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Le Black Holes, recensione: notti magiche e scatole dal passato


Le black holes
Genere
fantasy
Autore
Borja Gonzalez
Editore
Mondadori
Collana
Oscar Ink Mondadori

Una storia tutta al femminile, quella che andiamo a raccontarvi, snodatasi tra presente e passato; due dimensioni il cui collante è man mano rivelato nelle pagine tutte inchiostro e (non sempre) balloons di Borja Gonzàlez, autore spagnolo già padre di diverse brevi storie illustrate, come La reina orquìdea o La boca del lobo, racconti nei quali sono già disseminati alcuni indizi ed elementi visivi e narrativi precursori del libro di cui stiamo per parlarvi. Qualche tempo fa infatti, l’artista e scrittore si è lanciato in un progetto già pubblicato in diversi paesi; nel 2018 sono uscite le prime versioni di Le Black Holes.

Si tratta di una graphic novel edita da Oscar Ink Mondadori dal sapore mistico e fantasy, disponibile dal 19 maggio 2020, data in cui uscirà la prima edizione italiana di una storia affascinante e per nulla prolissa, da leggere in un sol fiato. Vi avvisiamo sin da ora: occorrerà più di una lettura per comprendere appieno il significato di simboli e significati dei due intrecci narrativi sviluppati.

Foto generiche

Black holes and revelations

Parliamo infatti di un libro in cui abbiamo ben due plot principali, uno concatenato all’altro, di cui faticheremo a comprendere le attinenze all’inizio, ma pian piano verrà svelata la verità. Procediamo con ordine e spieghiamo perché citiamo un verso di Starlight, brano famosissimo dei Muse e iconico dei primi anni Duemila della storia della musica contemporanea. Non ne abbiano a male i fan del gruppo rock, ma la storia di Gonzàlez parla proprio di Black Holes e strane rivelazioni, tra segreti tenuti nascosti fino all’ultima pagina e una costante presenza di elementi naturali e sovrannaturali che punteggiano ogni pagina del libro.

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I riferimenti non finiscono qui: oltre alla ripresa del titolo della novel, il riferimento al mondo della musica non è casuale, né distante da uno dei temi principali della storia. Il passato si lega in qualche modo al presente, per la precisione all’anno 2016, dove incontriamo Gloria, Cristina e Laura, giovani adolescenti con grinta, fantasia e un desiderio: formare un gruppo punk scolastico, ma con non poche difficoltà nel convincere Gloria a prendervi parte, complice la sua mancata conoscenza della musica.

La scelta del nome ricade proprio su Black Holes, rimasta apparentemente non spiegata nelle prime pagine del libro, per via di un’improvvisa apparizione di farfalle che punteggiano il cielo della notte estiva, sotto il quale si ritrovano a fantasticare e discutere le tre amiche. Proprio la notte, il segreto, la dimensione misteriosa e mistica che ha riempito pagine di letteratura millenaria, torna qui con la sua potente carica onirica a fare da fil rouge a una trama di non immediata comprensione e linearità, che lega due storie a distanza di quasi due secoli.

Campanellino, qui, ha una strana e morbosa ossessione per Stephen Hawking.

Scheletri e farfalle

Dall’altra parte del tessuto narrativo abbiamo infatti il secondo intreccio principale, ambientato nel 1856 e che vede come protagonista Teresa, ragazza già comparsa in storie precedenti dell’autore. Qui la giovane appartiene a una famiglia benestante con le sorelle Gardenia, Margarita e Rosa, la sorella minore, che decisamente non conosce il significato di “acqua in bocca” e non sa mantenere segreti, soprattutto quello che riguarda un episodio singolare accaduto a Teresa.

Fissata con i racconti di fantasia, quest’ultima vaga nella notte, lontana dalle mura della dimora signorile dove vive con la famiglia e incontra così uno scheletro parlante.

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Quest’ultimo non si definisce “morto”, e tanto meno risulta pauroso nell’aspetto e nell’atteggiamento: dopotutto, che male potrà fare un mucchio di ossa? Teresa però sta per fare il suo debutto in società, come ogni ragazza di buona famiglia che si rispetti, ma non ha ancora pronta la sua poesia per questo evento imminente, con rancore e rabbia della madre. La realtà è un’altra: Teresa ama scrivere, ma ha un pallino per vampiri, cripte e altri tipici elementi dark e horror che punteggiano un genere letterario decisamente poco conveniente per fare il proprio ingresso in società.

Avevo l’impressione di non trovarmi dove dovevo stare. Come se tutto fosse troppo veloce e io restassi indietro.

Notti magiche

Se non è facilissimo seguire il filo logico della narrazione, complice il continuo andirivieni tra presente e passato, abbiamo dalla nostra un piccolo indizio per segnalarci il cambio d’epoca, spesso repentino. Questo viene suggerito dalla grafica: lo stile del disegno con cui vengono rappresentati personaggi e fondali, accanto ai colori spesso contrastanti riescono a “spaccare” di volta in volta la storia, ribaltando anzi la convenzionalità nella cromia sfruttata.

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La singolarità di questo libro si fa sentire anche nelle scelte stilistiche e cromatiche: se solitamente i colori più sfumati o dalla tavolozza meno ricca sono affibbiati ai momenti più remoti del passato, qui gli eventi del 1856 sembrano spesso più colorati, anche paragonando uno stesso momento della giornata, come la notte, più ricca di tinte rispetto a quella narrata nella linea temporale a noi contemporanea.

Questi sono i due principali elementi che stimolano la capacità del lettore mentre sfoglia le pagine di Black Holes, accanto anche ai dialoghi nei consueti balloons. Non tutte le pagine però ci mostrano conversazioni o monologhi; rimangono delicatamente riflessivi i riquadri rimasti privi di parole, ma pieni di emozioni, pause stampate a colori sulla carta, in grado di suggestionarci con un silenzio pregno di contemplazione. Momenti paragonabili all’ora blu che caratterizza l’imbrunire e che sa di nostalgia e raccoglimento.

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Tutto in una scatola

Il très d’union della storia, di primo acchito, sembra essere la presenza di una farfalla, questo gentile e delicatissimo insetto che vola oltrepassando le barriere spazio-temporali e annullandole, passando così dalla foresta del 1856 alla casa di Gloria, compiendo un salto di 160 anni precisi e finendo rinchiusa in una scatola che lei tiene in camera. Questo contenitore tornerà proprio alla fine della storia, rimanendo in un angolo per tutto il tempo, a differenza delle farfalle e di altri elementi naturali che non fanno altro che condurci per mano al lago, vero anello di congiunzione tra le due epoche della storia, di cui però non vi anticipiamo ulteriori dettagli.

Il cammino è più breve se sai dove vai.

Come ribadito diverse volte, abbiamo bisogno di tornare sui nostri passi e sfogliare all’indietro le pagine che abbiamo letto per ridare un’occhiata e riprendere le fila del discorso. Per intenderci, dall’inizio della storia ci sembrerà di essere entrati in un cono di luce, dove la parte più ampia è quella anche meno illuminata e man mano che ci avviciniamo alla sorgente di luce, tutto è più chiaro. Solo alla fine riusciamo a sbrogliare i nodi principali e chiarire il legame tra le due sequenze narrative, rivelando così un mistero che rende più suggestivo il passato, più banale e quasi sconsolante il presente.

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Le Black Holes è una storia che punta molto di più a catturare l’occhio e non la mente, a causa di una trama piuttosto debole e senza un vero mordente. Il punto a favore va alla creatività di Borja Gonzàlez e al suo stile, in grado di tenerci incollati alle pagine molto più di quanto facciano i dialoghi, segno incontestabile della sua natura di disegnatore. Consigliamo di recuperare non solo questo titolo, ma anche le sue precedenti fatiche, proprio per rendere omaggio alla sua penna e ai suoi disegni iconici ed espressivi, meritevoli di essere sfogliati e ammirati.

Sei perfettamente pronta per ciò che ti aspetta.

Le black holes

Gloria, Laura e Cristina vogliono mettere su una band punk chiamata “The Black Holes”. Hanno tutto ciò che serve: talento, presenza, istinto. Solo il loro background musicale è un po’ debole. Ma non è questo il loro principale problema: non appena iniziano a provare, infatti, un’aura di inquietudine  pervade la loro vita quotidiana. Ricorda dei fatti avvenuti 160 anni prima che continuano a perseguitare una di loro.


Verdetto

Le Black Holes è un vero e proprio viaggio alla scoperta del mondo teen, misto a elementi mistery e fantasy che rendono più curioso un racconto altrimenti privo di mordente vero e proprio, che riesca a tenere alta la nostra curiosità.

Pro

- grafica godibile e originale
- dialoghi stringati e immediati

Contro

- qualche difficoltà di comprensione nella trama
- narrazione priva di mordente e tensione