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Lo scienziato pazzo e i governi impiccioni

Pagina 3: Lo scienziato pazzo e i governi impiccioni
Dove si parla di: cenere, grossi ragni, guerre dimenticate e crudeltà.
frankenstein junior

Van Allister è la quintessenza dello scienziato pazzoide da Pulp Magazine, la macchietta con occhialoni e guanti di gomma alla Frankenstein Junior che sprigiona a ogni piè sospinto la sua risata satanica – mentre, alle sue spalle, ride anche il lettore. Viceversa, l'ilarità suscitata dal professor Persikov, creato nel 1925 dal genio di Michail Bulgakov (nel romanzo [Le] uova fatali), nasce da un processo di costruzione letteraria tanto meticoloso quanto autoconsapevole. In questo caso, la fantascienza non ha alcunché di miracolistico, favolistico o supercalifragilistiche­spi­ra­lidoso: è semplicemente un'arguta satira socio-politica.

Il Raggio Rosso creato dal professore potrebbe essere la soluzione alla morìa che ha colpito le galline russe, perché è in grado di stimolare un'eccezionale prolife­razione cellulare negli organismi che ne sono colpiti. Solo che, quando l'ottusa burocrazia di stato si mette di traverso, le cose si complicano e, al posto di uova di gallina vengono irradiate quel­le di alcuni rettili… con conseguenze disastrose. Una storia – in­somma – in cui sembrano riflettersi i problemi agrari della Russia post-rivoluzionaria, la cui soluzione era stata affidata al genetista Nikolaj I. Vavilov. La suddetta soluzione, però (e qui il romanzo di Bulgakov si fa profetico), non arrivò abbastanza in fretta e il regime stalinista si affidò alle teorie pseudo­scientifiche di Trofim Lysenko… Ma questa è un'altra storia.

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L'ambiguo ed eternamente irrisolto rapporto tra scienza, politica e tecnologie volutamente (o involontariamente) distruttive ci riporta sul campo da gioco da cui siamo partiti tempo fa, quello delle Armi Miracolose, ricordate?Ecco un reperto interessante: il già citato Tarantula, firmato da Jack Arnold nel 1955, ricalca in un certo senso il solco tracciato da Bulgakov (e prima di lui, dallo stesso Wells, con Il cibo degli dei, romanzo del 1904), anche se lo fa con i modi spicci e caserecci del fantacinema americano dei Fifties.