Libri e Fumetti

I 10 fumetti da leggere almeno una volta nella vita

Ci sono dei fumetti da leggere almeno una volta nella vita? Ognuno di noi ha sicuramente letto da bambino o adulto almeno un fumetto. Che esso rappresenti la più classica delle storie europee o la più moderna, contorta e futuristica dei manga giapponesi, i fumetti possono considerarsi un porto sicuro per chi ha bisogno di un rifugio dalla monotona vita quotidiana.

Il fumetto, infatti – oltre ad essere anche solo semplice elemento di svago – può garantire sia un allontanamento temporaneo dalla realtà e consentire di affidarsi alla fantasia per progettare la vita così come la vorremmo, senza alcun limite se non la nostra stessa volontà sia un elemento di approfondimento e studio di eventi, fatti e culture. Per questo motivo i fumetti possono essere ritenuti, a tutti gli effetti, oltre ad un mezzo di semplice intrattenimento anche un mezzo utile per rafforzare la nostra educazione e la nostra cultura, oltre che permetterci uno svago senza tempo.

Trattandosi di una forma artistica, anche il fumetto ha quindi una sua storia, i suoi eroi, i suoi generi e i suoi capolavori. Da molti è intesa un’arte prettamente infantile o adolescenziale, ma in realtà che si tratti di comics (negli Stati Uniti), manga (in Giappone), bande dessinéé (in Francia/Belgio), fumetto italiano o di qualsiasi altra parte del mondo, il fumetto non ha età e vede fra i suoi estimatori una grossissima fetta di autori, appassionati, collezionisti e relativi editori.

Stilare una selezione come quella che proponiamo è sicuramente un’impresa coraggiosa e, per certi versi, folle, ma la nostra intenzione è provare a proporre alcuni capisaldi di questa arte scelti fra i generi più diversi e dedicati alle tematiche più disparate . Prima di iniziare è giusto informare che l’ordine è puramente cronologico e non si tratta di una classifica.

1. Le avventure di Tintin (1929)

Si tratta di un’opera fumettistica nata dalla mente geniale del belga Hergè la cui prima apparizione risale al 1929, ma andò avanti fino al 1983. La storia vede come protagonista proprio Tintin, un giovane reporter sempre in giro per il mondo, accompagnato dall’inseparabile cane Milù e pronto ad affrontare ogni genere di pericolo, di solito rappresentato da spie, falsari, trafficanti di droga. Tutte le storie della serie sono ambientate e contestualizzate con la realtà storica del XX secolo fin dal primo episodio che vede un’ambientazione molto particolare: la Russia bolscevica del 1929 e nella repubblica di Weimar.

Le opere successive sono ambientate, ad esempio, nel Congo del 1930, nel Nord America del 1933, nella Cina occupata dai giapponesi nel 1934, nell’Inghilterra, Belgio e Scozia del 1937, nella Jugoslavia nel 1940 e addirittura sulla Luna in occasione dell’allunaggio. Tutte le storie erano caratterizzate da uno stile che prevedeva l’uso di tratti limpidi e netti, vignette pulite e la mancanza di segni superflui come simbolo del cosiddetto ligne claire. Non a caso Le avventure di Tintin è un modello di riferimento per quanto riguarda la scuola di disegno franco-belga e tanto è alta la sua popolarità che nel 2011 Steven Spielberg e Peter Jackson ne hanno realizzato un film interamente in motion capture.

2. Tex (1958)

Tex è la serie a fumetti italiana più famosa e duratura di sempre, nonché la testata principale della casa editrice milanese Sergio Bonelli Editore. Si tratta di una serie a fumetti western incentrata sulla storia e sulla vita dell’omonimo personaggio ideato nel 1948 da Giovanni Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini. La strada per il successo, in realtà, partì subito in salita poiché i creatori non nutrivano molte aspettative sull’apprezzamento da parte del pubblico. La storia, dopotutto, narrava le classiche vicende western come la costante lotta tra i Pards e gli indiani Navajos molto in voga, in quegli anni, nella cinematografia hollywoodiana.

Col tempo, invece, divenne un fenomeno editoriale di grande fama tanto da essere pubblicato costantemente anche a distanza di ben settant’anni. La serie Tex è stata anche oggetto di indagini sociologiche, tesi di laurea e innumerevoli iniziative celebrative come mostre, volumi di critica, testi di saggistica e incontri. Gli argomenti di discussione principali erano il rapporto tra i cowboy e gli indiani, il dettaglio storico sia narrativo che scenografico e il ruolo della donna all’interno della società texiana.

La serie è stata una delle più vendute in Italia arrivando a vendere anche 700.000 copie al mese, mentre nel 2010 la tiratura superava le 200.000 copie. Tanto grande il successo che la serie è stata tradotta in molti paesi europei ed extra-europei e nel 1985 è stata realizzata una trasposizione cinematografica della storia narrata negli albi dal n. 101 al n. 103 dal titolo Tex e il signore degli abissi.

3. Asterix (1959)

Prima dell’arrivo di Topolino e compagni, il primo fumetto ad avere quel determinato stile narrativo fu Asterix, una serie a fumetti francese incentrata sull’omonimo personaggio e creata da René Goscinny (testi) e Albert Uderzo (disegni). L’inimitabile serie avventurosa e umoristica fece la sua prima comparsa nel 1959 sulla rivista Pilote e successivamente fu pubblicata in ben trentasette volumi tradotti in oltre un centinaio di paesi.

La storia racconta di un tenace villaggio gallico che non accetta l’invasione romana e fa di tutto per difendersi da essa, ma la pubblicazione nel 1959 a pochi mesi dall’elezione di Charles de Gaulle a Presidente della Repubblica francese non può che ricordare l’invasione della Francia da parte dei nazisti.

Grazie ai disegni cartooneschi, colorati e dinamici, la serie ha avuto numerose trasposizioni cinematografiche sia sotto forma di film d’animazione che di film live action. Al contempo il grande successo ha permesso la realizzazione di un grande merchandising e addirittura nel 1989 è stato inaugurato, a Plailly, un parco divertimenti dal nome di Parc Astérix.

4. Akira (1982)

Siamo nei primi anni ’80, ovvero negli anni della ricerca del futuro, della volontà di andare oltre ogni conoscenza all’epoca disponibile. Sono gli anni della sperimentazione sia in campo scientifico che in campo artistico. Musicalmente si poteva udire un uso massiccio di sintetizzatori e strumenti elettronici, mentre cinematograficamente e artisticamente il pubblico veniva introdotto in mondi fantastici o futuri distopici: in poche parole erano gli anni del cyberpunk.

Cinematograficamente, quindi, la prima cosa che viene in mente è senz’altro Blade Runner, fumettisticamente non si può non citare Akira, il monumentale manga di Katsuhiro Otomo che ha poi ispirato uno degli anime più belli di sempre. La storia è ambientata nel 2019, subito dopo la terza guerra mondiale, nella città di Neo Tokio. Quest’ultima vive nell’incubo della depravazione senza limiti che vede la presenza di gang criminali, politici corrotti ed esperimenti sugli umani sovvenzionati tramite soldi pubblici. Il protagonista della storia è Kaneda, un uomo duro alla vista, ma dolce nell’animo, e del suo amico Tetsuo che diventerà, nel corso della storia, un superuomo che non è più in grado di controllare i suoi nuovi poteri.

Akira è un’opera maestosa che porta al suo interno anche argomenti importanti come la politica, la filosofia e i problemi sociali. Akira arrivò in Italia nel 1990 suddiviso in 38 volumi distribuiti fino al 1997 e in poco tempo è diventato uno dei manga più amati e venduti nel nostro paese.

5. V per Vendetta (1982)

È un fumetto di grandissima importanza sia per i realizzatori impegnati nella sua realizzazione: ovvero David Lloyd (disegni) e il maestro Alan Moore (testi), sia per il valore sociale. V per Vendetta è ambientato in un futuro alternativo in una Londra distopica e dittatoriale. V, il protagonista, è un anarchico celebre per indossare la maschera di Guy Fawkes e per incitare la popolazione alla rivoluzione. V, grazie anche all’aiuto di una ragazza del popolo di nome Evey, tenta disperatamente di far cadere il potere.

Da molti è considerato il corrispettivo fumettistico di 1984 di Orwell ed è innegabile il successo di questa opera che è stato ulteriormente innalzato grazie all’omonimo film del 2005 diretto da James McTeigue. L’opera fumettistica, inoltre, uscì in un periodo di piena Guerra Fredda e durante le prime rappresaglie in vista della futura caduta del muro di Berlino e pertanto è chiaro il riferimento politico della lotta contro l’oppressione. Per questo motivo è stata presa ad esempio in numerose opere cinematografiche e letterarie, oltre che da organizzazioni come gli Anonymous.

6. Watchman (1986)

Nella storia del fumetto mondiale, il contesto supereroistico ha sempre avuto una certa prevalenza e lo notiamo maggiormente nei giorni d’oggi, nell’epoca dei cinecomics. I primi fumetti che avevano come protagonisti dei supereroi nacquero negli anni ’30, ovvero negli anni dove si cercava in tutti i modi qualcuno che potesse salvare il mondo da continue guerre. Nel corso del tempo i comics a tema supereroistico iniziarono ad assumere una propria identità basata su una filosofia ben precisa che seguiva dei canovacci predefiniti e canonici.

Ecco, quindi, che il supereroe diventa lo stereotipo del buono invincibile e giusto che combatte un incurabile, ma arrestabile male. Nel 1986, però, il maestro Alan Moore, in compagnia del disegnatore Dave Gibbons, decide di cambiare le carte in tavola e presenta Watchman. Si tratta di una miniserie pubblicata tra il 1986 e il 1987 che, grazie alla sua maestosità, in poco tempo è diventato il romanzo grafico più famoso e importante di sempre tanto da essersi guadagnata un premio Hugo e l’inserimento nella lista del Time come uno dei “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi”.

La serie mostra dei personaggi originali in una realtà esterna al canonico universo DC. L’opera, però, rimane ambientata negli Stati Uniti del 1985, solo che adesso i supereroi sono considerati fuorilegge a causa di un decreto amministrativo che prendeva atto del crescente malcontento popolare nei loro confronti. Il paese, nel frattempo, è sull’orlo di una guerra nucleare contro l’Unione Sovietica e il ritrovamento del cadavere di un ex eroe fa scattare all’ultimo avventuriero in costume la volontà di indagare su quello che ritiene essere un complotto mirato ad eliminare i vecchi supereroi.

L’innovazione che differenzia Watchman dai fumetti di genere che lo hanno preceduto, è quella di presentare dei personaggi supereroistici, ma umani con i relativi problemi personali ed etici. Decontestualizza totalmente l’archetipo del supereroe convenzionale e lo umanizza con tato di metanarrazioni. L’opera è considerata un punto di riferimento tanto da aver introdotto approcci e linguaggi nuovi che hanno portato alla realizzazione di fumetti supereroistici più maturi e seriosi. Anche Watchman ha ispirato opere cinematografiche tra cui la recente serie The Boys e la nuovissima omonima serie Watchaman.

7. Maus (1986)

Maus, per completezza Maus: A Survivor’s Tale, è un graphic novel di Art Spiegelman, ambientato durante la seconda guerra mondiale e incentrato sull’Olocausto, sulla base dei racconti del padre dell’autore, un sopravvissuto al campo di concentramento di Majdanek e a quello di Auschwitz.

Ricevette il premio Pulitzer nel 1992, e fu allora che il mondo capì finalmente che i fumetti non erano solo roba da ragazzini, ma potevano essere un interessante e straordinario mezzo per raccontare, in modi inediti, storie terribili come l’Olocausto. L’opera è fortemente autobiografica tanto che lo stesso Spiegelman diventa uno dei protagonisti: il suo alter ego fumettistico porta il suo stesso nome, Art, ed è un giovane autore che decide di narrare la storia del padre Vladek, un ebreo reduce dei campi di concentramento, per poterla tramandare alle generazioni future, proprio la motivazione che ha spinto Art a narrare le vicende della propria famiglia.

I personaggi dell’opera non sono, però, rappresentati in forma umana, bensì in quella animale. Infatti è possibile notare come gli ebrei siano rappresentati sotto forma di topi (ecco il perché del titolo Maus) e i nazisti come dei gatti. Allo stesso modo i francesi diventano delle rane, i polacchi maiali e gli americani dei cani. È abbastanza evidente come la connotazione animalesca abbia in realtà un significato molto più metaforico e sociale.

8. Il corvo (1989)

Da molti considerato il fumetto più dark di tutti i tempi, deve la sua origine ad una storia realmente accaduta all’autore James O’Barr. L’anno precedente alla scrittura del fumetto, infatti, il fumettista ha perso la sua fidanzata in un incidente. Per questo motivo iniziò a lavorare all’opera traendo la prima ispirazione dalla sua stessa tragedia personale, e la seconda dalla storia di due fidanzati uccisi per un anello da 20 dollari nella città di Detroit, notizia che O’Barr aveva letto su un giornale in quel periodo.

Il protagonista de Il Corvo è, infatti, Eric Draven, un uomo picchiato e ucciso insieme alla sua ragazza da due sicari molto aggressivi, che torna in vita per vendicarsi di loro. Eric è, quindi, un antieroe dalle caratteristiche goticheggianti che va in giro truccato come Alice Cooper e con la testa piena di citazioni di Cure, Joy Division, Edgar Allan Poe e più o meno celebri poeti maledetti francesi. Un fumetto duro e crudo che però non rinuncia a sfumature melò di forte impatto emotivo che percorrono questo capolavoro fin dalle prime pagine.

L’opera fumettistica deve la sua grande notorietà non solo alla meravigliosa realizzazione, ma anche al film Il Corvo (1994) celebre per essere considerato maledetto: il protagonista Brandon Lee, infatti, morì sul set dopo il terzultimo giorno di riprese a causa di un colpo di pistola caricata a salve, in cui però era precedentemente rimasta bloccata una pallottola all’interno della canna.

9. Sandman (1989)

The Sandman, più comunemente conosciuta come Sandman, è una serie a fumetti scritta da Neil Gaiman e pubblicata dalla DC Comics negli Stati Uniti tra il 1989 e il 1996. Era incentrata su una nuova versione di un personaggio dei fumetti della DC nato nel corso della Golden Age.

Nei suoi ben 75 albi, Sandman racconta la storia di Morpheus, uno dei 7 Eterni (Destino, Morte, Distruzione, Desiderio, Disperazione e Delirio), rapito da un gruppo misterioso ed enigmatico. Ogni tavola mette insieme racconti mitologici, orrorifici e molte teorie filosofiche. Per tale motivo viene riconosciuta alla serie una elevata qualità dei testi e delle trame che la avvicinano alla letteratura con elementi di filosofia, storia e mitologia e rappresenta un caso raro di commistione di vari generi narrativi sia nel campo letterario che soprattutto nel campo fumettistico. Anche le copertine vedono una commistione di stili che vanno dalla fotografia, alla pittura e dall’arte digitale al collage. Furono realizzate tutte da un unico disegnatore, Dave McKean, che diede vita a delle copertine originali e decisamente inusuali per un fumetto.

Sandman è stato apprezzato anche da scrittori del calibro di Stephen King e è considerata una delle opere letterarie migliori di sempre. La rivista Entertainment Weekly l’ha posto al 46° posto nella classifica delle 100 opere letterarie dal 1983 al 2008, mentre secondo il Los Angeles Times è la più grande saga epica nella storia dei fumetti.

10. Blankets (2003)

Concludiamo questa selezione con Blankets, uno dei più maturi graphic novel esistenti e da molti considerato il precursore dei romanzi grafici autobiografici. È stato scritto e disegnato da Craig Thompson e nelle circa 600 pagine vengono raccontate l’infanzia dell’autore in una famiglia cristiana evangelica, il suo primo amore e i suoi primi anni da adulto. Thompson stesso ha più volte dichiarato che l’intero romanzo è nato da una semplice idea: descrivere come ci si sente nel dormire vicino a qualcuno per la prima volta.

Sia la narrazione che i disegni descrivono un’intera vitta fatta di privazioni e divieti, fino all’arrivo di una svolta. Indubbiamente dalla lettura di Blankets si esce cambiati: ci si lascia inesorabilmente un pezzo di cuore e forse anche qualche lacrima. Grazie alla bellissima realizzazione, alle tematiche narrate e al successo avuto, nel 2005 l’opera è stata selezionata dal Time come una delle 10 migliori graphic novel pubblicate in lingua inglese dal 1923 al 2005.

Conclusioni

Indubbiamente sono rimaste fuori dalla nostra selezione tantissime altre opere di assoluto valore storico, ma abbiamo comunque cercato di inserire le opere più indicative dei vari periodi storici di appartenenza. È infatti evidente come tra un fumetto ed un altro ci siano differenze anche notevoli non solo dal punto di vista artistico, ma anche narrativo proprio per andare di pari passo con gli anni di realizzazione dell’opera. Questa selezione è soprattutto un modo per dire a gran voce che il fumetto può essere intrattenimento, può divenire diversivo, ma può anche essere conoscenza e pertanto può essere diretto sia ai bambini, che ai ragazzini, ma anche agli adulti.