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L’Alleggeritore: la recensione del ritorno ad Eucronia


L’Alleggeritore
Genere
Steampunk
Autore
Giuseppe Grossi, Gaetano Longo
Editore
Hyppostyle

Lo steampunk è un’ambientazione difficile da padroneggiare, a prescindere dal medium in cui si cala. Una sfida che non risparmia nemmeno il fumetto, che più volte si è lasciato suggestionare da questo filone narrativo. Le produzioni italiane steampunk non sono certo mancate, dai giochi di ruolo, come Vulcania, ai fumetti, dove al fianco di one shot come I Pionieri dell’Ignoto di casa Bonelli, si sono poste serie di maggior respiro, come The Steams (Noise Press) e Blackbox (Hyppostyle).

È la produzione di Hyppostyle ad essere al centro dell’attenzione, grazie da uno spin off, L’alleggeritore. Dopo aver dato contesto al filone principale della trama di questa cupa ambientazione nei primi tre volumi (Futura memoria, Innocenza meccanica e Eterna ribellione), il team creativo composto da Giuseppe Grossi e Gaetano Longo hanno voluto offrire un punto di vista differente della società di Eucronia, la città in cui si svolge Blackbox.

L’Alleggeritore: un nuovo modo di vivere Eucronia

In attesa del quarto volume di Blackbox, ai lettori è stato quindi fornito un invito a scoprire di più della società di Eucronia. Fedele ad una visione dello steampunk che consente di analizzare in modo critico la società, rielaborando alcune tematiche sociali all’interno di una comunità ‘alternativa’, in cui l’utilizzo del vapore e, occasionalmente, di altre forme energetiche minori (come il gas) si sostituiscono all’onnipresente energia elettrica della nostra quotidianità. Questo impiego del vapore come fonte energetica primaria comporta anche una revisione della meccanica e degli oggetti quotidiani, che assumono una dimensione differente e hanno quindi un differente impatto sullo sviluppo della società.

In Blackbox, Grossi ha immaginato che la città di Eucronia sia il teatro di una società cupa e accentratrice. La dinamica di base di questa città si basa sul contrasto, non aperto ma veicolato in una rigida regolamentazione che trova pieno sfogo in una guerra ‘generazionale’ che periodicamente epura la parte debole della popolazione di Eucronia.

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Il fine ultimo di questa comunità è creare un senso di forte appartenenza, basato non su una sinergia di intenti ma su un’imposizione dall’alto, che inquadra gli individui all’interno di ruoli ben precisi, tramite un continuo esame dei giovani membri di Eucronia. Cruciale per questo aspetto di Blackbox sono gli Alleggeritori, figure che uniscono il ruolo di educatore e di delatore all’interno della città.

Nei precedenti volumi di Blackbox, abbiamo assistito allo sviluppo delle tensioni sociali seguendo personaggi che hanno ruolo di primo spicco all’interno del potere di Eucronia, ma con L’Alleggeritore si decide di spostare il nostro sguardo all’interno del cuore stesso della comunità di Eucronia. Scelta interessante, dato che la complessa dinamica di questa ambientazione è particolarmente dettagliata, offrendo spunti e nuovi punti di vista che non avrebbero trovato altrimenti spazio all’interno della trama principale.

Gli Alleggeritori sono personaggi che, pur non essendo approfonditi all’interno della storia cardine di Blackbox, ne sono i pilastri portanti. Tocca a questi uomini comprendere le capacità dei futuri cittadini e incanalarli verso il ruolo che potrebbe più produttivi per la società, mutilandone aspettative e destino. Un Alleggeritore è una figura complessa, schiacciato a sua volta da questo ruolo che ne rende giudice di un futuro, vincolato dalla sua appartenenza ad una casta con un ruolo a cui non possono sfuggire.

Il ruolo dell’Alleggeritore

L’Alleggeritore non è solamente un approfondimento del mondo di Eucronia, ma è anche una piacevole variazione narrativa per raccontare l’universo di Blackbox. Grossi decide di puntare ad una storia dalle tinte gialle, virando la trama del volume verso un’indagine che si addentra nei bassifondi di Eucronia. Una serie suicidi sconvolge la quotidianità della città, considerato come la rigida morale di Eucronia abbia reso il suicidio un’offesa talmente esecrabile da renderlo un’impossibilità.

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La serie di morti inconsuete spinge l’investigatrice Virginia Moore a chiedersi se siano realmente suicidi o ci sia altro sotto. Mentre Grossi segue l’indagine di Moore, ci mostra anche la vita di un Alleggeritore, Daryl Edwards, tratteggiandone il vissuto intimo e mettendo a nudo le sue perplessità, senza negare il peso che inevitabilmente viene imposto all’uomo dietro la maschera da Alleggeritore.

Sin dal primo volume di Blackbox, il contesto emotivo delle storie era un elemento essenziale della narrazione, la percezione del mondo da parte delle figure chiave veniva definita con una particolare attenzione il riflesso di questo universo opprimente in modo da coinvolgere pienamente il lettore. L’Alleggeritore si inserisce perfettamente in questa tradizione di Blackbox, tramite una differente impostazione narrativa che riesce, in maniera differente, a raggiungere il medesimo obiettivo. Grossi riesce a lasciare in primo piano il contesto emotivo del protagonista, intorno a cui costruisce l’intelaiatura emotiva che unisce i personaggi tra loro. La sinergia tra l’indagine e l’approfondimento della realtà di Eucronia è bene ideata, si dipana con la giusta tempistica in tutto l’albo, arrivando ad una conclusione travolgente e che rispecchia alla perfezione la dinamica sociale di Blackbox.

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A dare vita alla storia de L’Alleggeritore è Gaetano Longo, già legato al progetto Blackbox. Contrariamente agli albi precedenti, L’Alleggeritore non è a colori ma in bianco e nero, una scelta che esalta l’intensità del lavoro di Longo, capace di esaltare l’emotività dei personaggi e costruire un contesto urbano credibile, in linea con il resto della serie di Blackbox. I disegni di Longo sono perfetti per questa storia, e la colorazione in bianco e nero, con un intelligente uso della scala dei grigi, concorrono a creare anche uno stacco visivo rispetto al corpo principale della storia, ma al contempo mantengono una familiarità nel rispetto dello stile visivo e della tensione emotiva.

Luca Maresca firma la copertina di questo albo, cogliendo lo spirito della figura chiave de L’Alleggeritore. È interessante vedere negli extra del volume l’iter che ha condotto il disegnatore a realizzare questa illustrazione, con le diverse idee che sono state valutate prima di arrivare alla versione definitiva.

Conclusioni

L’Alleggeritore, pur essendo un capitolo secondario della trama principale di Blackbox, può esser visto come un primo passo all’interno della vita di Eucronia. Godibilissimo anche come fumetto one shot, L’Alleggeritore è una storia appartenente ad un’ambientazione, Eucronia, capace di ospitare diversi racconti, che potrebbero anche prendere forma in un medium diverso, come la letteratura. L’Alleggeritore è solo una di queste tante storie potenziali, parte integrante di un mondo riccamente definito e che potrebbe espandersi ancora in molti modi. Anche attraverso storie brevi e indipendenti come L’Alleggeritore.

L’Alleggeritore

Nel mondo steampunk di Eucronia, gli Alleggeritori indirizzano i membri più giovani verso il loro destino. Ma cosa accade se uno di loro inizia ad avere dubbi sulla propria missione? E come mai improvvisamente la città viene scossa da una serie di inquietanti suicidi?


Verdetto

L'Alleggeritore ampia il mondo di BlackBox, presentando Eucronia da un diverso punto di vista. Avvolgendosi intorno ad un'indagine su misteriosi suicidi, L'Alleggeritore mostra il vero ruolo di questi misteriosi personaggi sotto la maschera, mostrando quanto il peso del ruolo possa avvelenare l'anima in una società in cui non esiste libertà, ma solo dovere

Pro

- Storia ben inserita nel contesto di Blackbox
- Personaggi ottimamente definiti
- Extra interessanti

Contro

-iAlcuni disegni imprecisi