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Aiuto, un ragno gigante!

Pagina 4: Aiuto, un ragno gigante!

Il professor Gerald Deemer se ne sta nella sua villetta ai bordi del deserto dell'Arizona e crea animali giganteschi dopandoli con massiccie dosi di "3Y", apparen­temente un intruglio di ormoni della crescita (il più noto – la Somatotropina – fu scoperto nel 1921 da H.M. Evans e, come si vede nella pellicola, può causare acromegalia).

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Fabbricando bistecche formato brontosauro, il buon dottore vorrebbe risolvere il problema della fame nel mondo, perché – ispirandosi forse alle tesi di Thomas Robert Malthus – prevede che la sovrappo­polazione finirà presto con l'esaurire le risorse della Terra. A quanto pare, però, Deemer non ha le idee troppo chiare: anziché dedicarsi a galline, mucche e maiali, pensa bene di confezionare un aracnide (potrebbe trattarsi di un Aphonopelma Anax) grosso come un'automobile e tenerselo in laboratorio. Non so voi, ma io non dormirei troppo tranquillo.

E avrei ragione. L'assistente del nostro mad doctor, sfigurato dai suoi esperimenti, pensa infatti di vendicarsi iniettando il siero al datore di lavoro e dando fuoco alla sua abitazione. Nel para­piglia, la bestiaccia a otto zampe si defila nel deserto dove, nutrendosi di tut­to ciò che respira, continuerà a crescere.

Come si è detto a suo tempo, la tarantolona in questione sembra essere indistruttibile, tanto da farsi una passeggiata su qualche tonnellata di dinamite senza neanche spettinarsi un po'. A distruggerla sarà un'esordiente (e non accreditato) Clint Eastwood in formato aviatore, che, al comando di una squadra di caccia bombardieri, arrostirà il bestione con alcuni confetti al napalm: un'altra Arma Miracolosa.

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Gli aerei provvidenziali sono dei Lockheed F-80 Shooting Star, veicoli che oggi appartengono all'archeologia del volo. Come faceva Arnold – che di certo non aveva abbastanza soldi per noleggiarli e farli decollare – a disporre delle loro immagini? Evidentemente ce n'erano in circolazione tante, a buon mercato. Gli F-80 arrivarono in ritardo alla grande festa della Seconda Guerra Mondiale e furono utilizzati sporadicamente nelle sue fasi conclusive – a quanto pare principalmente sul nostro territorio.

Viceversa furono i veri protagonisti della Guerra di Corea (1950-53), uno degli eventi-chiave del Ventesimo secolo che la storiografia occidentale sembra avere cancellato quasi com­pletamente (e che potrebbe tornare di moda solo per via delle intemperanze missilistiche di Kim Jong-un). In quel conflitto, violentissimo, eccezionalmente sanguinario e destinato a rima­nere una ferita aperta – senza vinti né vincitori – fino ai nostri giorni, gli stessi aerei che uccidono il mostro gigante del film carbonizzavano i civili coreani proprio con generose razioni di…

"Mi piace l'odore del napalm al mattino…".

Chi non conosce l'origine di questa battuta, si informi. Ma voi la conoscete, vero? L'Apocalypse Now di Francis Ford Coppola – film per il quale l'espressione "capolavoro" una volta tanto non è sprecata – arriva sul grande schermo nel 1979, ma quando il tenente colonello Bill Kilgore (alias Robert Duvall) si esalta perché "Charlie non fa il surf", la storia del napalm è già lunga. Ha già bruciato un sacco di gente, in Germania, Italia, Corea e chissà dove altro ancora. È nato (in questo caso – excusatio non petita – ci affidiamo a Wikipedia) negli Stati Uniti, nel 1943, grazie al chimico Louis Fieser e al suo team di collaboratori, ed è uno strumento di morte straor­dinariamente sadico e malvagio. Accettabile solamente quando si tratta di assassinare mostri come l'abominevole tarantula di Arnold.

Ebbene, in materia di mostri e vittime innocenti, ricordiamo che, secondo la versione ufficiale del dietro-le-quinte, quasi tutti i ragni utilizzati sul set di Tarantula morirono durante le riprese per via dell'eccessivo calore dei riflettori. Di questo… No, non ne parleremo la prossima volta.

La prossima volta parleremo di fantasmi.

L'Archivista

retrocult

Retrocult è la rubrica di Tom's Hardware dedicata alla Fantascienza e al Fantastico del passato. C'è un'opera precedente al 2010 che vorresti vedere in questa serie di articoli? Faccelo sapere nei commenti oppure scrivi a retrocult@tomshw.it.

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