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Le 7 scene post-credit più inutili del Marvel Cinematic Universe

Cinema e filmati dopo i titoli di coda. Stiliamo una lista delle post-credit scene più inutili dei film Marvel appartenenti all' MCU

Di recente non si fa che parlare, discutere, ipotizzare quali saranno le scene post-credit inserite nella re-release di Avengers: Endgame al cinema, dal 4 luglio nelle sale italiane. Inoltre, con Spider-Man: Far From Home in uscita, si susseguono i rumour, oltre che sul film, sulle sue scene post-credit. Rimanere fino al termine dei titoli di coda è ormai una tradizione e un momento cinematografico apposito, quando si tratta di Marvel Studios. Ma ciò non vuol dire che si sia sempre trattato di un momento positivo. Quali sono, allora, le scene post-credit più inutili del Marvel Cinematic Universe?

1) Captain America: Il Primo Vendicatore

Si parte da lontano. La scena post-credit del primo Captain America, infatti, ritrae uno Steve Rogers visibilmente nervoso per essersi ritrovato catapultato mezzo secolo nel futuro. Sfoga la sua rabbia su un sacco che, dopo qualche scarica di montanti, ha la peggio. A questo punto arriva Nick Fury, per reclutare Cap, “per salvare il mondo”, dice. Il limite di questa scena post-credit è che non aggiunge alcunché a quanto già sapevamo, o potevamo immaginare, dopo il film appena visto o quelli in arrivo (su tutti, Avengers). Superflua.

2) Avengers: Shawarma Palace

È vero, non si tratta dell’unica né, ovviamente, della più importante scena dopo i titoli di coda del primo Avengers, di Joss Whedon. Ed è vero anche che si tratta di una gag, come saranno molte altre post-credit scene dopo di lei. Ma è, pur sempre, un’aggiunta inutile, neppure tanto ispirata. Il cast stesso di Vendicatori, nell’inscenare una silenziosa scorpacciata di gruppo da Shawarma Palace, su suggerimento di Tony Stark, dopo la battaglia di New York, non sembra particolarmente motivato. Meglio l’altra post-credit, che ritrae un Thanos sorridente determinato a muovere guerra agli Umani.

3) Iron man 3

Dopo un film quanto mai dibattuto, qui e là guidato da un pizzico di voce narrante, la scena post-credit di Iron Man 3 ci rivela che tutta la pellicola, in realtà, non era che un lungo flashback, secondo il racconto che Tony ne fa a Bruce Banner. Quest’ultimo, peraltro, si addormenta e, nonostante la sua dichiarata impreparazione come “consulente psicologico”, spinge Tony a condividere altri conflitti del suo passato. Di tutte le (auto)ironie del film di Shane Black, questa è tra le meno riuscite.

4) Avengers: Age of Ultron

Dopo un film basato sulla lotta contro Ultron, antagonista creato accidentalmente da Tony Stark, con la nascita di Visione, androide sostenuto dalla Gemma della Mente, ci aspetta una scena post-credit che non fa che ribadire che, da qualche parte dell’Universo, a un certo punto, Thanos ha deciso di partire personalmente alla ricerca delle infinity stone. Dopo una vicenda terrestre, totalmente slegata dalle vicende spaziali, assistiamo a una scena, peraltro, ridottissima, fotocopia meno ispirata di quella del primo Avengers. Che fosse un altro sintomo della crisi di Joss Whedon, a seguito di Age of UltronUnico lato positivo: ascoltare la voce di Josh Brolin nei panni del supervillain dei futuri Infinity War e Endgame.

5) Doctor Strange & Thor

Divertente vedere Thor seduto per un tè con lo stregone supremo, bevanda prontamente trasfigurata in birra magica auto-riempiente. Ma il contenuto di questa scena post-credit è, per il resto, poverissimo. Si parla della ricerca di Odino sviluppata poi in Ragnarok, della presenza degli Asgardiani sulla Terra, di una collaborazione con Doctor Strange, tutte cose che sarebbe stato interessante mostrare più approfonditamente o, quantomeno, non spoilerare in uno spazio così angusto, solo per il gusto di inquadrare due supereroi nella stessa stanza. Come se per il MCU fosse una novità, a questo punto. Molto meglio l’altra post-credit, che anticipa l’ascesa di Mordo come antagonista nei futuri film della saga.

6) Guardiani della Galassia Vol. 2

Di ben 5 post-credit scene del secondo Guardiani della Galassia, dopo la divertente comparsata di Howard il Papero tra i titoli di coda del primo episodio, se ne salva, in fin dei conti, una soltanto: quella, importantissima, che mostra il bozzolo di Adam Warlock. Tutte le altre oscillano tra il vagamente divertente e il non necessario. Kraglin fa pratica con la freccia fischio-comandata di Yondu, finendo per trafiggere Drax. Si riunisce un gruppo di Ravager, con Starhawk (Sylvester Stallone) e Mainframe (Miley Cyrus). Peter Quill discute con un adolescente e strafottente Groot e il compianto Stan Lee finisce, con i suoi racconti, per annoiare un gruppo di Osservatori. Al di là di quest’ultima, che testimonia l’esistenza, seppur invisibile e probabilmente inutile, di quest’ultimi esseri nel MCU, e sperando che Stallone torni coi suoi Guardiani alternativi nel Vol. 3 del reintegrato James Gunn, in generale le post-credit scene di questo sequel sono piuttosto deboli. Abbastanza da guadagnarsi un posto in questa lista.

7) Ant-Man and the Wasp: La formica batterista

Dopo una prima, importante scena dedicata al motivo per cui Ant-Man rimane intrappolato all’interno del tunnel quantistico innestato nel suo furgone (sollevando comunque qualche dubbio sul funzionamento fantascientifico del tempo in Avengers: Endgame), a seguito peraltro di un film dimenticabile, Ant-Man and the Wasp ci tiene a lasciarci l’amaro in bocca con una sequenza ironica sulla Terra semi-deserta dopo lo schiocco di Thanos e la formica gigante in casa di Scott Lang, già più volte plot-device nel corso della pellicola, che suona ignara la batteria elettronica. Sarebbe più divertente, se tale umorismo non fosse alquanto fuori tempo e fuori fase. In ogni caso, non si può dire che la scena abbia alcuna utilità.