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I Secondogeniti, la recensione


I Secondogeniti – Che la Ribellione Abbia Inizio
Genere
Fantascienza, Young Adult
Autore
Amy A. Bartol
Editore
Armenia

I Secondogeniti – Che la Ribellione Abbia Inizio è il nuovo romanzo fantascientifico young adult che rappresenta il primo capitolo della trilogia realizzata da Amy A. Bartol. In esso prende vita lo scenario futuristico ideato dall’autrice in cui si contrappongono una casta ricca e privilegiata da una parte e, dall’altra, tutti quegli individui che invece non possiedono alcun diritto per una sola ragione: essere nati secondogeniti. Un mondo distopico che si fonda su macchinazioni e inganni sullo sfondo di una guerra senza fine portata avanti da coloro che rifiutano lo status quo.

Noi ci siamo addentrati tra le pagine de I Secondogeniti e vi diciamo cosa ne pensiamo attraverso la nostra recensione.

I Secondogeniti

Essere Secondogeniti

Amy A. Bartol è già avvezza alla scrittura di romanzi young adult e con I Secondogeniti (The Secondborn, il titolo originale) è evidente come le sue capacità narrative siano già state collaudate e perfezionate. Lei è infatti l’autrice pluripremiata delle serie di romanzi The Premonition e The Kricket e con I Secondogeniti non si ferma ad un unico romanzo autoconclusivo, ma realizza una trilogia, edita da Armenia. È doveroso quindi rendere chiaro fin da subito che, in seguito alla lettura di questo romanzo, sarà necessario attendere la pubblicazione dei successivi per scoprire il destino della protagonista Roselle St. Sismode.

Lei è una secondogenita, addestrata a combattere fin da quando ha mosso i suoi primi passi, nata e cresciuta in una delle famiglie più influenti del mondo. Un mondo tanto all’avanguardia quanto ingiusto e spietato, situato in un punto indefinito di un futuro lontano in cui, alla tecnologia di spade a fusione e mezzi volanti super veloci, si unisce un sistema di governo che implica ricchezza e privilegi solo per i primogeniti. Chi è nato per secondo, deve servire i primi o essere spedito al fronte. Chi è nato per terzo, deve morire.

Nel giorno della sua Transizione verso la carriera militare riservata a tutti i secondogeniti di Spade, Roselle sa di stare lasciando la sua vecchia vita per avviare una nuova, fatale e probabilmente poco longeva esistenza sui campi di battaglia. Ciò che non sa, tuttavia, è che proprio in questo giorno è stato organizzato un attacco terroristico da parte dei ribelli, I Soldati dell’Alba, che miete numerose vittime e lascia la giovane combattente priva della sua “identità”: il marcatore olografico in grado di attestare chi è realmente viene infatti disabilitato dalla tecnologia a impulsi dei ribelli.

I Secondogeniti

Giunta infine alla Foresta di Pietra, il luogo in cui dovrà vivere e addestrarsi d’ora in poi, Roselle St. Sismode viene catturata, imprigionata e torturata da alcuni agenti del Censo, una sorta di polizia militare molto simile ad un’inquisizione, poiché accusata di essere una ribelle sotto mentite spoglie. Provvidenziale la sua scarcerazione da parte di alcune Spade (così sono chiamati i soldati) tra i quali Roselle troverà amici fidati che la affiancheranno in questa nuova, brutale vita da Spada secondogenita.

Una vita destinata ad essere ulteriormente stravolta quando Roselle sceglierà di salvare un soldato nemico ferito sul campo di battaglia, anzichè eliminarlo, mentre il Censo le sta con il fiato sul collo accusandola di tradimento; intanto, alle sue spalle, vengono consumati complotti e macchinazioni inerenti alla sua stessa esistenza e al ruolo che alcuni appartenenti ad una società segreta vorrebbero lei ricoprisse: quello di primogenita governante.

Quel mondo che non ti aspetti

Uno dei punti forti del romanzo I Secondogeniti è senza dubbio la sua ambientazione. Amy A. Bartol ha ideato un luogo che evoca alla mente scenari futuristici fatti non da enormi casermoni grigi punteggiati da innumerevoli insegne e cavi, ma architetture svettanti fino al cielo dalle forme di gigantesche spade o alberi; magnifici giardini in cui scorazzano cani cyborg; immensi portali riccamente ornati ed edifici fatti di vetrate e piattaforme eteree sulle quali prendono vita degli ologrammi. È una cornice squisitamente fantascientifica, foss’anche solo per la presenza di onnipresenti droni, veicoli volanti e tecnologie all’avanguardia per ciò che riguarda gli armamenti. Tuttavia sembra talvolta di trovarsi tra quei luoghi descritti spesso all’interno di un altro genere letterario, il fantasy, tra alberi dalle ricche ramificazioni che si stendono a creare vere e proprie città o architetture imponenti e slanciate. Il risultato è sorprendente e riesce a creare un mondo nuovo, una distopia futuristica che ha legami con un passato arcano. Un vero e proprio fantasy distopico, se vogliamo.

I Secondogeniti

Anche le gerarchie sociali che stratificano la società de I Secondogeniti sembrano possedere una foggia antica, basata sul grado familiare. La Repubblica descritta da Bartol è composta da nove caste chiamate Fati e ciascuna di esse porta avanti un determinato settore, come ad esempio l’ingegneria per il Fato di Atomi, i lavori manuali per il Fato di Pietre o l’ambito bellico per il Fato di Spade. Nascere in un Fato vuol dire crescervi e rimanervi per sempre, senza la possibilità di poter scegliere il proprio destino o le proprie ambizioni. Un governo dal sapore reazionario mascherato da repubblica che contribuisce a definire un setting ben realizzato, semplice nei suoi meccanismi ma efficace ai fini della costruzione di questo nuovo immaginario fantascientifico in cui è inevitabile la presenza di ribelli che si oppongono a certe costrizioni.

È evidente come l’autrice abbia mutuato alcuni elementi già noti in altri universi letterari e cinematografici. I Secondogeniti può essere considerato allora una sorta di mix tra Hunger Games, Harry Potter, Star Wars. La presenza di quest’ultimo si fa sentire ad sempio quando i protagonisti utilizzano le loro spade a fusione, le quali sembrano richiamare alla mente le celebri spade laser del franchise. Bartol però riesce a creare un universo suo, nuovo e fresco, nonostante i richiami alle influenze di altre opere, ed è interessante immaginare come potrebbe essere reso visivamente a livello cinematografico, dal momento che già su carta sembra funzionare egregiamente.

Pro e contro

La struttura de I Secondogeniti regge. Essa è arricchita da una narrazione piuttosto coinvolgente densa di intrighi che infittiscono la trama, al cui fulcro troviamo Roselle St. Sismode, la protagonista. Una giovane donna che combatte per la sua vita, sfiorando la morte più d’una volta, ma che a dispetto della paura non si ferma di fronte a nulla, aprendosi la strada con la forza e con l’ingegno. Si tratta di un personaggio ben caratterizzato, che ci fa sentire con decisione la sua presenza già forte attraverso il racconto in prima persona, narrato al presente. È facile tifare per Roselle, perché rappresenta ciò che un po’ tutti forse vorremmo essere, e seguire le sue gesta pericolose e spericolate è uno dei motivi per cui I Secondogeniti viene inevitabilmente divorato. Tuttavia, lo stesso forse non si può dire dei suoi comprimari.

I Secondogeniti

I Secondogeniti è un romanzo fantascientifico, ma appartiene pur sempre al più ampio genere young adult e come tale si basa su due punti fondamentali: le amicizie e il legame sensuale-amoroso. Roselle instaura entrambi nel corso della sua carriera militare, ma sembra che proprio chi le sta più vicino possegga un minore spessore, una caratterizzazione approfondita in minor misura. A ben vedere, i personaggi più memorabili sono invece quelli presenti in poche pagine, quelli che fanno brevi apparizioni per poi compiere altri percorsi o passare a miglior vita, ed è un vero peccato. Resta da vedere, in ogni caso, come si presenteranno nei prossimi due capitoli della trilogia.

Un’altra nota che stona un po’ nell’insieme del romanzo è la presenza di quei pochi passaggi che raccontano sequenze di avvenimenti inverosimili: siamo alle prese con una narrazione di fantasia, è vero, tuttavia è possibile trovarsi talvolta di fronte a fatti poco logici che anche in una serie di romanzi young adult non avrebbero ragion d’essere. Questo primo romanzo si lascia però perdonare, bilanciando bene azione, intrighi, romanticismo, sullo sfondo di un’ambientazione fantasy-fantascientifica molto interessante.

I Secondogeniti – Che la Ribellione Abbia Inizio


Un'ambientazione futuristica che accoglie al suo interno elementi fantasy in una commistione con atmosfere spietatamente distopiche. Una narrazione coinvolgente ricca di intrighi e macchinazioni, azione e romanticismo. Un'eroina memorabile dalla forza straordinaria. I Secondogeniti funziona, un romanzo young adult fantascientifico nuovo e fresco.

Pro

  • Ambientazioni evocative dal sapore tanto sci-fi quanto fantasy. Il punto forte di questa narrazione;
  • Avvincente: combattimenti, complotti, romanticismo sono ben bilanciati;
  • Roselle St. Sismode è un personaggio incisivo e ben caratterizzato

Contro

  • I comprimari della protagonista potrebbero avere un maggiore spessore;
  • Talvolta alcuni passaggi risultano poco logici e troppo inverosimili