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Hunger Games: un primo sguardo sullo Stato di Panem

Hunger Games è un romanzo distopico per ragazzi (tecnicamente Young Adult), che ha aperto la strada a un genere ora amatissimo grazie al suo reality fatto di sangue, morte e una protagonista indimenticabile.
Era il lontano 2008 quando questa trilogia esplodeva in America portando un enorme successo a Suzanne Collins e alla Scholastic. Dopo aver vinto numerosi premi a casa, nell’Agosto 2009 arrivava in Italia con Mondadori, in sordina. La prima edizione di Hunger Games (The Hunger Games in originale, ma noi i titoli non li abbiamo mai capiti), forse per il titolo impronunciabile, non ottenne inizialmente lo stesso successo che in patria.

Hunger Games

Il vero successo della saga arriva nel 2012, quando la Lionsgate Entertainment acquista i diritti per la lavorazione di un film, e finalmente in Italia, per la regola “Se fanno il film lo devo leggere”, i lettori cominciano a comprarlo, insieme al secondo volume “La ragazza di fuoco” proprio in tempo per l’uscita del terzo e ultimo volume, “Il canto della rivolta”.

E grazie al cielo, possiamo dire, perché il successo di Hunger Games non ha solo reso famosa una bella serie di libri, ma ha portato alla scoperta di Jennifer Lawrence, di cui otto anni dopo non potremmo fare a meno. Vista la prossima uscita del prequel “La ballata dell’usignolo e del serpente” cogliamo l’occasione di parlarvi di questa saga.

Il mondo futuro di Hunger Games

Siamo in un futuro distopico molti anni dopo una non meglio specificata catastrofe, in un territorio assimilabile al nord degli Stati Uniti d’America chiamato Stato di Panem. Capitol City, sede del governo centrale rappresentato dal Presidente Snow, ha riorganizzato il territorio in Dodici Distretti, divisi per classe sociale e settori di lavoro.

Dal mondo del governo e dello spettacolo situati nel Primo Distretto si arriva al Dodicesimo, in una discesa che va verso la povertà più assoluta rappresentata dalle miniere e oltre, nel Tredicesimo, cancellato dall’esistenza con tutti i suoi abitanti dopo uno sfortunato tentativo di ribellione.

Hunger Games

Proprio per ricordare la ribellione del Distretto Tredici, ogni anno si tengono gli Hunger Games, i “giochi della fame”, un vero e proprio reality show seguito dall’intera nazione. Nel giorno della mietitura da ogni distretto sono chiamati due Tributi, un ragazzo e una ragazza che possono avere fino a diciotto anni, e che si affronteranno in questi giochi mortali in cui l’unica regola è sopravvivere. In palio, oltre alla propria vita, un anno di ricchezza e gloria per il proprio distretto. Magra consolazione, rispetto alle ventitré vite perse, perché il vincitore è sempre l’unico sopravvissuto.

Arriviamo alla nostra protagonista, Katniss Everdeen, ottima cacciatrice e amorevole sorella proveniente dal Dodicesimo. Unico Tributo volontario del gruppo, insieme a Peeta Mellark, un ingenuo panettiere, sarà la rappresentante del suo Distretto nei giochi. L’addestramento fornito da Capitol City la piazza in buona posizione rispetto anche ai partecipanti più addestrati dei primi distretti (si sa, i ragazzi ricchi hanno un sacco di tempo per il fitness), ma così non è per il suo compagno. La sua storia, poi, appassiona il pubblico: la ragazza che si è offerta volontaria per risparmiare la sorellina: un’eroina perfetta. Forse troppo.

Hunger Games

Gli Hunger Games si svolgono in un ambiente preparato appositamente, che fa affidamento sulla sofisticata tecnologia della Capitale. Una serie di trappole crudeli mirano a rendere difficile la sopravvivenza dei partecipanti in un ambiente già ostile, senza contare la loro abilità nell’uccidersi a vicenda, che rende tutto ancor più terribile.
Un’escalation di eventi porterà Katniss a ribellarsi al sistema, opponendosi apertamente alla dura legge dei Giochi. Questo piacerà molto al pubblico, dove le braci del malcontento sono ancora accese, ma non al Presidente Snow.

La storia è universale: i giovani contro la tirannia. Lo spunto narrativo, però, cambia tutto, perché in fondo dentro gli Hunger Games sono tutti uguali. Le madri del Primo Distretto piangono i propri figli esattamente come quelle del Quarto e del Dodicesimo, e la popolazione si trova unita nel dolore della perdita dei giovani. Cosa rimane alle persone quando togli loro il futuro?

Hunger Games

Quando l’eroina decide di ergersi in favore della libertà, nessuno può smentirla o fermarla. Ma ben presto, Katniss si trova manipolata da più fazioni di quante riesca a gestirne, e dovrà trovare un modo per rimanere sé stessa. Arriviamo dunque alla parte interessante della saga, quella che l’ha fatta amare e odiare dai lettori. Sì, perché Hunger Games è una di quelle storie in cui il coraggio dell’autore e il significato della storia si impongono con violenza sui personaggi, annichilendo ogni possibilità di salvezza.

Hunger Games è una storia sul prezzo della libertà, sull’identità e sulle scelte. Ogni scelta ha una conseguenza, e l’amaro finale racconta la storia di molti, che spinge a una riflessione profonda su cosa sia la felicità nella vita. Suzanne Collins è stata coraggiosa: non ha raccontato un ‘e vissero tutti felici e contenti‘ che avrebbe accontentato chi si era affezionato ai personaggi, ma ha dipinto un quadro dai colori spenti che mostra cosa succede davvero quando una persona si trasforma in un simbolo.Coraggioso, profondo, devastante. Consigliatissimo.

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