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I 6 momenti più commoventi della saga di Toy Story

Alla viglia dell’uscita di Toy Story 4, capitolo che (forse) chiuderà la storica saga Pixar sui giocattoli più amati del cinema, passiamo in rassegna i 6 momenti più commoventi dei primi tre capitoli, (quindi nessuno spoiler sull’ultimo episodio)  per prepararci emotivamente ad un finale che risulterà, ancora una volta, ineluttabilmente strappalacrime.

1) Woody viene sostituito

Incominciamo con qualcosa di leggero dal primo capitolo, se non altro per il tono comunque sostenuto della canzone, Strange Things, che fa da sfondo all’evento. Woody è il giocattolo preferito di Andy, o almeno lo era, fino all’arrivo di Buzz. Con quest’ultimo, lo sceriffo sembra venire messo via via da parte, nemmeno molto gradualmente, in una fase di disinnamoramento che tutti noi, da bambini, abbiamo provato per qualcosa e in favore di qualcos’altro. Assistere alla reazione emotiva dei giocattoli è alquanto spiazzante, potrebbe spingerci a rispolverare vecchi peluche, Tamagotchi e giochi di Pokémon per fare loro una carezza o una partitina in nostalgia.

2) Buzz capisce di essere un giocattolo

Già qui le cose si fanno più dure. Abbiamo visto Buzz difendere per gran parte del film una tesi che, noi spettatori, sappiamo essere errata. Non importa quanto se ne convinca, Buzz Lightyear non può volare. Eppure, vederlo realizzare questa consapevolezza in maniera disarmante è quanto mai struggente. Anche la regia, inclemente, sottolinea il contrasto drammatico, durante la canzone, stavolta tristissima, I will go sailing no more. Una finestra dà sul cielo, un uccellino vola libero. Buzz fa un ultimo tentativo… e sprofonda giù per le scale. Insieme ai nostri cuori, probabilmente.

3) Jessie ha il cuore spezzato

Passiamo a Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa, con il momento “spacca cuore” di Jessie. La canzone, bellissima e toccante, è un piano voce da brividi: When she loved me. Versione potenziata del momento di rimpiazzo di Woody, racconta la storia di come anche lei, una volta, era l’amica del cuore di Emily, che l’ha poi dimenticata e data in beneficenza, ma ha tutto il sapore di un abbandono. La verità è straziante: i giocattoli non dimenticano i bambini, ma i bambini dimenticano loro.

4) Woody cambia idea sul tornare a casa

C’è un altro momento nel secondo capitolo degno di questa lista. L’operazione di recupero di Woody dal collezionista sembra andare a buon fine, ma lo sceriffo decide, a sorpresa, di non tornare a casa con gli amici venuti a liberarlo. Dietro questa scelta, già molto difficile, c’è la paura di vedere Andy crescere e abbandonarli, proprio come successo a Jessie con la sua ex padrona. Detto ciò, però, Woody assiste alla sua stessa pubblicità in TV (meccanismo già utilizzato con Buzz nel precedente Toy Story), che inscena un frammento di You’ve got a friend in me, e rinsavisce. Il nome sul suo stivale è ancora, e sarà sempre, un marchio indelebile, simbolo d’amore e devozione. Il punto non è impedire che Andy cresca, ma accompagnarlo lungo la strada.

5) La fornace

Arrivati a Toy Story 3 – La grande fuga, questa lista segue tappe obbligate divenute, nonostante il tardivo ritorno in auge della saga (tra il secondo e il terzo capitolo intercorrono ben 11 anni), pilastri dell’intero immaginario pixariano. Impossibile, infatti, non commuoversi durante il momento di massimo dramma del terzo capitolo: i giocattoli non solo affrontano una fine che ormai pare inevitabile, ma dedicano i propri ultimi momenti a farsi forza, prendersi per mano, testimoniarsi a vicenda una vita di solidarietà e amicizia. Persino di fronte a una fine così tremenda, nel fuoco che aspetta solo di divorarli, la consapevolezza di aver vissuto insieme rende la morte un po’ meno spaventosa.

6) Andy cede i giocattoli a Bonnie

E quando pensi che niente possa essere più drammatico della fornace, l’epilogo ti colpisce ancora più duro e ancora più a fondo. Andy, ormai cresciuto, decide di cedere i propri giocattoli a chi possa prendersene cura e giocarci per tanto altro tempo. La prescelta è Bonnie, inizialmente timida, ma felicissima di conoscere tanti nuovi amici. Fino a Buzz, il livello di magone è sopportabile, quando poi arriva il momento di dare Woody alla bambina, persino Andy tentenna. Poi capisce che è tempo di passare il testimone alle generazioni future, nel ricordo di un passato felice colmo di gioia e nostalgia. È un apice emotivo altissimo per il terzo capitolo, difficilissimo da pareggiare, se non superare, con il quarto. Ma, se la saga di Toy Story ci ha insegnato qualcosa, è proprio che i limiti sono fatti per essere oltrepassati.

Verso l’infinito…

Tutto questo parlare di canzoni non può che ingolosire le orecchie, quindi impossibile non menzionare la colonna sonora ufficiale del quarto capitolo, già disponibile? In fondo, il compositore è quello storico della saga: Randy Newman. Se poi un sottofondo musicale dedicato non fosse abbastanza, per una serata in compagnia, c’è sempre l’opzione Monopoly a tema, con l’edizione esclusiva di Toy Story.