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Lucca Comics & Games 2019: Luca Enoch ci presenta i futuri fumetti di CMON!

Durante Lucca Comics & Games 2019, gli appassionati di giochi da tavolo hanno avuto modo di conciliare la loro passione per i board game a quella per i fumetti grazie all’anteprima di un’idea avuta da CMON. La casa editrice di titolo come Zomibicide ha infatti deciso di affidare alcune delle proprie creazioni alla creatività di un team artistico di primo livello per realizzare delle graphic novel ispirate a tre dei propri boardgame: Cthulhu – Death May Die, Zombicide e Zombicide: Invaders.

Ad occuparsi di questi tre progetti sono stati Stefano Vietti e Luca Enoch (per la parte di storia e sceneggiatura), mentre ai disegni si sono passati il testimone Riccardo Crosa (Chtulhu – Death May Die), Giancarlo Olivares (Zombicide: Invaders) e Alessio Moroni (Zombicide). Per i colori sono intervenuti Paolo Francescutto (Chtulhu- Death May Die e Zombicide: Invaders) e Francesco Segala (Zombicide).

Luca Enoch ci porta alla scoperta dei fumetti ispirati ai board game di CMON

Per scoprire qualcosa in più su questo progetto crossmediale di CMON, abbiamo avuto il piacere di poter chiedere qualche dettaglio in più a uno dei creatori delle storie, Luca Enoch. Durante la nostra chiacchierata, Enoch ci ha mostrato anche il numero zero di questa collaborazione, in cui sono contenute le prime pagine di quelle che dovrebbero diventare le storie future dell’universo fumettistico di CMON.

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Quanto mostrato nel numero zero è davvero promettente, sia per la qualità artistica che per aderenza all’ambientazione dei prodotti di CMON, come ci ha raccontato lo stesso Enoch

“Il progetto con CMO si basa su tre delle loro produzioni. Chtulhu – Death May Die, ispirato alla narrativa di Lovecraft, Zombicide, di cui è stata da poco presentata la nuova edizioni, e Zombicide: Invaders, che si lascia ispirare da una fantascienza ‘ignorante’. I soggetti sono sempre ideati da me e Stefano Vietti, ed insieme abbiamo anche sceneggiato la storia per Zombicide, mentre per Cthulhu – Death May Die ho scritto da solo la sceneggiatura, poi disegnata da Riccardo Crosa. Stefano ha poi curato in solitaria la sceneggiatura di Zombicide: Invaders, realizzata graficamente da Giancarlo Olivares”

Da questo primo passo, si svilupperanno poi una serie di tre graphic novel, che saranno suddivise in archi narrativi di 4 capitoli da 32 pagine ciascuno. Immaginate un bel tomo di 128 pagine in cui viene raccontata un’avventura di Cthulu – Death May Die, e potete capire come questo sia un progetto non solo ambizioso ma decisamente interessante.

“Esatto, avremo storie da 128 pagine, ma la cosa interessante saranno anche gli extra: schizzi, dettagli lavorazione e altro. L’idea di CMON è di far andare il tutto in crowdfunding a partire da gennaio, almeno all’inizio, a cui alle graphic novel verranno associate anche le miniature dei personaggi protagonisti delle storie.”

Sfogliando l’albo zero con Luca Enoch, ci vengono mostrate anche le prime idee delle miniature di alcuni personaggi, tutte dedicate ai nuovi eroi creati da Vietti ed Enoch

“Il primo crowdfunding sarò espressamente dedicato ai giocatori dei board game. Le storie creato con Stefano sono una sorta di introduzione di questi nuovi personaggi al mondo di gioco, e la storia di cui saranno protagonisti vuole anche esser una nuova ventura da rivivere all’interno del board game grazie ad un’apposita espansione. Quello che abbiamo realizzato è una riduzione a fumetti delle avventure possibili. Anzi, riduzione non è il termine giusto, la nostra è un’interpretazione a fumetti dei mondi di Chtulhu -Death May die e dei due Zombicide. Noi abbiamo creato personaggi totalmente nuovi, che appartengono a CMON, e che vengono introdotti nel mondo dei relativi board game da figure già note. Ad esempio, i nuovi protagonisti di Zombicide vengono coinvolti da Ned, il catastrofista mai ascoltato, e Wanda, la camerierina coi pattini, due personaggi iconici della prima stagione di Zombicide”

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L’idea di introdurre nuovi personaggi in un gioco da tavolo attraverso un fumetto è interessante, ma Luca Enoch ci tiene a precisare che queste graphic novel non saranno a disposizione dei giocatori dei prodotti di CMON

“Come ti dicevo, inizialmente il crwodfunding sarà rivolto ai giocatori dei board game, ma in seguito è previsto di portare queste graphic novel anche in fumetteria e libreria, seguendo il classico canale distributivo.”

Per creare queste storie, bisogna comunque avere una conoscenza del mondo in cui saranno ambientate queste avventure. Come si prepara ad una simile lavoro?

“Quando siamo stati coinvolti in questo progetto, CMON aveva già pubblicato solo Zombicide. Ovviamente, lo abbiamo provato e giocato. Lo schema di gioco è tutto sommato semplice, devi esplorare e tenere coeso il gruppo dei sopravvissuti, raggiungendo un rifugio.. Specialmente per la storia di Zombicide, abbiamo cercato di unire queste due componenti all’interno della trama: i due personaggi già noti di Zombicide raccolgono le nuove figure, attraversando la città e cercando di raggiungere il rifugio.”

Scrivere una storia su questi tre giochi di CMON, specialmente in assenza del board game di riferimento, non è semplice. Come ci racconta Luca Enoch, sono subentrate anche diverse ispirazioni, che sono le medesime che hanno suggestioni i creatori dei giochi da tavolo.

“Considera che per Zombicide: Invaders ci siamo studiati per bene tutta l’impostazione di gioco. Siamo in un avamposto minerario in cui viene estratto un particolare minerale, utilizzato anche per la creazione di generatori energetici. All’improvviso,l’avamposto viene invaso da un’ondata di creature geneticamente modificate, dall’origine sconosciuta, ma di cui poi si scoprirà la natura scientifica. Durante questa invasione, civili e militari sono però costretti a far fronte a queste creature mostruose. Per mantenere una linearità con la trama di Zombicide: Invaders, abbiamo preservato le caratteristiche di base della trama, ma i nostri protagonisti sono dei militari destinati ad una colonia penale, la cui astronave, a causa di un’avaria non proprio casuale, finisce su questo avamposto minerario. Anche in questo caso, lo schema della storia deve esser semplice, in modo da poterlo adattare ad una sessione di gioco.”

Se per Zombicide e Zombicide: Invaders la creazione delle storie era più semplice, avere a che a fare con la vasta produzione letteraria di Lovecraft non è certo semplice. Lo scrittore di Providence ha creato un’ambientazione strutturata e dettagliata, in cui ha inserito molta, se non tutta, della sua narrativa.

“Con Chtulhu – Death May Die abbiamo dovuto esser più cauti. In questo dovevamo anche considerare tutta l’immensa produzione di Lovecraft. Il primo passo è stato andare a verificare l’impostazione del gioco di CMON, studiandone i personaggi, che compaiono in un breve cameo, ma sono assolutamente riconoscibili: da Al Capone a Einstein. Ci troviamo in un mondo malato, in cui i Grandi Antichi stanno per arrivare. La scarsa resistenza umana vive in un mondo che anche graficamente trasmette questo senso di pericolo, in cui continuano a sparire le città. I personaggi che abbiamo creato assieme a Stefano entrano in scena in modo quasi casuale, come la bambina che fugge dall’orfanotrofio, o il burbero corriere messicano, o il veterano italiano del primo conflitto mondiale”

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È chiaro come in Chtulhu – Death May Die sia importante la contestualizzazione storica, tanto del gioco quanto del fumetto.

“Esatto, e precisamente siamo nel 1928. Quindi Recessione, periodo complicato storicamente, ma comunque inserito sempre all’interno del corpus letterario di Lovecraft. Siamo quindi nella Miskatonic County, quella parte del New England creata da Lovecrafit, in cui pur essendo presenti luoghi reali come Boston, siamo in un contesto totalmente inventato, dal fiume Miskatonic alla città di Arkham. “

Con una certa soddisfazione, Enoch ci svela una piccola ironia che ha guidato lui e Vietti nel creare i nuovi personaggi per la storia di Chtulhu – Death May Die

“Lovecraft era un personaggio controverso, antisemita e razzista. E noi abbiamo inserito come personaggi una creola, un italiano e un messicano! Giusto per andare a fargli un bello scherzo!”

Nello sfogliare assieme il numero zero dei futuri fumetti di CMON, Enoch si dichiara in particolare soddisfatto dai colori realizzati da Paolo Francescutto per l’inquietante storia di Chtulhu – Death May Die. In effeti, l’opera del colorista è impressionante, soprattutto nella gestione delle tinte accese, come il rosso, che creano un contrasto con l’aria malsana e opprimente del mondo in cui si muovono i personaggi.

I colori dei fumetti di CMON

Per capire come Francescutto sia arrivato a questo ottimo risultato, è bastato approfittare della sua presenza a Lucca Comics & Games 2019 per chiedergli come abbia realizzato questa colorazione. E la fortuna ha fatto si che fosse presente anche Riccardo Crosa, autore dei fantastici disegni della storia.

Francescutto ha raccontato quale sia stato il suo approccio alla colorazione di Chtulhu – Death May Die

“Quando si tratta di dare colore ad una storia, bisogna trovare un colore che ne incarni l’aspetto essenziale. Per questa storia di CMON il fil rouge, scusa il gioco di parole, è il rosso, era il colore che volevo apparisse in ogni tavola, e ho deciso che ci fosse esattamente quella precisa tonalità. Questa scelta si traduce in dover studiare soluzioni per inserire questa tonalità che siano comunque funzionali alla storia, che aiutino a esaltare l’espressione di un personaggio, ad esempio. Tieni presente che nella storia di Chutulhu – Death May Die siamo in un mondo in cui la minaccia e il pericolo sono sempre presenti, e questa particolare tonalità di rosso è lì proprio per non farci dimenticare questo aspetto. Per i prossimi capitoli della storia sto pensando di introdurre dei nuovi colori, ma per il primo capitolo ho trovato nel rosso il colore guida”

Dopo questa spiegazione, Riccardo Crosa ha offerto anche la sua visione del lavoro con un colorista del calibro di Francescutto

“Nella mia esperienza come disegnatore ho avuto a che fare con tanti coloristi, ma con Paolo è una vera collaborazione, è uno dei migliori. Ad esempio, per la storia di CMON mi sono permesso di consigliarli la visione di Suspiria di Dario Argento, che come toni cromatici erano quelli che avevo pensato per la storia. Paolo ha compreso questo dettaglio, e ha realizzato una colorazione molto forte, che all’inizio mi aveva lasciato un po’ titubante, abituato a colorazioni più soft, ma alla fine mi sono reso contro che era proprio la colorazione che avrei voluto”

Il numero zero dei fumetti di CMON è stato presentato gratuitamente ai presenti a Lucca Comics & Games 2019, un assaggio di quello che potremmo vedere il prossimo anno. Tenete d’occhio CMON e il suo crowdfunding, potrebbe valerne davvero la pena!

Se volete conoscere meglio le future ambientazioni dei comics di CMON, potete iniziare avventurandovi nelle pericolosa ambientazioni di Chtulhu – Death May Die