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La Scienza di Star Wars: dalle spade laser alla Forza

Film come Star Wars Rogue One fondono spesso la Scienza e la finzione. Dove finisce la prima e inizia la seconda? Se siete curiosi sappiate che per cercare di dare una risposta a questo interrogativo un gruppo di scienziati a settembre si è riunito ad Atlanta durante il Dragon Con appunto per discutere il potenziale scientifico dell'universo di Star Wars. Ecco alcuni dei punti più oscuri che hanno cercato di chiarire.

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Costruire una spada laser

Una delle maggiori curiosità degli appassionati di Star Wars riguarda la Scienza delle spade laser, quei raggi ad alta energia branditi dai cavalieri Jedi e dai loro nemici. I relatori hanno appunto concordato che le spade laser sono composte di laser ad alta energia, che possono variare in modo significativo. A quanto pare il vero problema nel costruire una spada laser è la creazione di un punto di arrivo finale per il raggio laser: "costruire una spada laser che si allunghi per sempre non è difficile", ha detto Macdonald. "È fermarlo che è difficile!".

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Oggi in molti laboratori di Fisica ci sono laser ad alta energia con lunghezze d'onda che occupano tutto lo spettro elettromagnetico, e non mancano avvisi sulle pareti e sulle porte che avvertono che in queste aree ci sono attrezzature potenti in grado di causare gravi lesioni. "Nei laboratori di Fisica ci sono alcuni laser veramente spaventosi a cui è meglio non avvicinarsi per non rischiare la vita" ha spiegato Macdonald. "In effetti, queste sono spade laser". Tuttavia, lo scienziato ha raccontato che molti studenti universitari si aspettano che questi laser possano essere effettivamente maneggiati come le armi del grande schermo, e restano delusi, anche perché il fascio è spesso invisibile, a meno che del fumo o qualche altro materiale ne metta in risalto la presenza.

Concludendo, se le spade laser sono una qualche forma di "contenitore" per un fascio laser ad alta energia, di che cosa potrebbe essere fatto? Forse – ipotizzano gli Scienti fra il serio e il faceto – la soluzione sta nella Forza, l'energia immaginaria che permea l'universo di Star Wars, e che sarebbe in grado – fra le altre cose –  di troncare di netto il fascio laser per trasformarlo in un'arma che i Jedi possano usare per distruggere i loro nemici, e che emette radiazioni.

E chissà, magari è proprio per via delle radiazioni a cui sono costantemente sottoposti i Jedi maneggiando le spade che "non si riproducono" specula Dykes, ingegnere di Intelsat ed ex analista di missione della NASA. Morale? "Meglio non tenerle fra le gambe!" scherza Kilgard, studioso di astrofisica delle alte energie alla Wesleyan University nel Connecticut.

Sicuri di volere ancora una spada laser vera?

Il potere della Forza

La Forza è l'energia guida nella serie Star Wars, che dà a Jedi e Sith la capacità di manipolare gli oggetti con la mente. Durante la loro riunione gli scienziati hanno deciso di ignorare la causa biologica della Forza introdotta nel prequel e di passare direttamente alla manipolazione dell'energia.

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Uno dei primi argomenti legati alla Forza era la differente capacità di manipolarla dei diversi personaggi di Star Wars. Gli scienziati concordano che fra tutti, solo quelli passati al Lato Oscuro sembrano produrre fulmini di Forza. Ma non è una discriminante: forse – sempre secondo gli studiosi – anche chi era dal lato chiaro della Forza sarebbe stato in grado di farlo, ma ha scelto di non utilizzare misure distruttive di questo tipo. Dykes infatti mette l'accento sul fatto che Anakin Skywalker, il Jedi che è passato al lato oscuro, ha fatto esattamente questo.

Gli scienziati hanno dibattuto anche sul fatto che alcune persone sono dotate della Forza, e altre no. Bocciata l'idea che sia solo una questione di geni ereditari, hanno concluso che potrebbe essere una questione di discendenza, però non interessa necessariamente tutti gli eredi.

Se vi aspettavate una risposta più scientifica, leggete la spassosa ricerca annunciata dal CERN il 1 aprile 2015.

L'iper velocità

I viaggi più veloci della luce sono fra le tecnologie chiave di Star Wars. Permettono ai Ribelli e ai membri della Flotta Imperiale di viaggiare attraverso la galassia in un attimo. Come nella maggior parte dei film di fantascienza, la capacità di viaggiare più veloce della luce sfida leggi dell'universo conosciuto.

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"Se si ha sufficiente energia si può piegare e manipolare lo spazio-tempo" ha spiegato Macdonald, che ipotizza che forse l'Hyperdrive trasporti le astronavi di Star Wars in una bolla di spazio-tempo.  Tuttavia, Dykes ha sottolineato che anche muovendosi alla velocità della luce, i viaggiatori si muoverebbero comunque troppo lentamente per viaggiare nell'Universo rispetto a come avviene nei film. "Bisogna viaggiare a diverse migliaia o centinaia di migliaia di volte più velocemente della velocità della luce per attraversare una grande frazione della galassia in un attimo" ha detto. E non sono solo le persone che sembrano viaggiare più veloce della velocità della luce: Obi-Wan Kenobi percepisce la distruzione del pianeta Alderaan non appena accade, portando Kilgard a ipotizzare che anche "la Forza viaggi più veloce della velocità della luce".

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Passiamo alla parte pratica: tecnicamente è impossibile viaggiare più velocemente della luce, però la natura curva dello Spazio-tempo proposta da Albert Einstein suggerisce che lo Spazio possa essere distorto per accorciare le distanze fra due punti. Un modo per farlo sarebbe quello di usare un motore a curvatura che contragga lo spazio di fronte all'astronave. L'altro sarebbe creare un wormhole, o una sezione di Spazio che si curvi su sé stesso per creare un percorso più breve fra due punti distanti fra loro.

Evoluzione su altri mondi

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Il pianeta Tatooine è un mondo desertico, ma sulla sua superficie vive un'importante forma di vita: il grande e peloso Bantha, una creatura elefantiaca utilizzata per trasportare carichi pesanti. Secondo Wookieepedia questi animali sono nativi di Tatooine. Il biologo Spana non ha potuto fare a meno di chiedersi come una creatura possa evolversi in un mondo tanto improbabile.

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Dopo essersi studiato l'originale Star Wars: Episodio IV, ha ipotizzato che forse i Bantha si alimentano in modo diverso da quello che ci si potrebbe aspettare. La conclusione è che nonostante questo mondo sia desertico, evidentemente ha sufficiente umidità per le colture agricole (l'agricoltura prospera come testimoniano diverse scene). Forse i Bantha si nutrono delle alghe che potrebbero crescere nella sabbia del pianeta, un po' come fanno le balene. Insomma, "i Bantha sono le balene della sabbia".

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La stessa linea di pensiero si potrebbe applicare ai Tauntaun trovati su Hoth, elencati come nativi di questo mondo di ghiaccio (Wookieepedia). In questo caso potrebbero nutrirsi dei licheni presenti sul pianeta ghiacciato.

Il raggio traente

Un campo energetico invisibile che può afferrare, intrappolare e spostare gli oggetti. Sarebbe comodo in molti casi, e per questo da anni vari gruppi di ricerca stanno cercando di realizzarne uno. Ad ora però siamo lontani dal riuscire ad attirare a noi un'astronave.

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Il Millennium Falcon in Star Wars Episode IV: A New Hope. Credit: Fair Use, Screengrab/Lucas Film

Riusciamo senza troppi problemi ad attrarre e respingere particelle molto piccole, e fra i maggiori successi passati agli annali c'è un esperimento della Australian National University in cui si è riuscito a usare un raggio traente usando un laser a forma di ciambella per trascinare cavi e sfere di vetro per un massimo di 20 centimetri, una distanza 100 volte superiore a quella degli esperimenti precedenti.

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Altre ricerche stanno mostrato come il suono possa competere con la luce in quanto fonte per i futuri raggi traenti. Di fatto però se oggi volete trainare la vostra auto dovete usare un banale e poco tecnologico cavo.

Tecnologie meno fantascientifiche

Anche se potrebbe non sembrare, sono decisamente meno fantascientifiche tecnologie come quelle alla base degli Speeder – i mezzi di trasporto simili a moto che lievitano sul terreno. Senza scomodare gli scienziati, la startup californiana Aerofex ha sviluppato Aero-X, un veicolo descritto come "un hovercraft che si cavalca come una moto", e che può volare alla velocità di 72 km/h a un'altezza fino a 3 metri da terra.

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Meno fantascientifico è anche l'ologramma. Le novità si sprecano al riguardo, ed è proprio di oggi l'annuncio di Gatebox, l'amica olografica che risolve problemi.