Libri e Fumetti

L’enigma siberiano, la recensione: il ritorno dell’investigatore Arkady Renko


L’enigma siberiano
Genere
Giallo
Formato
Copertina rigida
Autore
Martin Cruz Smith
Editore
Mondadori
Collana
Omnibus

L’enigma siberiano, pubblicato da Mondadori nella collana Omnibus, è il nono romanzo giallo-thriller della serie dell’ispettore moscovita Arkady Renko, dell’autore statunitense Martin Cruz Smith.

In questo romanzo, il protagonista si trova ad affrontare un dilemma mortale quando si ritrova coinvolto personalmente negli eventi su cui sta indagando e dovrà sfuggire alla morte nella taiga siberiana e fin sulle rive ghiacciate del lago Bajkal.

Due parole sull’autore

Martin Cruz Smith, nato nello stato della Pennsylvania nel 1942, è uno scrittore e giornalista statunitense piuttosto prolifico, ma che è diventato noto ai più nel 1981 grazie al romanzo Gorky Park, il primo libro di quella che sarebbe diventata la serie di Arkady Renko, da cui è stata tratta l’omonima pellicola del 1983 con Lee Marvin e William Hurt.

I romanzi che compongono la serie sono:

Vincitore di numerosi premi e scrittore apprezzato da un considerevole numero di estimatori, Martin Cruz Smith non si è limitato a scrivere romanzi gialli e thriller, ma ha affrontato anche il genere western, la spy story e l’ucronia, spesso adottando pseudonimi per firmarne la paternità.

Chi è Arkady Renko de L’enigma siberiano

Per chi non ha letto i precedenti volumi della serie, spensiamo qualche minuto per parlare di Arkady Renko, il protagonista de L’enigma siberiano.

In Gorky Park, il primo romanzo della serie, Arkady è un capo investigatore della Militsiya (com’era chiamato il corpo di polizia in Russia fino al 2011, quando è diventata Politsiya) sovietica a Mosca, dove è responsabile delle indagini sugli omicidi. Nei volumi successivi, assume anche ruoli che variano dal miliziano all’operaio su una nave per la lavorazione del pesce nell’Artico.

Nato da genitori nella nomenklatura (una categoria di persone all’interno dell’Unione Sovietica e di altri paesi del Blocco orientale che ricoprivano varie posizioni chiave), Arkady è il figlio del generale dell’Armata Rossa Kiril Renko, uno stalinista convinto noto anche come “il Macellaio”, che vede il figlio come un fallimento, poiché ha scelto la vita semplice del poliziotto invece della carriera militare o quella nel Partito Comunista.

Arkady, dal canto suo, non è mai stato in grado di perdonare se stesso per aver indirettamente e inconsapevolmente aiutato sua madre a suicidarsi. Diffidando delle menzogne ​​ufficiali della società sovietica, Arkady espone la corruzione e la disonestà da parte di membri influenti e ben protetti dell’élite, incurante dalle possibili conseguenze. Lasciato il proprio Paese, quando si ritrova esposto alla società capitalista occidentale, trova che sia ugualmente corrotta e fa quindi ritorno nell’Unione Sovietica. Nonostante tutto ciò e la sua natura dura, nei romanzi emerge come uomo capace di mostrare compassione e fiducioso nel futuro.

I primi tre libri, pubblicati tra il 1981 e il 1992, formano una trilogia che culmina con la caduta dell’Unione Sovietica, con il colpo di stato dell’agosto del 1991. L’azione di Gory Park si svolge tra l’Unione Sovietica gli Stati Uniti, Stella polare, invece, veder Arkady a bordo di un peschereccio sovietico nel Mare di Bering, mentre Red Square si svolge tra la Germania occidentale e la Russia sovietica dell’era di glasnost e della perestrojka. Havana è ovviamente ambientato a Cuba, mentre Lupo mangia cane si muove tra Mosca e le aree colpite dal disastro di Chernobyl. Il fantasma di Stalin, quindi, restituisce Arkady a una Russia ora presieduta da Vladimir Putin, in cui si svolgeranno anche le vicende di Le tre stazioni e Tatiana.

L’enigma siberiano, la sinossi

Ora Arkady Renko è un investigatore della sezione casi speciali della polizia di Mosca. Quando Tatiana, sua ragazza e giornalista investigativa che riceve molti messaggi di odio e minacce di morte, non arriva come previsto sul treno della Transiberiana, il nostro protagonista inizia a preoccuparsi per lei.

Tatiana era andata a Irkutsk, nel profondo della Siberia, per cercare una storia sull’oligarca Mikhail Kuznetsov, candidato alla presidenza contro Putin. È una storia che potrebbe sì renderla famosa, ma anche ucciderla. Quindi, quando il superiore di Arkady lo invia in Siberia per riferire di Kuznetsov, che considera poco più che un noto nemico del popolo, e per interrogare un prigioniero ceceno accusato di tentato omicidio, il viaggio si presta perfettamente al bisogno del protagonista di trovare Tatiana e assicurarsi che stia bene.

Inizierà quindi un viaggio tra le vaste e fredde distese siberiane, in compagnia di ironici comprimari, orsi mostruosi e preziosi zibellini. Ma Arkady si troverà ad avere a che fare anche con piccoli mafiosi, grandi magnati del petrolio, politica sporca, banja (le tradizionali saune russe) e vodka.

Un romanzo rivolto a…

L’enigma siberiano è un romanzo giallo-thriller, con leggere derive verso il noir, che si lascia leggere con piacere da tutti, anche da chi non è molto abituato a questo genere. Ovviamente, è una lettura d’obbligo per chi ha già letto e apprezzato i precedenti romanzi della serie di Arkady Renko, ma riesce a essere godibilissimo anche per chi si ritrova per la prima volta a fare la conoscenza dell’investigatore moscovita.

Conclusioni

L’enigma siberiano è un romanzo che riesce a coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine, accompagnandolo poi per tutta la narrazione. La trama si dipana in diverse sottotrame, ma fintanto che si mantiene l’attenzione focalizzata su Arkady, tutto ha perfettamente senso. La prosa lucida di Smith, le immagini sorprendenti e il dialogo realistico, così come i suoi personaggi meravigliosamente eccentrici, sono tutti al servizio della sua avvincente narrazione.

I lettori di lunga data potrebbero avere dei dubbi sul fatto che Arkady non sembri affatto invecchiato e possa affrontare gli stessi stress fisici come faceva trentotto anni fa, ma il principale difetto del libro è che l’autore pone il protagonista di fronte all’enigma più grande e affascinante che abbia mai affrontato molto avanti nella storia e finisce per essere districato un po’ troppo facilmente, con un risultato finale che può apparire troppo conveniente e insoddisfacente.

I lettori russi e chi ha visitato qualche volta la Russia, inoltre, potrebbero sorridere alle piccole inesattezze culturali presenti nel libro. Nonostante questi piccoli nei, tuttavia, L’enigma siberiano è un romanzo che non potrà che essere apprezzato da tutti gli amanti del giallo e del thriller e, ovviamente, agli appassionati della serie di Arkady Renko.

L’enigma siberiano

L’enigma siberiano è un romanzo giallo-thriller di Martin Cruz Smith, il nono della serie di Arkady Renko, il celebre investigatore moscovita balzato alla ribalta nel 1981 con Gorky Park, il primo libro della fortunata saga.


Verdetto

Grazie a una narrazione sempre avvincente, a personaggi eccezionalmente delineati e a dialoghi convincenti, L’enigma Siberiano è un ottimo romanzo giallo-thriller, con commistioni con il genere noir, che saprà coinvolgere il lettore fin dalle prime righe. Assolutamente indicato agli appassionati della serie di Arkady Renko, è una lettura molto consigliata a chi abbia voglia di addentrarsi in un giallo diverso dal solito, ambientato tra le gelide distese della taiga russa.

Pro

- Il ritorno di Arkady Renko
- Narrazione coinvolgente
- Personaggi ottimamente delineati
- Il fascino della Siberia

Contro

- Finale un po’ deludente