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Just Beyond, recensione della nuova serie da paura per tutta la famiglia

Se Halloween è la vostra festa preferita in assoluto e avete amato la serie di Piccoli Brividi, allora Just Beyond potrebbe fare al caso vostro! Su Disney Plus dal 13 ottobre sarà disponibile la nuova serie antologica tratta dall’omonima graphic novel di R. L. Stine.

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Composta da otto episodi da circa mezz’ora l’uno, ogni puntata avrà una trama diversa l’una dall’altra, con protagonisti ogni volta differenti. Oltre ad aver avuto il piacere di intervistare diversi attori, lo sceneggiatore Seth Grahame-Smith e R. L. Stine in persona, abbiamo potuto anche guardare in anteprima tutta la prima stagione. Ma di cosa tratta Just Beyond?

Just Beyond: brevi storie di paura

Come abbiamo già accennato, la nuova serie Just Beyond è ispirata ai racconti di R. L. Stine dalla raccolta omonima pubblicata da Boom! Studios. Dato che però ogni episodio ha una propria breve trama, non è possibile raccontarveli senza incappare in spoiler. Possiamo però accennarvi a qualche incredibile avventura che i nostri giovani protagonisti si troveranno ad intraprendere.

In Just Beyond vengono affrontati diversi temi legati ai più disparati tipi di paura, rispetto a quelli proposti da Piccoli Brividi. Nei diversi episodi abbiamo gli adolescenti protagonisti delle varie trame alle prese con paure più o meno riconoscibili e riconducibili proprio a quel periodo di vita, in cui tutti ci siamo trovati. Avremo quindi Veronica di Leave them kids alone nella propria fase di affermazione della propria identità e di ribellione ai propri genitori che cercano disperatamente di riavere la propria bambina finendo così con il conformarla alle altre sue coetanee.

In un altro episodio intitolato Which Witch invece, possiamo vedere come Fiona affronta il suo essere l’unica strega nella propria scuola, spaventata da ciò che i suoi compagni potrebbero pensare se lo scoprissero, mentre al contrario sua cugina abbraccia senza timore la propria essenza e la sprona a fare altrettanto. O ancora, in Unfiltered possiamo vedere come un’app ipertecnologica cambierà totalmente la vita di Lily, che cerca disperatamente di essere considerata non solo per la propria intelligenza dal ragazzo per cui ha una cotta. Ogni puntata quindi segue i diversi protagonisti nel proprio viaggio alla scoperta e all’accettazione di sé stessi in un mondo che però si differenzia dal nostro, pieno di alieni, streghe e universi paralleli.

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L’eredità di Piccoli Brividi

Just Beyond dunque non può (e non deve) essere paragonata alla sua antecedente e famosissima Piccoli Brividi. La serie di racconti di paura più in voga tra gli adolescenti degli anni novanta era ambientata in luoghi comuni come il ripostiglio di una casa, una cucina o un parco giochi. I giovani spettatori erano quindi indotti involontariamente ad identificarsi nei protagonisti, dato che i posti in cui le loro spaventose avventure avvenivano, erano luoghi estremamente famigliari e facilmente riconoscibili da chiunque guardasse le varie puntate.

La nuova serie Just Beyond al contrario, non cerca di trovare luoghi riconducibili alla propria vita per far si che gli spettatori si immedesimino nel contesto, ma più che altro tenta di creare un legame più con le emozioni provate dai bambini e dagli adolescenti per far leva sui loro timori. Il senso di inadeguatezza, dell’essere diverso o l’essere semplicemente spaventati, ecco i punti che la nuova serie scritta da R. L. Stine ha cercato di avere in comune con i propri giovani spettatori per catturarne l’attenzione.

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Si tratta di conseguenza della ricerca profonda di un contatto emotivo, concentrandosi più che altro sull’introspezione, piuttosto che sui vari elementi esterni e ricorrenti dei film horror. Just Beyond non punta quindi a ricalcare le orme della serie precedente, ma vuole creare un nuovo filone con cui esplorare le emozioni adolescenziali, in un’età durante la quale niente è chiaro o ben definito.

La paura per tutta la famiglia

Di conseguenza Just Beyond non è la classica serie di paura con improvvisi jump scare o situazioni di crescente angoscia. Come ammesso dallo stesso R. L. Stine durante la nostra intervista, il suo obbiettivo principale era quello di far divertire e spaventare tutta la famiglia, senza necessariamente cercare di incutere terrore nelle sue piccole vittime.

La serie sembra essere più uno sguardo su cosa possa effettivamente far paura ai ragazzini al giorno d’oggi, quasi per aiutare i genitori a capire i timori dei propri figli, in modo da affiancarli nella loro crescita. Troviamo così le insicurezze legate alla propria identità celate nell’episodio Which Witch, che sprona a non aver timore di ciò che si è, o paure più generali identificate come il mostro dal volto spaventoso di My Monster, che cerca di far capire che è meglio affrontare le proprie paure per riuscire a superarle piuttosto che scappare ed esserne sempre terrorizzati.

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Gli episodi di Just Beyond non sono quindi cortometraggi horror con l’intenzione più pura di spaventare gli spettatori o di insinuargli un senso di angoscia, ma preferisce di gran lunga far riflettere su ciò che incombe sui ragazzi per dargli uno stimolo a crescere e a non essere terrorizzati dall’essere adolescenti.

In conclusione

Just Beyond quindi non sembra essere adatto ad un solo pubblico di adulti nostalgici o di spettatori alla ricerca di spaventi degni dei migliori film horror. La serie punta più alle famiglie e a fargli passare del tempo assieme, magari festeggiando la più popolare festa americana. Se però siete curiosi di conoscere l’evoluzione dei racconti di R. L. Stine e volete guardare una breve serie senza molto impegno, non vi resta che sintonizzarvi su Disney Plus dal 13 ottobre per vedere Just Beyond!