Cinema e Serie TV

I migliori film storici su Netflix – Novembre 2020

La storia ci affascina, e l’avvento della cinematografia non ha fatto altro che amplificare questo amore. Grazie alla potenza immaginifica del cinema e delle sue grandi storie, molti hanno potuto immergersi come mai prima all’interno di epoche lontane. Con l’avvento delle piattaforme streaming prima e poi delle serie tv a tema storico, sono anni che gli appassionati non hanno che l’imbarazzo della scelta.

Forse però non tutti si ricordano che se oggi l’offerta di serie tv a tema storico (a volte spruzzato di mitologia) è così ampia è per via del decennio immediatamente precedente. Tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila infatti le sale cinematografiche sono state invase da kolossal grandi e piccoli, che hanno avuto un ruolo non indifferente nel far tornare la storia umana come un argomento “cool”. Ma tra tutti questi, quali sono i più importanti? Oggi vi proponiamo i più interessanti di quegli anni, tutti disponibili sul catalogo di Netflix.

I migliori film storici su Netflix

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Il Gladiatore (2000): dove tutto è iniziato

Non potevamo non partire da lui: forse non il più “vecchio” della rassegna, ma di sicuro uno dei più significativi tanto oggi quanto ieri. La ricerca di vendetta del generale romano Massimo Decimo Meridio è ormai divenuta proverbiale. Il Gladiatore di Ridley Scott è un film grandioso, in grado di impostare una storia tanto umana quanto magniloquente, complice anche la magnifica colonna sonora di Hans Zimmer. La pellicola ai tempi suscitò anche qualche controversi tra i critici, ma ebbe un impatto incredibile sul pubblico di tutto il mondo. Un successo tale da essere all’origine del ritorno in auge dell’antica Roma nel cinema e nelle serie televisive.

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E se è pur vero che certe scenografie sono ormai un po’ “finte” e che la sceneggiatura si prende ben più di una licenza poetica e storica (con anche qualche anacronismo) la carica espressiva ed emozionale del film con Russell Crowe convince fino a travalicare la finzione narrativa per approdare alla divulgazione. Tanto che, a vent’anni dalla sua uscita, la scena della battaglia iniziale contro i barbari rimane ancora tra le migliori (se non la migliore) rappresentazione cinematografica di quello che doveva essere l’esercito romano al massimo del potenziale.

Le Crociate – Kingdom of Heaven (2005): l’epopea di Scott

Seconda e ultima componente della “coppia Ridley Scott” è l’altro suo grande kolossal storico. Uscito nel 2005, con Le Crociate – Kingdom of Heaven il regista britannico si è cimentato in un altro grande affresco, stavolta il medioevo. La storia rielaborata di Baliano di Ibelin (interpretato da Orlando Bloom) spazia dall’Europa devastata alla Terrasanta, dove un umile fabbro dovrà scoprirsi condottiero. E nonostante anche qui si sia preso le sue solite licenze poetiche, quello che ne risulta è comunque un grandissimo risultato.

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Il destino di Le Crociate – Kingdom of Heaven è stato infatti abbastanza controverso. Se Scott anche in questo caso riconferma la propria bravura quando si tratta di scene di battaglia, c’è anche il fatto che Kingdom of Heaven per certi versi vive dei suoi stessi eccessi. A una versione cinematografica poco apprezzata si contrappone la grande rivalutazione che il film ebbe quando uscì in home video in versione Director’s Cut, con addirittura 45 minuti di scene aggiuntive. Il tutto andava a comporre l’ambizione di un poema epico in movimento, con tutti i pregi e i difetti del caso. Da notare la presenza, nella versione estesa, dell’attore Nikolaj Coster-Waldau: ai tempi sconosciuto, oggi è noto in tutto il mondo per la sua interpretazione di Jaime Lannister nella serie de Il Trono di Spade.

Marie Antoinette (2006): la rivoluzione in Netflix

Di Marie Antoinette abbiamo già parlato quest’estate nello speciale dedicato alla Rivoluzione Francese nella cultura pop. La pellicola di Sofia Coppola rivisita in maniera molto “popolare” la vita di Maria Antonietta, regina di Francia negli ultimi tempi della monarchia assolutistica di Luigi XVI. Avendone scritto anche la sceneggiatura, Coppola cerca di dipingere una figura differente della regina Maria Antonietta, evidenziandone anche le rigidità della vita di corte e i doveri e le pressioni cui la regina austriaca (interpretata da Kirsten Dunst) ha dovuto sottostare.

Anche in questo caso non sono mancate le controversie, soprattutto per via della scelta da parte di Sofia Coppola di adottare una visione un po’ troppo “modernizzante” della figura storica; ma allo stesso tempo Marie Antoniette assume tratti descrittivi. Com’è ovvio infatti indugia non poco nella rappresentazione dello sfarzo di quegli anni, giocando anche un po’ sul fascino dello splendore confinante con la decadenza. Un’opera controversa ma anche da riscoprire, e chissà se l’inclusione in Netflix non gli faccia vivere un’ulteriore ondata di popolarità.

Troy (2004): l’Iliade secondo Hollywood

Un altro dei “figli” nati dopo l’onda magna de Il Gladiatore. La reinterpretazione di Wolfgang Petersen della Guerra di Troia assume inevitabili contorni epici. Ancora una volta l’adesione al mito originale è piuttosto lasca, ma la pellicola attrae sia per il suo cast stellare (tra cui Brad Pitt, che sapeva benissimo che interpretando Achille si sarebbe reso ancor più indimenticabile) che per la magniloquenza delle sue scene.

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Scene e scenografie che stavolta non si affidano alle sole battaglie, ma cercano piuttosto una componente dialogica e la ricercatezza dei costumi. Non è infatti un caso che il film si sia meritato una candidatura agli Oscar 2005 proprio per i costumi. Anche facendo i conti con le ampie licenze poetiche rispetto a quanto raccontato tanto nell’Iliade quanto nel ciclo troiano più in generale, Troy ha avuto un ottimo successo di pubblico e ancora adesso rimane un film storico d’azione di tutto rispetto, che vi consigliamo di recuperare se non lo conoscete oppure di rivedere ancora una volta per passare una bella serata.

300 (2007): trecento Spartani e un unico destino

Se ci fosse un modo per descrivere 300 di Zack Snyder, probabilmente sarebbe “il film giusto al momento giusto”. Rielaborazione ai limiti del mitologico (a volte persino superandolo) della Battaglia delle Termopili del 480 avanti Cristo, 300 è prima di tutto tratto dall’omonima graphic novel di Frank Miller, del quale è trasposizione fedele anche da un punto di vista visivo (le inquadrature sono modellate direttamente dalle vignette). Un altro grande successo al botteghino, che consacrò la carriera di Gerald Butler (qui nei panni di re Leonida) e fu una delle prime volte in cui l’attrice Lena Headey, futura Cersei de Il Trono di Spade. Nel 2014 il film ha avuto anche un sequel-midquel, 300: L’Alba di un Impero, che racconta vicende sia parallele che successive all’impresa di Leonida.

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Il motivo per cui 300 è rimasto nella memoria, oltre chiaramente all’ampio respiro e alla particolare colorazione e “stile” grafico, è la sua capacità di dipingere in maniera cruda la cultura spartana, malgrado a volte la esageri o ne mostri solo la parte più guerresca. Una rievocazione che però ne riassume la mentalità e il pensiero semplice, ma calato nel suo contesto storico e culturale e quindi dalle radici fortemente epiche e riconoscibili.

Salvate il soldato Ryan (1998): “Meritatelo”.

L’ultimo film di questa rassegna è sia il meno recente che il più serio. Salvate il soldato Ryan ha fruttato il secondo premio Oscar a Steven Spielberg e racconta il lungo flashback di un ex soldato statunitense della seconda guerra mondiale è un’epopea attraverso una Francia devastata. Ancora adesso la rievocazione dello sbarco degli Alleati sulla Omaha Beach in Normandia è una delle sequenze di guerra moderna che più hanno influenzato la produzione di genere, travalicando il cinema per approdare all’intrattenimento più generale.

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Steven Spielberg dirige una pellicola sulla seconda guerra mondiale di rara crudezza, spesso spogliandola della componente eroica per far emergere l’umanità dei personaggi e il loro combattere un odio così scellerato che rischia di corromperli a loro volta. E alla fine, proprio quel Ryan da salvare sarà costretto a dare un senso a tutta quella sofferenza cercando la risoluzione di una domanda apparentemente senza risposta.

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