Giochi in scatola

I migliori giochi da tavolo del 2020

Il 2020 é stato un anno complesso e, sotto sotto, non possiamo che tirare un sospiro di sollievo nel vederlo in procinto di concludersi. Nonostante gli evidenti ostacoli degli ultimi mesi, tuttavia, l’industria del board gaming non si é fermata affatto. Anzi, sugli scaffali sono finiti alcuni dei migliori giochi da tavolo che ci sia mai capitato di avere per le mani. Contro ogni aspettativa, questo annus horribilis ha dato vita a molte, moltissime eccellenze, con numerose produzioni che certamente si contenderanno i nostri Cultura POP. Ecco la lista dei dieci titoli 2020 che hanno saputo colpirci a fondo.

I migliori giochi da tavolo del 2020

Dual Powers

Dual Powers

Una delle più grandi scomodità dei giochi da tavolo consiste nel fatto che, di norma, vi si debba partecipare massivamente. Il 2020 ci ha dimostrato non sia sempre facile radunare dalle 4 alle 6 persone per un’intensa sessione di board gaming e che molti dei giochi che si dicono aperti ai 2 giocatori lo siano solo ed esclusivamente a livello nominale, ovvero funzionino male se sperimentati in coppia. Il Dual Powers messo a disposizione da Raven Distribution risolve frontalmente questo scoglio, mettendo in campo un’esperienza ludica deliberatamente pensata per un confronto faccia-a-faccia.

Il titolo ripropone il dilaniante conflitto intestino che ha sconquassato i comunisti del Soviet durante gli scontri del cosiddetto Ottobre Rosso, inserendo i giocatori alla guida di fazioni che si contendono il supporto di un popolo rivoluzionario pronto a manifestare violentemente a ogni soffio di vento. Si tratta di una sfida spietata e asimmetrica, dove le due parti fanno rispettivamente leva sul carisma e sull’equilibrio intellettuale, in una guerra di posizionamento e di gestione delle risorse che fomenta le più audaci vene strategiche.

Dual Powers ci piace per cifra stilistica, per portabilità, per abbordabili, ma soprattutto per le alchimie di ristrettezze in cui incastra i giocatori. Come ci si potrebbe aspettare dalla Russia rivoluzionaria, infatti, i leader hanno poco spazio di manovra e devono impiegare le proprie risorse nel migliore dei modi, rassegnandosi a compiere tragici sacrifici pur di garantirsi il supporto della massa.

Unicorn Fever

Unicorn Fever

Corse equestri che sfruttano le compulsioni di unicorni obesi, loschi figuri fatati con un senso della moralità decisamente molto elastico, tradimenti, colpi di scena e adrenalina a pacchi: questi gli elementi chiave di Unicorn Fever, fatica ludica dei navigatissimi Lorenzo Silva e Lorenzo Tucci Sorrentino di Horrible Guild che Cranio Creations sta distribuendo in tutta Italia. Si tratta di un titolo che colpisce lasciando una sete che é difficile da dissetare, con l’unica soluzione disponibile che é quella di lanciarsi in infiniti rematch.

Unicorn Fever raffina e perfeziona quanto il dinamico duo di creatori aveva già messo in campo con Horse Fever, ovvero propone un boardgame dalle note vivaci che sa intrattenere il pubblico con un gioviale, ma spietato, senso di competizione. Vestendo i panni di accaniti scommettitori, 2-4 giocatori devono infatti destreggiarsi in una serie di scommesse, preferibilmente senza che l’azzardo si traduca con un ingestibile debito con gli strozzini della maldicente malavita elfica. Consci dei pericoli e accecati dal desiderio di prestigio, i giocatori devono sfruttare ogni mezzo pur di trionfare, sabotaggi e doping compresi.

La fase attiva di gioco é però solamente una parte dell’intera esperienza: la punta di diamante di Unicorn Fever é la fase della corsa. Una volta aperte le gabbie di partenza, agli scommettitori non resta che incrociare le dita e augurarsi che tutti i loro sforzi vengano coronati dalla dea bendata. Il movimento degli unicorni é determinato infatti da un mazzo di carte atte a simulare una IA, nonché dal lancio di un paio di capricciosi dadi “glitterosi”, strumenti semi-aleatori che possono sovvertire in ogni momento le più solide previsioni di gara.

Frenetico, un po’ scorretto e con elementi caotici, il prodotto partorito da Horrible Guild ha fatto affidamento su meccaniche potenzialmente molto rischiose, ma l’alta competenza dei designer ha domato efficacemente la situazione, generando un gioco da tavolo che nasconde in sé tutta la folle ironia dei party game.


Harry Potter: Hogwarts Battle

Harry Potter Hogwarts Battle

Trovare una quadra con cui introdurre serate di board gaming  conviviali senza dover incappare negli sguardi contriti di ospiti e parenti non é sempre cosa facile. In questo 2020, tuttavia, Asmodee ha messo in campo un escamotage ludico con il quale facilitare le trattative sociali e invogliare i propri commensali a cedere alle tentazioni dei giochi da tavolo. Stiamo parlando di Harry Potter: Hogwarts Battle, titolo che sfrutta la licenza dell’omonima serie cinematografica e che immerge i partecipanti in un’atmosfera resa viva da alcune intriganti componenti di gioco.

Non solo, Hogwarts Battle é anche un titolo “legacy“, ovvero é un’esperienza divisa per capitoli in cui ogni scelta dei giocatori riverbera per tutta la partita. Considerando che il titolo affronta le trame di tutti e otto i film della saga, i partecipanti non possono che essere invogliati a dedicarsi s sessioni di gioco frequenti e regolari, anche solo per lo scoprire tutte le evoluzioni narrative possibili. É vero, Hogwarts Battle non brilla per originalità, tuttavia adopera un format consolidato per creare il gioco in scatola che ogni fan di Harry Potter dovrebbe avere in casa.

L’impostazione cooperativa, l’estetica accurata e gli accessori coinvolgenti trasformano Harry Potter: Hogwarts Battle in un’esperienza di gioco capace di distogliere l’attenzione dei giocatori dalle limitazioni del proprio game design, incanalandola in un’immedesimazione profonda che catapulta i partecipanti nel mondo del celebre maghetto.


Tainted Grail: La caduta di Avalon

Tainted Grail: la Caduta di Avalon Cover

“E ora qualcosa di completamente diverso”, direbbero i Monty Python. Tainted Grail: La caduta di Avalon é tutt’altro che leggero e family-friendly: é un’avventura lenta e profonda, nella quale si possono investire mesi interi della propria vita. Si tratta di un’opera che prende spunto dai miti arturiani per creare un semi-gestionale fantasy dalle tinte apocalittiche in cui i prodi eroi del regno hanno definitivamente perso la battaglia contro l’oscurità e un gruppo di disperati é l’ultima linea di difesa del mondo civilizzato.

Prodotto da Awaken Realms, sviluppato da Krzysztof Piskorski e Marcin Swierkot e distribuito da Giochi Uniti, il titolo offre nei materiali quel livello di qualità con cui si é ormai contraddistinto lo studio polacco, soprattutto per quanto concerne le ottime e ben definite miniature. Come molti altri titoli di Awaken Realms, si tratta di un gioco imponente ed economicamente impegnativo, che si piazza con decisione sulla fascia alta del mercato ludico, ma che allo stesso tempo sovverte le regole a cui solitamente si adeguano molti suoi omologhi.

Al posto di favorire un’esperienza dai toni altamente ruolistici, Tainted Grail mira maggiormente al consolidare un clima gestionale e manageriale, proponendo elementi di deck building e forzando i giocatori a compiere scelte difficili sul come impiegare tempo e risorse. Una narrazione intrigante, una presenza monumentale e meccaniche funzionali quanto eleganti fanno sì che La caduta di Avalon si erga sulla concorrenza, inserendosi nella lista dei desideri di gran parte dei giocatori piú navigati.


Roam: Missione nelle terre Arziane

Roam: Missione nelle terre Arziane

É estremamente diffusa l’idea che i giochi in scatola da condividere con l’intera famiglia debbano essere necessariamente banali e privi di ambizione, che il loro essere accessibili anche ai nonni e ai bambini si debba necessariamente tradurre in occasionali lanci di dadi, sviluppandosi attorno a quell’archetipo tipico de Il gioco dell’oca. Roam: Missione nelle terre Arziane sbugiarda questo comune preconcetto, offrendo un’esperienza che é sì accessibile, ma anche raffinata e coinvolgente.

Progettato dal sempre encomiabile Ryan Laukat e portato in Italia da dV Games, Roam propone un’esperienza fantasy tinteggiata da colori pastello che si regge su meccaniche tanto semplici quanto efficaci. 2-4 giocatori si lanciano alla ricerca di eroi che sperduti a diaspora nelle titolari terre Arziane, per trovarli devono battere ogni angolo del regno, disponendo le proprie risorse con dinamiche di gioco che ricordano in tutto e per tutto il sempreverde Tetris. Ogni volta che un’area viene completamente esplorata, il giocatore che ha vi ha investito maggiori risorse reclama come suo l’eroe che vi si nasconde dietro, ottenendo punti e nuovi collaboratori, ma anche rendendo più difficile il coordinamento del suo gruppo di salvataggio.

Oltre all’ambientazione favolistica e all’immediatezza del sistema, Roam é reso virtuoso anche da un’attenzione editoriale fine ed elegante, la quale consente un’alta fruibilità senza tuttavia andare a rinunciare a una forma di equilibrio estetico di grande appeal.


Gloomhaven

Gloomhaven

Quest’anno, Asmodee ha distribuito un titolo che su tutti non può mancare nella lista dei miglior board game del 2020, un titolo che rappresenta la più celebre fatica di Isaac Childres, nonché il dungeon crawler più atteso e completo della storia recente: Gloomhaven. Lanciato all’estero nel 2017 dopo una trionfale campagna Kickstarter, il titolo ha spodestato tutti i competitor, scalando velocemente le classifiche della comunità ludica. Senza mezzi termini, Gloomhaven é il dungeon crawler fantasy definitivo, il non plus ultra.

Opera magna del genere, si presenta come una serie di avventure da affrontare con personaggi pregenerati che si celano dietro la segretezza di cartelle e scatole anonime. Ogni partita si dimostra una sorpresa piena zeppa di incognite, con sfoghi d’avventura che vengono ampiamente fomentati dalle squisite miniature di gioco e da componenti di gioco di altissimo livello. Non solo, la profonda strategia delle meccaniche, i personaggi ben definiti e la brillante anima “legacy” del titolo fanno si che la rigiocabilità sia un punto di forza di inossidabile portento.

Gloomhaven, di contrappasso, é gravato da un costo tanto proibitivo da spaventare la maggior parte dei giocatori. L’acquisto, pertanto, dev’essere ragionato e la consultazione con un contabile che tenga sotto controllo le spese pazze potrebbe essere utile, ma se siete fan del genere non potrete farne a meno: Gloomhaven é unico.. almeno fino all’uscita di Frosthaven.


New York Zoo

New York Zoo

Titolo “german” per eccellenza, New York Zoo potrebbe passare tranquillamente sotto i radar del vasto pubblico, se non altro per il suo aspetto incospicuo. Al posto di miniature scolpite fino al più minuscolo dettaglio ha dei meeple minimalisti, al posto di elaborate plance di gioco fa uso di tasselli di cartone più che essenziali: superficialmente potrebbe sembrare un prodotto d’altri tempi, forse anche desueto, ma dietro a una parvenza tanto umile si nasconde il genio creativo di Uwe Rosenberg, mastodonte del game design che, guarda caso, é proprio di origini tedesche.

Superati i preconcetti, il titolo, distribuito in Italia da Cranio Creations, si dimostra un’eccellenza dei giochi da tavolo di posizionamento. 1-5 giocatori possono infatti sfidarsi nella costruzione dello zoo urbano definitivo adoperando regole semplici che rendono l’esperienza accessibile anche agli infanti e ai neofiti. La profondità delle sue meccaniche fa tuttavia sì che le partite possano elevarsi ad audaci slanci strategici, con confronti manageriali destinati a fare la storia.

Semplice, ma non banale, New York Zoo é un piccolo diamante grezzo che, nonostante i suoi costi contenuti, ha molto da offrire, che sia nelle sue squisite e varie componenti o nelle meccaniche di gioco tanto fini da renderlo apprezzabile anche da quelle tipologie di pubblico che solitamente non si interesserebbero a questo genere di giochi da tavolo.


Pandemic Legacy Season 0

Pandemic Legacy Season 0

Questa é stata evidentemente un’annata d’oro per i board game in salsa “legacy“, con Pandemic Legacy Season 0 che si staglia tra tutti per eccellenza e cupo tempismo. Il fato ha infatti voluto che proprio in questo 2020 flagellato dal coronavirus Asmodee si trovasse a distribuire in Italia uno degli esponenti migliori del brand di Pandemic, una nota IP incentrata su medici che cercano disperatamente di combattere letali pandemie.

Season 0, nello specifico, é un impegnativo gioco cooperativo nel quale 2-4 giocatori vestono i panni di medici neo-laureati reclutati dalla CIA nel pieno della Guerra Fredda. I sovietici stanno infatti lavorando segretamente a un’arma devastante, nome in codice Progetto Medusa, e ogni attimo é essenziale per evitare che il mondo venga funestato da una malattia mai vista. Ovviamente, essendo un titolo legacy, ogni singola scelta in game assume un’importanza assoluta, con le decisioni che comportano enormi conseguenze e che influenzando attivamente i possibili risvolti narrativi dell’intera avventura.

Pandemic Legacy Season 0 raffina tutti gli elementi propri della serie Pandemic e di Pandemic Legacy, partorendo un prodotto equilibrato, coinvolgente e perfettamente bilanciato. Si tratta di un’esperienza thriller di rara bellezza radicata in uno dei periodi storici più complessi e romanzati della storia umana. Un must da non perdere.


Pax Pamir

pax pamir

Ci sono giochi da tavolo che creano un compiacimento viscerale che induce alla fruizione compulsiva e massiva, altri che funzionano meglio se consumati con pazienza, se fatti decantare come un buon vino. Pax Pamir rientra in quest’ultima categoria, dando il meglio di sé sui lunghi periodi, trasudando stile e cultura attraverso alchimie che lasciano stupefatti. I titoli Pax, d’altronde, sono tutt’altro che banali, contraddistinti da meccaniche che spingono a simulare situazioni di guerra in cui nessuna parte giocante ha il controllo diretto delle armate, bensì si trova a dover cercare di ottenere il dominio attraverso manovre politiche e diplomatiche all’interno di un mondo simbiotico in cui ogni mossa altera gli equilibri della partita.

Pax Pamir permette a 1-5 giocatori di vestire i panni di capi tribù dell’Afghanistan di inizio Ottocento, superbi condottieri che non avendo i mezzi per prevalere sui propri avversari adoperano la loro arguzia strategica per imbonirsi le coalizioni che si spariscono il Medio Oriente. Personaggi, luoghi, strategie fanno tutti riferimento a una sfida che ha veramente dilaniato la storia afghana, il cosiddetto Grande Gioco, e Pax Pamir non perde l’occasione di lanciarsi sulla didattica, inserendo descrizioni e approfondimenti in ognuna delle molte carte da gioco.

Il gioco, distribuito sui nostri lidi da Giochix.it, é arricchito da pedine di solida resina, plance di tessuto e, in generale, di componenti di alta qualità che promettono di durare nel tempo, sia fisicamente che nel design, trasformando un semplice strategico in un prodotto di classe che compie azzardi audaci pur di consolidarsi come un nuovo classico dei tempi contemporanei.


Afternova

Afternova

Quando ha poco tempo a disposizione o non ha voglia di impegnarsi in avventure troppo complesse, il board gamer può intrattenersi con titoli leggeri dalla durata fulminea, i cosiddetti “filler“. Non é tuttavia comune imbattersi in filler di qualità che siano in grado di fomentare una risonanza nei giocatori, Afternova riesce pertanto a inserirsi in un genere che é criminalmente inesplorato, facendo leva su componenti semplici ed appaganti, regole leggere, dinamiche semi-coopertative e un costo ghiottamente concorrenziale.

Alla forsennata ricerca di risorse spaziali, 2-6 giocatori devono gestire la propria nave e il proprio equipaggio così da esplorare un sistema solare alieno che é stato distrutto di fresco da una supernova. Senza doversi più preoccupare delle conseguenze etico-ecologiche del depredare le risorse di questi pianeti, minatori intergalattici stanno dando il via a una nuova “corsa all’oro” in cui non basta arrivare per primi, bisogna arrivare anche organizzati. Proprio questa esigenza scatena limitazioni ingombranti che costringono i giocatori a collaborare, a condividere le proprie ciurme pur di sfruttare al meglio ogni singolo uomo e di conquistare una fetta dell’ambita torta.

GateOnGames ha avuto la sventura di pubblicare il titolo a ridosso della prima, claustrofobica, quarantena, giusto in tempo perché venisse adombrato da una serie di problematiche decisamente impellenti. Afternova, tuttavia, é un piccolo gioiellino pronto all’uso che, pur non invogliando a rematch consecutivi, é sempre bene avere a portata di mano.