Cinema e Serie TV

L’intramontabile mito di Blade Runner

Pagina 1: L’intramontabile mito di Blade Runner

Introduzione

Uscito nel 1982, Blade Runner è tra i film più famosi di tutta la storia del Cinema, e le sue qualità vanno ben al di là del genere fantascientifico, al quale naturalmente appartiene di diritto. Oggi questo lungometraggio è un cult movie, amato da milioni di spettatori in tutto il mondo, è costantemente citato dalla critica e dalla letteratura sul cinema, e non c'è corso di cinematografia o Storia del Cinema che non lo includa nei suoi programmi.  

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire

Blade Runner è un film che serve da misura per tutto ciò che è venuto dopo, un confronto obbligatorio per qualsiasi opera che abbia almeno un punto in comune con il capolavoro di Ridley Scott. Un capolavoro del quale esistono ben sette versioni ufficiali, tra le quali esistono alcune differenze più o meno rilevanti – quella più evidente è che all'inizio uscì con una voce fuori campo (quella del protagonista) che integrava la narrazione. Un dettaglio che fu successivamente eliminato.

Attenzione: piccoli spoiler più avanti

Trama e contesto

Blade Runner è ambientato nel novembre del 2019, un futuro nel quale il genere umano ha raggiunto vette tecnologiche di altissimo livello. La manipolazione genetica è una cosa che si fa agli angoli di strada, in luoghi non troppo diversi da una rosticceria, e gli esseri umani sono riusciti a lasciare l'orbita e colonizzare altri mondi.

Quest'ultima tuttavia è un'attività pericolosa e ingrata, così le conoscenze genetiche sono state sfruttate per creare i replicanti. Sono esseri umani artificiali, più forti e più intelligenti di noi, carne da macello per l'esplorazione spaziale, le miniere interstellari, i lavori di servizio sulle colonie, compresa la prostituzione.

1447757360 lds5kn7tzjpcnteppyrv

Alcuni però si ribellano, cercano una ragione per la loro esistenza, vanno a caccia di risposte, a volte diventano violenti contro i loro aguzzini. Il protagonista di Blade Runner è Rick Deckard, un poliziotto specializzato proprio nella caccia agli androidi ribelli. Viene richiamato in servizio per affrontare un caso particolarmente spinoso: cinque androidi sono fuggiti e atterrati a Los Angeles, bisogna trovarli ed eliminarli. E l'agente che se ne è occupato prima di lui è ospedale più morto che vivo.

Da questo incipit si dirama una trama che tiene Deckard costantemente al centro dell'azione, in tipico stile hollywoodiano, ma che allo stesso tempo riesce a creare un ritratto distopico tra i meglio riusciti di tutta la storia cinematografica. Blade Runner è tratto da un libro Philip K. Dick, Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (pubblicato in Italia anche come Il Caccitore di Androidi); e riflette molti punti cardine dei suoi racconti e romanzi: il predominio sulla società di poche multinazionali, la decadenza degli ambienti urbani, la diffusione capillare di tecnologie avanzatissime, la continua commistione tra naturale e artificiale.

Non cercano killer nelle inserzioni sui giornali. Quella era la mia professione. Ex-poliziotto. Ex-cacciatore di replicanti. Ex-killer. 

Da subito capiamo che Deckard non sarà chiamato a una semplice azione, ma, in rappresentanza dell'Umano sarà messo di fronte a un inedito confronto con l'Artificiale. E infatti prima ancora di iniziare le indagini gli viene presentata Rachel, una donna che potrebbe essere un androide convinta di essere un normale essere umano, con ricordi artificiali. Il primo compito di Deckard sarà capire che cos'è Rachel, e così dar prova delle sue capacità di cacciatore.   

La Los Angeles dipinta in Blade Runner è attanagliata da una sottile ma costante pioggia, che abbandonerà la scena solo nel finale "felici e contenti" – che fu poi rimosso nelle successive revisioni del film. In questa città dai toni scuri, interrotti da stilettate di colori al neon e abiti fluorescenti, Deckard si muove con precisione all'inseguimento del suo bersaglio. Non sembra notare l'ambiente, che eppure si definisce con prepotenza come uno dei protagonisti più importanti – insieme alla musica.

1455875110 bladerunner pris roy batty

Per quanto riguarda gli androidi, nel corso del film scopriamo che questo particolare gruppo ha un obiettivo molto preciso. Vogliono raggiungere il signor Tyrell, il loro inventore (opportunamente definito Creatore), e obbligarlo a modificarli: per design i Nexus 6, questo il nome del modello, hanno un tempo di vita artificialmente limitato. Loro, esseri viventi consapevoli e intelligenti, desiderano una vita più lunga e non sopportano l'incombere della Fine.

Il gruppo degli antagonisti gira intorno a Roy Batty, unico tra gli androidi ad avere un ruolo di spessore. Interpretato da un Rutger Hauer in forma smagliante, Roy non è semplicemente un piatto villain da contrapporre al protagonista. Questo androide è la voce con cui l'autore definisce l'umanità, lo specchio che riflette le nostre miserie, l'oracolo che invece di risposte ci offre nuovi enigmi, il topos filosofico che amplifica i nostri dubbi.

Non era previsto che i replicanti avessero sentimenti. Neanche i cacciatori di replicanti. Che diavolo mi stava succedendo? Le foto di Leon dovevano essere artefatte come quelle di Rachael. Non capivo perché un replicante collezionasse foto. Forse loro erano come Rachael: aveva bisogno di ricordi. 

Roy riuscirà a trovare Tyler ma questi non può aiutarlo nella sua ricerca di una vita più lunga, e assistiamo così a una scena ricca di violenza ma anche di poesia; è una rinnovata messa in scena di un classico, il figlio che uccide il padre, ma che in questo caso non potrà sostituirsi a lui né nel ruolo di re né accanto alla madre – che d'altra parte non esiste nemmeno.

Un figlio, Roy, che all'improvviso diventa un orfano senza meta. Non può che avanzare verso la morte che lo attende di lì a poco, e non gli resta che decidere cosa fare di quel poco tempo che gli resta. Prima c'è la furia diretta contro Deckard; ma poi, proprio quando è sul punto di uccidere il cacciatore di androidi, Batty diventa qualcosa di diverso.

Blade Runner

Siamo a una delle sequenze più famose della storia del cinema, quella in cui l'androide pronuncia la famosa battuta che comincia con ho visto cose che voi umani … È il momento dell'ultimo confronto tra umano e artificiale, a cui è teso tutto il film. Il volto di Roy battuto dalla pioggia, il tetto desolato, Deckard è l'umano reso impotente e obbligato per una volta ad ascoltare. Sullo sfondo la città degli angeli in preda alla sua inarrestabile decadenza. E Roy, alla fine dei conti, non chiede che di essere ricordato come essere vivente, non troppo diverso dagli umani che lo hanno creato. In questa sequenza non si stabilisce il topos della macchina che cerca la propria affermazione di coscienza, ma è sicuramente il momento cinematografico che più di tutti lo esalta. Tutto il cinema successivo è debitore di questi pochi minuti.