Cinema e Serie TV

Il cinema inaspettato di San Valentino, tra horror e misteri

Pronti al giorno di S.Valentino? Non tutti sanno che la festa degli innamorati ha radici storiche davvero lontane e slegate dal concetto di “puro amore” e che molti fra libri e film trattano la festività in modo quanto mai lontano dal suo spirito originale. Per questo motivo abbiamo selezionato per voi alcune opere a tema “San Valentino” ma che trattano l’amore in modo piuttosto particolare.

Le origini storiche di San Valentino

La festa di San Valentino, affonda le sue radici in quelle che erano le tradizioni pagane degli antichi romani,  in particolare la festa dei Lupercalia, che si teneva ogni 15 di febbraio. Questa consisteva in un vero e proprio rito propiziatorio di fertilità. Nonostante si possa pensare ad un facile collegamento tra il rito della fertilità pagano e la festa degli innamorati, il culto di San Valentino fu introdotto principalmente per sostituire e canalizzare una festività particolarmente sentita ma anche particolarmente licenziosa.

Al contrario non esistono  ricostruzioni storiche certe circa l’effettivo collegamento tra gli innamorati e il santo di Terni. In particolare, tra le varie teorie proposte dagli storici, una delle più avvalorate è quella che fa risalire la celebrazione a quella dei festeggiamenti per il fidanzamento tra Riccardo II e Anna di Boemia, come testimoniato dal grande scrittore inglese Chauser. in realtà anche questa tesi è stata oggetto di numerose critiche, vista anche la notevole differenza temporale tra la data del fidanzamento e il 14 di febbraio. Resta il fatto che ad oggi la festa di San Valentino è una delle ricorrenze più importanti per quel che concerne le coppie di tutto il mondo.

Picnic ad Hanging rock

Chiaramente in tal senso anche gli strumenti di intrattenimento sono sempre stati molto sensibili all’argomento. Tra i più importanti vi è sicuramente il romanzo di Joan Lindsay: Picnic at Hanging rock assieme all’omonimo film diretto da Peter Weir (e recentemente anche una discreta serie TV). Sia il romanzo che la pellicola – la quale riprende molto attentamente e con grande cura lo stile onirico ed etereo dello scritto dell’autrice australiana – utilizzano la data in questione come semplice pretesto, andando poi a parare in ben altri risvolti di trama e significato. Nonostante questo però la festa degli innamorati si staglia come elemento narrativo di grande importanza per quel che concerne l’aspetto simbolico dell’opera.

Picnic ad Hanging Rock infatti è un romanzo di formazione attraverso il quale si percepisce immediatamente la critica serrata dell’autrice a quel modello di educazione ed a quel tipo di atteggiamento sociale patriarcale con il quale venivano cresciute le donne. Si tratta di una critica neanche troppo velata, che può essere percepita non solo negli atteggiamenti bigotti di alcuni dei personaggi ma anche nella contrapposizione tra i costumi sociali della “donna oggetto” e la  libertà bella, selvaggia e primordiale della natura. La pellicola di Weir riesce moltissimo nell’intento di trasmettere le emozioni che la lettura del romanzo suscita solitamente, anche grazie ad uno stile pittoresco e fortemente onirico.

San Valentino e l’horror

Meno importante dal punto di vista artistico ma ugualmente importante per il medium, è il film Il giorno di San Valentino slasher-movie del 1981. Definito da Tarantino “il miglior slasher di tutti i tempi” – si tratta del sottogenere horror con “protagonista”  il maniaco omicida, spesso accanito flagello di un gruppo di adolescenti – Il giorno di San Valentino è una pellicola con basse pretese, almeno per quanto riguarda trama e sceneggiatura, ma al tempo stesso propone un ritmo serratissimo e delle situazioni particolarmente efficaci.

Il film racconta della storia di un minatore sopravvissuto al crollo di una miniera e letteralmente impazzito, tanto da compiere una vera e propria strage prima di essere, finalmente, ucciso. Prima di morire, però, Harry Warden promette di uccidere chiunque festeggerà San Valentino (data dell’incidente) nella piccola città mineraria che gli ha dato i natali. A questo punto il film si incentra sulla scelta di alcune coppie di ragazzi che chiaramente decidono di sfidare la sorte e di festeggiare la festa degli innamorati all’interno delle miniere, scatenando una serie di omicidi efferatissimi. Nonostante la grossa censura a cui fu soggetta la pellicola, Il giorno di San Valentino si rivelò un grandissimo successo al botteghino. Una menzione, solo per dovere di cronaca, va fatta al remake 3D del 2009: San Valentino di sangue, che ebbe l’unico merito di aver cavalcato l’onda del tridimensionale anche per il genere horror (stiamo parlando, chiaramente, del cosiddetto “secondo revival 3D”, sperimentatosi attorno agli anni 2000).

Infine, un’ultima pellicola per ricordare in maniera alternativa la festa degli innamorati: Il massacro del giorno di San Valentino (1967). Il film è tratto dall’omonimo fatto di cronaca accaduto il 14 febbraio 1929, che vide Al Capone affermarsi come leader indiscusso della malavita di Chicago. Il boss mafioso non si fece scrupoli, in pieno proibizionismo, ad ordinare un attacco sanguinosissimo contro il rivale George Bugs Moran, facendo uccidere a colpi di mitragliatore sette persone, ma non l’obiettivo principale – che comunque scappò facendo perdere le sue tracce. L’episodio, terribile e disumano, colpì per anni l’immaginario collettivo americano, imponendo all’attenzione di tutti il problema della criminalità organizzata.

Il massacro del giorno di San Valentino prende spunto dalla vicenda e ne racconta, con toni crudi e taglienti, i punti salienti. La visione del film, certo non leggera, è un ottimo spunto per conoscere al meglio il lavoro del cineasta e produttore Roger Corman, tra le figure più importanti del panorama Hollywoodiano, anche e soprattutto per il suo grande lavoro di produzione di pellicole indipendenti. Solo marginalmente poi, nel caso in cui siate sempre dell’idea che la festa degli innamorati debba rimanere su binari più classici, non si può non ricordare che il capolavoro della commedia sentimentale di Billy Wilder A qualcuno piace caldo trae spunto proprio dalla strage di San Valentino, pur se con risvolti decisamente più leggeri.