Libri e Fumetti

Il Dylan Dog di Angelo Stano: intervista al suo storico disegnatore

Questo mese abbiamo avuto l’occasione di constatare come alcuni eventi legati al mondo dei fumetti e della cultura pop, storicamente “giovani”, riescano ad emergere annoverando tra i propri ospiti alcuni personaggi d’eccezione, riuscendo a catalizzare l’attenzione di moltissimi appassionati. È il caso dell’AleComics di Alessandria che ha visto la partecipazione di personaggi illustri come Angelo Stano,storico disegnatore di Dylan Dog.

Quando si parla di Dylan Dog è praticamente impossibile ignorare l’importanza che questo iconico personaggio ha avuto nel panorama del fumetto italiano e mondiale. L’indagatore dell’incubo creato dalla mente di Tiziano Sclavi risulta ancora oggi l’albo più venduto da Sergio Bonelli Editore subito dopo il mitico Tex. Per quasi trent’anni – per l’esattezza ventisei – le copertine degli albi di Dylan Dog, nonché ben 16 storie della serie regolare, sono state disegnate da Angelo Stano, il fumettista pugliese che ha visto praticamente nascere la creatura sclaviana disegnandone il primissimo albo “L’alba dei morti viventi” del 1986.

La seconda metà degli anni ’80 era un periodo d’oro per moltissimi fumetti, che dominavano le edicole italiane, in special modo quelli horror, che, però, erano riservati a un pubblico adulto, a causa della rappresentazione di una violenza dai toni splatter fine a sé stessa. Poi arrivò Dylan Dog, grazie all’intuizione di Tiziano Sclavi di voler proporre un personaggio “contenitore” che esplorasse i veri incubi della natura umana, i veri mostri… che siamo noi stessi, vittime del pregiudizio, della solitudine, dell’odio, ma spesso anche di un amore che conosce centinaia di volti come quelli delle donne che incontra Dylan o forse nessuno, come quello della Morte.

Grazie a questi principi, Dylan riesce a far sognare, a far riflettere e a volte a far paura, ma sicuramente non smette mai di appassionare, perfino personaggi illustri come Umberto Eco che dichiarò apertamente la sua passione per il fumetto di Sclavi.

“Posso leggere la Bibbia, Omero e Dylan Dog per giorni e giorni senza annoiarmi”

     Umberto Eco

Angelo Stano, ospite di questa edizione dell’AleComics, è indubbiamente uno dei disegnatori più importanti di DYD, al punto da trovarlo immancabilmente negli albi celebrativi della serie regolare come disegnatore della storia. Sarà così anche per il prossimo numero 400? Noi abbiamo avuto l’onore di chiederglielo di persona.

Quando nacque Dylan Dog, provenivi da altri generi lontani da quello horror. Cosa pensasti quando Sclavi te lo propose?

Era un periodo in cui l’editoria proponeva dei fumetti horror di basso livello, con elementi prevalentemente per adulti, quindi non mi aspettavo un simile approdo in questo campo da parte della Bonelli. Ma era proprio il genere, che, secondo me, fino a quel momento, aveva un’offerta mediocre e stagnante, quindi non ero particolarmente entusiasta. Poi ho letto la sceneggiatura di Sclavi e mi sono ricreduto, vedendo la specificità, l’originalità e quindi la bontà del prodotto. A quel punto non ho avuto più dubbi e ho accettato di buon grado.

Ti aspettavi un tale successo del personaggio?

In realtà non se l’aspettava nessuno, proprio per la diversità del personaggio.

 

Dylan Dog nasce con alcune direttive impartite da Tiziano Sclavi, poi nel corso degli anni e delle storie ogni disegnatore lo ha interpretato a suo modo. Dopo ben 26 anni passati a disegnarlo, secondo te quanto ha influito il tuo lavoro?

Credo che tutti abbiamo più o meno voluto interpretare il personaggio, io l’ho disegnato per moltissimo tempo e, come io ho preso spunto da altri, immagino che altri ancora si siano ispirati al mio lavoro.

Dopo tanti anni dedicati sulle copertine e sui disegni delle storie diventate ormai cult, nel numero 315 “la Legione degli Scheletri” ti abbiamo visto addirittura come autore dei testi. Com’è stato scrivere Dylan dopo così tanto tempo e per la prima volta?

Io nel tempo ho scritto anche altre cose, ma sicuramente quello è un albo che mi appartiene interamente. Conosco Dylan e ho immaginato qualcosa che avrei potuto scrivere su di lui, così è nata la mia prima storia, che a dir la verità non credevo venisse accettata. Invece fu presa subito in considerazione e venne pubblicata anche se con un titolo differente da quello che avevo pensato.

Adesso vogliamo scoprire qual era il titolo originale e, magari, visto che abbiamo qui l’albo lo modifichi per noi!

Certamente. Il titolo che avevo pensato era VIA DALL’INCUBO. Evidentemente, Il titolo al curatore non piacque e ne scelse un altro. Si tratta dell’unica cosa non mia di quell’albo.

Tre anni fa hai ceduto il timone da copertinista a Gigi Cavenago. Com’è stato lasciare un compito che portavi avanti da quasi trent’anni?

L’ho fatto per molto tempo. È vero. Ma devo dire che non si trattava della mia aspirazione, soprattutto per così tanto tempo. Oltretutto, io non amo nemmeno particolarmente l’horror, se proprio devo dirla tutta. Quindi il giorno che mi hanno comunicato il cambiamento non c’è stato nessun problema per me. E poi continuerò a disegnare altre storie sempre di Dylan Dog.

Puoi darci qualche anticipazione?

Un appuntamento quasi scontato. Sicuramente il numero 400 di Dylan Dog al quale ho finito di lavorare e che vedrete tra non molto.

 

Con questa risposta, ringraziamo Angelo Stano e vi diamo appuntamento al Lucca Comics, dove secondo quanto dichiarato dal curatore Roberto Recchioni, potremo leggere in anteprima un’edizione speciale del numero 400 in bianco e nero – contrariamente a quella regolare che arriverà in edicola a colori – e che segnerà la fine del ciclo della meteora che tanto sta appassionando i fan, e un nuovo inizio per l’inquilino di Craven Road. Anzi, chissà se ci sarà ancora una Craven Road…

Tiziano Sclavi e Angelo Stano tornano a lavorare insieme nella storia “Nel Mistero“, che potete trovare in edizione speciale su Amazon.