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La coppia quasi perfetta, recensione: al cuor non si comanda?

Quanto è importante avere una relazione soddisfacente al giorno d’oggi? Ma soprattutto, come possiamo essere sicuri che lo sia? In un mondo in cui si crede sempre più nella fretta, forse non c’è il tempo e la pazienza sufficienti per creare quell’alchimia necessaria tra due persone. E come se fosse un piatto pronto da scaldare nel microonde, ora esiste anche il modo per trovare la propria anima gemella, in maniera rapida e sicura. Al cento per cento. Quali i rischi e le conseguenze? Ce lo mostrano gli otto episodi de La coppia quasi perfetta (The One), la nuova serie Netflix tratta dall’omonimo romanzo di John Marrs e in arrivo il prossimo 12 marzo per fare largo a una realtà nemmeno troppo distopica e fantasiosa, in grado di porci una delle questioni più importanti dell’esistenza umana: convivere con qualcuno per scelta, o per amore? Accontentarsi, o ambire alla perfezione? E prima di tutto, quanto un’anima può essere davvero gemella?

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La coppia quasi perfetta, l’amore è nel DNA

Funziona davvero, sembra, questo esperimento ai limiti della genetica. Amare veramente ed essere amati, non è quello che vogliamo tutti? Forse non proprio tutti, ma almeno coloro che sono alla ricerca di una relazione, della persona con cui passare potenzialmente il resto della propria vita. Se la garanzia di successo è chiaramente variabile, vi presentiamo una persona che, al contrario, può solo portare certezze: Rebecca è CEO e fondatrice di MatchDNA, un’azienda che ha messo a punto un test del DNA in grado di individuare il partner ideale di qualsiasi paziente. Anche il suo. Ma se tutto fosse così semplice, non ci sarebbe bisogno di dipanare la storia in otto episodi.

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The One è l’azienda londinese che, oltre a battezzare in lingua originale questa serie, consente a milioni e milioni di persone di farsi abbinare, una condizione però non sufficiente per limitare i dissapori tra le coppie: il numero di divorzi è comunque in aumento. Come è possibile? Qualcosa non funziona come dovrebbe? L’intervento del governo per limitare questa nuova possibilità di unione è richiesto, con il rischio di mettere i bastoni tra le ruote all’azienda di Rebecca. Il suo socio, James, si sente minacciato: sono pronte le investigazioni su come sia stata fondata The One, e non sembra che la donna abbia la minima intenzione di consentirlo. Cosa si cela dietro questa nuova modalità di incontro, che sembra essere la soluzione definitiva in grado di superare qualsiasi app di incontri al mondo? Ma è davvero “definitiva e infallibile”?

Occorre soltanto un capello, non serve altro per essere abbinati con l’unica persona di cui è geneticamente garantito che vi innamorerete. Il vostro unico, vero amore.

Estrogeno e testosterone, adrenalina e dopamina: sono solo alcuni dei “valori” misurabili per quantificare l’amore che proviamo, o che meglio è “presente” nel nostro corpo. Niente di romantico, dunque, tutto di scientifico: in La coppia quasi perfetta dobbiamo dunque scordarci qualsiasi riferimento alla galanteria, al sentimento, alla connessione tra anime che tanto si racconta nei migliori romanzi e nei film “rosa”? Non è detto, ma qui la questione si fa molto più pragmatica, cinica, calcolatrice.

La lotta alla sopravvivenza

Non si deve perdere tempo con chi forse ci sta ingannando, con chi non si rivela un’ottima vittoria per la nostra scommessa. Ma c’è di più: una morte misteriosa. Si tratta di Ben, l’amico di Rebecca che sembra nutrire qualcosa per lei due anni prima dello svolgimento delle vicende contemporanee, ritrovato nel Tamigi con parecchi traumi riportati sul corpo.

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Il loro passato non è sempre stato rose e fiori, ci sono stati momenti di panico e dissapori, forse proprio prima della scomparsa dell’uomo; vicende che possiamo riscoprire grazie a una serie di alternanze fra flashback e flashforward che ci consentono di unire man mano le tessere del puzzle che compone la storia dei nostri personaggi. Un lavoro registico ben riuscito nel complesso e alimentato da un’ottima recitazione coinvolgente e commovente di Hannah Ware, attrice già protagonista in Hitman: Agent 47, The First Aftermath – La vendetta, che ancora una volta si mostra in un mix di pubblica alterigia e umane debolezze nel privato. Oltre a doversi portare il peso di un segreto condiviso con James.

Le coppie ci sono sempre state, noi abbiamo solo trovato un modo per “crearle”.

Non è l’unica però a dover portare fardelli sulla coscienza: seguiamo sin dall’inizio anche le vicende di una coppia, quella di Hannah e Mark, dove lei scopre di non essere il match perfetto per lui. Una delle conseguenze della scoperta del perfetto partner infatti è proprio questa: se uno dei due fa già parte di una coppia e il suo partner non solo viene a sapere di non essere quello giusto, ma risale all’identità dell’anima gemella “geneticamente identificata”, cosa può succedere? Oppure quando si ha già un partner, ma si decide comunque di mettersi alla ricerca della propria combinazione perfetta?

Comincia dunque una lotta alla sopravvivenza dell’amore, ponendo una delle tante riflessioni che emergono spontaneamente durante la visione della serie: l’amore vero è quello che proviamo in un mix di “ragione e sentimento”, o è addirittura un tratto della nostra vita letteralmente scolpito nel nostro DNA?

Una serie complessa, come la ricerca del’amore perfetto

Scritta da Howard Overman, già creatore del cult britannico Misfits, questa serie fantascientifica è stata realizzata da Urban Myth Films, con Johnny Capps e Julian Murphy in veste di produttori esecutivi, in associazione con Studiocanal. La serie, nel suo complesso, riesce a tenere abbastanza alto l’interesse tra un episodio e l’altro, non senza però qualche momento dove la tensione si fa lasca e i dialoghi sono ridondanti e non sempre effettivamente utili e strategici per continuare a spostare più in là la narrazione.

Anche l’alternanza tra eventi del passato e del presente non è sempre facilissimo da seguire, creando un intreccio narrativo talvolta complesso, ma non tale da arrivare a confondere lo spettatore. Del resto, non poteva essere una missione semplice, quella del racconto di come i nostri geni sono studiati e progettati per essere totalmente compatibili con un’altra persona. O almeno, questo è quanto l’uomo desidera, cercando ancora una volta di rubare il fuoco divino, sulle orme di Prometeo. Ma spesso i progetti ambiziosi hanno un prezzo altrettanto elevato da pagare, e al contempo una lezione importante da imparare.

Per seguire questa e molte altre serie, abbonatevi al servizio streaming offerto da Netflix