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Il mondo dopo la fine del mondo: la sopravvivenza è una condanna

Trovare ritratti del mondo dopo l’apocalisse non è difficile. Cinema, fumetti e letteratura sono stati particolarmente generosi nell’offrirci un’accurata selezioni di catastrofi definitive, che siano guerra con robot (Terminator), devastanti crisi energetiche (Mad Max) o al cara, vecchia guerra nucleare (da Ken il Guerriero alla Trilogia del Silo). In ognuna di queste declinazioni dell’Apocalisse, si cerca di dare un nuovo inizio alla razza umana, offrendo una visione più consapevole ora che il fato ha imposto il suo spietato costo alla scelleratezza umana. Non si sottrae a questa tradizione narrativa Nick Harkaway, che con il suo romanzo sci-fi Il mondo dopo la fine del mondo ci invita a scoprire un mondo futuro appena sopravvissuto a un disastroso conflitto.

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Pur rifacendosi a un concept narrativo tradizionale per la sci-fi, Nick Harkaway non si limita a ritrarre il mondo dei sopravvissuti, ma cerca di guidare il lettore in una vicenda che unisca passato e presente, fornendo strumenti emotivi che consentano di apprezzare al meglio la deriva folle dell’umanità, dando vita a un romanzo intrigante e con un’identità precisa, capace di liberarsi da un’impostazione narrativa consolidata per esplorare nuove strade. Non stupisce che una proposta come Il mondo dopo la fine del mondo figuri all’interno della prima serie di proposte di 451, la collana che Edizioni BD ha dedicato alla fantascienza, scegliendo approcci differenti e innovativi, che ci hanno già trovato interpretazioni convincenti con titoli come Relazioni e L’uomo immaginario.

Il mondo dopo la fine del mondo: come vivere dopo l’apocalisse

Il mondo dopo la fine del mondo rientra quindi in questo punto di vista personale di 451, riconfermando come l’intenzione della casa editrice sia quella di fornire una sci-fi differente, un punto di incontro tra i caposaldi del genere e la loro evoluzione all’interno del contesto sociale attuale. Non si tratta semplicemente di scandagliare la ricca produzione di genere e cogliere produzioni apparentemente promettenti, se si vuole tenere fede a questo intento si rende necessario una ricerca minuziosa e certosina. Una missione che Edizioni BD a oggi ha dimostrato di saper compiere con perizia, come dimostrano anche le apertura a letture particolari come La voce del Fuoco di Moore o l’avvincente lettura dei racconti personali di Hideo Koijma. Il mondo dopo la fine del mondo rientra in questa schiera di piccoli gioielli letterari a pieno titolo.

A premiare il romanzo di Harkaway è soprattutto la cura con cui si opera sul world building, creando un domani in cui ogni aspetto viene delineato e inserito al meglio all’interno della narrazione. Laddove solitamente la sci-fi tende a focalizzarsi prettamente sull’aspetto tecnologico, slegandolo al contesto sociale, Harkaway in Il mondo dopo la fine del mondo segue un percorso differente, lasciando anzi che la visione tecnologica passi in secondo piano, preferendo concentrarsi sul contesto sociale ed emotivo dei suoi protagonisti.

il mondo dopo la fine del mondo

Aiuta, in tal senso, l’aver impostato la narrazione dal punto di vista di uno dei protagonisti, di cui non ci viene svelato il nome fino all’ultimo, in un plot twist geniale e che lascia il lettore con un’iniziale sensazione di smarrimento che, una volta assimilata, riesce a confermare come la fervida immaginazione del romanziere sia riuscita a sedurci, ingannarci e infine allietare la nostra emotività. Compito non semplice all’interno di un racconto in cui si alternano adolescenza e maturazione, guerre spietate giocate su più livelli e conseguenze della follia umana. Harkaway rende il suo anonimo protagonista il nostro punto di vista, tramite i suoi occhi conosciamo il mondo pre- bellico scoprendone le fragilità e vivendo quei presupposti che porteranno allo scoppio del conflitto.

Una guerra che ha una sin troppo inquietante affinità con il nostro contemporaneo. Harkaway non si sottrare a un’analisi ironica ma impietosa del nostro presente, ai giochi di potere che guidano azioni spesso sconsiderate e che impongono tremende conseguenze su innocenti e dimenticati. L’impatto economico e le dinamiche corporative colluse con il potere politico sono ben caratterizzati in Il mondo dopo la fine del mondo, riuscendo a creare una dinamica sociale che impatta direttamente sui protagonisti. Non esistono eroi o cattivi, la moralità è un valore raro e spesso soffocato sotto interessi personali, creando un tessuto sociale gretto, in cui le poche azioni umane e di apertura all’altro divengono eventi rari e festeggiati. Non stupisce che Harkaway introduca l’elemento delle Bombe Svuotanti, dispositivi di incredibile potenza capaci di cancellare porzioni di realtà. Pura fantascienza, ovviamente, ma la cui definizione consente all’autore di gestire i Ritrovati, creature che sembrano scaturire dall’immaginario, divenuti una nuova razza che condivide con gli umani sopravvissuti il nuovo mondo post-apocalisse. Odiati, temuti e braccati, come ci si attende dal genere, ma che rappresentano al contempo un’occasione per l’umanità futura di dimostrarsi migliore delle precedenti generazioni.

Fantascienza di altro profilo

Harkaway si muove agilmente in questo racconto movimentato, usando come un’arma il linguaggio. Rapida, incisiva e familiare, la scrittura di Harkaway scivola veloce sulla pagina, coglie i giusti dettagli con cui aiutare il lettore a ricreare questo mondo folle e aggiunge il giusto tocco personale con dialoghi realistici che trasmettono la familiarità dei personaggi e il loro vissuto emotivo. Harkaway si dimostra un narratore attento e capace di attrarre i lettori, grazie a questa verve narrativa in cui anche aspetti apparentemente lontani dai suoi personaggi, come le grandi manovre economiche ordite nelle alte sfere, vengono raccontate secondo la percezione di questi uomini comuni, tra ironia e disillusione. Una chiave di lettura affascinante e moderna, che si estende anche all’elemento fantascientifico del romanzo rendendolo una componente essenziale e perfettamente inserita nell’intreccio, affidandogli anche un intento metaforico con cui raccontare tematiche sociali contemporanee, seguendo la lezione dei grandi maestri del genere.

Con ll mondo dopo la fine del mondo, Edizioni Bd arricchisce la sua collana 451 di un nuovo tassello di grande valore. Un romanzo avvincente e appassionante, presentato in un’edizione pratica e che preserva l’accattivante identità grafica della collana, al momento una delle proposte editoriali più convincenti del panorama fantascientifico attuale.

Il mondo dopo la fine del mondo


A premiare il romanzo di Harkaway è soprattutto la cura con cui si opera sul world building, creando un domani in cui ogni aspetto viene delineato e inserito al meglio all’interno della narrazione. Laddove solitamente la sci-fi tende a focalizzarsi prettamente sull’aspetto tecnologico, slegandolo al contesto sociale, Harkaway in Il mondo dopo la fine del mondo segue un percorso differente, lasciando anzi che la visione tecnologica passi in secondo piano, preferendo concentrarsi sul contesto sociale ed emotivo dei suoi protagonisti.

Pro

  • Trama avvincente
  • Scrittura coinvolgete e scorrevole
  • Ambientazione viva e credibile

Contro

  • Non pervenuti