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Le Sorelle Grémillet, incontro con gli autori: alla ricerca del tempo perduto

Alzi la mano chi vive in una famiglia modello! Nessuno? Beh, non c’è da stupirsi, lo stereotipo della “famiglia del Mulino Bianco” è tanto lontano dalla realtà quanto il primo volume de Le Sorelle Grémillet è un volume da lasciarsi scappare. Per quanto privo di mulini bianchi di sorta, il concetto di “famiglia” è tuttavia il centro della serie che segna il ritorno del sodalizio, iniziato su Monster Allergy, Giovanni Di Gregorio e Alessandro Barbucci.

Gli autori hanno presentato in anteprima l’edizione italiana del volume lo scorso 28 settembre a un incontro organizzato da Tunué, al quale abbiamo avuto il piacere di partecipare.

Sara, Cassiopea e Lucille, sono tre sorelle completamente diverse tra loro. Una è perseguitata da dei misteriosi sogni dal significato apparentemente incomprensibile, l’altra ha sempre la testa tra le nuvole, creativa e appassionata di ogni nuova scoperta (incluso l’amore) e la più piccola, riservata e amante degli animali, si confida solo con il suo gatto. Una misteriosa foto della madre, spingerà le ragazze nella folta foresta dei segreti di famiglia, in una caccia al tesoro tanto avventurosa d’appianare le loro differenze.

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Le Sorelle Grémillet: uno sfaccettato teenage detective drama

Da questo primo e sommario sguardo, Le Sorelle Grémillet – Il Sogno di Sara potrebbe essere scambiato per un anonimo “moderno racconto famigliare” dal target young adult, tuttavia, fin dalle prime pagine è palpabile quanto ciò sia lontano dalla realtà. Ecco cosa ha detto lo stesso Alessandro Barbucci in merito:

Il nostro scopo primario era il parlare di famiglia ma, d’emblée, di questo progetto, non è venuto fuori niente. È stato un parto soffertissimo […] a me piace tantissimo il “comedy-drama” in stile “Fiori d’Acciaio,” dove ridi, piangi e arrivi ad una sovrapposizione d’emozioni che ti scombussolano in un modo che, secondo me, equivale al massimo che un artista o un narratore può suscitare. Il tema della famiglia è chiaramente terreno fertile per questo stile narrativo, per cui volevamo proprio farlo e volevamo farlo così perché pensavamo che il pubblico potesse reggere meglio queste tematiche così presentate.

Il tema della famiglia in Le Sorelle Grémillet, trascende qualunque altro aspetto legato all’opera stessa. Analizzando il panorama del fumetto d’autore, risulta evidente la penuria di opere in cui questa tematica è usata come poco più di un pretesto per parlare delle più disparate problematiche, mettendo totalmente in secondo piano la valenza del nucleo famigliare nel processo di crescita e di elaborazione emotiva. Ma come si lega ciò l’aspetto mistery della storia?

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Gli aspetti che accomunano Le Sorelle Grémillet a un “teenage detective drama”, ben rintracciabili anche dalla sinossi fatta poche righe fa, legate al tema del nucleo famigliare, rendono la serie un tutorial episodico sulla psicogenealogia: un metodo d’indagine delle problematiche familiari sviluppata grazie alle ricerche della psicologa Anne Ancelin Schützenberger. A tal proposito Giovanni Di Gregorio ha detto:

In Francia si chiama psicogenealogia e in Italia “costellazioni familiari,” ovvero: come si modifica il carattere della persona a seconda di qual è la sua posizione all’interno dell’albero genealogico. La domanda che mi sono fatto io è, a fronte delle mie esperienze familiari, […] qual è il nodo emotivo che Sara deve risolvere? Perché dietro tutti i nostri libri, o almeno dietro i primi tre, l’idea è spostare il focus su una sola delle tre sorelle e al nodo emotivo irrisolto ad essa legato. Per sciogliere i suddetti nodi, ognuna di loro dovrà scoprire o risolvere un mistero di famiglia.

L’indagine è quindi una fase di ricerca che si dirama in tante direzioni quante sono le sfaccettature dei caratteri di Sara, Cassiopea e Lucille, il cui scopo è sanare una “ferita familiare” esplorando il proprio inconscio e quello della madre, come fossero luoghi misteriosi nei quali è impossibile aggirarsi se non al lume di candela (o della ragione, in questo caso).

Le Sorelle Grémillet: la magia della quotidianità

“Il Sogno di Sara” sottotitolo e punto zero del volume, rappresenta un altro interessante aspetto che differenzia Le Sorelle Grémillet da già citate tipologie narrative come young adult e teenage detective drama. Così come la situazione d’immobilità di cui Sara è prigioniera nel suo subconscio, diviene il pretesto per l’inizio della ricerca nel mondo reale, allo stesso modo l’atto dettato sia dalla voce dell’inconscio che dalla volontà stessa delle protagoniste, si traduce nella surreale poesia di una quotidianità familiare a metà tra l’onirico e il concreto. Questa esplorazione compiuta dalle protagoniste, sia sul piano fisico che in quello emozionale, è ciò che Jodorowsky definisce come atto di “psicomagia.”

Essendo una serie per ragazzi, non volevamo avere metri di paragone troppo diretti o troppo banali. La nostra sfida era quella di non sottostare alle stereotipate leggi della magia, quando Alessandro mi propose Jodorowsky, con il suo concetto di magia quotidiana, con cui potevamo far succedere qualcosa che poteva essere o meno considerato magico, […] sembrava il modo perfetto per raccontare una realtà molto più vicina a noi.

Un atto psicomagico è un evento paradossale in grado di scuotere l’immobilità patologica di cui siamo prigionieri. Tramite esso, non si forzano significati né si cercano deus ex machina in grado di risolvere ogni problema con uno schiocco di dita, ci si limita a trovare un punto di contatto tra la profondità delle nostre e la forma del male che ci affligge.

Ad accompagnare e completare una narrazione tanto complessa quanto scorrevole, vi è ovviamente un comparto grafico di livello.

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L’anonimo borgo, i cui edifici rimandano a diverse combinazioni d’architettura francese e spagnola, è costituito da palazzi imponenti e spazi smisurati che, ammantati da una colorazione iridescente, accentuano l’alone di mistero di cui la storia è pregna.

Il tema della famiglia è ben tangibile anche nella composizione delle tavole. Grazie alla dovizia e alla quantità di particolari inseriti in ogni singola vignetta, possiamo infatti arrivare a conoscere a intimamente ognuna delle location in cui la storia prende luogo.

Le Sorelle Grémillet: il vintage diventa novità

Allo stesso modo, i personaggi e gli animali che animano il borgo, tutti squisitamente particolareggiati e ben amalgamati con ciò che li circonda, rendono l’ambientazione pulsante di vita.
Il character design, nonostante il tratto di Barbucci si sia evoluto e affinato nel tempo, non potrà non strappare una lacrima di nostalgia a tutti i fan di W.I.T.C.H.

La colorazione, ciliegina sulla già ricca torta, accarezza ogni pagina con un caldo velo dai toni pastello, che non potrà che farvi esclamare “wow,” sia alla vista delle immense scene d’esterno, sia nell’osservare la luce filtrare attraverso la piccola finestra di una soffitta.

Pubblicato da Tunué, “Le Sorelle Grémillet – Il Sogno di Sara” di Giovanni Di Gregorio e Alessandro Barbucci, arriva in Italia dopo aver superato la straordinaria soglia delle 50.000 copie vendute in Francia. In vendita dal 30 settembre nella collana Prospero Extra, il volume è un solido cartonato di 72 pagine interamente a colori, dalle dimensioni 19,5×27 cm che trovate su Amazon.

La sfida è quella di proporre, a un pubblico giovane, qualcosa d’intelligente. Purtroppo, anche nel panorama franco-belga, si pensa che scrivi quattro cavolate a tema scolastico con la storia d’amore e via. Già ai tempi delle W.I.T.C.H. lo scopo era parlare alle ragazze in modo più diretto, il che aveva portato a determinate resistenze. Lo scopo era tornare a raccontare in quel modo, proponendo a lettori e lettrici delle storie e dei soggetti importanti, controversi con temi di cui di solito non si parla ai bambini perché si pensa che non siano in grado di capire. Poi ci sono anche tutte le tematiche “quotidiane” ma la scommessa alla base era fare qualcosa di non banale e ha funzionato.

La complessità delle metodologie narrative, delle tematiche proposte e il raffinato utilizzo di un elemento “magico” non convenzionale, rendono Le Sorelle Grémillet un prodotto unico nel suo genere. Esso è infatti adatto sia alle stesse fasce d’età a cui all’epoca fu indirizzato W.I.T.C.H., alla ricerca di una serie regolare ma con uscite dalla lunga cadenza, che a un pubblico più maturo e in grado di apprezzare un introspettivo viaggio emotivo dall’estetica squisitamente franco-belga, racchiuso in un volume autoconclusivo.

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Con una sapiente e oculata progettazione, Di Gregorio e Barbucci hanno saputo confezionare un complesso, articolato e moderno racconto familiare che celebra la complicità tra sorelle e il calore del focolare domestico. Incorniciata da un tratto squisitamente nostalgico, e impreziosita da una colorazione in grado di risvegliare l’emozione del lettore, Le Sorelle Grémillet è un volume dalla lettura tanto scorrevole quanto densa di contenuto. Dalla prima all’ultima pagina, Di Gregorio e Barbucci sapranno farvi tornare a tempi più semplici, fatti di scoperta, emozione, risate e avventura.