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Lei è un sistema operativo per cui perdere la testa

Arriva in Italia a Marzo "Lei", l'ultimo film di Spike Jonez nel quale Theodore Twombly sviluppa un'insolita relazione con il proprio computer. Anzi, con un nuovo sistema operativo dotato d'intelligenza artificiale con la voce di Scarlett Johansson.  

Samantha, questo il nome del software, è fin troppo evoluta per Theodore, che finisce per sviluppare con lei un rapporto intimo e profondo che cresce fino a somigliare all'amore. Una situazione che inevitabilmente porta con sé problemi di relazioni con le altre persone, a cominciare dalla moglie dello stesso Theodore.

"Lei" è in sostanza la storia di un rapporto morboso e di relazioni umane intrecciate. Non un film fantascientifico di per sé, ma senz'altro un interessantissimo dramma con una forte componente Sci-Fi. Questa emerge quando si scopre che Samantha può interagire, e innamorarsi, di altri sui simili.

Il regista Spike Jones dipinge una sua visione del futuro senza perdere di vista l'Umano: Theodore vorrebbe un rapporto monogamo, ma Samantha parla con tutti (i software) e s'innamora di molti, senza che il suo primo amore sia a rischio.

 

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Il software però non smette mai di apprendere e di evolversi, e Samantha e i suoi simili scopriranno presto che cosa significa. Agli umani non resta che contemplare un futuro imminente nel quale divideranno il mondo con una nuova specie.

"Her", questo il titolo originale del film, non è un film di fantascienza né un lungometraggio sulla tecnologia. Spike Jones riesce tuttavia ancora una volta a far riflettere lo spettatore sulla condizione umana, e soprattutto sulle nostre azioni. Il film sostanzialmente si chiede e ci chiede se siamo pronti a ricevere ciò che stiamo creando. Candidato a cinque premi oscar, vale senz'altro la pena di andare a vederlo.