Cultura Pop

Invincible: i supereroi secondo Kirkman

Cosa può spingere un autore a cimentarsi a raccontare storie di supereroi? Dopo quasi cento anni di storia editoriale, la figura degli eroi in calzamaglia ha attraversato diverse ere narrative, mostrando lati positivi e altri meno apprezzabili. Verrebbe da pensare che tutto sia già stato raccontato, ma fortuna vuole che esistano autori capaci di prendere un canone rodato e darne una nuova visione. In questa ondata di innovatori sono transitati diversi autori (da Lemire a Hickman), ma un nome forte è quello di Robert Kirkman, che ha dato la sua visione dei supereroi con il suo Invincible.

Kirkman è un nome che facilmente si può associare al concetto di innovazione. Universalmente noto per aver riscritto il racconto zombie con il suo The Walking Dead, Kirkman si è cimentato anche con il classico della possessione demoniaca con Outcast, ma la sua grinta narrativa non poteva certo resistere al fascino dei metaumani.

Rinnovare i supereroi

Per comprendere la portata di Invincible dobbiamo comprendere anche la filosofia della casa editrice che ne ha pubblicato le storie, la Image Comics. Una realtà editoriale che nasce come risposta alla necessità degli autori di potersi liberare da certe catene imposte dagli editor dei colossi dei comics americana (ossia Marvel e DC Comics), fondata da personalità che negli anni ’90 rappresentarono il fuoco di questa rivoluzione narrativa e stilistica, guidati da nomi come Liefeld e McFarlane. Insomma, in un periodo in cui anche una leggenda come Jack Kirby andava contro il sistema (per riconoscimenti di proprietà intellettuali), le giovani leve del fumetto si opponeva alla ristrettezza espressiva. E la Image Comics divenne il rifugio da cui guidare questa rivoluzione, capace di rendere la casa editrice una delle realtà editoriali più interessanti dell’ultimo ventennio.

Perché questo rapido ritratto della Image Comics? Semplice: per omaggiare l’intelligenza della casa editrice nel cogliere il valore di Invincible. Per tenere testa ai più blasonati supereroi (da Batman a Iron Man), Kirkman doveva trovare un modo nuovo di raccontare il canone supereroistico, scegliendo con attenzione quali aspetti valorizzare, creando una narrazione innovativa ma che accogliesse i lettori con delle sensazioni comunque familiari.

invincible 2

Non è un caso che i primissimi archi narrativi di Invincible siano un’analisi del classico racconto supereroistico, giocata sulla familiarità delle situazioni e delle origini dei personaggi, mutuata dalla chiave ironica con cui vengono condivise con il lettore delle classiche battute critiche su celebri supereroi. Non si tratta di mettere in ridicolo il passato, sia chiaro, ma sono divertenti spunti di riflessione sul mondo dei superumani, la creazione di un terreno comune tra narratore e lettore che condividono una passione, un rapporto paritario in cui Kirkman si offre di provare ad offrire ai divoratori di comics supereroistici qualcosa di nuovo. Spoiler alert: il barbuto Robert ha fatto centro!

Il mondo (anzi, l’universo!) di Invincible ruota attorno a Mark Grayson, figlio di uno dei più potenti supereroi del pianeta. Mark conosce la reale professione del padre, vorrebbe emularlo ma almeno all’inizio non è autorizzato a seguire le orme paterne. Dopo un evento tragico che coinvolge la sua famiglia, però, Mark è costretto ad indossare i panni dell’eroe, diventando Invincibile. Se per il ragazzo si tratta di entrare in una dimensione più ampia della sua esistenza, per il lettore è il primo passo di un viaggio affascinante, reso indimenticabile dalla sfrenata genialità di Kirkman.

Perché leggere Invincible?

Kirkman coglie il meglio e il peggio del racconto supereroistico, ne prende gli aspetti salienti e li adatta alla contemporaneità, rendendo i suoi personaggi incredibilmente umani. La lettura di un fumetto supereroistico è perfetta quando il lettore riesce a intravedere sotto la maschera dell’eroe aspetti umani che li rendono simili, che possono fargli pensare ‘Quello potrei essere io!’. Kirkman gioca benissimo con questa suggestione, esalta l’emotività dei personaggi adattando elementi di vita comune (accettazione, rapporti familiari, inclusione) al racconto supereroistico, mantenendo però quel necessario legame empatico tra personaggio e lettore.

invincible 3

Ed è questo aspetto uno dei punti di forza di Invincibile. Pur avendo numerosi esempi di storie in cui il supereroe viene esaltato dalla sua umanità (pensiamo al recente Spider-man: La storia della mia vita), difficilmente si trova una sinergia emotiva costante e mai banale come in Invincible. Complice, la scelta di Kirkman di non rendere la sua serie a fumetti eterna ma darle una scadenza, una decisione che se da un lato rammarica gli appassionati lettori, dall’altro ha il merito di comprendere il rischio di incappare in una narrazione potenzialmente ripetitiva, che spesso è stata altrove ovviata con forzosi reboot, rinascite e nuovi inizi.

Anche in questo, Invincible vuole segnare un distacco con il classico presentandosi come una visione differente. Un nuovo modo di intendere il fumetto di supereroi che non fa a meno di un aspetto importante: un universo narrativo.

Mark Grayson non è una figura a sé stante, ma vive e interagisce con un universo di personaggi incredibili. Kirkman ha scelto di inserire nella vita di Invincible figure di contorno che non fossero semplici comparse, ma che avessero la forza di poter vivere avventure in modo indipendente da Grayson. Pur condividendo gesta eroiche e conoscenze con Invincibile, alcuni eroi hanno saputo ritagliarsi un posto nel cuore dei lettori grazie a degli spin-off che, partendo dalla storia centrale di Invincible, sono riusciti a crearsi una propria dimensione, mostrando tematiche anche diverse (come Wolfman, che ha un taglio più paranormale a la Underworld). A mio parere, un risultato così ben strutturato e solido era stato raggiunto solo da Mignola con i suoi spin-off del mondo di Hellboy.

Non di sola narrazione vive un fumetto eroistico. Siamo onesti, per quanto una trama possa essere avvincente, in una storia di supereroi ci si aspettano battaglie e scontri intensi. In Invincible le scazzottate non sono mai banali, ma mettono in scena una violenza non indifferente, sono cruente ed impietose, senza risparmiare nulla ai lettori.

Merito soprattutto di un Ryan Ottley incontenibile, che subentra sin dai primi numeri al primo disegnatore della serie, Cory Walker. Il passaggio di consegne è indolore, si vede in alcuni passaggi, ma la linearità espressiva del mondo di Invincibile non ne risente.

invincible 4

Ma Invincible, che si presenta come ‘il miglior fumetti di supereroi’, può davvero fregiarsi di questo titolo? Il fumetto di Kirkman è sicuramente uno dei migliori fumetti di supereroi, capace di riscrivere in modo convincente il classico contesto narrativo degli eroi in calzamaglia. Per dire se sia il migliore, bisogna fare solo una cosa: leggerlo.

Come leggere Invincible

In Italia possiamo farlo grazie ad una casa editrice che ormai è una garanzia per quanto riguarda fumetti innovativi e fuori dagli schemi soliti: saldaPress. Grazie a questa casa editrice, infatti, abbiamo potuto leggere Invincible nel classico formato spillato da edicola che in volumi rilegati, che raccolgono archi narrativi più ampi. Il consiglio personale è di preferire i volumi, che avendo un più ampio respiro consentono di apprezzare al meglio le imprese di Mark Grayson. Soprattutto, ora che come l’altro grande fumetto di Kirkman (The Walking Dead) anche Invincible è arrivato al suo gran finale (anzi, GRAN finale!), potrebbe essere il momento giusto per lanciarsi nell’incredibile universo di Invincible!

Se volete conoscere l’incredibile mondo di Invincible, vi consigliamo di recuperare il primo dei volumi saldaPress dedicati alle avventure di Mark Grayson, Questioni di famiglia