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Il Sesto Senso: il film di Shyamalan compie ventuno anni

Era il 6 Agosto del 1999 quando nelle sale cinematografiche americane veniva proiettato per la prima volta Il Sesto Senso, film rivelazione di M. Night Shyamalan. In Italia il film arrivò qualche mese più tardi, il 29 Ottobre dello stesso anno, preceduto da una fama incredibile. I critici di tutto il mondo lo hanno osannato e hanno fatto entrare il regista nell’Olimpo dello showbiz hollywoodiano. L’accoglienza de Il Sesto Senso è stata così tanto calorosa, sia da parte del pubblico sia da parte della stampa, che nel 2007 l’American Film Institute lo ha inserito all’ottantanovesimo posto della classifica dei cento film statunitensi migliori di sempre.

Il Sesto Senso

Il Sesto Senso ha cambiato il cinema di genere thriller, contaminandolo con colpi di scena degni di un film dell’orrore. Il film di Shyamalan è stato così tanto rivoluzionario da influenzare moltissime opere posteriori e regalare agli appassionati del genere un nuovo sguardo su una proposta cinematografica che, all’epoca, iniziava ad essere già stantia e ricca di cliché. Il film vede nel cast attori del calibro di Bruce Willis, Toni Collette e un indimenticabile (e giovanissimo all’epoca delle riprese del film) Haley Joel Osment che terrorizzò tutti con la celebre battuta “Vedo la gente morta”.

Una Storia Sconvolgente

Abbiamo detto che la storia de Il Sesto Senso riscrive le regole della cinematografia dell’orrore. A testimoniare ciò ci sono anche le nomination agli Oscar, cerimonia in cui è molto difficile vedere coinvolti film di questo genere. Il film, infatti, fu candidato in diverse categorie, tra cui Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore e Migliore Attrice non protagonista (rispettivamente Haley Hoel Osment e Toni Collette), Miglior sceneggiatura e Miglior montaggio. Nella storia di Hollywood pochissimi film dell’orrore hanno avuto il privilegio di essere candidati all’abito premio degli Academy e tra questi c’è L’Esorcista.

Il Sesto Senso

La storia raccontata ne Il Sesto Senso da M. Night Shyamalan è piuttosto complessa. Seguiamo le vicende di uno psicoterapeuta infantile, Malcolm Crowe (Bruce Willis) che, a seguito di un’irruzione domestica da parte di un suo ex paziente, è protagonista di una sparatoria. Il film, poi, riparte otto mesi più tardi, quando Crowe inizia gli incontri con Cole, un bambino di nove anni. Il terapeuta farà di tutto per aiutare questo ragazzino a fare i conti con i suoi “fantasmi interiori”, ed è protagonista di rivelazioni sconcertanti.

La storia, ottimamente costruita, è supportata da una scrittura senza precedenti e da una messa in scena altrettanto innovativa.Il film è retto da un lento susseguirsi di eventi, collegati tra loro da un filo che apparentemente non riusciamo a vedere e che verrà rivelato solo sul finale. Con ogni probabilità, quello de Il Sesto Senso è uno dei migliori finali della storia del cinema contemporaneo.

Il Sesto Senso

M. Night Shyamalan, nel corso della storia, grazie ad accurate scelte registiche, ci mette davanti alla realtà diverse volte, sia con l’uso di particolari inquadrature (avete mai notato che dopo la famigerata battuta di Cole “Vedo la gente morta”, viene fatto un bel primo piano di Crowe?), sia con l’uso funzionale dei colori. Per esempio l’utilizzo del colore rosso è propedeutico alla comprensione di alcuni passaggi importanti al fine di comprendere quali siano i morti e quali, invece, i vivi.

Il Sesto Senso, genesi di un mito

Le origini della storia alla base de Il Sesto Senso vanno ricercate in una poco conosciuta serie TV canadese degli anni Novanta, dal titolo Are You Afraid of The Dark?. La puntata dello show che ispirò il film di M. Night Shyamalan si intitolaThe Tale of the Dream Girle segue le vicende di una ragazza morta, inconsapevole della sua dipartita, che cerca di continuare il suo rapporto d’amore con il suo fidanzato.

Il Sesto Senso

Certo, il format dello show televisivo canadese è molto diverso rispetto al film, ma possiamo notare alcuni parallelismi tra i due prodotti. Di seguito potete vedere la puntata completa, pubblicata su YouTube dal canale ufficiale della serie tv.

Quello che notiamo in questa puntata, dalla durata di soli venti minuti circa, è anche una certa somiglianza con le inquadrature de Il Sesto Senso. Capiamo fin da subito cosa ha colpito M. Night Shyamalan, le scelte registiche che evidenziano la solitudine dei personaggi, soprattutto quando interagiscono con l’ambiente circostante.

Altro, importantissimo, aspetto del film è la presenza di un giovane attore, Haley Joel Osment che all’epoca delle riprese aveva undici anni. Candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista, Osment rivela le sue doti artistiche in maniera encomiabile, regalando agli spettatori una delle migliori “baby” interpretazioni della storia del cinema.

Il Sesto Senso

Ci sembra doveroso ricordare che il regista Shyamalan scelse proprio Haley per interpretare il piccolo Cole perché già il provino aveva evidenziato la sua grande dedizione al lavoro. Il ragazzino, infatti, aveva passato notti in bianco per studiare il copione e si dice che si fosse presentato all’audizione indossando una cravatta. Gli occhi spauriti e lo sguardo a volte disperato del giovane interprete sono, forse, quella marcia in più che il film ha avuto per entrare negli annali del cinema.

L’eredità del film di M. Night Shyamalan

Il Sesto Senso ha influenzato gran parte della produzione di film di genere thriller e horror del primo decennio degli anni Duemila. Un esempio palese lo vediamo nel film le Verità Nascoste del regista Robert Zemekis con Michelle Pfeiffer e Harrison Ford. Anche qui il climax, ovvero la crescente tensione e i colpi di scena  quasi brutali, e costituiscono il leitmotiv di tutta la pellicola.

Il Sesto Senso

La grande influenza del film di Shyamalan può essere riscontrata proprio nella costruzione della storia. Adesso un film horror non ha più bisogno di un crogiolo di jumpscare o figure ripugnanti, ma può essere costruito completamente sulla profonda analisi psicologica dei personaggi. A questo filone appartengono sicuramente i film più fortunati del regista indiano, ma anche altre produzioni di qualità.

Tra queste non possiamo esimerci dal citare, ad esempio, Shutter Island, Orphan, The Descent e altre pellicole che hanno, come Il Sesto Senso, un finale totalmente inaspettato.

Shyamalan dopo il sesto senso

Dopo Il Sesto Senso, M. Night Shyamalan ci regala delle pellicole estremamente valide, nessuna però che eguaglia l’esordio nella grande industria hollywoodiana. Da ricordare è sicuramente Unbreakable e la trilogia a cui ha dato inizio. Il film del 2000 ha, infatti, avuto due film a seguito, Split del 2016 e Glass del 2019. La trilogia è una delle migliori performance alla regia di Shyamalan e ci fa dimenticare alcuni dei  suoi flop.

Il Sesto Senso

Osannato da pubblico e critica, il regista, dopo alcune prove importanti, ha compiuto diversi passi falsi, uno su tutti, dirigere Lady in the Water e After Earth tra tutti. Una “pausa dalla qualità” che è durata quasi dieci anni. Quello che però è indubbio sono le sue capacità di sceneggiatore, un mancato romanziere, insomma, che ha deciso di raccontare, attraverso le immagini, quelle che sono le paure più nascoste degli umani, giungendo, nella sua ultima trilogia, a tirare fuori l’istinto animale presente in ognuno di noi. 

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