage si rivela ancora oggi un’accoppiata vincente. Perché? Facile: i grandi classici non passano mai di moda, e questo ne è la prova. Che siano grandi o piccole, per ogni occasione, per il lavoro o per il tempo libero, le borse vintage hanno da sempre quella marcia in più che le rende uniche e di buon gusto.

Come anticipavamo poco sopra, è assolutamente normale che nel corso del tempo si ripropongano stilemi unici della moda, e ne è la prova quanto era stato vissuto negli anni Cinquanta. La fine della guerra vide una rinascita dell’Haute Couture con Christian Dior e Cristobal Balenciaga, veri ribelli alla limitazione imposta dall’austerity, senza dimenticare un altro cambiamento socio-culturale: il ritorno in grande stile della governante e l’icona della casalinga glamour, ulteriori esempi di quanto la moda e lo stile erano un lusso che ci si poteva concedere per ammorbidirsi dopo le difficoltà in tempo di guerra. Questo periodo è dunque il trionfo della femminilità, di cui ne abbiamo tanti, tantissimi indizi in The Marvelous Mrs Maisel,  grazie a uno sviluppo dell’industria della moda britannica che prendeva una piega differente da quella statunitense, proponendo e imponendo la propria identità.

Foto generiche

Tra innovazioni, (f)rigidità e tentativi di morbidezze, la classe rimane sempre e comunque l’imposizione più rigorosa che si possa notare nel corso delle stagioni di The Marvelous Mrs. Maisel. La ricordate spettinata o inguardabile, anche dopo una notte insonne? Mai. Del resto, il rigore e il pudore sono alla base di qualsiasi momento della propria vita, che sia privata o pubblica, come ricorda la voce dell’altoparlante al campus estivo: Vi ricordiamo che i calzoncini e i costumi da bagno vanno sempre indossati nel lago. Anche col buio.