Giochi di ruolo

I Coboldi Mangiano i Bambini: un gioco di ruolo birra e patatine!


I Coboldi Mangiano i Bambini
Editore
Kaizoku Press
Autori
Chris O’Neill, Dan Landis
Ambientazione
Fantasy
Genere
Demenziale
N. Pagine
120

Dimenticatevi saggi maghi ed eroici guerrieri, in questo gioco impersonerete piccole creature umanoidi dalla forma canina, un po’ pasticcione, perennemente affamate e destinate per loro natura a una morte molto probabilmente imbarazzante! Perché farlo? Per la gloria di Re Torg (lunga vita a Re Torg!) e della grande divinità Vor (il Dio grosso, rosso e arrabbiato!).

In inglese i giochi di ruolo da tavolo vengono anche definiti “pen and paper” (carta e penna), ma con I Coboldi Mangiano i Bambini (d’ora in poi ICMB) siamo di fronte a un gioco di ruolo birra e patatine, splendidamente illustrato da John Kovalic, noto per il fumetto umoristico sul mondo dei giochi di ruolo Dork Tower, ma soprattutto illustratore dello spassosissimo gioco di carte Munchkin!

La dura vita di un coboldo

Immagino che la prima domanda che vi salti in mente sia “che cosa fa un coboldo nella sua vita?”, e la risposta è molto semplice: mangiare! Possibilmente evitando di essere mangiato a sua volta, infatti quando un coboldo ha molta fame e non ha tempo di cercare altro, non è raro che metta in padella un suo simile. Del resto l’intelligenza di un coboldo non gli permette di comprendere il significato della parola “cannibalismo” e poiché sono creaturine dannatamente saporite e con una capacità di resistere alle tentazioni inesistente, non è così difficile ritrovarsi attorno a una pentola fumante di stufato di coboldo.

Bisogna però precisare che l’ingrediente preferito dai coboldi sono i bambini ed è questo il motivo che li spinge a uscire dalle loro comode e accoglienti caverne, anche se occorre maneggiare questi paffuti bocconcini con attenzione perché sono molto fragili.
La vita di un coboldo però è fatta anche di scorribande, o meglio, di servilismo nei confronti di stregoni (solitamente i meno qualificati della loro specie) che li utilizzano come carne da cannone in disparate missioni per lo più suicida.

Onore al Sindaco!

In tutti i giochi di ruolo cosiddetti “tradizionali”, c’è la figura del Narratore, ossia colui che tiene le fila della narrazione illustrando ai giocatori la storia e come il mondo nel quale stanno giocando reagisce alle loro azioni e alle loro scelte. Riuscire a definire cosa sia un buon Narratore non è cosa facile, ma sinteticamente potremmo dire che è un buon Narratore colui che aiuta i giocatori a vivere la loro storia, che non significa essere loro alleato, ma semplicemente essere in grado di portare avanti una narrazione godibile basata sulla libertà di scelta dei giocatori.

ICMB è invece un gioco trasgressivo e “rivoluzionario”, il Narratore non esiste e al suo posto c’è il Sindaco, la cui parola è legge e il cui unico scopo è “torturare” i coboldi, utilizzando la propria fantasia per escogitare nuovi modi con cui porre termine alle loro inutili esistenze. Il Sindaco è un dittatore, più o meno benevolo, e uno degli scopi dei giocatori è evitare di incorrere nelle sue ire, ad esempio è fondamentale rispettare l’ordine degli spuntini!

Al tavolo il primo a servirsi delle cibarie sarà il Sindaco e successivamente il giocatore il cui personaggio ha la Caratteristica Ego più alta, che si siederà alla sinistra del Sindaco, proseguendo così in senso orario. Se non si rispetta l’ordine previsto, il Sindaco applica un cheque (ossia annerisce una casella) sul riquadro “per una morte orribile del coboldo” al personaggio del giocatore trasgressore (il nome del riquadro è già abbastanza esplicativo, vero?). L’ordine degli spuntini viene utilizzato anche in combattimento per definire chi agisce per primo. Ovviamente quando viene citato Re Torg, tutti al tavolo devono urlare “lunga vita a Re Torg!”, pena l’applicazione di un cheque!

Chi vince?

Chi non ha mai giocato di ruolo, una volta capito di cosa parla un gioco, tende sempre a porre la fatidica domanda: “il gioco sembra bello, ma chi vince?”. A questo punto l’esperto di turno si ritrova a dover spiegare che i giochi di ruolo non prevedono vincitori o vinti, ma che l’importante è vivere in prima persona delle avventure. Bene, scordatevi tutto questo, in ICMB ci sono vincitori, ma soprattutto perdenti che potranno essere derisi sino alla partita successiva.

Durante le sessioni di gioco giocatori possono guadagnare Punti Vittoria, che vengono attribuiti in base a obiettivi stabiliti a inizio partita, per aver ucciso un avversario, per aver cucinato, per aver fatto ridere il Sindaco e per molti altri motivi. Una volta che si avvera una determinata condizione (anch’essa stabilita a priori), si fa il conteggio dei Punti Vittoria, stabilendo così il vincitore.

Chi muore?

Tutti. E nessuno.
I coboldi sono esseri che non sono in grado di cogliere il minimo segnale di pericolo, si potrebbe azzardare che non siano biologicamente compatibili con la paura, ma fatto sta che la vita media di un coboldo è sempre molto breve. Sotto questa prospettiva si potrebbe pensare che il giocatore il cui personaggio è andato incontro a un triste destino, si ritrovi improvvisamente senza sapere cosa fare, ma in ICMB la morte di un coboldo non è assolutamente un problema, perché ce ne sarà sempre un altro pronto a sostituirlo. Si crea la scheda di un nuovo coboldo (operazione molto facile ed estremamente veloce) e si torna a fare cose insensate come se niente fosse successo.

Le regole

L’impianto di ICMB è di tipo tradizionale, inoltre dobbiamo considerare che l’edizione di Kaizoku Press è la localizzazione di un gioco che ha visto la sua prima pubblicazione in inglese nel 1998, quindi non sarebbe corretto aspettarsi soluzioni cosiddette “moderne” che caratterizzano un certo filone di giochi pubblicati negli ultimi anni come la narrazione distribuita (si ricorda che qui c’è il Sindaco, la cui parola è legge).

ICMB in parte richiama in modo scherzoso i vecchi giochi di ruolo, ma con un approccio estremamente leggero e divertente che rende ICMB un gioco molto facile da approcciare. Ad esempio il manuale riporta numerose tabelle, come appunto accadeva nei vecchi giochi di ruolo, ma qui sono composte da pochi elementi, facilissime da consultare e condite abbondantemente da umorismo, riuscendo a dare un’ulteriore occasione per strappare una risata al tavolo. Sicuramente non vedrete l’ora che il Sindaco vi dica di tirare un dado per consultare una delle tante tabelle presenti!

Il sistema che gestisce il gioco è semplicissimo: il Sindaco stabilisce un livello di Difficoltà all’azione che il coboldo vuole intraprendere, esprimendola con numero di dadi a sei facce (D6) che il giocatore dovrà tirare. Il passo successivo è confrontare la somma del risultato dei dadi tirati con una delle quattro Caratteristiche del coboldo (Brutalità, Ego, Estraneo e Riflessi). Se la somma è uguale o inferiore alla Caratteristica, l’azione ha successo. Le Abilità presenti sulla scheda definiscono cosa sa fare il coboldo, ma il tiro viene sempre effettuato sulla Caratteristica collegata all’Abilità che viene utilizzata. Attenzione, tra le abilità c’è anche quella di poter lanciare incantesimi dai poteri oscuri (come l’incantesimo di evocazione dei polli di Sandor), anche se è un’attività piuttosto pericolosa.

In conclusione

I Coboldi Mangiano i Bambini è un gioco di ruolo sicuramente adatto a tutti, è divertente, scanzonato e sufficientemente delirante da poter soddisfare ogni palato. Anche la sola lettura del manuale (un piccolo coloratissimo libretto brossurato e ben impaginato di 120 pagine) è uno spasso, e le illustrazioni del fumettista John Kovalic sono ovviamente un plus da non sottovalutare. In tutto questo è sicuramente un valore aggiunto il pregevole lavoro di traduzione e adattamento fatto da Kaizoku Press, che ha saputo mantenere inalterato tutto lo humor di cui il manuale trabocca, cosa non da poco considerando anche i numerosi giochi di parole presenti (ricordiamo che l’edizione originale è in lingua inglese).

L’unico eventuale limite di questo gioco è insito nella sua stessa natura, ossia si tratta di un gioco per serate dedicate allo svago più completo, dove l’utilizzo della materia grigia non è necessariamente richiesto e meglio ancora se il tutto viene accompagnato da birra e patatine come suggerisce lo stesso sottotitolo del manuale. La velocità di preparazione e l’estrema semplicità del regolamento fanno però sì che il gioco sia adatto anche a chi non ha mai affrontato i giochi di ruolo prima d’ora, oltre a permettere la realizzazione di giocate improvvisate, ma difficilmente vi garantirà di effettuare lunghe campagne di gioco.Interessante la parte conclusiva del manuale con esempi e regole di creazione di un villaggio, che potrà fare da scenario per le scorribande dei coboldi (oltre alle importantissime tabelle “per una morte orribile del coboldo”).

 

I Coboldi Mangiano i Bambini

Gioco di ruolo con protagonisti famelici coboldi e illustrato da John Kovalic (Munchkin). Divertente e chiassoso, ottimo per una serata tra amici, meglio se accompagnata da birra e patatine!


Verdetto

I Coboldi Mangiano i Bambini è un gioco che vi farà ridere dall’inizio alla fine, perfetto per serate tra amici all’insegna del divertimento. Voi impersonerete dei coboldi, creature inutili dalla vita molto breve (tendono a morire in modi orribili), e il vostro scopo sarà quello di mangiare bambini, servire come carne da cannone per qualche folle stregone e molto altro. Se volete un gioco leggero e spassoso, con una comicità demenziale, questo è il gioco che fa per voi.

Pro

- regolamento semplice e veloce
- molto divertente, anche nella sola lettura del manuale

Contro

- si adatta meglio a one-shot o avventure brevi piuttosto che a lunghe campagne