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Heels, recensione dei primi 4 episodi in anteprima: wrestling e drama

Starzplay annuncia, un po’ a sorpresa in contemporanea con gli Stati Uniti, l’arrivo in Italia di Heels. Si tratta di un drama ambientato nel mondo del wrestling ma lontano dalle luci dei riflettori dei grandi palcoscenici a cui il pubblico generalista è abituato in favore di quello sottobosco che gli appassionati di questo sport intrattenimento definiscono federazioni minori o indipendenti che spesso hanno carattere locale o semi locale e sono fucina di quei talenti che con un po’ di fortuna e tanto lavoro calcheranno poi i grandi ring americani, giapponesi o messicani.

Heels, recensione dei primi 4 episodi in anteprima: wrestling e drama

Grazie alla rinnovata partnership fra Cultura Pop e Starzplay Italia abbiamo potuto vedere in anteprima i primi 4 episodi della Stagione 1 di Heels che sarà composta in tutto da 8 episodi da 60 minuti ciascuno. Starzplay Italia è disponibile su Apple TV Channels, Rakuten TV, Amazon Prime Video Channels e Mediaset Infinity. Attualmente potete abbonarvi a Starzplay Italia ad un prezzo speciale di € 1.99 per i primi 6 mesi.

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Heels è stata creata da Michael Waldron, già sceneggiatore per Rick & Morty ma soprattutto per Loki e per il prossimo Doctor Strange in the Multiverse of Madness, ed ha come protagonisti due volti noti del panorama televisivo ovvero Stephen Amell (già Oliver Queen in Arrow)Alexander Ludwig (già Björn Ironside in Vikings).

Heels, recensione dei primi 4 episodi in anteprima: wrestling e drama

Duffy, Georgia. Jack Spade (Stephen Amell) ha ereditato dal padre la proprietà della DWL (Duffy Wrestling League). La piccola federazione di wrestling è ancora l’attrazione principale della zona ed ha contribuito a lanciare nel corso degli anni alcuni nomi diventati poi famosi a livello nazionale ma ora è in fase calante schiacciata da una competizione arrembante fatta di grossi investimenti e un wrestling più violento e spettacolarizzato che cercano di soffiare talenti alla DWL se non addirittura assorbirla del tutto.

Tuttavia la DWL sembra avere una nuova speranza in Ace (Alexander Ludwig), il fratello minore di Jack, un face (cioè un wrestler che interpreta la parte di uno dei “buoni” sul ring) dalle grandi doti atletiche ed amatissimo dalla folla. Ma Jack non è convinto che rendere Ace il volto della DWL della federazione sia il passo giusto, lui d’altronde è un heel (cioè un wrestler che interpreta la parte di uno dei “cattivi” sul ring) e la tensione fra un grande cattivo e l’assalto dei buoni è uno dei capisaldi del wrestling.

La pressione inizia ben presto a salire vertiginosamente. Ace vorrebbe la cintura di campione ma Jack non sembra avere intenzione di cederla, gli altri atleti della DWL d’altronde iniziano a soffrire di questa faida fra i due fratelli perché se sul ring la spinta è l’inerzia con il pubblico è decisamente positiva, fuori dal ring le cose sono ben diverse.

Heels, recensione dei primi 4 episodi in anteprima: wrestling e drama

Jack è un padre di famiglia che si divide fra la moglie Staci (una bellissima Alison Luff), il figlio Thomas, un frustrante lavoro come venditore in un negozio di macchine per il giardinaggio e le sue responsabilità come proprietario e principale mente creativa della DWL. Ace invece è un ragazzo ribelle, ansioso di fare il grande salto nel mondo del wrestling dopo aver fallito con il football professionistico, che fa coppia più o meno fissa con la sua valletta Crystal (una coriacea Kelli Berglund) che in realtà conosce molto bene il wrestling e vorrebbe un giorno lottare.

Spazientito dalle pressioni di Ace, Jack gli concede un match ma il copione scritto viene cambiato all’ultimo minuto in favore di una sconfitta schiacciante in pochi minuti. Ace è devastato e il pubblico sembra non gradire: mentre nella mente di Jack si annidano i dubbi sulla bontà della mossa e sulla sue reali capacità creative, fra i due fratelli inizia nuovamente ad aleggiare lo spettro del padre morto poco prima.

Quando in città ritorna poi il leggendario Wild Bill Hancock (Chris Bauer, già visto in The Deuce) per Ace e Jack si apre una incredibile possibilità: perché non invertire i propri ruoli sul ring? La strada per riabilitare il nome di Ace agli occhi del pubblico tuttavia sarà durissima mentre fuori dal ring tensioni e gelosie non faciliteranno il compito.

Heels, recensione dei primi 4 episodi in anteprima: più Friday Night Lights e meno Glow

C’è vita dopo essere stato un supereroe? Sembrerebbe di sì almeno a giudicare dalla robusta scrittura di Michael Waldron e dalla solidissima interpretazione di Stephen Amell che ha trasformato in lavoro la sua passione per il wrestling (e che lo aveva visto fra l’altro calcare i ring di WWE e AEW oltre che ospitare in Arrow il grande Cody Rhodes). Ma c’è fortunatamente di più in Heels che un semplice omaggio al mondo variopinto e spesso bizzarro del wrestling.

Il primo aspetto che risalta subito all’attenzione dello spettatore è una certa consapevolezza e robustezza di fondo nella scrittura dei primi 4 episodi (di cui forse il secondo è il migliore in assoluto) che avvicina la serie idealmente più al cult Friday Night Lights (ambientato nel mondo del football scolastico) che a Glow, dramedy di Netflix naufragato miseramente dopo un inizio davvero promettente.

Heels riesce a bilanciare molto bene, pur esagerando e romanzandone alcuni aspetti, il proverbiale dietro le quinte del wrestling (di cui molti aspetti sono tutt’ora oscuri anche ai suoi spettatori più accaniti) con una componente spiccatamente drama che utilizza come sfondo da un lato lo scontro fra i due fratelli, la cui storia si intreccia coinvolgendo discretamente altri personaggi dentro e fuori dal ring, e dall’altro la piccola cittadina di provincia in cerca di riscatto è una ambientazione di facile presa e che cavalca un contesto contemporaneo per molte realtà in diversi parti del mondo.

Quello che convince maggiormente in questi primi 4 episodi è senz’altro la capacità di utilizzare il topos della maschera, qui sapientemente rivisitato attraverso la metafora del wrestling da sempre catalizzatore di grandi personaggi che hanno poi rivelato una tragicità e fragilità drammatica, per creare un racconto vivo e convincente di persone in una tensione fra la competizione sul ring e le difficoltà al di fuori di esso.

Funziona bene il cast. Amell, che aveva già dimostrato di gradire il ruolo di mentore nelle ultime stagioni di Arrow, è un convincete heel e padre/padrone della DWL, Alexander Ludwig si cala molto bene nella parte del personaggio sopra le righe ispirato un po’ a certi protagonisti dei teen movie anni ’80. Solidissimo il cast di supporto oltre alle già citate Alison Luff e Kelli Berglund, c’è anche una abrasiva Mary McCormack nei panni di Willie, la socia di Jack. Anche gli altri atleti si guadagnano il loro spazio non solo per i loro pittoreschi personaggi sul ring: Allen Maldonado (The Last O.G.) è Rooster Robbins, uno dei wrestler migliori tecnicamente ma frenato dal colore della sua pelle, l’ex giocatore di football James Harrison (S.W.A.T.) è il gigantesco Apocalypse, wresler veterano, mentre Trey Tucker è Bobby Pin, un gigante buono proveniente dal Texas che si candida ad essere il top face della DWL. Da segnalare infine il cammeo, nel terzo episodio, del wrestler CM Punk nei panni del bizzarro veterano Ricky Rabies.

Per quanto riguarda la regia i tempi sono quelli spiccatamente diluiti del drama. Lunghe inquadrature che indugiano su primi piani e sulla prossemica degli attori la fanno da padrone di modo da lasciare spazio ai dialoghi e all’interazione interessante però è la resa della concitata azione sul ring che viene stilizzata spesso con evocativi ralenti, mentre la regia è più nervosa quando si tratta di rendere le fasi nel backstage, gli ingressi e i così detti promo (cioè i segmenti in cui i wrestler parlano per costruire le proprie faide) con cambi di inquadrature più repentini e in generale indugiando maggiormente sui corpi.

Heels, cosa aspettarsi dal resto della Stagione 1?

È una formula interessate quella di Heels che ovviamente cattura l’attenzione sin dalle primissime battute dei fan del wrestling ma potrebbe attirare anche quella di coloro i quali cercano una serialità televisiva più matura e fortemente incentrata sullo sviluppo di personaggi interessanti. È forse proprio questo l’aspetto su cui, a partire dalla metà del terzo episodio, la serie inizia a lavorare smussando e caratterizzando quei personaggi “secondari” che invece devono dare la proverbiale marcia in più alle trame. Altro aspetto di cui forse si sente la mancanza è quella di un vero e proprio antagonista: se infatti la rivalità fra Jack e Ace è un buon viatico, una figura più concreta (già intravista in realtà) è più presente aggiungerebbe sicuramente più urgenza a certe trame come quella della sopravvivenza economica della DWL nonché a quella dei “problemi matrimoniali” di Jack.