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Il Confine vol. 5: Quella notte di dicembre, recensione


Il Confine volume 5 : Quella notte di dicembre
Genere
Thriller
Autore
Mauro Uzzeo, Giovanni Masi, Lorenzo Ceccotti, Francesca Ciregia, Alessandro Giordano, Alessia Pastorello
Editore
Sergio Bonelli Editore
Collana
Audace

Sembra che in Bonelli abbiano deciso di sfatare il principio secondo cui non si giudica un libro dalla copertina. Se negli scorsi giorni l’albo mensile di Dragonero – Il ribelle, Dove muore la luce, ha lasciato senza parole per l’ottimo lavoro della coppia Pagliarani-Francescutto nel realizzare una copertina d’effetto, a ribadire l’impegno dei copertinisti della casa editrice milanese ci pensa Il Confine Volume 5: Quella notte di dicembre. Che dovessimo attenderci un qualcosa di strabiliante eravamo stati avvertiti da due autori della serie, Giovanni Masi e Mauro Uzzeo, che nel corso di un’intervista si erano lasciati scappare un’ammirata lode al lavoro di Lorenzo Ceccotti.

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Avendo finalmente in mano il nuovo capitolo della serie pubblicata sotto l’etichetta Audace, si può tranquillamente affermare che il duo Masi-Uzzeo aveva ogni motivo per essere fieri del lavoro di Ceccotti. Il Confine Volume 5: Quella notte di dicembre, infatti, gode di una singolare sinergia tra gli aspetti essenziali di quanto raccontato nel volume e quanto rappresentato dalla tavola di Ceccotti. Ruolo non facile quello del copertinista, incaricato di trasmettere al lettore la curiosità di avventurarsi negli albi senza rivelare troppo di quanto raccontato all’interno.

Il Confine Volume 5: Quella notte di dicembre, nuovi misteri e incredibili rivelazioni

Nel caso de Il Confine Volume 5: Quella notte di dicembre, va apprezzato il lavoro di Ceccotti perché non solo realizza una tavola stilisticamente sublime, ma riesce a cogliere un aspetto essenziale della quotidianità dei protagonisti del quinto capitolo della saga: i ragazzi scomparsi. A ben pensarci, sembra strano che solo giunti al quinto volume possiamo addentrarci nelle vite dei protagonisti assenti di questa serie. Uzzeo e Masi fino ad ora hanno concentrato la nostra attenzione sul presente, su chi deve indagare sulla sparizione (la tormentata poliziotta Laura Denti e il misterioso uomo dei boschi Antoine Jacob) e chi invece deve convivere con l’insicurezza riguardo la sorte dei propri figli.

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Scelta interessante che ben si adatta alla volontà degli autori di instillare nei lettori un senso di angoscia e di tensione crescente, facendoli appassionare a questa terra ricca di misteri che fa scenario a Il Confine. Mai negata dal duo, la passione per una certa narrazione televisiva li ha portati a calarci in media res, scagliandoci nel pieno degli eventi e dandoci una serie di input che ci aiutassero a comprendere come nel paesino montano in cui è avvenuta la tragedia si nascondo dei segreti che emergono lentamente. Il tutto, facendoci quasi dimenticare che il fulcro della storia prende vita dalla scomparsa di alcuni ragazzi. Anche quando viene ritrovato in condizioni tutt’altro che normali l’autista del pulmino su cui viaggiavano gli studenti al momento della scomparsa, il nostro sguardo viene puntata verso l’irrealtà della situazione, facendo passare in secondo piano i cinque ragazzi, resi quasi delle vittime silenziose nascoste da un ‘qualcosa’ di più grande di loro.

E se in realtà il loro coinvolgimento fosse più profondo? Il Confine Volume 5: Quella notte di dicembre, in tal senso, diventa un punto focale della serie, sia narrativamente che stilisticamente.

Dopo aver solleticato la nostra curiosità con una narrazione che omaggia i procedural drama nei precedenti volumi, con il quinto capitolo si cambia decisamente registro affidandosi ad una narrazione che rispecchi il mondo adolescenziale dei protagonisti. Un intento che viene curato in ogni aspetto, dal linguaggio orale dei ragazzi a quello digitale, componente essenziale dei teen ager odierni.

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Non è un caso, quindi, che nelle tavole de Il Confine Volume 5: Quella notte di dicembre  vengano inseriti sms e componenti digitali della dialettica adolescenziale. Quasi delle didascalie 2.0, questi inserti diventano uno strumento per dare vita ad un racconto nel racconto, con cui gli autori lasciano emergere nuovi indizi, in una dialettica fluida e reale, fatta di emoticon, battutacce da compagni e messaggi da cospiratori, in cui però emergono le emozioni e le ferite dell’animo di questi ragazzi.

Se fino ad ora li abbiamo considerati come delle povere vittime, complice il dolore straziante dei genitori mostrato nei precedenti albi, quelle sensazioni dissonanti che abbiamo avvertito in alcune situazioni iniziano ad assumere una maggior concretezza ora che andiamo a conoscere meglio i ragazzi scomparsi. Con un intelligente uso dei flashback , Uzzeo e Masi ci guidano alla scoperta dei piccoli e grandi segreti dei ragazzi, aumentando la percezione di un mondo sommerso di peccati e rapporti illeciti che cominciano a dare una differente visione della storia de Il Confine.

Raccontare il passato dei ragazzi scomparsi

Il quartetto composto da Luca, Benedetta, Aurora e Pierre passa dall’essere una vittima di una tragedia al divenire il fulcro di un mistero che si intreccia ad altri già emersi, dando la sensazione che la storia ordita da Uzzeo e Masi si faccia sempre più inquietante e appassionante. Nuove rivelazioni, un’inquietante scoperta dell’investigatrice Laura Denti legata ad una foto e accordi poco leciti tra le figure in vista del paese sono i tasselli de Il Confine Volume 5: Quella notte di dicembre che vanno ad arricchire il quadro genere della storia.

Un capitolo centrale nella serie che si fa forte anche dell’ottimo lavoro di Francesca Ciriega e Alessandro Giordano. Spetta a loro trovare una sintesi tra la narrazione sussurrata dei segreti dei ragazzi e l’apertura ai momenti del presente delle indagini. L’introduzione delle chat come strumento narrativo spinge i due disegnatori a sviluppare soluzioni grafiche interessanti, in cui un’alternanza tra orizzontale e verticale diventa il giusto tramite per imprimere alla storia il giusto pathos, soprattutto nelle scene più morbose.

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Uzzeo e Masi non hanno trascurato di raccontare la sessualità di questi giovani adolescenti e il loro modo di viverla, una scelta che ha portato Ciregia e Giordano a doverla interpretare in modo autentico, libero. Le scene di sesso ritratte non sono mai volgari, rappresentano modi differenti di offrirsi all’altro, ma soprattutto ritraggono i corpi dei personaggi con naturalezza e trasporto. Soprattutto i corpi femminili sono trattati con delicatezza, vengono ritratti con dovizia e non mancano di mostrare sensualità diverse, legate inevitabilmente a differenti età, che vengono valorizzata e caratterizzate sia nella fisicità delle donne ritratte che nell’emotività dei loro volti.

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Questa attenzione verso i personaggi da parte dei due artisti è un atto di rispetto non solo per la trama de Il Confine, ma anche per i protagonisti stessi. Una dedizione che viene valorizzata dalla colorazione di Alessia Pastorello, che interpreta i dogmi della colorazione della serie interpretandoli con personalità e sensibilità cromatica. In un volume in cui il racconto grafico ha, forse, una più marcata rilevanza rispetto ai precedenti capitoli, il lavoro di Cireiga, Giordano e Pastorello diventa fondamentale, richiede una sinergia impeccabile che consenta al lettore di emozionarsi, comprendere e vivere le emozioni di questi ragazzi. E al termine della lettura l’impegno di questo trio artistico si rivela in tutta la sua passione, dandoci finalmente una visione più intima dei quattro giovani.

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Tornando alla copertina, Ceccotti ha colpito nel segno nel rendere il suo disegno uno specchio della vita di questi ragazzi. Uno scatto da social, idealmente rubato ad una delle tante stories con cui dialogano i giovani di oggi, in cui un solo volto è riconoscibile, nella sua sciupata bellezza e un’altra identità viene svelata da un tag.. E come spesso accade con Il Confine, dopo l’ammirazione del lavoro di Ceccotti facciamo attenzione ai dettagli, al non detto degli autori che però trapela e si palesa a sguardi attenti.

Il Confine Volume 5: Quella notte di dicembre nuovamente dimostra come questa serie di Sergio Bonelli Editore sia una lettura tutt’alto che leggera, fatta di intrecci e legami che rischiano di palesarsi come l’intensità di un’esplosione quando il nostro cervello farà i giusti collegamenti. La sensazione leggendo  Il Confine Volume 5: Quella notte di dicembre è di iniziare a percepire qualcosa dei misteri alla base di questa vicenda, ma al contempo si intuisce come la verità sia più profonda e inquietante, lasciandoci la curiosità e l’ansia di scoprire gli altri dettagli che ci aiutino a venire a capo di questo mistero.

Il Confine volume 5 : Quella notte di dicembre

La scuola, le chat di gruppo, il sesso in casa o in macchina – sempre in silenzio e senza farsi scoprire – le bugie, l’alcool, gli innamoramenti, le droghe, la rabbia, gli amori e quella festa di notte, vicino alla grande radura, in cui la vita di cinque adolescenti cambiò per sempre. E mentre gli abitanti del piccolo paese al confine tra Italia e Francia partecipano a un funerale che potrebbe essere l’oscuro presagio di molti altri a venire, Laura Denti e Antoine Jacob proseguono nella loro indagine sui ragazzi scomparsi. Ma perché qualcuno tenta di ostacolarli? Strani personaggi si muovono alle pendici della grande montagna con gli squarci, e i loro destini sono strettamente collegati a quello che accade nei boschi. Possibile che la soluzione di tutti i misteri sia nascosta… in una foto?


Verdetto

Il Confine volume 5: Quella notte di dicembre è un capitolo centrale nella saga di Uzzeo e Masi, in cui vengono mostrati per la prima volta gli eventi che coinvolgono i giovani scomparsi. Adolescenti complessi, segreti pericolosi e nuovi misteri infittiscono la trama de Il Confine, renendolo ancora più appassionante.

Pro

- Copertina strepitosa
- Perfettamente inserita nella trama principale
- Caratterizzazione dei personaggi ottima
- Convincente prova del team artistico

Contro

- Lettura impegnativa