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Il Giardino Segreto di Marc Munden: la recensione

Approda su Amazon Prime Video dal 10 dicembre la trasposizione cinematografica di un classico per ragazzi da manuale: Il Giardino Segreto, diretto da Marc Munden, proponendosi come una rilettura del romanzo firmato da Frances Hodgson Burnett.Una fotografia eccezionale e immagini oniriche di un mondo naturale puro e salubre si sposano egregiamente con la presenza della protagonista Mary Lennox (Dixie Egerickx) e la sua caratterizzazione. Tuttavia, questi elementi non garantiscono la completezza della pellicola che risulta in più punti piuttosto limitata. I nostri pro e contro nella recensione de Il Giardino Segreto.

Dal romanzo ai film

Dopo l’adattamento del 1993 diretto da Agnieszka Holland (che vedeva la presenza di nomi quali Maggie Smith e John Lynch), ci prova anche Marc Munden a trarre un film dal celebre romanzo per ragazzi che dall’Inghilterra è divenuto un classico in tutto il mondo: Il Giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett, pubblicato nel 1911. Benché l’opera di Munden si riveli affascinante e sorprendente sotto molti punti di vista, il titolo per la migliore trasposizione filmica del romanzo lo mantiene per ora ancora quella di Holland.

Il Giardino Segreto annovera nel suo cast Colin Firth (Il Diario di Bridget Jones, Love Actually, Il Discorso del Re, Mamma Mia!) nei panni dello zio Archibald Craven e Julie Walters (saga di Harry Potter, Mamma Mia!, Billy Elliot) nel ruolo della signora Medlock; Edan Hayhurst, Amir Wilson, Isis Davis e Dixie Egerickx sono rispettivamente Colin Crave, i fratelli Dickon e Martha e Mary Lennox.

Il Giardino Segreto

La pellicola trae ispirazione dall’omonimo romanzo per delineare le basi fondamentali della storia scritta dalla Burnett, ma se ne discosta in alcuni punti per offrire una rivisitazione nuova che si fonda sostanzialmente su un tema specifico: la perdita di una persona importante, la morte.

La trama

Il Giardino Segreto racconta di Mary, bambina nata in India da genitori inglesi. Rimasta orfana all’età di nove anni a causa di un’epidemia di colera che ha ucciso entrambi i suoi genitori, Mary viene affidata alle cure di uno zio che vive nello Yorkshire, Archibald Craven. Inserita in un nuovo mondo fatto di nebbia e brughiera, la bambina non sa nemmeno come cavarsela da sola, dal momento che è sempre stata viziata e servita dal personale alle dipendenze dei genitori.

Quando la signora Medlock, governante di casa Craven, la redarguisce sul fatto che non dovrà mai disturbare lo zio o accedere a luoghi dell’ampia abitazione a cui l’accesso è proibito, Mary disubbidisce agli ordini poiché durante la notte ode misteriosi pianti e singhiozzi che provengono da qualche luogo lontano della casa. Seguendoli, scopre l’esistenza di un bambino: Colin, suo cugino, che come lei ha esperienza del dolore per aver perso la madre (sorella della madre di Mary), gravemente malata. Colin è inoltre viziato e arrogante tanto quanto Mary, oltre ad essere ipocondriaco e costantemente allettato a causa di una presunta patologia alla schiena.

Il Giardino Segreto

Non è però l’unico segreto di cui Mary viene a conoscenza. Esplorando i dintorni compresi nella vasta tenuta fa amicizia con un cane randagio, Jemima, e lo segue fin dentro un luogo nascosto coperto dalla vegetazione: un magnifico giardino segreto, di cui inizierà a prendersi cura con l’aiuto di Dickon, fratello di Martha, cameriera di casa Craven. Il giardino rappresenterà così non solo un luogo in cui rifugiarsi e di cui scoprire le meraviglie, ma anche un’occasione per crescere e salvarsi da se stessi, come scoprirà anche Colin con l’aiuto dei due nuovi amici.

I pro de Il Giardino Segreto

Uno dei pregi che possono essere indubbiamente riscontrabili nella pellicola di Marc Munden è la presenza di Dixie Egerickx. Giovane promessa del cinema classe 2005, interpreta la protagonista Mary Lennox e la sua performance risulta essere una garanzia costante all’interno del film. La sua caratterizzazione del personaggio è perfettamente aderente a quella che è la Mary delineata da Frances Hodgson Burnett nel suo romanzo: una bambina egoista, arrogante, la quale crede che tutto le sia dovuto semplicemente per diritto naturale data la sua provenienza altolocata.

Il Giardino Segreto

Dixie Edgerickx dà una forma concreta al personaggio di carta e lo porta in vita ne Il Giardino Segreto con un’interpretazione sorprendente: la sua recitazione è in grado di farci provare dapprima una discreta antipatia per questa bambina presuntuosa; poi una sempre maggiore empatia data dal suo innegabile coraggio, oltre che dalla sua maturazione interiore e la graduale evoluzione in una ragazzina sempre più consapevole.

Il Giardino Segreto

Una crescita che avviene a partire dalla scoperta del giardino segreto e grazie al tempo trascorso al suo interno, a contatto con un mondo naturale benefico, in grado di “curare” i mali che affliggono la mente e l’anima (benché Mary sia convinta che la magia di questo luogo curi anche i mali fisici). E questa sorta di piccolo angolo di paradiso rappresenta il secondo vero protagonista de Il Giardino Segreto.

Grazie ad una fotografia eccezionale e colori puri e brillanti, l’incanto del giardino viene risaltato restituendo immagini di rara bellezza, dal carattere pressoché onirico che si accompagnano alle “visioni” (realizzate in CGI) di Mary. La luminosità e la vivacità del giardino segreto si contrappongono al grigiore della brughiera, su cui aleggia una costante nebbia spezzata talvolta solo dalla vagante presenza della bambina. Unico tocco di colore in questa foschia che rappresenta in un certo senso l’annebbiamento dei sensi e della consapevolezza, riguardo agli altri e la propria identità profonda, che si caratterizza come uno dei temi fondamentali del film.

Il Giardino Segreto

Il giardino si pone in contrasto anche con i bui e claustrofobici ambienti di casa Craven, che si chiudono sui personaggi con corridoi lunghi e stretti o creano l’illusione di una prigione-labirinto con le innumerevoli porte e camere che sembrano esservi presenti. La natura acquisisce così l’importanza che merita e che anche l’autrice del romanzo le aveva assegnato, ed emerge grazie ad una scelta stilistica che crea vere atmosfere da sogno, vibranti di colore e bellezza. Un luogo magico, come definito più volte dalla stessa Mary, di cui è impossibile non rimanere affascinati.

I contro de Il Giardino Segreto

D’altro canto l’obiettivo di questa pellicola classificata come drammatica non viene raggiunto pienamente. Marc Munden calca la mano sulla questione della morte delle madri sia di Mary che di Colin, sorelle molto legate in vita separate dalle circostanze, che avevano sofferto irrimediabilmente l’una l’assenza dell’altra.

Quello che tuttavia dovrebbe essere un tema fondamentale per il film, ovvero la perdita delle persone più care al mondo, non viene risaltato adeguatamente dalle emozioni: in molte scene non si sente il minimo pathos, gli eventi dolorosi vengono liquidati in breve tempo, la stessa interpretazione dei comprimari di Dixie non sembra valorizzare pienamente i sentimenti che al contrario dovrebbero prorompere in una pellicola drammatica.

Il Giardino Segreto

Le tematiche cardine di Burnett, come la crescita dei bambini attraverso l’amicizia e i benefici della natura, vengono quasi soppiantate dalla nuova visione di Marc Munden, che tuttavia non riesce a tenere testa alle aspettative restituendo un film in cui le emozioni spesso latitano in maniera imperdonabile.

D’altra parte, come accennato in precedenza, se il ruolo di Dixie Egerickx è quasi salvifico per Il Giardino Segreto, quello dei colleghi risulta essere più superficiale e da un interprete come Colin Firth ci si sarebbe aspettati probabilmente molto di più. I turbamenti emotivi che dovrebbero segnare certi personaggi sembrano non essere abbastanza forti, insomma.

Il Giardino Segreto

Una nota a parte per l’ambientazione e le atmosfere di casa Craven: talvolta fin troppo inquietanti, al limite dell’horror, tanto da far credere per un momento che l’abitazione sia realmente infestata dagli spiriti come suppone inizialmente Mary. Probabilmente non se ne sentiva la necessità in un film che dovrebbe risaltare invece i dubbi, i capricci, la crescita dei bambini protagonisti, ricchi pargoli privati tuttavia della cosa più importante: l’affetto dei genitori.

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