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La saga di Lupo Solitario: dai librogame alla serie TV

Il nome di Lupo Solitario, in Italia, è praticamente sinonimo di librogame. Sin dall’uscita del primo numero per l’editrice EL, infatti, Lupo Solitario è stato scelto come punta di diamante per i librogame della casa editrice triestina, tanto che il direttore della collana, Giulio Lughi, ha dato alla serie un vero e proprio adattamento italiano.

Con il recente annuncio di una serie Tv dedicata al personaggio, è opportuno ripercorrere sin dalle origini la storia di questa fortunata saga di librogame.

Le origini del Lupo

Il creatore di Lupo Solitario (Lone Wolf in originale) e del fantastico mondo del Magnamund, Joe Dever, purtroppo prematuramente scomparso nel 2016, nacque in Inghilterra il 12 febbraio 1956.

La nascita del Magnamund fu un processo graduale, ed avvenne tra gli anni 1975 e 1983, durante il quale Dever tenne una campagna di Dungeons & Dragons ambientandola proprio sul Magnamund. Solo alcuni sanno che Dever fu tra i pochi giocatori di Dungeons & Dragons non statunitensi ad avere vinto il campionato americano di D&D, nel 1982.

Lone Wolf

In seguito alla popolarità acquistata dal genere del librogame con la pubblicazione de Lo Stregone della Montagna Infuocata da parte di Steve Jackson e Ian Livingstone, Joe Dever avvicinò i due autori con la proposta di una serie di librogame ambientata nel mondo di sua invenzione, ed avente come protagonista un monaco Kai (da noi conosciuti, nella versione EL, come Ramas), una sorta di ordine cavalleresco composto da ranger con poteri psichici. Tuttavia, le due parti non riuscirono a trovare un accordo soddisfacente, pertanto Dever decise di fare da sé e propose la sua idea a diversi editori, fino a trovare pubblicazione con Hutchinson.

Dever riuscì a coinvolgere nel proprio progetto, come illustratore, Gary Chalk, il quale lavorava anch’egli presso la Games Workshop; i due collaboreranno sino all’ottavo numero, dove il posto da illustratore verrà poi presto per la quasi totalità della serie da Brian Williams.
Il successo della serie fu ben presto evidente: in sole sei settimane, i primi due libri vendettero 100 mila copie. Ciò spinse gli editori a consentire a Dever di prolungare la storia fino oltre i primi dodici libri: l’autore progetta pertanto altri venti libri, con l’intenzione di concludere la saga con il numero 32.

Tuttavia, gli anni passano e il treno dei librogame sembra perdere potenza, fino a fermarsi attorno all’anno 1998, con l’uscita del ventottesimo numero (tra l’altro con un numero ridotto di paragrafi rispetto ai canonici 350). Ormai i librogame non riscuotono più lo stesso successo di vendite e, pertanto, nessun editore vuole ancora scommetterci. La serie si interrompe così, con una sorta di finale mozzato, anche se Lupo Solitario non viene mai abbandonato dal proprio creatore, il quale continua a coltivare l’idea di dare una degna conclusione alla saga.

Il Lupo in Italia

“Un giovane cavaliere, sul punto di terminare la sua iniziazione, si ritrova unico depositario dell’infinita sapienza Ramas”.

Non c’è lettore di librogame italiano che non conosca la presentazione qui sopra, scarna ma di grandissimo impatto, che accompagnava ogni volume dell’edizione EL di Lupo Solitario. Come già detto, la serie di Lupo Solitario è particolarmente amata in Italia, dove ha anzi raggiunto un successo superiore a quello avuto in madrepatria. Lupo Solitario è la collana di librogame che non ha mai smesso di essere ristampata più volte dalla EL, anche nella cosiddetta “edizione 2000” così poco apprezzata dai collezionisti.

Lone Wolf

I Signori delle Tenebre, primo numero della serie, è giunto in Italia nel 1985, vincendo l’anno successivo il premio Selezione Bancarellino. Sin da subito, Lughi, direttore della collana librogame, ha avuto intenzione di fare di Lupo Solitario la serie di punta del catalogo italiano. Non a caso la serie ha subito un pesante adattamento, mirato a renderlo, nelle intenzioni (a torto o a ragione) più italianizzato e quindi più apprezzabile dal pubblico locale.

Ciò che è indubbio è che Lupo Solitario è stato un grande successo, come dimostrato non solo dai fedeli lettori che mai hanno smesso di seguirne le avventure. A tutto ciò ha contribuito certamente anche la passione e l’affabilità del creatore di Lupo Solitario, Joe Dever, il quale ha partecipato più volte a numerosissime edizioni di Lucca Comics & Games, senza mai sottrarsi a interviste, presentazione e anche cene con i fan, organizzate dal portale Librogame’s Land.

Il rapporto di affetto e rispetto tra Dever e l’Italia diventerà con il passare degli anni sempre più forte, e contribuirà alla ripresa delle pubblicazioni avvenuta nella seconda metà degli anni 2000.

La storia del Lupo

Ma chi è Lupo Solitario? E perché la sua storia continua ad appassionare dopo più di trent’anni dalla sua prima pubblicazione?

Lupo Solitario è l’ultimo dei membri del cavalleresco ordine dei monaci Kai, fedeli seguaci del benevolo Dio Kai, da sempre in lotta contro i Signori delle Tenebre, perfidi servitori del Dio del Male Naar. Sin dalla più tenera età, i figli degli abitanti di Sommerlund, la nazione benedetta da Kai, vengono inviati presso il monastero, affinché acquisiscano abilità ai limiti dell’umanamente possibile per servire al meglio il proprio popolo ed il proprio Dio.

L’ultimo attacco dei Signori delle Tenebre, tuttavia, reso possibile da un tradimento all’interno della stessa Sommerlund, ha raso al suolo il monastero: il caso (o il fato) ha voluto che Lupo Solitario, giovanissimo iniziato, fosse l’unico sopravvissuto del proprio ordine.

Ultimo depositario della saggezza Kai, Lupo Solitario inizia la sua lunga avventura correndo a perdifiato dalle rovine del monastero sino a Holmgard, capitale del Regno, dove dovrà dare al re la terribile notizia della morte di tutti gli altri membri dell’elite guerriera di Sommerlund.

Lone Wolf

Ma questa non è altro che la prima tappa di un’epopea mozzafiato, che vedrà Lupo Solitario – armato della sua arma prediletta, la leggendaria Spada del Sole – viaggiare in lungo e in largo, non solo per il Magnamund, ma anche su altri piani di esistenza, trovando (pochi) alleati e (numerosissimi) nemici, questi ultimi pronti a tutto pur di eliminare l’ultima spina nel fianco di Naar.

Da inesperto e immaturo iniziato, nel corso dei lunghi anni in cui vivremo le sue avventure, Lupo Solitario non solo ricostruisce un monastero più ricco e forte, istruendo intere nuove generazioni di cavalieri Kai, ma acquisisce incredibili e straordinari poteri mai raggiunti prima da alcuno, ottenendo il titolo di Supremo Maestro Kai.

A questo punto, Lupo Solitario è ormai un personaggio dal potenziale talmente illimitato, che Dever decide che avventure aventi Lupo Solitario come protagonista non sarebbero state in grado di rendere giustizia al personaggio. Le avventure dal ventesimo libro in poi, pertanto, vedono come protagonista un Grande Maestro del Nuovo Ordine Kai, mentre Lupo Solitario assume il ruolo di guida e di mentore. Un cambio di rotta che non è stato gradito da tutti i fan ma che, alla luce della coerenza interna della saga, ha un innegabile ragione d’essere.

Il sonno del Lupo

Ogni grande storia, anche le più avvincenti, ha però una fine… oppure no? Negli anni ‘90, la cosiddetta epoca d’oro dei librogame era ormai alla conclusione. Se negli anni precedenti erano spuntati come funghi autori di librogame (alcuni in attività ancora oggi!), dando vita a innumerevoli serie, più o meno valide, i dati di vendita parlavano chiaro: ormai i librogame non attiravano più frotte di avidi ragazzini desiderosi di vivere le nuove avventure dei loro beniamini.

Fra le ultime serie a “spegnersi”, vi fu Lupo Solitario. L’editore inglese del tempo, Red Fox, decise di chiudere il contratto con Dever, dopo la pubblicazione del ventottesimo volume, La Vendetta di Sejanoz. Ma Dever aveva ancora qualcosa da far dire a Lupo Solitario; per anni tale desiderio sarebbe rimasto sopito, fino a risorgere con la ripubblicazione delle avventure di Lupo Solitario.

Lone Wolf

Tuttavia, i fan non hanno mai dimenticato il proprio eroe. Anche se le pubblicazioni cartacee di Lupo Solitario erano cessate da tempo, il desiderio di leggere ancora le sue avventure non veniva meno.Per questo motivo, nel 1999, con un gesto di eccezionale cortesia e magnanimità, Joe Dever concesse la pubblicazione su internet, del tutto gratuita, non solo dei libri di Lupo Solitario, ma anche delle altre collane di librogame da lui scritte.

Nacque così Project Aon, progetto totalmente gratuito che ha mantenuto vivo l’interesse per Lupo Solitario negli anni bui, accrescendosi di anno in anno con nuovi progetti e appassionati.

La rinascita del Lupo

Le richieste dei fan e il desiderio di Dever di tornare a lavorare su Lupo Solitario fecero sì che, nell’anno 2007, avesse inizio la riedizione della collana di librogame, tramite l’editrice Mongoose.

La nuova edizione, chiamata Collector’s Edition, si prefiggeva imponenti obiettivi: le intenzioni non erano quelle di avere una semplice ristampa, ma un’edizione riveduta e corretta di tutti i 28 librogame già pubblicati, a cui si sarebbero aggiunti gli ultimi 4 libri già pianificati da Dever, che avrebbero concluso degnamente la saga.

Ognuno dei 32 volumi si presentava in un’edizione di lusso, con copertina cartonata e nuove illustrazioni, nonché arricchito da un’avventura bonus che avrebbe permesso di conoscere meglio i retroscena di ogni librogame, mostrando ciò che avveniva dietro le quinte durante la missione di Lupo Solitario. Il primo volume, addirittura, venne del tutto riscritto, fornendo una nuova versione della distruzione del monastero e di come Lupo Solitario potesse essere riuscito a fuggire incolume.

Lone Wolf

Nel contempo, veniva dato alle stampe anche il gioco di ruolo di Lupo Solitario che, sotto l’egida di Mongoose, vedrà ben due diversi regolamenti.

Tuttavia, tali rosei progetti e grandi ambizioni non andranno a buon fine. Dopo numerosi problemi e contrasti fra le due parti, Mongoose e Dever decidono di separarsi, dopo la pubblicazione del 17 volume. Il resto delle Collector’s Edition sarebbe stato portato avanti dalla casa editrice Mantikore-Verlag, questo almeno fino all’anno 2016, nel quale Dever decide di fare tutto da solo, fondando la Holmgard Publishing.

Quest’ultima attualmente, sta continuando la pubblicazione della Collector’s Edition, a cui si affiancano nel contempo gli inediti di Lupo Solitario rimasti. Esatto, dopo quasi vent’anni dall’uscita dell’ultimo libro, numerosi rinvii e promesse non mantenute, il tanto atteso Lupo Solitario 29 (seguito a ruota dal numero 30) è stato pubblicato nel 2015.

Ma per comprendere come si sia finalmente riusciti ad arrivare a vedere la luce in fondo al tunnel, dobbiamo necessariamente spostarci in Italia.

La rinascita del Lupo in Italia

Qual era la situazione in Italia, mentre Mongoose ricominciava a pubblicare le Collector’s Edition di Lupo Solitario? Va detto che EL non era rimasta con le mani in mano: probabilmente avvertendo un segnale nella Forza, aveva deciso di riprendere una timida ristampa dei librogame, puntando ancora una volta su Lupo Solitario, nella sua versione corretta e rivista.

Giungono così in Italia i primi quattro volumi di LS cosiddetto “Expanded”, con tanto di avventure bonus. Tuttavia, gli esiti non sono quelli sperati: dopo la scarsa attenzione destata, EL decide di lasciare perdere il fronte librogame, che sparisce così nuovamente dai cataloghi della casa editrice.

Lone Wolf

Bisognerà aspettare qualche anno prima che un nuove editore tenti nuovamente l’impresa: a farlo sarà Vincent Books che manterrà il formato di “lusso” delle edizioni Mongoose, con copertina cartonata (a cui si aggiunge una sovracopertina) e mappa a colori: mancano, purtroppo, le avventure bonus.

Con l’entrata in scena di Raven Edizioni come distributore, la nuova edizione di Lupo Solitario prende sempre più piede tra i fan. Addirittura, si può dire che, lentamente, molto di quanto rende eccezionale l’edizione italiana, finisce per trasmettersi anche a quella inglese: Alberto dal Lago diventa il copertinista ufficiale della serie, così come le mappe di Francesco Mattioli finiscono anche nelle ristampe inglesi.

Ma l’importanza del mercato e della fanbase italiana per Lupo Solitario viene definitivamente confermata con l’uscita di Lupo Solitario 29, Le Tempeste del Chai: il tanto atteso inedito esce in anteprima a Lucca Comics e solo successivamente viene pubblicato in lingua inglese (come avverrà qualche anno più tardi per il numero 30). Chi può davvero dire se senza l’impegno del pubblico e dei lavoratori del settore italiano Lupo Solitario sarebbe comunque tornato in pompa magna?

I cuccioli del Lupo

Ma Lupo Solitario non è l’unico eroe del Magnamund di cui possiamo indossare i panni. Infatti, già nel 1985, ad opera dell’autore Ian Page e con l’ovvia collaborazione di Joe Dever, prende vita l’epica avventura di Oberon (o Stella Grigia), giovane mago addestrato da una razza di semidei. Dopo aver vissuto tutta la sua giovinezza nella remota Isola di Lorn, all’estremità del Magnamund Meridionale, al giovane Oberon viene affidata una missione di grande importanza da parte dei suoi precettori Shianti: recarsi sul continente e porre fine alla tirannia del malvagio Re Stregone di Shadaki, il cui potere si espande di giorno in giorno e minaccia di giungere sino a Lorn.

Composta di soli quattro numeri, ma con tutti gli ingredienti che la rendono indimenticabili, la serie di Oberon ha contribuito a espandere ed arricchire l’universo di Lupo Solitario, in particolare per quanto riguarda il continente meridionale e la sua storia. La qualità della serie (recentemente ristampata in veste di lusso da Vincent-Raven) è tale da avere numerosi sostenitori che la ritengono superiore a quella di Lupo Solitario.

Ma Oberon non è l’unico spin-off di successo originato dalla saga di Lupo Solitario: in contemporanea con la ripubblicazione della serie principale, un fan francese, Martin Charbonneaux, autore di un paio di librogame aventi come protagonista Autumn Snow (Neve Autunnale), una ragazza cavaliera Kai, venne avvicinato da Megara, casa editrice del gioco da tavolo di Lupo Solitario (di cui si dirà più avanti).

Con il beneplacito e la supervisione di Dever, i librogame di Autumn Snow sono stati tradotti in inglese e impreziositi dalle illustrazioni di Gary Chalk, tornato finalmente a collaborare con Dever. Purtroppo, il fallimento di Megara ha reso praticamente introvabili i due volumi di Autumn Snow, ma la richiesta è tale che non si può escludere che una nuova casa editrice (forse la stessa Holmgard Publishing) provveda alla riedizione, unitamente al terzo libro su cui l’autore parrebbe essere al lavoro.

Lone Wolf

I romanzi del Lupo

Lupo Solitario, però, non è solo librogame: dai suoi esordi, la saga si è lentamente arricchita di numerosi altri mezzi di intrattenimento, come giochi di ruolo, videogiochi e opere di narrativa.

Nel corso degli anni ’90, infatti, Joe Dever decise di tasformare la saga di Lupo Solitario anche in una serie di romanzi “tradizionali”, avvalendosi della collaborazione di John Grant (scomparso nel febbraio appena trascorso). Vennero così prodotti dodici romanzi, portati in Italia dapprima dalla EL (ma in maniera incompiuta) e poi da Armenia, che ha pubblicato l’intera serie.

Nonostante i romanzi siano dodici, essi non corrispondono ai primi dodici librogame di Lupo Solitario, dato che la storia narrata nei romanzi inizia poco prima di quella dei librogame, narrandoci gli antefatti che hanno portato alla distruzione del monastero Kai.

Lone Wolf

Le numerose libertà prese da Grant nella caratterizzazione dei personaggi, nonché l’introduzione di altri del tutto nuovi (alcuni verranno poi “canonizzati” da Dever nella serie di librogame), non hanno però permesso ai romanzi di avere particolare successo tra i fan di Lupo Solitario, tant’è che la serie si interrompe bruscamente, all’incirca in corrispondenza di quello che è l’ottavo volume della collana di librogame. In ogni caso, Dever ha sempre dichiarato che in caso di discrepanze fra librogame e romanzo, i primi hanno la precedenza.

Con l’operazione Mongoose, vennero lanciate due ulteriori serie di romanzi ambientati nel Magnamund, la Trilogia di Lencia (portata in Italia da Armenia) e la trilogia Rise of the Agarashi. Dato che i nuovi romanzi non vedevano come protagonista Lupo Solitario e, pertanto, potevano permettersi maggiori libertà senza andare ad intaccare il canone ben conosciuto, sono stati meglio apprezzati della serie di Grant. Nonostante le intenzioni, a causa del fallimento dell’operazione Mongoose, è stato pubblicato ad oggi un solo volume per ciascuna trilogia, anche se paiono esserci dei progetti in cantiere per la serie Rise of the Agarashi.

I giochi di ruolo del Lupo

Da librogame a gioco di ruolo il passo è breve, specialmente se si tiene conto che il Magnamund nasce proprio come ambientazione per gioco di ruolo. Per questo motivo, non c’è da stupirsi che, con la riedizione di Lupo Solitario da parte della Mongoose, si sia deciso di dedicare al Lupo un gioco di ruolo.

Il primo tentativo, ad opera principalmente di August Hahn, si appoggiava sostanzialmente alle regole del cosiddetto D20, un regolamento pesantemente ispirato alla versione 3.5 del regolamento di D&D. In questo modo, il Magnamund ritornava ad essere una ambientazione per Dungeons&Dragons, e le peculiarità del mondo e dei personaggi venivano di conseguenza adattate a questo regolamento, allontanandosi di conseguenza, anche significativamente, dalla semplicità delle regole dei librogame.

Un tentativo di ritorno alle origini si ebbe, dunque, con il secondo gioco di ruolo di Lupo Solitario, sempre targato Mongoose, le cui intenzioni erano quelle di attenersi in modo assai più fedele (forse troppo) alle regole dei librogame. Da qui, il significativo titolo Lone Wolf Multiplayer Gamebook. I personaggi infatti erano dotati di sole tre caratteristiche: Combattività, Resistenza e Volontà, e acquisivano una nuova caratteristica ad ogni Rango. Tale estrema semplicità aveva purtroppo una conseguenza negativa: le differenze fra diversi personaggi della medesima classe e di pari Rango risultavano essere davvero minime.

Lone Wolf

Buona la terza, verrebbe da dire: in seguito alla conclusione del contratto fra Mongoose e Joe Dever, quest’ultimo strinse un nuovo accordo per dare vita al gioco di ruolo definitivo con Cubicle 7. L’ultima edizione di Lone Wolf – Adventure Game pare racchiudere in sé gli aspetti positivi di entrambe le incarnazioni precedenti: un regolamento palesemente ispirato a quello dei librogame, a cui sono state aggiunte regole ulteriori che permettono di avere la giusta profondità senza dovere rinunciare all’originalità del Magnamund e dei suoi abitanti.

L’opera di Cubicle 7 (portata in Italia da Raven), inoltre, si presenta in un’edizione cartonata di lusso ed a colori, che è consigliata ad ogni appassionato di Lupo Solitario per la propria bellezza, indipendentemente dall’utilizzo che se ne intende fare.

Il gioco da tavolo del Lupo

Come anticipato, ad opera di Megara, nel 2014, venne lanciato un Kickstarter per la produzione del gioco da tavolo di Lupo Solitario, Lone Wolf the Board Game – Battle for Magnamund.

Il gioco ha il pregio di essere stato ideato e interamente illustrato nientepopodimeno che da Gary Chalk, tornato dopo più di venti anni a lavorare su un’opera ambientata nel Magnamund.
Il gioco mira a rendere giocabili, da due o più giocatori, le battaglie sostenute dall’Esercito del Sommerlund, da una parte, e l’Esercito dei Signori delle Tenebre dall’altra. Il gioco prevede l’uso di miniature di cartoncino, su una griglia elegantemente colorata.

Lone Wolf

Fra le unità che compongono l’armata del Sommerlund, oltre alle truppe regolari, spiccano Lupo Solitario (ovviamente) e il Principe Pelethar. L’armata delle Tenebre si compone, invece, di giak e doomwolf, capitanati dal famigerato Gourgaz Ironhide. Completano le miniature delle unità magiche “indipendenti”, dal mago della Confraternita di Cristallo Banedon al traditore Vonatar.
Nonostante il successo del Kickstarter e l’effettiva pubblicazione del gioco, lo stesso non ha avuto molta diffusione, complice anche il fallimento di Megara, e risulta forse essere fra i prodotti legati a Lupo Solitario meno conosciuti, anche fra gli addetti ai lavori.

Il videogioco del Lupo

Joe Dever non era nuovo al mondo dei videogame. L’eclettico autore (che vantava anche un passato da tecnico del suono per Frank Zappa e altri artisti) in vita collaborò anche con Sony, per la stesura di alcuni aspetti della storia del videogioco Killzone: non è un caso che l’esercito nemico che si affronta nel gioco, l’Helgast, condivida il nome con un iconico mostro presente in Lupo Solitario.

Sin dai primi anni 2000, vi erano piani per portare sulle console il mondo di Lupo Solitario. Un primo tentativo venne effettuato da Ksatria. Secondo le notizie trapelate, il gioco avrebbe dovuto essere una sorta di action rpg. Tuttavia, diversi problemi finanziari portarono la casa produttrice a dichiarare bancarotta, facendo finire nel cassetto ogni speranza di rivedere un videogioco di Lupo Solitario.

Lone Wolf

Si sarebbe dovuto aspettare sino al 2013 per vedere Lupo Solitario giungere sugli schermi di PC e console, grazie all’entrata in campo dell’italianissima Forge Reply. La fatica dei giovani produttori, dal semplice titolo “Joe Dever’s Lone Wolf”, unisce abilmente una parte ludica – incentrata su complicati combattimenti strategici – con una di narrazione interattiva – scritta dallo stesso Joe Dever – dando vita a quella che può essere considerata una vera e propria nuova avventura di Lupo Solitario, che si inserisce idealmente fra il terzo e quarto librogame. Rilasciata inizialmente in quattro capitoli, il videogame è oggi disponibile in una versione completa per Steam, Android e persino su Nintendo Switch.

Ma le avventure di Lupo Solitario nel mondo dei videogame non finiscono qui: a Lucca 2018 veniva anche annunciato un videogioco in realtà aumentata, ovvero dove gli elementi interattivi finiscono per sovrapporsi alla realtà che ci circonda (come nel famosissimo Pokemon Go, per intenderci). La campagna Kickstarter non ha avuto il risultato sperato, ma è ancora presto per conoscere quale futuro attenda Lone Wolf AR.

Il Destino del Lupo: oltre i librogame

Come tutti ormai sappiamo, non era destino che Dever sopravvivesse sino a vedere conclusa la propria creazione; una brutta malattia lo ha infatti portato via nel 2016, a soli sessant’anni.
La sua penna, però, è stata impugnata da due eredi, uno nel senso legale (il figlio Ben Dever) e uno nel senso spirituale (Vincent Lazzari). Dever ha inoltre lasciato estensive note su come far proseguire e concludere la storia di Lupo Solitario, ed è con queste che Ben e Vincent hanno realizzato, nel 2018, il trentesimo volume di Lupo Solitario, Morte nell’Abisso.

La storia di Lupo Solitario, ovviamente, non è ancora finita. Prima di tutto, all’appello mancano gli ultimi due volumi, il n. 31 (dal titolo provvisorio de Il Crepuscolo della Notte Eterna) e il n. 32, che porteranno una degna conclusione ad una saga lunga quasi quarant’anni e che è sopravvissuta al proprio creatore.

Ma sono numerosissimi i progetti “collaterali” che si sono sviluppati, negli anni, tutt’attorno a questa epopea; vale la pena di segnalarne alcuni.

Lone Wolf

Mantikore-Verlag, l’editore tedesco, sembra intenzionato a stampare delle Collector’s Edition di Greystar/Oberon, con tanto di avventure bonus.

Askfageln, l’editore svedese, ha realizzato una versione estremamente “personalizzata” del gioco di ruolo di Lupo Solitario, con regole e scenari mai pubblicati nemmeno in inglese. In seno a questa iniziativa, sono nate le mappe delle città del Magnamund, realizzato sempre da Mattioli, che vanno ad affiancarsi alle mappe delle regioni.

E’, inoltre, recentissima la notizia dell’intenzione, da parte di Holmgard Publishing – una volta terminata la pubblicazione delle ristampe e delle Collector’s Edition – di dare alle stampe una cosiddetta versione definitiva di Lupo Solitario, in modo da dare una forma omogenea per copertine, mappe e illustrazioni a tutti e 32 i volumi della serie.

Ancora più recente è l’annuncio – anticipato in apertura – che Holmgard Publishing e l’emittente ChorMedia stiano lavorando ad una serie tv su Lupo Solitario, probabilmente influenzata in egual misura dal successo di serie fantasy come The Witcher e dal film interattivo Bandersnatch. L’idea è appunto quella di dare vita ad una serie che sia in grado di mantenere l’epicità del materiale originale, dando inoltre allo spettatore la possibilità di decidere l’evolversi della storia.

In ogni caso, una cosa è certa: Lupo Solitario ha ancora molto da dire, e la sua storia, anche una volta raggiunta la degna conclusione (ormai attesa da troppi anni!), sembra davvero lungi dal dirsi giunta alla fine.

Potete avventurarvi nel modo di Lupo Solitario leggendo il volume I Signori delle Tenebre