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Le inversioni nelle montagne russe: una guida dettagliata

Le montagne russe sono la tipologia d’attrazione più diffusa in assoluto all’interno dei parchi a tema. Ed sia i migliori parchi divertimento in Italia sia i migliori parchi divertimento del mondo sono sempre a “caccia” dei modelli TOP per potersi accaparrare record e clienti. Al momento in cui scrivo, a livello globale sono presenti esattamente 10.909 montagne russe; un numero enorme ed in costante crescita. La loro origine è più antica di quanto ci si possa aspettare. Nel tempo tutto è cambiato, radicalmente. Parliamo di un settore altamente competitivo, sempre in fermento ed in piena espansione che non conosce crisi. In un precedente articolo abbiamo visto quali sono le tipologie più diffuse, ed anche la panoramica delle migliori montagne russe in Europa. Adesso mi concentrerò su un aspetto fondamentale comune a tutte le tipologie: le inversioni nelle montagne russe.

A parità di tipologia, una volta fissata, i roller coaster non sono tutti uguali. Le differenze non riguardano soltanto qual’è il più alto, il più lungo od il più veloce. Certamente sono numeri spesso ( ma attenzione, non sempre) determinati. Le inversioni nelle montagne russe sono ciò che fa davvero la differenza. Sono importantissimi sia la tipologia che l’ordine nel quale queste sono disposte. Le possibilità sono praticamente infinite, ma il tipo di inversioni è ricorrente. Questa lista riassume e descrive le più importanti. Almeno il 90% tra tutte le evoluzioni esistenti al mondo verrà citata, accompagnata dalla foto e dalla descrizione, con un’attenzione particolare al tipo di sensazione che offre.

Per cominciare è bene chiarire due concetti, quello di evoluzione e di inversione. Un’inversione si ha quando il binario ruota per più di 180°. Quasi sempre questo significa trovarsi a testa in giù, ma come sempre ci sono eccezioni. Ad esempio nei flying coaster si può ruotare di 360° senza stare mai a testa in giù, ed ancora esistono delle curve molto inclinate, ma non tanto da essere considerate inversioni. Per evoluzione invece si intende semplicemente un movimento che si discosta da quello rettilineo, anche una semplice curva. Quindi tutte le inversioni sono evoluzioni, ma non tutte le evoluzioni sono inversioni.

Le inversioni nelle montagne russe

Solitamente, quando si parla d’inversione immediatamente scatta il pensiero di un’attrazione adrenalinica perché si va a testa in giù. A parte (come accennato prima) che questo non sempre è vero, però sì, quasi sempre si va a testa in giù. Questo tuttavia non significa che l’attrazione è per forza adrenalinica. Le apparenze a volte possono ingannare. Esistono tante attrazioni senza inversioni, ma che sono molto adrenaliniche, alcune perfino estreme. Allo stesso modo, attrazioni che hanno delle inversioni si rivelano tranquillissime e perfettamente adatte alla famiglia ed ai bambini, tant’è che l’altezza minima necessaria a volte è 120 cm. A questo proposito, l’altezza minima richiesta è un indice molto affidabile di quanto un roller coaster sia intenso o meno. Questo però, attenzione, non vale in Italia, che è molto conservativa. Piuttosto negli USA.

Comunque forse a far paura è la reminiscenza storica del nome. Il cosiddetto “giro della morte”. La prima inversione creata si chiamava così, e per un buon motivo. Era estremamente intenso e doloroso per il tipo di vagone usato nonché per la forma del binario perfettamente circolare. Chiaramente ripensandoci oggi, questa cosa fa un po’ sorridere. Quella temibile inversione oggi si chiama loop, ed è la meno intensa tra tutte quelle esistenti. Ed è da questa che cominciamo.

Vertical loop

La tentazione di chiamarlo cerchio o meglio anello è forte. Ma come per la quasi totalità delle inversioni nelle montagne russe il nome esatto in italiano non esiste, anzi spesso è difficile trovarlo anche in inglese. È importante notare una cosa: non è un cerchio perfetto. Il perché richiede una trattazione matematica approfondita inappropriata in questo contesto. Basta dire che un cerchio sottoporrebbe i passeggeri ad una pressione troppo elevata, tanto da rischiare lo svenimento. Per questo la prima versione circolare molto grezza,  oltre 100 anni fa venne chiamata giro della morte. Il tutto si risolve realizzandolo a forma di goccia. Più il loop è piccolo, più deve avere la forma di una goccia, obbligatoriamente. Quando invece le dimensioni crescono ci si può concedere una forma tendente ad un cerchio.

Solitamente è collocato come prima inversione, perché per la sua forma, è scalabile a piacere e può essere realizzato molto grande. Per quanto riguarda le sensazioni, in generale è un’inversione tanto più leggera quanto maggiore è il “diametro”. Un esempio: Shaman a Gardaland.

Il loop inclinato

È una variante molto semplice del loop. Difficile capirne il senso senza inquadrarlo nella tipologia che ne fa uso: gli stand up coaster. Solo e soltanto in questo caso la figura è interessante, poiché ci si ritrova in piedi inclinati a guardare verso terra.

L’avvitamento

È una figura antica. La prima ad essere inserita tra le inversioni nelle montagne russe dopo il loop. Il verso di rotazione può essere sia orario che antiorario. Si distingue chiaramente da figure più complesse perché è simmetrico ed il binario ha la stessa altezza sia in ingresso che in uscita. È comune che se ne trovi più di uno consecutivo. L’intensità dipende molto dalla velocità, che può essere elevata. In ogni caso è sempre da ritenersi bassa. Un esempio: Shaman a Gardaland

Dive loop

Si entra dall’alto con mezzo avvitamento e si esce in basso con mezzo loop. È una figura molto divertente, perché tende a guadagnare velocità.

GateKeeper looping Wing Coaster at Cedar Point in Sandusky, Ohio. Built in 2013 by Bolliger and Mabillard, it has six inversions

Immelman

Queste inversioni nelle montagne russe sono l’opposto del dive loop. Si entra dal basso con mezzo loop e si esce in alto con mezzo avvitamento. Il nome è un tributo a Max Immelmann, l’aviatore tedesco che per primo ha eseguito la manovra su un aereo. Questa figura ha segnato una svolta importante nel design dei tracciati, in quanto consente di effettuare, a qualunque velocità, un cambio netto di direzione con ingombri molto inferiori a quelli di una curva. È con l’Immelmann che lo spazio non è più stato un problema. Un esempio chiarissimo lo troviamo a Gardaland, su Oblivion. Non si poteva proseguire avanti per gli ostacoli inamovibili presenti e questa inversione ha risolto il problema.

Batwing

È una figura rara, classificabile come intensa. Si trova esclusivamente sugli inverted coaster ed è caratterizzata da una perfetta simmetria ed è descrivibile come mezzo avvitamento – mezzo loop – mezzo loop – mezzo avvitamento.

Cobra Roll

È una figura molto diffusa e classificabile come intensa, perché solitamente compatta e percorsa a velocità elevata. Un esempio di cobra roll thrill lo troviamo a Movieland in Diabolik. generalmente montato sugli inverted è più intenso che nei sit down coaster.

Heartline roll

Si può considerare come un avvitamento tirato al limite. In questo modo il treno ruota su se stesso e su un solo asse. Questa figura è sorprendente, perché basta una velocità leggermente superiore a renderlo intenso. È abbastanza comune che ve ne siano diversi di fila. Di solito due, ma su Altair a Cinecittà World ve ne sono ben quattro di fila.

In-line twist

Questo tipo di inversioni nelle montagne russe sono simili all’heartline roll, con l’importante differenza in quanto a lunghezza. Un in-line twist effettua un giro di 360° su una distanza più lunga. Se percorso a velocità elevata (come su Blue Fire ad Europa Park) è intenso, in caso no, soltanto divertente, come nel caso di Raptor a Gardaland.

Da citare l’esistenza di un’altra variante, molto rara, presente su due soli coaster nel mondo: l’in-line twist verticale, nel quale la rotazione avviene senza che ci si trovi mai a testa in giù.

Il roll over

Sono inversioni nelle montagne russe molto eleganti. In realtà come altre già viste, sono due simmetriche, ed è classificabile come intensa. È comune negli inverted coaster. Lo troviamo ad esempio a Gardaland su Blu Tornado.

Pretzel loop e pretzel knot

Il pretzel è un’altra variante del loop, ma radicalmente differente da quello classico, infatti ingresso e uscita della figura non si trovano in basso, ma in alto sullo stesso livello. Una variante molto interessante è il pretzel knot, in cui ingresso ed uscita si trovano una sopra l’altra. Entrambe sono figure molto intense. La prima è caratteristica dei flying coaster, la seconda degli inverted coaster, ma è rarissima.

Zero G roll e zero G stall

Sono figure estremamente popolari. La forma esatta è difficile da descrivere, perché può variare anche molto a seconda del tipo di montagna russa. A differenza delle altre non indica un movimento del treno esatto, piuttosto un effetto: per una frazione di secondo i passeggeri provano la sensazione di totale assenza di peso.  Comunque si può fare una distinzione tra zero G roll e zero G stoll. Nel primo caso il treno esce puntando verso la direzione opposta di dov’è entrato. Nel zero G stall entrata ed uscita puntano nella stessa direzione.È molto comune negli hybrid coaster, mentre la versione classica possiamo trovarla ad esempio su Katun a Mirabilandia.

Demonic Knot

Ne esiste solo una al mondo, ad Heide Park su Flug der Dämonen. Vale la pena di essere citata, perché si tratta di un’inversione davvero bella, elegante e non intensa. A mio parere una vera rivelazione. Si tratta sostanzialmente di due zero G roll raccordati in modo molto particolare. C’è soltanto da fare i complimenti alla ditta che lo ha ideato: la B&M.

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Norwegian loop

È una figura intensa, composta da due inversioni molto sfalsate tra loro ed unite da mezzi loop. In foto è rappresentata dai due cerchi grandi. Al centro possiamo vedere uno zero G roll, ed in fondo un cobra roll.

Il mondo delle montagne russe

Appare evidente da questa trattazione quanto sia variegato il mondo delle inversioni nelle montagne russe. Essenzialmente perché tutti i blocchi elementari possono essere posti in successione tra loro, tanto da essere considerati una figura unica. L’unico limite nel design delle inversioni è la fantasia. Si sarebbe tentati di considerare la fisica come un limite, ma questo problema si “aggira” molto facilmente aumentando le dimensioni della figura e giocando sulla velocità con cui l’inversione viene percorsa. Modificando queste due variabili essenziali non c’è un’inversione che non può essere compiuta. Al momento dell’ideazione di nuove inversioni nelle montagne russe, fissata la forma se ne modifica la scala necessaria affinché le forze generate siano compatibili con quelle sopportabili comunemente da tutti. L’importante è anche per quanto tempo queste forze insistono sulle persone a bordo. A volte si arriva sì a valori notevoli, come 4 G, ma per frazioni di secondo.

Da questo punto di vista tutto è cambiato grazie ai calcolatori (come numerosi altri del resto). Poter avere riscontro visivo immediato delle forze, giocando con i parametri, senza necessità di mettersi a fare conti lunghi e ripetitivi ha portato a balzi in avanti un tempo impensabili. Ed è così che dare i nomi alle inversioni nelle montagne russe è diventato sempre più difficile. Ad oggi formalmente i nomi assegnati alle inversioni sono circa ottanta,  ma riassumendo, si tratta sempre di combinazioni delle possibilità qui esposte. Cambiare un nome ad esempio solo perché ingresso ed uscita sono un po’ sfalsati o ruotati non aiuta a comprenderne bene gli effetti. È certamente più efficace conoscere i nomi dei pezzi singoli, pochi, chiari, in modo da sapere subito bene o male cosa aspettarsi.

Infine, va ricordato sempre che non tutto è così semplice, perché entra in gioco la tipologia. La stessa inversione su un sit down o su un inverted coaster porta a sensazioni anche molto diverse. Consideriamo che le tipologie esistenti sono decine, ed ecco che si completa un quadro splendidamente variegato. Sommando quindi tutte le variabili, si capisce quindi che ogni esperienza è diversa dall’altra. I costruttori lo sanno bene, ed è per questo che ormai da anni praticamente non si vendono più i modelli standard. Un tempo i produttori, in particolare la Vekoma, proponevano un modello, progettato una volta e venduto a tanti. Questo business chiaramente non stupiva più mano a mano che il numero di montagne russe aumentava. Così si è passati alla progettazione individuale. Altro motivo per cui in passato, agli inizi, non era possibile è da imputare ai costi di progettazione elevati. Adesso non è più così. Una volta creato il modello, modificarne il tracciato a seconda delle richieste degli acquirenti è diventata un’operazione di routine. I costi si sono abbassati, e parchi anche non molto grandi riescono a permettersi prodotti importanti di un certo livello.

Consigliamo il roller coaster da assemblare K’nex Sky Sprinter