Libri e Fumetti

Later: recensione del nuovo romanzo di King


Later
Genere
Horror
Autore
Stephen King,
Editore
Sperling & Kupfer
Collana
Pandora

Esiste un legame particolare tra l’aldilà e Stephen King. E non potrebbe essere diversamente, considerato come l’oltretomba e i suoi corollari siano da sempre uno dei grandi, inquietanti misteri della vita umana. Se a questo uniamo la particolare tendenza del romanziere americano di far emergere le peggiori caratteristiche dell’animo umano nei suoi protagonisti, diventa facile comprendere come Later, la sua ultima fatica letteraria, sia una storia in pieno stile King, anche se, nella sua genesi, lo scrittore del Maine potrebbe essersi fatto ispirare dal mondo del cinema.

Che King e il cinema siano profondamente legati non è certo un mistero. Le opere del Re, infatti, hanno dato i natali a film del calibro di Shining e numerose serie televisive, non ultima la recente The Stand, ispirata al suo L’Ombra dello Scorpione. Con Later, la sensazione è che sia venuto il turno del mondo del cinema a dare allo scrittore l’idea per il suo nuovo romanzo, considerato che il giovane protagonista di Later, Jamie Conklin, ha un dono particolare: potere parlare con l’anima dei defunti.

Later: solo i morti non hanno segreti

Difficile non ravvedere in questa sua particolarità una somiglianza evidente con Cole Sear, il bambino dotato del medesimo potere protagonista de Il Sesto Senso di M. Night Shyamalan. Lo stesso King non perde occasione di ironizzare su questo tratto comune tra il suo protagonista e il giovane medium interpretato da Haley Joel Osment, conscio che pur mostrando questa caratteristica comune, i due ragazzini sono profondamente diversi, sia nella manifestazione del loro potere che nel modo in cui interagiscono con le anime dei defunti.

Jamie vive in uno dei quartieri migliori di New York, grazie al lavoro della madre single, Tia, titolare di un’avviata agenzia letteraria, che gestisce da sola dopo che il fratello con cui la gestiva viene colpito da Alzheimer. La vita per Jamie e la madre non presenta, almeno inizialmente, grandi problemi, anche se i due condividono un segreto: il bambino riesce a comunicare con i morti. Questo potere consente al ragazzino di potere porre quesiti alle anime dei trapassati nel breve periodo che ancora passano nel nostro mondo, prima di raggiungere l’aldilà.

stephen king 3

In questa loro dimensione transitoria, i morti, se opportunamente interrogati, sono costretti a rivelare la verità. Al contempo, manifestano un progressivo distacco emotivo rispetto ai vivi, provando solo emozioni di grande intensità, positive o negative che siano. Per Jamie, questa scoperta inizialmente è sconvolgente, e fatica a farsi credere dalla madre, ma quando questo suo dono diventa innegabile, tra i due viene sancito un tacito accordo: non farne ovviamente parola con nessuno.

Al lettore, questa particolarità di Jamie viene svelato in modo suggestivo, ricostruendo uno di questi incontri con un’anima trapassata visto dal punto di vista del ragazzino, che è la voce narrante di Later. In questo modo, King riesce abilmente a guidarci in un gioco di inganni e suggestioni che acuiscono il senso di meraviglia del lettore, che matura nelle piccole rivelazioni che il susseguirsi degli eventi genera. Una dinamica estremamente piacevole, che trova proprio nella narrazione in prima persona il suo punto di forza, utilizzandola come scusa per ribadire sempre il concetto del ‘dopo‘, later in inglese, con cui l’io narrante riesce a creare una curiosità nel lettore, proprio come potremmo durante una conversazione particolarmente interessante.

Affidando la narrazione alla voce di Jamie, che racconta tutto come un lungo flashback, King riesce a esaltare l’emotività del suo protagonista, lo avvicina al lettore che in breve entra nella mente del ragazzino, vivendone in prima persona le passioni e le angosce. Merito di una scrittura leggera e mai appesantita da inutili orpelli narrativi, in cui King sembra guidarci in una conversazione con il Jamie adulto, grazie alla presenza di espressioni tipiche delle conversazioni orali o modi di dire personali del narratore. L’effetto è quello di far empatizzare il lettore con Jaimie, creando una sinergia che consenta di sorvolare anche su alcune piccole concessioni che King richiede ai suoi Fedeli Lettori, con una sospensione dell’incredulità che spesso sembra esser più un gesto di affetto verso il romanziere che non un merito della storia in sé.

Later, una storia di aldilà e pulsioni umane

Later, nei pregi e nei difetti, è a tutti gli effetti una storia di King. Ancora una volta, lo scrittore americano si affida a un giovane protagonista come tramite del suo intento narrativo, facendo leva sull’emotività acerba e ancora affascinato da una visione magica e ingenua del mondo che rende le vicende narrate ancor più umane e avvolgenti. Il passaggio dall’infanzia all’adolescenza di Jamie viene raccontato con attenzione, si evolve attraverso alcuni passaggi emotivi che si sposano con le avventure e gli incontri del ragazzo.

Se in alcuni momenti la crescita del giovane Conklin sembra naturale e credibile, pur se calata nella situazione irreale di Later, in altri alcune scelte di King sembrano un po’ più prentenziose. Si tratta di concessioni che si offrono con un sorriso all’autore, consci che il risultato complessivo della trama è gradevole, e queste iperboli caratteriali sono una parte indispensabile della narrativa kinghiana. Rientra in questo contesto la complessa figura di Liz, prima amante della madre del personaggio e poi sua nemesi, capace di vedere nel ragazzino la sua salvezza per bene due volte, identificando in Jamie, o meglio nel suo dono, il perfetto strumento per evitare di pagare il prezzo di una vita tutt’altro che esemplare.

stephen king 2

A dare risalto alla vicenda umana di Jamie è la definizione di due personaggi a lui cari particolarmente riusciti: la madre Tia e il vecchio professor Burkett. Tia è una donna costretta ad affrontare una vita da madre single, una relazione complessa con Liz e gestire un’agenzia letteraria, il tutto conscia del segreto del figlio. Una sitazione non certo semplice, che presenta presto il suo conto quando lei stessa sarà costretta a chiedere a Jamie di utilizzare il proprio dono, per garantire loro la sopravvivenza economica.  Figura più mentoriale è il professor Burkett, che diventa una guida affezionata e amichevole per Jamie, in un momento particolare intenso della sua vita, aiutandolo a non perdere la propria bussola morale, ma anzi segnando per il ragazzo una rotta che potrebbe essere la sua salvezza.

In entrambi i personaggi si percepisce il tocco emotivo tipico di King. Later offre delle figure umane appassionanti, a volte un filo estemizzate, ma comunque palpabili e realistiche, che concorrono a dare ulteriore carattere alla sua storia. Dove King perde di mordente è, come spesso accade al romanziere, nel finale, dove dopo avere mantenuto un segreto fondamentale di Jaime lo rivela con un incredibile colpo scena, rovinato poco dopo da una scelta narrativa che, sulla carta, avrebbe potuto essere interssante, ma che viene realizzata in modo non impeccabile.

Later, bilanciando luci e ombre, rimane una lettura avvincente e caratterizzata dall’inequivocabile stile kinghiano. La bella edizione di Sperling & Kupfer, che riporta King in libreria dopo la recente riedizione de L’uomo vestito di nero, vanta come copertina un’illustrazione di Paul Mann realizzata per Hard Case Crime, perfetta per trasmettere alcune delle suggestioni che si vivono nella storia di King.

Later


Later è il nuovo romanzo di Stephen King, una storia che pur partendo da un concept non orginale riesce a incuriosire il lettore con una storia avvincente e unica. Tutti i punti forti della narrativa kinghiana sono presenti, ma emergono anche alcune delle piccole pecche del romanziere americano.

Pro

  • Trama avvincente
  • Personaggi ben definiti
  • L'animo umano è protagonista assoluto

Contro

  • Spunto narrativo non originale
  • Finale non eccelso