Gadget

LEGO e AFOL contro l’Impero d’Oriente: le Clone Wars dei mattoncini

Era il 2017 quando per la prima volta The LEGO Group vince una causa per violazione di copyright contro dei produttori cinesi. Da allora, il contrasto della proliferazione di prodotti clone che hanno origine in Cina si è trasformata in una lotta senza quartiere, con The LEGO Group e la community degli AFOL (Adult Fan Of LEGO – appassionati adulti del mattoncino LEGO) su un fronte e un conglomerato di aziende cinesi che producono mattoncini, che vengono poi utilizzati per commercializzare modelli clone di set LEGO ufficiali oppure prodotti partendo da progetti (MOC – My Own Creation) di AFOL Designer, il tutto tramite una plettora di marchi diversi. Volete saperne di più? Seguiteci in questo nostro racconto delle “Clone Wars” dei mattoncini.

LEGO VS LEPIN THE CLONE WARS

Non ce ne vogliano Disney e George Lucas per la citazione, ma Clone Wars è la definizione perfetta per quello che sta succedendo nello scenario internazionale dei mattoncini: The LEGO Group che cerca di arginare l’apparentemente inarrestabile flusso di set clone di quelli ufficiali e gli AFOL Designers che cercano di  colpire là dove fa più male (il portafoglio) per fermare il continuo furto delle proprie creazioni originali e opere d’ingegno che vengono prodotte e commercializzate dai pirati d’oriente senza che agli Autori venga riconosciuto alcun tipo di riconoscimento o di ritorno economico.

Indice dei contenuti

AFOL e MOC Designer vs Vonado (e non solo): Davide contro Golia

Le conseguenze delle azioni legali intraprese da The LEGO Group verso LEPIN e la società Meizhi Model, ovvero la condanna a 6 anni di carcere e una sanzione di circa 13 milioni di dollari per il titolare Li Haipeng, hanno portato un effetto indesiderato: invece di copiare il design (set, scatole, istruzioni) dei prodotti ufficiali di The LEGO Group, molti produttori di mattoncini e set clone hanno rivolto l’attenzione ai progetti degli AFOL Designers.

Contando sul fatto che tantissime istruzioni di ottimi progetti possono essere trovate gratis o dietro pagamento di piccoli importi su piattaforme come rebrickable.com, mochub.com, mocsmaker.com e varie altre, queste aziende hanno cominciato ad attingere a piene mani da queste piattaforme per produrre “set” a costo zero per quanto riguarda Ricerca e Sviluppo, ovviamente non pagando alcun costo di licenza e altrettanto ovviamente (salvo pochissime eccezioni) senza riconoscere alcuna forma di retribuzione agli AFOL Designers autori dei singoli progetti rubati. Chiaramente senza alcuna intenzionalità o diretta responsabilità in questo senso, le azioni legali intraprese e (sulla carta) vinte da The LEGO Group, non solo non hanno minimamente rallentato o fermato la macchina dietro il marchio “LEPIN“, ma a farne le spese sono stati gli AFOL Designer le cui MOC e i cui progetti vengono prodotti e commercializzati “sotto” una proliferazione di marchi e di siti e-commerce che ne vendono i prodotti, siti tra i quali proprio vonado.com è uno dei più visitati, utilizzati e noti. 

LEGO VS LEPIN THE CLONE WARS

A differenza però di The LEGO Group, che può contare su un agguerrito team di avvocati iper-specializzati in materia di tutela del marchio e del diritto d’autore, il singolo AFOL Designer ha ben pochi strumenti per difendere le proprie opere d’ingegno dai pirati d’oriente. E’ proprio per questo che iniziative come Mocs Designers vs Vonado.com possono essere una valida alternativa ad uno stuolo di avvocati dal costo proibitivo per un singolo individuo. Vediamo insieme di cosa si tratta.


L’iniziativa MOC Designer vs Vonado.com

Nata da una idea di Stefano Mapelli, l’AFOL Designer conosciuto con lo pseudonimo di SteBrick per le sue MOC imponenti e pregiate che riproducono monumenti storici e palazzi famosi, come ad esempio il Campanile di Piazza San Marco a Venezia o la Cattedrale di Notre Dame a Parigi, l’iniziativa MOC Designer vs Vonado ha visto fin da subito l’adesione di molti tra i più noti AFOL Designers e persino degli admin di rebrickable.com. L’obiettivo dichiarato della iniziativa è quello di contrastare vonado.com e qualsiasi altro sito che sfrutti illegalmente la proprietà intellettuale degli AFOL Designers.

LEGO VS LEPIN THE CLONE WARS

Nel giro di pochi mesi, i risultati dell’iniziativa sono stati davvero entusiasmanti, sebbene le battaglie sinora vinte non abbiano ancora portato alla vittoria della guerra contro questa pratica spregevole. Il primo passo è stato quello di far rimuovere dai marketplace online occidentali quali eBay, Amazon, Facebook, Aliexpress i prodotti clone ricavati dalle MOC degli AFOL Designers facendo valere i propri diritti tramite i giganti del web, che a propria volta hanno tutto l’interesse affinché l’IPR venga tutelata, non volendo in alcun vedere la propria immagine associata all’illegalità. Dopodichè, sempre dedicandosi allo studio della materia, dei meccanismi sui quali si basano i grandi del webStefano è arrivato a capire come colpire lì dove fa più male , ovvero il portafoglio. Se infatti i produttori di mattoncini e set clone possono nascondersi dietro la muraglia cinese dell’anonimità garantita dalle norme che regolano certe tipologie di dominii internet (e i domini .com sono quelli più favorevoli a chi ha bisogno di agire nell’ombra), è pur vero che per vendere hanno bisogno di poter incassare i pagamenti dei prodotti. Stefano ha così scoperto che praticamente tutte le piattaforme e-commerce come vonado.com utilizzano come sistemi di pagamento le piattaforme Paypal o Stripe. Scoperto questo particolare ed importante dettaglio, Stefano ha approfondito la questione della tutela IPR alla quale Paypal e Stripe, entrambi operatori con sede in Occidente, sono tenuti. Verificato che entrambe le piattaforme hanno un programma di tutela IPRStefano  e gli altri che hanno aderito alla sua iniziativa hanno iniziato a inondare letteralmente Paypal e Stripe di Infringement IPR Report, tanto che entrambe le piattaforme hanno deciso di inibire l’uso delle stesse da parte di vonado.com & C come strumento di pagamento. Paypal e Stripe sono infatti sinonimo di garanzia e sicurezza nei pagamenti: non poterle più utilizzare per pagare i prodotti sarà quindi un disincentivo fortissimo per l’acquirente, che prima di procedere a finalizzare il pagamento su piattaforme non sicure o poco note ci dovrà pensare seriamente.

Vi riportiamo qui di seguito l’intervista integrale che Stefano ci ha rilasciato e dove ci racconta i dettagli della sua (ma ormai non più solo sua) iniziativa.


Intervista a Stefano Mapelli

LEGO VS LEPIN THE CLONE WARS

Stebrick, al secolo Stefano Mapelli, è un noto e molto abile AFOL Designer, un appassionato di mattoncini LEGO in grado di progettare e realizzare imponenti e pregiate vere e proprie opere d’arte che grazie al sapiente uso dei noti mattoncini danesi, riproducono monumenti storici e palazzi famosi, come ad esempio il Campanile di Piazza San Marco a Venezia o la Cattedrale di Notre Dame a Parigi. AFOL Designer ma non solo. Ingegnere del suono, direttore di coro, direttore d’orchestra, cantante, architetto, direttore artistico di una compagnia teatrale. Decisamente non c’è spazio per la noia nella vita di Stefano. Ciò nonostante, proprio l’attività di Stefano legata ai mattoncini LEGO, lo ha portato ad intraprendere una nuova iniziativa. Anzi, una vera e propria battaglia in difesa del proprio lavoro e di quello di tanti altri AFOL Designer, che come lui si sono trovati a dover affrontare un nemico comune: il sistema cinese dei produttori di mattoncini e set clone.

Ciao Stefano, benvenuto sulle pagine di Cultura Pop. Vuoi raccontarci come nasce la tua battaglia contro il fenomeno della pirateria cinese in materia di violazione del copyright e del Diritto d’autore?

Tutto nasce a Luglio del 2020. Durante il primo lockdown per la pandemia daCovid19, essendo innanzitutto un musicista, mi sono ritrovato praticamente a terra per ovvi motivi. Avendo dunque molto tempo a disposizione, ho passato circa due mesi a progettare la mia versione in mattoncini LEGO di Notre Dame de Paris e a pensare a come far crescere la mia piccola attività di MOC Designer. Dopo la pubblicazione a giugno 2020 delle istruzioni per Notre Dame sul mio sito www.stebrick.com e sulla nota piattaforma di condivizione rebrickable.com, il modello ha riscosso un considerevole successo nella comunità AFOL internazionale e purtroppo il successo di una MOC comporta l’attirare le attenzioni dei pirati d’oriente, perchè non saprei come altro chiamare soggetti che di fatto rubano e sfruttano il lavoro di altri. Non mi ero mai interessato del fenomeno della pirateria cinese perché purtroppo, e di questo non ne vado fiero, tutti noi fino a che non veniamo scottati da un fenomeno non ce ne interessiamo attivamente. In ogni caso, dopo che la mia opera è stata RUBATA e sfruttata a livello economico da parte dei criminali cinesi senza ovviamente alcuna autorizzazione da parte mia, un fuoco è nato dentro di me. Il giorno che ho scoperto quanto era successo non ci ho visto più, ho passato ore a informarmi sul fenomeno notando tristemente che nessuno e dico nessuno aveva ancora fatto qualcosa, solo grandi lamentele sui social media con la frase ricorrente: “tanto non si può fare nulla, ma si che vadano al diavolo” e via dicendo. Insulti o polemiche verbali nessuna vera azione concreta. Dunque mi sono interessato alla lotta che The LEGO Group stessa stava portando avanti direttamente sul suolo cinese, ma anche qui mi imbatto in forum e discussioni di AFOL Designers con le frasi ricorrenti “ci vogliono un mucchio di soldi per fare la guerra e poi non è detto che vincerai dato che il governo cinese non tutela il diritto d’autore” etc. Insomma non ci ho visto più… si doveva pur fare qualcosa… dovevo fare qualcosa anche solo per dimostrare che il più delle volte siamo spaventati da un sistema pensando che questo sistema non ci tuteli quando in realtà non è così… la disinformazione è il vero nemico. Se non potevo combatterli legalmente per mancanza di fondi, avrei iniziato a combatterli con il primo strumento a disposizione: la comunicazione. Creai così il primo gruppo facebook Moc Designers vs vonado.

Come ti sei accorto del fatto che alcune Aziende cinesi stavano producendo e vendendo “set” (il virgolettato è d’obbligo, vista la natura di questo tipo di prodotti) realizzati sulla base delle istruzioni dei progetti tuoi e di altri AFOL Designers come te e utilizzando mattoncini non originali?

Era una serata di luglio e come dicevo, ero a casa a vedermi un film quando ricevo un messaggio su un gruppo WhatsApp di amici (anch’essi AFOL) dove un po’ per gioco ma soprattutto per farmi venire a conoscenza di ciò che era successo, si inizia a fare ilarità sul fatto che la mia opera fosse stata rubata. Uso intenzionalmente il termine “rubata” e non “copiata” dato che ciò che viene rubato sono le immagini originali e le stesse istruzioni che acquistate una prima volta vengono successivamente allegate a titolo gratuito al “set” venduto . In ogni caso, mi mandano tutti i link del caso e inizio purtroppo a vedere le mie immagini originali piratate e associate alla vendita del “set” con questi mattoncini contraffatti. Sostanzialmente come operano questi criminali: comprano le istruzioni, scaricano le immagini, ne rimuovono i loghi e ogni riferimento all’Autore originale e mettono in vendita il “set” fornendo all’acquirente gratuitamente il manuale per costruire il “set”, senza riconoscere alcuna fee di licenza all’autore, sostanzialmente sfruttandone l’opera illegalmente.

Quali sono state le tue prime azioni per contrastare questo fenomeno? Quali sono stati i risultati?

Dobbiamo innanzitutto comprendere il concetto fondamentale che i Pirati possono anche nascondersi dietro la muraglia cinese ma per fare profitto devono necessariamente esporsi sul mercato occidentale attraverso piattaforme come eBay, Amazon, Facebook, Aliexpress (che nonostante sia anch’essa di origine cinese, tutela necessariamente il diritto d’autore dovendo proporsi su un mercato globale) loro maggior fonte di introiti. Una volta compreso questo e una volta compreso che intraprendere un’azione legale contro Aziende cinesi con sede sul territorio nazionale cinese è pura follia a meno di non disporre di ingenti risorse economiche, una prima azione è stata quella di comprendere come questi grandi portali internazionali potessero tutelare l’IPR (Intellectual Property Rights – NdR). Compreso il meccanismo, ho iniziato a fare qualche prova scoprendo quanto sia assurdamente semplice far valere i propri diritti tramite i giganti del web, che a propria volta hanno tutto l’interesse affinché l’IPR venga tutelata da chi utilizza le piattaforme stesse,  non volendo veder associata la propria immagine alla illegalità. La disinformazione è il nostro vero nemico. Su tutti i forum in cui mi sono imbattuto, a parte polemiche e flame, non ho trovato nulla di concreto, quando invece la soluzione era lì a portata di mano. Dunque il mio primo obiettivo è stato quello di informare il mondo AFOL , creando un vero e proprio movimento a riguardo grazie al gruppo facebook MOC DESIGNERS VS VONADO e successivamente la pagina facebook MOC DESIGNERS GROUP, dedicata a tutti i MOC/AFOL Designers che vogliano difendere sè stessi e le proprie opere di creatività dalla pirateria cinese. Il primo risultato ottenuto è stato quello di ottenere la rimozione dai vari marketplace “occidentali” le mie MOC e quelle degli amici che avevano iniziato a seguire il gruppo. Un piccolo risultato ottenuto che mi ha dato forza per procedere e studiare meglio come contrastare il fenomeno. E’ stato importante capire innanzitutto quale fosse il vero problema di noi AFOL, così da poter poi trovare le soluzioni adeguate per contrastare il fenomeno da un punto di vista legale. Noi MOC/AFOL Designers non possiamo permetterci di affrontare la questione combattendo la battaglia dal punto di vista della contraffazione/clonazione dei mattoncini, in quanto non siamo noi a detenere diritti o brevetti sul mattoncino stesso, i quali fanno capo a The LEGO Group. Questa è una battaglia che appunto spetta a The LEGO Group. Noi possiamo solo iniziare una battaglia dal punto di vista di violazione della “Proprietà intellettuale”. Il punto cruciale di tutto il nostro movimento sta proprio qui. L’unico diritto che possiamo far valere è appunto quello sulla creazione/progetto/opera come proprietà intellettuale. E’ triste da dire, ma per noi MOC/AFOL Designers il problema non è che i pirati cinesi vendono mattoncini contraffatti, quanto piuttosto quello che vendono quei mattoncini per costruire i nostri progetti, utilizzando le nostre immagini per vendere i loro “set”. Sarebbe in pratica come se sulla nota piattaforma bricklink.com il titolare di uno dei negozi attivi sulla piattaforma stessa utilizzasse le nostre immagini e le nostre istruzioni per vendere i mattoncini a magazzino del negozio senza chiederci la licenza di utilizzo delle immagini del progetto o le istruzioni. Dal punto di vista del diritto internazionale, ogni azione da intraprendere avrebbe dovuto essere focalizzata sull’utilizzo illecito delle immagini dei nostri progetti per vendere i loro prodotti “a mattoncini” lucrandoci, piuttosto che sul fatto che vengano fornite gratuitamente le nostre istruzioni o che vendano mattoncini contraffatti.

Sappiamo che hai convolto nella tua iniziativa vari MOC/AFOL Designers tra i più noti a livello internazionale e persino l’admin di rebrickable.com, una delle piattaforme per la condivisione dei progetti e delle relative istruzioni più note ed utilizzate dagli appassionati e dai MOC/AFOL Designers di tutto il mondo. Quanto importante è stato il fare fronte comune?

E’ stato cruciale! Fino a un anno fa, noi MOC/AFOL Designers eravamo un po’ rinchiusi ciascuno nelle proprie stanze, e chi veniva derubato trovava la forza solo di denunciare ma non di agire e chi non veniva derubato semplicemente ignorava il fenomeno. Aver creato una collaborazione tra noi ha permesso che ogni azione intrapresa dal gruppo tutelasse non solo gli interessi dei MOC/AFOL Designers che partecipavano al gruppo, ma di tutti i MOC/AFOL Designers che ignoravano l’esistenza del gruppo stesso! Ad oggi siamo più di 150 MOC/AFOL Designers uniti nella battaglia e posso dire che il numero non è affatto male. Ultimamente anche Nathan Tom, l’admin di rebrickable.com si è unito attivamente alla battaglia, supportando anche economicamente con donazioni il gruppo, visto che purtroppo dei costi da sostenere effettivamente ci sono. Qualcosa sta veramente cambiando e vi dico, non sarebbe male se la stessa The LEGO Group riconoscesse ufficialmente il gruppo: sarebbe un punto di forza maggiore che darebbe ancor più vita all’azione.

Come ti è venuta l’idea di colpire là dove fa più male e cioè fare leva sui sistemi di pagamento tipo Paypal o Stripe, inibendone l’uso da parte dei produttori cinesi?

Dopo aver compreso quanto fosse facile bloccare i pirati su eBay, Amazon, Alixpress etc, restava il problema dei siti web gestiti dai produttori direttamente. Come bloccare un sito web di proprietà? Molto spesso infatti, i siti web vengono attivati dietro dominii internet per i quali i relativi Maintainer bloccano l’identificazione del proprietario. Studiando meglio i vari portali, marketplace e siti di e-commerce mi sono reso conto di una cosa così semplice e banale che io stesso mi sono stupito di non averci pensato prima. Ho scoperto che TUTTI i siti presi in esame utilizzavano Stripe e Paypal come sistemi di pagamento e che, ironia della sorte, i produttori cinesi si prendevano gioco di questi portali sfruttandone l’immagine di legalità e sicurezza che rappresentano. Riuscendo a inibire l’utilizzo di Stripe e Paypal da parte dei portali, marketplace e siti di e-commerce facenti capo ai produttori cinesi, sicuramente l’acquirente tipico ci avrebbe pensato due volte prima di procedere a finalizzare il pagamento su piattaforme non sicure o poco note. Stripe e Paypal sono portali con sede in Occidente, dunque con un rigido programma di tutela IPR attivo sulle rispettive piattaforme. Detto, fatto! Mi sono messo subito a cercare i riferimenti e le procedure di Stripe e Paypal per iniziare una procedura di Infringement IPR report. Se fossi infatti riuscito a bloccare il loro metodo di pagamento principale, saremmo certamente riusciti a infliggere un colpo così duro da costringerli a trovare altre soluzioni che non utilizzassero pagamenti sicuri come Stripe e Paypal. Dopo due mesi dal primo Infringement Report, Paypal mi ha risposto che avevano provveduto a rimuovere il prodotto derivatodalla mia Notre Dame de Paris dal sito citato nel mio report, cioè vonado.com. Buon risultato, ma non era sufficiente. Una vittoria solo mia e per una sola mia opera era insignificante. Volevo che fosse una vittoria assoluta per tutti. Quindi, una volta verificato che il metodo poteva funzionare, abbiamo iniziato a letteralmente inondare sia PayPal che Stripe di Infringement Report, il tutto sino a quando siamo stati contattati da Paypal per comunicarci che aveva provveduto a bloccare, inibendo l’uso della propria piattaforma, Vonado, LEPIN e vari altri “venditori”. Una vittoria grande e importante per tutto il nostro gruppo. Come si diceva, da soli possiamo ottenere piccole vittorie personali ma  uniti possiamo vincere le guerre e quanto ottenuto da Paypal ne è la dimostrazione.

E’ vero che hai redatto due vere e proprie guide che spiegano quale procedura seguire per far rimuovere una propria opera originale e piratata dai produttori cinesi da piattaforme quali Aliexpress e dalle pagine o gruppi facebook dove vengono proposte e promosse opere piratate?

Assolutamente si! Come detto, non agisco solo per me stesso e l’intento del gruppo è e sarà quello di tutelare TUTTI i MOC/AFOL Designers, nessuno escluso e soprattutto senza alcuno scopo di lucro! Nel frattempo però che il gruppo prenda una forma più organizzata, strutturata anche dal punto di vista legale, è cruciale che tutti possano venire a conoscenza di come poter far valere i propri diritti. Per cui ho creato queste guide pubblicandole sulla pagina facebook del gruppo MOC Designers Group.

E ora? Quali saranno i prossimi passi?

Stiamo progettando di creare un vero e proprio Soggetto giuridico internazionale per la tutela delle nostre opere, un movimento che possa essere salvaguardare e proteggere il duro lavoro e la creatività di noi MOC/AFOL Designers, così da poter cosi contrastare il fenomeno in modo globale, anche la dove la muraglia cinese ci impedisse di muoverci da un punto di vista prettamente legale. Ci vorrà tempo ma nulla potrà fermarci! Perché il vero problema ora consiste in questo: senza un vero e proprio gruppo riconosciuto legalmente, dove i vari MOC/AFOL Designers possano dare al gruppo la libertà di movimento necessaria per tutelare le proprie opere, il gruppo stesso non potrà far valere i diritti di chi non abbia concesso tale avvallo. Un prossimo passo a breve termine sarà invece quello di iniziare una nuova battaglia volta all’oscuramento dei vari siti internet, attivando una azione direttamente verso i titolari di servizi di Web Hosting che ospitano i siti web, i marketplace e i siti di e-commerce dove i “set” illegali e contraffatti vengono commercializzati. Come detto, se fossimo anche riconosciuti da The LEGO Group stessa non sarebbe affatto male, essendo noi in prima linea per la tutela indiretta dello stesso mattoncino LEGO. Ma tempo al tempo… nessuno credeva che saremmo riusciti a ottenere qualcosa… ma eccoci qua.

Siete anche voi un AFOL Designer e volete proteggere le vostre opere d’ingegno? Iscrivetevi al gruppo Mocs Designers vs Vonado.com: L’unione fa la forza!


The LEGO Group vs LEPIN: un Titano contro l’Idra d’Oriente

Ci è voluto tempo e fatica, ma il Team Legal di The LEGO Group è riuscito a incassare importanti vittorie in altrettante vertenze legali portate davanti alle corti di giustizia della Repubblica Popolare Cinese. La più nota, la vertenza vinta contro Shantou Meizhi Model Co., l’Azienda titolare del famigerato marchio LEPIN, che ha portato all’arresto del titolare Li HaiPeng e ad un risarcimento per The LEGO Group pari a 600.000 dollari. Purtroppo, nonostante l’esito favorevole di quest’ultima battaglia, la realtà è che in questa guerra è come avere come avversario l’Hydra (ispirata alla mitologica Idra di Lerna protagonista dell’a seconda fatica di Ercole), l’immaginaria organizzazione terroristica creata da Stan Lee e da Jack Kirby il cui motto era appunto “Taglia una testa, altre due prenderanno il suo posto” (“Cut off a head, two more will take its place” nell’originale americano). Immaginaria nei fumetti Marvel, decisamente reale in quanto attore nel mercato globale del giocattolo, stando alla proliferazione di sit web di e-commerce e di prodotti a marchio LEPIN (e MouldKing, e Sluban, e Decool etc).

LEGO VS LEPIN THE CLONE WARS

Se infatti The LEGO Group riporta una vittoria dopo l’altra presso le varie sedi istituzionali di merito della Repubblica Popolare Cinese, nella realtà del mercato globale e globalizzato si tratta veramente di contrastare una vera e propria Hydra dalle molteplici teste. Alcuni esempi della efficacia (si fa per dire) delle battaglie legali vinte dal colosso danese?

Ottobre 2020: la società Guangdong Loongon Animation & Culture Co. Ltd pubblica su Youtube la versione aggiornata del proprio video di presentazione (versione precedente del video datata 2016) della propria attività. Sembra proprio che LEPIN sia ancora in funzione. Il richiamo di un rapido profitto ha fatto nascere nuovi marchi per clonare i prodotti LEGO.

Fonte: Guangdong Loongon


Settembre 2020: la Shanghai Third Immediate People’s Court ha condannato Li Haipeng, il titolare della società Meizhi Model che, con il marchio LEPIN, ha per lungo tempo prodotto set clone di quelli ufficiali prodotti da The LEGO Group. La condanna prevede 6 anni di carcere e il pagamento di una sanzione pecuniaria di 13 milioni di dollari. Per gli otto complici di Li Haipeng, le condanne vanno da tre anni a 4 anni e sei mesi.

FonteCustomize Minifigures Intelligence (in inglese)


Febbraio 2020: la Shanghai People’s Procuratorate Third Division Court ha formalizzato le accuse al titolare di LEPIN, l’imprenditore Li Haipeng di violazione del copyright contro The LEGO Group. In base alla stima della COrte, tra l’11 settembre 2017 e il 23 aprile 2019, LEPIN ha guadagnato circa 43 milioni di dollari producendo e vendendo copie clone di prodotti LEGO. LEPIN ha prodotto 4,24 milioni di scatole di 47 serie e di 634 set. Oltre al titolare Li Haipeng, l’operazione ha coinvolto altre otto persone.

FonteCustomize Minifigures Intelligence (in inglese)

Vediamo invece le vittorie in ambito legale conseguite da The LEGO Group.

Gennaio 2020: The LEGO Group vince anche la sessione d’appello presso la Guangzhou Intellectual Property Court contro la società Shantou Meizhi Model Co. Ltd, la corporation titolare del marchio LEPIN, vedendo confermare quanto stabilito dalla stessa Corte lo scorso novembre 2018. Queste decisioni di secondo grado sono definitive e sono entrate in vigore immediatamente dopo l’emissione. Alla società Shantou Meizhi Model Co. Ltd e a tutti gli altri imputati è stato ordinato di cessare immediatamente la violazione e di pagare The LEGO Group un totale di 4,7 milioni di RMB (circa 4,5 milioni di corone danesi) come risarcimento danni. E’ stato anche ordinato loro di pubblicare delle scuse pubbliche sui siti web di China Toy and Juvenile Products Association e di Guangdong Toy Association nei confronti di The LEGO Group per tutte le violazioni commesse sotto il marchio LEPIN.

Fonte ufficiale: The LEGO Group Newsroom


Aprile 2019: la polizia di Shangai, attraverso un post su Weibo (un sito di microblogging cinese, un ibrido fra Twitter e Facebook, è uno dei siti più frequentati della Cina), ha annunciato un’operazione di successo che ha portato alla chiusura di tre location produzione, imballaggio e stoccaggio facenti capo alla società Shantou Meizhi Model Co. Ltd, titolare del marchio LEPIN e responsabile della produzione di prodotti LEGO contraffatti. Il titolare Li HaiPeng è stato arrestato.

Il testo del post pubblicato dalla polizia su Weibo dice più o meno:

“Questa mattina, l’Ufficio di Pubblica Sicurezza di Shanghai ha tenuto una conferenza stampa. Il portavoce della polizia dell’Ufficio municipale del portavoce del Consiglio di Stato Zhuang Liqiang ha raccontato ai media il primo caso nel paese in cui la polizia di Shanghai ha dato un giro di vite sui responsabili della violazione del copyright del marchio di giocattoli “LEGO“, coinvolgendo più di 200 milioni di yuan! Nell’ottobre 2018, la polizia di Shanghai ha scoperto che i set “LEPIN” assemblati sul mercato erano estremamente simili a quelli “LEGO“, presumibilmente violando le opere del marchio “LEGO“. Il sospettato, Li HaiPeng, ha depositato il marchio “LEPIN” a nome di “Longjun Toy Factory” e ha fatto realizzare gli stampi per la la macchina di stampaggio a iniezione secondo i disegni di progettazione dei set “LEGO” per poi procedere con la produzione di massa! Il 23 aprile, la polizia ha fermato con successo la banda sospettata di violare il copyright del marchio “LEGO“, ha arrestato quattro sospetti capeggiati da Li HaiPeng, ha chiuso tre stabilimenti di produzione, imballaggio, magazzino e altri locali e siti con più di 10 linee di montaggio, sequestrando gli stampi di produzione. Il sequestro e la successiva distruzione ha riguardato più di 90 strumenti di stampaggio, quasi 200.000 manuali di istruzioni, più di 200.000 scatole per il confezionamento dei set contraffatti, più di 630.000 pezzi di prodotti finiti di giocattoli “LEPIN“, il tutto per un controvalore di più di 200 milioni di yuan

FonteCustomize Minifigures Intelligence (in inglese)


Febbraio 2019: con la più assoluta indifferenza nei riguardi delle decisioni prese dalla Guangzhou Intellectual Property CourtMZ SMART (nota nel passato col nome MZ-Meizhi Model), l’azienda capogruppo della Shantou Meizhi Model (titolare del marchio LEPIN e opponente di The LEGO Group) commissiona la costruzione di un nuovo sito di produzione del valore di 7 milioni di dollari. Una fabbrica da 3.000 m² nella quale saranno impiegati 80 lavoratori (60 dei quali vivranno nel dormitorio incluso nello stabile) che lavoreranno 24 ore al giorno su tre turni da 8 ore ciascuno, 300 giorni l’anno.

LEGO VS LEPIN THE CLONE WARS

FonteCustomize Minifigures Intelligence (in inglese)


Novembre 2018: The LEGO Group vince presso la Guangzhou Intellectual Property Court, il primo round del battaglia legale che la vede contrapporsi alla società Shantou Meizhi Model Co. Ltd, la corporation titolare del marchio LEPIN. La Guangzhou Intellectual Property Court ha stabilito che i titolari della società Shantou Meizhi Model Co. Ltd sono responsabili di aver copiato le opere d’ingegno alla base di 18 set LEGO ufficiali, molteplici minifigure LEGO, nonché di aver compiuto atti di concorrenza sleale. La stessa Corte ha inoltre intimato ai quattro imputati di cessare immediatamente di produrre, vendere, esporre o promuovere in qualsiasi modo i prodotti di cui sopra e di risarcire The LEGO Group con circa 600.000 dollari.

Fonte ufficiale: The LEGO Group Newsroom  (in inglese)


Novembre 2017: la Shantou Intermediate People’s Court  riconosce e sancisce che il produttore cinese BELA ha violato il copyright di The LEGO Group e ha operato in regime di concorrenza sleale: avevano riprodotto illecitamente l’aspetto distintivo e unico del packaging di set di particolari linee di prodotto (LEGO Friends) con lo scopo , che ha lo scopo di farli passare come set originali.

Fonte ufficialeThe LEGO Group Newsroom (in inglese)

Curiosità: in quello stesso mese, anche la Giapponese BANDAI vince un’analoga vertenza legale contro Dragon Momoko, un marchio e azienda cinese che clonava i modelli del robot Gundam prodotti e distribuiti da Bandai sulla base di regolare licenza sottoscritta con Sunrise, la casa di produzione anch’essa giapponese e titolare del franchise di Gundam. Bandai infatti ha riferito di aver intrapreso un’azione legale contro Dragon Momoko per violazione del copyright il cui esito è stato, con l’aiuto della polizia di Shanghai, l’arresto del proprietario del marchio.

LEGO VS LEPIN THE CLONE WARS

Luglio 2017: la Beijing Higher Court (Alta Corte di Pechino) riconosce e sancisce che il logo e la parola “LEGO” sono marchi “riconosciuti” nel territorio della Repubblica Popolare Cinese. E’ una vittoria importante, se si considera che l’ordinamento giuridico della Repubblica Popolare Cinese NON include norme per la tutela del copyright, del diritto d’autore o dell’opera di ingegno. Per quanto importante, il risultato all’atto pratico di tale vittoria viene però molto ridimensionato dal contesto, l’ordinamento giuridico della Repubblica Popolare Cinese per l’appunto: la Beijing Higher Court ha infatti deliberato NON a tutela di The LEGO Group, quanto piuttosto dei consumatori della Repubblica Popolare Cinese stessa. In pratica, il significato della sentenza è:

“Le aziende cinesi che producono giochi di costruzione basati su mattoncini non devono utilizzare o copiare il marchio o la parola LEGO, onde evitare che un consumatore della Repubblica Popolare Cinese possa essere indotto in errore ed evitare che possa acquistare un prodotto LEGO non originale a causa della somiglianza del logo con quelli della concorrenza o viceversa, che possa acquistare un prodotto LEGO originale volendo in realtà acquistare un prodotto della concorrenza”

Fonte ufficiale: The LEGO Group Newsroom (in inglese)

Non è però questa la prima occasione di scontro di The LEGO Group sul campo di battaglia della difesa del copyright e del proprio logo. Se volete approfondire, possiamo consigliarvi questo e questo articoli molto interessanti di Customize Minifigures Intelligence (in inglese), all’interno dei quali potrete trovare il racconto dei precedenti di cui sopra.


Un po’ di storia – The LEGO Group e l’Oriente

La presenza di The LEGO Group nel continente asiatico risale alla prima parte degli anni ’80. Vediamo insieme le tappe della (pacifica) invasione danese delle terre d’Oriente.

Dicembre 2015: a seguito di un accordo firmato da The LEGO Group con le Autorità locali siglato nel 2013, inaugura il sito produttivo di Jiaxing, che si trova a circa 100 km da Shanghai e nella stessa zona di un nuovo e moderno Centro di Distribuzione e logistica per il mercato asiatico inaugurato solo l’anno prima, nel 2014.

Ottobre 1996: la produzione e il confezionamento di set raggiungono un livello tale che il sito di Kunpo non è più in grado di tenere il passo. Il 100% delle attività di The LEGO Group in Corea del Sud vengono allora trasferite nella struttura di Icheon, anch’essa località a sud della capitale Seoul, passando da 3.700 m² a oltre 17.500m². Oltre 20 anni dopo, nel giugno del 2005, The LEGO Group chiude la propria attività produttiva in Corea del Sud, trasferendo l’intera produzione di set per il mercato asiatico ai siti produttivi in Europa e il sito di Icheon viene posto in vendita.

LEGO VS LEPIN THE CLONE WARS

Marzo 1985: per la prima volta un mattoncino LEGO viene prodotto in Oriente. Siamo nella fabbrica di Kunpo, 25 km a sud di Seoul, Corea del Sud. The LEGO Group costruisce ed attiva qui una fabbrica per due motivi: innanzitutto, il minor costo di produzione dei set consente all’Azienda di guadagnare una maggior quota del mercato di riferimento, potendo allineare i prezzi dei propri prodotti a quelli della concorrenza. In secondo luogo, si rende possibile una miglior azione di contrasto alla diffusione sempre maggiore di prodotti clone, in particolari quelli a marchio COKO, un’Azienda con sede proprio in Corea del Sud e talmente nota ai consumatori da indurli a pensare che fossero i prodotti di The LEGO Group ad essere la copia di quelli di COKO e non viceversa.