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Il Mistero dei Templari: Nicholas Cage cacciatore di tesori

Continua l’immersione nel catalogo Disney+ che ha sì pubblicizzato e aggiornato il suo catalogo con tanti nuovi contenuti già nei primi due mesi di vita ma che sta anche mettendo a disposizione qualche cult recuperato dalla vastissima produzione targata Disney attiva sin dalle fine degli anni ’60. In questa operazione di ricerca è saltato alla mia attenzione una pellicola che inspiegabilmente avevo sempre ignorato ovvero Il Mistero dei Templari.

Uscito nel 2004, Il Mistero dei Templari vide Disney arruolare Jon Turteltaub alla regia – già uomo fidato dopo aver diretto alcuni successi come Tre ragazzi ninja e Cool Runnings – Quattro sottozero – coadiuvato da Jerry Bruckheimer alla produzione – vera e propria macchina da blockbuster sin dagli anni ’80 – e affidando il ruolo del protagonista a Nicholas Cage interprete camaleontico con una carriera già impressionante alle spalle e capace di recitare in qualsiasi tipo di pellicola, dall’action movie al drammatico, senza però badare molto spesso alla qualità facendo registrare pellicole da Serie A ma anche tutta una inesorabile progressione alfabetica tendente pericolosamente alla Z.

Il Mistero dei Templari è in realtà un tesoro americano

Forte dell’appeal che da sempre esercita il franchise di Indiana Jones sull’immaginario comune – franchise che poi circa vent’anni dopo sarebbe stato inglobato proprio da Disney – e del successo che qualche anno prima avevano riscosso pellicole come La Mummia e La Mummia – Il Ritorno, Il Mistero dei Templari cerca di sintetizzare tutti gli elementi della archeologia avventurosa con quelli fanta-storici ed eucronistici in un action movie che non si prende mai troppo sul serio.

Benjamin Franklin Gates (Nicholas Cage) proviene da una famiglia di archeologi che per generazioni ha cercato il misterioso tesoro perduto dei Templari. La famiglia Gates infatti possiede l’unico indizio sulla sua posizione, il misterioso messaggio “Charlotte ha in serbo il segreto” risalente ai tempi della stesura della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti.

Foto generiche

La svolta avviene quando Gates scopre che Charlotte è in realtà una nave rimasta sepolta sotto i ghiacci dell’Alaska. Il ritrovamento però rompe l’alleanza con il suo finanziatore Ian Owe (Sean Bean) intenzionato ad arricchirsi con il tesoro a differenza di Gates che vuole donarlo al mondo. Fra i due inizia così una folle caccia che ha come perno proprio la Dichiarazione d’Indipendenza ovvero il documento custodito a Washington sul cui retro sarebbe presente la mappa del tesoro.

Dapprima si tratterà di trafugare il documento e poi di intraprendere una corsa fra i luoghi e i monumenti che hanno segnato la nascita degli Stati Uniti e tutti legati alla massoneria. Gates sembra sempre essere in vantaggio aiutato dal cervellone Riley Poole (Justin Bartha) e dalla bella ma riluttante dottoressa Abigail Chase (Diane Krueger) finita nel mezzo della caccia al tesoro. Quando verranno coinvolti sia il padre di Gates (Jon Voight) che la polizia nella figura dell’agente Sadusky (Harvey Keitel) la posta in gioco inizierà ad essere la vita dello stesso Gates e dei suoi amici. Gli ultimi indizi convergono verso New York dove finalmente verrà rinvenuto il tesoro e con l’ultima grande intuizione Gates potrà liberarsi di Ian Owe e donare il tesoro al mondo ma senza il più classico dei lieto fine.

Il Mistero dei Templari… privo di mordente

I 130 minuti circa de Il Mistero dei Templari partono abbastanza bene ma le aspettative vengono sin da subito frenate dal lunghissimo primo atto che trasforma il film dall’avventura quasi spielberghiana dell’introduzione ad un heist movie decisamente convulso e poco brillante. Questa scelta ovviamente appesantisce tutto il resto della pellicola che deve incastrare spesso forzatamente i passaggi per risultare coerente ma allungandosi in sequenze ridondanti ma necessarie affinché gli spettatori non si ritrovino spaesati.

Per gli amanti della storia e della cultura americana Il Mistero dei Templari ha sicuramente un fascino maggiore e le varie tappe della ricerca del tesoro – da Washington a Filadelfia fino a New York – sono simpatiche pillole di storia e fanta-storia che addolciscono una sceneggiatura che risulta rigida e troppo schematica – di fatto tre blocchi narrativi che si ripetono senza grosse variazioni – per coinvolgere lo spettatore fino alla fine del film.

Neanche il cast composto comunque da nomi di primissimo piano riesce a risollevare le sorti de Il Mistero dei Templari. Sean Bean è un antagonista poco credibile mentre Jon Voight e Harvey Keitel non hanno spazio a sufficienza per essere più che comparse/macchiette e non resta che ad un dinoccolato Nicholas Cage farsi carico di tutta la parte meramente attoriale del film ovviamente più a suo agio nelle scene più d’azione che quelle in cui deve rivestire i panni dell’archeologo ma che fortunatamente trova in Diane Krueger un’ottima co-protagonista con cui instaurare una dinamica scontata ma efficace.

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Il Mistero dei Templari non è deludente ma sicuramente è un film privo di mordente che pur essendo uscito nel 2004 sembra essere stato realizzato almeno un decennio prima sia dal punto di vista della sceneggiatura che della regia che utilizza soluzioni di mestiere e pratiche per moltissime sequenze, soprattutto d’azione, che avrebbero sicuramente beneficiato di un tocco più “attuale”.

A margine anche un nota sulla qualità della pellicola su Disney+ che non è assolutamente quella in alta definizione di altre proposte presenti in catalogo ma sembrerebbe essere quella ormai obsoleta più bassa tipica del supporto DVD.

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