Libri e Fumetti

Il Viaggio, recensione del fumetto di Marco Corona


Il Viaggio

Il Viaggio è l’ultimo lavoro di Marco Corona, nonché undicesima pubblicazione del Progetto Stigma edito da Eris. Il fumetto è un viaggio onirico in un passato-presente dove realtà e fantasia non hanno più confini e limiti, in cui tutto è possibile, a maggior ragione la violenza e le atrocità propriamente umane. Il Viaggio, però è anche una storia di fantasmi, forse, che rivelano tutta la loro fragilità di anime perdute, di spiriti infernali, attaccati alla vita così come al ricordo delle loro vite presenti e passate. Il racconto non ha un tempo, ma esso è da riconoscere nella protagonista indiscussa della narrazione, la villa dei Levis.

Fumetti

Un racconto dimensionale e atemporale che ci trasporta in un vero e proprio viaggio onirico e lisergico in un mondo visivo nuovo e sperimentale, dove nulla è banale ma tutto ha un grande significato poiché, dietro la delicata finzione artistica, si nasconde una magistrale consapevolezza del mezzo comunicativo.

La storia de Il Viaggio

Come abbiamo già accennato, la storia non ha un tempo di svolgimento definito e questo, all’inizio, potrebbe destabilizzare il lettore che si trova catapultato in medias res e non riesce a comprendere bene i fatti che vengono raccontati, tavola dopo tavola. La comprensione, però, giunge non appena ci si immerge nella lettura dei contenuti. Conosciamo i protagonisti della storia, sono i membri di una famiglia lacerata dalla scomparsa della figlia di Giuseppe Augusto Levis, un conte la cui figura appare nitidamente contraddittoria. Un donnaiolo violento straziato dalla scomparsa della sua bambina. Accanto a lui troviamo sua moglie, uno zombie “vivente” il cui unico rifugio dalla realtà atroce che non vuole accettare è la droga, nella fattispecie la morfina. A quello dei due genitori si affiancherà il ricordo e il racconto, più partecipato e sentimentale, dell’altro figlio della coppia che cerca di ritrovare, anch’egli, sua sorella, senza gettarsi nello sconforto degli stupefacenti.

Fumetti

Dicevamo anche che la vera protagonista della storia, però, è la villa, ormai fatiscente, della famiglia Levis. In un’epoca lontana, che non possiamo conoscere, questa residenza era meravigliosa, al contrario di chi la abitava, e continua ad abitarla. Questo lo scopriamo già dalle prime pagine in cui il conte Giuseppe Augusto non risparmia parole d’odio per la moglie e per la servitù, durante un viaggio in carrozza. Con il passare del tempo, essa è diventata una delle “porte dell’ inferno”, che è diverso per ognuno, e per questo ancora più tremendo. In una traslazione temporale, la casa, che continua ad essere abitata dalla famiglia del conte, o dagli spettri dei suoi componenti, si è trasformata in un rifugio per i tossici della città, divenendo, ancora di più, l’emblema della perdizione.

Il racconto, quindi, è traslato su piani temporali diversi non distinti, che diventano un unico racconto avente come filo conduttore la storia di questa famiglia e della villa. Le parti più interessanti sono sicuramente quelle raccontate dal giovane Levis che riesce a fare, in questa vita “contemporanea” amicizia con alcuni bambini del quartiere che, curiosi, si introducono nella villa. Il ragazzino spiegale sue esperienze alle pagine del diario, citando il monologo finale del Riccardo III di Shakespeare che, in questo contesto, calza a pennello per fare comprendere al lettore l’estremo dolore di questo bambino senza tempo, con una identità prorompente e una mancanza lacerante, sua sorella.

Fumetti

Le tematiche e le atmosfere

I temi trattati nel fumetto sono diversi, quella di Marco Corona è una storia di fantasmi ma anche di violenza e perdita, di mancanze dovute a diversi aspetti. Abbiamo la piaga della droga e la sineddoche dell’inferno, intesa come parte di un tutto che dilania le anime e le carni di coloro che entrano nel cerchio. Ma quello personale di casa Levis non è solo un luogo di espiazione, è anche fonte di mancanza, quella dovuta all’assenza della giovane ragazza scomparsa, una sorta fantasma, così come lo sono le ombre dei suoi parenti, privati di ogni aspetto umano se non la disperazione.

Le atmosfere, poi, sono molto suggestive. Il lettore potrà perdersi nelle rarefatte e lisergiche ambientazioni che si possono ammirare a pagina intera. La prevalenza del nero sul bianco ci permette di vivere la sofferenza dei protagonisti direttamente, senza filtri. Le scene e le immagini “oscene” ci permettono di comprendere il lato infernale della perdizione e del logoramento della carne dovuto alla privazione stessa del senso della vita. Una lettura che può essere affrontata sotto punti di vista davvero variegati, quella dell’opera di Corona, che qui si conferma essere uno degli autori più interessanti del panorama italiano.

Fumetti

L’autore riesce, a utilizzare diverse tecniche per contenuti diversi dell’opera. Le scene e i tempi cambiano, e così muta il suo stile, soprattutto nella realizzazione delle figure umane, ora abbozzate, ora, invece, ricche di dettagli e molto realistiche. Anche i paesaggi sono dettagliati e sovrumani, come i silenzi che il fumetto ci regala, quelli che ci trasportano in un’altra dimensione facendoci assurgere all’infinito uno (tra i tanti) significati possibili dell’opera, sta a noi sceglierlo, come nella più grande tradizione artistica contemporanea.

Conclusioni

Il Viaggio è un libro da non perdere, soprattutto se amate i racconti fuori dal comune e vi appassionano le storie di fantasmi che non sanno di esserlo. Una prova magistrale quella di Marco Corona che regala al lettore un’esperienza davvero forte e inaspettata. Il fumetto è un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’essenza umana, quella più miserevole, che tende alla dannazione e al disfacimento. Racconta le mancanze e le assenze, le dipendenze e le speranze di individui che non hanno più nulla da perdere, nemmeno la loro vita.

 

Il Viaggio

Il fumetto di Marco Corona è un viaggio onirico e lisergico. La storia è molto interessante e mette in luce gli aspetti più oscuri della psicologia, un racconto di fantasmi nel quale, però, possiamo rispecchiarci, perché i protagonisti sono più umani di noi. Racconta le mancanze e le assenze, le dipendenze e le speranze di individui che non hanno più nulla da perdere, nemmeno la loro vita.

Pro

  • Storia originale
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Ambientazioni costruite alla perfezione
  • Scelte stilistiche originali e ben realizzate

Contro

  • Il lettore potrebbe perdere il focus della storia nelle prime pagine del racconto