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Middlegame di Seanan McGuire: la recensione


Middlegame
Genere
Urban Fantasy
Autore
Seanan McGuire
Editore
Mondadori
Collana
Oscar Ink

Middlegame, di Seanan McGuire, è un romanzo urban fantasy di moderna alchimia infusa di scienza, di un legame inscindibile nato artificialmente e costruito sull’amore genuino e puro, di fondamenti che governano l’universo resi carne e sangue. Ma è soprattutto un racconto sorprendente sulla volontà e l’autodeterminazione, sul coraggio di afferrare le redini della propria vita, a dispetto delle imposizioni, e renderla grandiosa. E poi, è il cammino sulla strada improbabile verso la Città Impossibile.

Middlegame

Seanan McGuire vince ancora

Déjà vu: letteralmente “già visto”, in genere è la sensazione di aver visto una determinata immagine o di aver già vissuto una certa esperienza, benché razionalmente il nostro cervello elabori l’informazione come “falsa”, ci dica sostanzialmente che non è così. Che non può essere così. Ma se, al contrario, il nostro cervello si sbagliasse? Se quella sensazione così fugace tocchi la nostra mente per pochi, effimeri istanti, perché in realtà stiamo elaborando realmente una situazione già vista? È ciò che accade ai protagonisti di Middlegame, Dodger e Roger, due individui solo in apparenza normali, poiché entrambi hanno dei poteri straordinari: quello di piegare la volontà e quello di piegare il tempo. E non accade per una mera coincidenza o per un’informazione cerebrale errata, ma perché i due sono le incarnazioni stesse del Linguaggio e della Matematica. Ma andiamo con ordine.

Middlegame

Middlegame è il romanzo scritto da Seanan McGuire e pubblicato in Italia da Mondadori Oscar Ink; l’autrice di questo racconto è molto prolifica nell’ambito letterario, soprattutto con opere sci-fi, urban fantasy e thriller: non sorprende, quindi, che anche in Middlegame, dove l’ “argomento” di base è l’alchimia, troviamo diversi spunti fantascientifici come la manipolazione genetica o i salti temporali oltre che elementi spaventosi e brutali. Oltre ad aver prodotto numerosi romanzi, l’autrice californiana si è guadagnata inoltre anche diversi riconoscimenti e nomination, tra cui i prestigiosi Premio Hugo, Premio Nebula e Premio Locus. A buon diritto, a quanto pare, dal momento che anche in Middlegame traspare una certa maestria nell’incastrare al posto giusto tutti i mattoni che compongono la costruzione di questo romanzo. Ma vediamo insieme di cosa parla.

Dodger e Roger: due gemelli “divini”

Middlegame prende le mosse da un fondamento che inizialmente potrebbe risultare ostico, ma che rappresenta in realtà uno dei pilastri del romanzo: la Dottrina dell’Ethos. Essa afferma che la Natura è governata da due forze basilari, imposte su di essa dall’uomo che le racchiude in sè: il Linguaggio e la Matematica. Chi detiene il potere sulla Dottrina è in grado di governare l’Universo: sue sono le chiavi della Città Impossibile – una sorta di Olimpo, se vogliamo – e suo è il diritto di dominare su ogni cosa.

Quando Asphodel Baker, nel 1886, aveva creato James Reed utilizzando parti umane, scienza e alchimia, il suo obiettivo era proprio quello di realizzare tale Dottrina e incarnarla in creature di carne e ossa, dimostrando agli alchimisti del suo tempo che si sbagliavano e avrebbero dovuto smettere di bistrattarla in quanto donna. Ma per fare ciò, sarebbe dovuta morire per mano della sua stessa creatura, di Reed, il quale avrebbe dovuto portare avanti la missione.

Middlegame

È così che sono nati Dodger e Roger: due fratelli gemelli, uno con il potere di dominare il linguaggio, l’altra con il dono della matematica, “creati” in laboratorio da Reed e gli alchimisti suoi sottoposti – tra cui la spietata e sanguinaria Leigh Barrows. I due gemelli dai poteri divini in grado di piegare le leggi stesse che governano l’universo sono stati spediti però ai lati opposti degli Stati Uniti, adottati da famiglie apparentemente normali, e non dovranno mai incontrarsi o il mondo potrebbe essere distrutto dal loro potere.

Dodger e Roger questo però non lo sanno – non sanno nemmeno di essere fratelli – e quando inizieranno a comunicare mentalmente nonostante la distanza che li separa, costruiranno un legame inscindibile e necessario per l’uno e l’altra. I due gemelli devono poter stare insieme, vivere la propria vita uno al fianco dell’altra, ad ogni costo, anche se talvolta non sanno spiegarsi lo strano fenomeno che permette loro di comunicare a distanza o le strane sensazioni di déjà vu che li colgono all’improvviso. Anche il mondo stesso non sa quali pericoli corre a causa della loro presenza, ma Reed sì e si spingerà oltre ogni limite per fermarli e reclamare per sè la Dottrina che incarnano.

La lotta tra Dodger e Roger contro le forze di James Reed ha inizio. E non finirà bene.

L’alchimia dei personaggi

Il romanzo di Seanan McGuire è una vera sorpresa, da molti punti di vista. Il timore iniziale è che Middlegame possa essere l’ennesimo urban fantasy infarcito di clichè, ma al contrario il racconto dell’autrice californiana è fatto della stessa sostanza della meraviglia: sbalorditivo, imprevedibile, una piacevole sorpresa insomma. Prima di tutto, per la costruzione della narrazione.

I fatti narrati si sono già svolti, più volte di quante una persona sana di mente sia disposta ad accettare, ma come Dodger e Roger possiamo avere su questo solo un vago sospetto che pizzica il cervello ai margini più remoti della nostra mente; e tuttavia McGuire riesce a realizzare una storia solida, basata sì su salti temporali che rischierebbero di mandare in malora la trama, ma capaci invece di renderla stabile, di condurla ad un “dunque” finale in tutta la sua spietata violenza, di conferirle quell‘aura di fascino fantascientifico nonostante la materia di base sia l’alchimia. E renderla unica, come i due protagonisti.

Dodger possiede la capacità di comprendere la matematica ad ogni suo livello più profondo e di dominarla, piegandola al suo volere; Roger è invece sovrano del linguaggio, riuscendo a comprendere qualsiasi lingua e governare ogni parola rendendola tangibile: entrambi sono due aspetti diversi della stessa Dottrina, due concetti astratti resi carne e sangue, e tuttavia sono anche due persone, due individui con sentimenti, necessità, desideri, ambizioni. E nonostante siano di fatto due gemelli (per quanto possiedano certe caratteristiche fisiche differenti, come il colore dei capelli) la loro caratterizzazione è così ben realizzata da essere infine due personaggi ben distinguibili, ciascuno con una propria personalità distinta, vera e genuina. È pressoché impossibile quindi non affezionarsi alla solitaria e ostinata Dodger e al timido ma bonario Roger, identificandosi nei due.

Middlegame

Fosse anche solo per il fatto che ognuno di noi ha un’inclinazione maggiore per la matematica anziché la grammatica o viceversa; ma anche per l’empatia che si riesce a generare attraverso le parole di Middlegame: quando Dodger, abbandonata da Roger, tenta un gesto disperato, è difficile non immedesimarsi in maniera profonda con i suoi sentimenti, sentire il suo dolore e la sua solitudine, ritrovando in essi qualcosa che ciascuno di noi ha provato di certo almeno una volta nella vita. E quando Roger incontra nuovamente la sua (inconsapevole) sorella gemella al college, non riusciamo a trattenere la gioia ed il desiderio che i due tornino nuovamente a ricostruire il legame che avevano.

Tuttavia, McGuire è riuscita a donare un certo spessore anche agli antagonisti in Middlegame: Leigh è un costrutto fatto di pezzi di donne morte, simboli alchemici e un desiderio di uccidere pressoché inestinguibile, una macchina di morte infusa di raziocinio di cui leggiamo le efferatezze, tanto affascinante per l’oscurità che emana quanto detestabile per essere addirittura più cattiva del cattivo principale; Reed è infatti l’antagonista per antonomasia, anch’esso spietato e incline a perseguire i suoi scopi ad ogni costo, ma è più razionale, riflessivo, caratterizzato soprattutto da alterigia e superbia che dal desiderio di distruzione.

La strada verso la Città Impossibile

La grandezza di Middlegame risiede anche nelle tematiche più profonde che Seanan McGuire lascia trasparire dal suo romanzo: l’accettazione di sè e delle proprie capacità, che soprattutto durante l’infanzia può condurre all’incomprensione da parte degli adulti e dei propri coetanei, i quali possono vederci talvola come “strani” e “diversi” – giungendo così a conseguenze come il bullismo, o l’autoisolamento; la volontà di scrivere da sè il proprio destino, l’autodeterminazione come principio fondamentale dell’esistenza, nonostante il futuro sembri sia stato già deciso da altri prima di noi; la forza che un legame profondo può instillare nelle nostre vite, dando loro un nuovo significato che altrimenti non avrebbero senza quella persona specifica ad accompagnarci nel nostro cammino sulla “strada improbabile”.

Senza contare la forza dominante che talvolta assumono le donne del romanzo: Dodger, nonostante le insicurezze e la sua mancata accettazione da parte del mondo scientifico prettamente maschile, ha sempre perseguito a testa alta la sua inclinazione e le sue ambizioni; Erin, un’altra creatura di Reed, è un’assassina solitaria al soldo dell’alchimista, che tuttavia rifiuta con determinazione il ruolo assegnato per divenire qualcosa di più, rifiutando ciò che dovrebbe essere per diventare ciò che vuole.

È vero, vi sono diversi difetti in Middlegame: la costruzione sintattica dei dialoghi è spesso prolissa e frammentata da lunghi periodi di intermezzo tra una battuta e l’altra, che spezzano un po’ il ritmo; alcuni passaggi sono talvolta ridondanti, come se l’autrice avesse bisogno di ricordare ad ogni piè sospinto al lettore cosa è accaduto “prima”; un altra nota che forse stona un po’ è la capacità di Roger, non approfondita o resa “potente” quanto quella di Dodger, che invece sembra essere spesso la chiave di volta per le situazioni in cui i due incorrono adombrando il potere del fratello.

Middlegame

Tuttavia, non si può non rimanerne incantati. Middlegame contiene al suo interno un elemento di metanarrativa che funge quasi da storia-specchio a quella di Dodger e Roger – quella del Sopra-Sotto, con protagonisti i piccoli Avery e Zib, scritta dalla stessa Asphodel Baker – e amplia lo spessore dell’opera con una nota di mistero comunicato da qualcosa di “già scritto”. Il suo fascino esoterico è dato poi da diversi oggetti alchemici che talvolta divengono protagonisti: la Mano della Gloria (presente anche in copertina), i simboli disegnati sui corpi da animare, l’alkaest. Ma più di ogni cosa, forse, è ciò che Dodger e Roger rappresentano a costituire la forza di Middlegame.

Essi sono due persone distinte, è vero, tuttavia insieme colmano le lacune l’uno dell’altra, generano una forza in grado di stravolgere il mondo che da soli, al contrario, non potrebbero sprigionare e, se muore uno, muore anche l’altro: sono, in sostanza, come un unico individuo capace di grandi cose. Non sarà allora, che McGuire ha voluto comunicarci che la nostra forza, la capacità di raggiungere la Città Impossibile, risiede nella nostra risolutezza individuale, nel nostro coraggio, nella volontà che solo noi, in quanto singoli, possediamo? Forse in noi vivono sia un Roger che una Dodger: dobbiamo solo trovare il modo di riunirli per percorrere senza paura questo mondo che è la strada improbabile.

Un volume da non perdere, Middlegame è un romanzo da leggere e rileggere: lo trovate a questo link.

Middlegame

Dodger e Roger sono i protagonisti di Middlegame, di Seanan McGuire: due fratelli gemelli con dei poteri così straordinari da piegare l’universo stesso, incarnazioni di due fondamenti basilari della Natura. Anche se loro non lo sanno. Il loro legame, indistruttibile nonostante i tentativi di annientarlo dei malvagi alchimisti che li hanno creati, sarà messo a dura prova. Ed il mondo stesso tremerà.


Verdetto

Middlegame è sicuramente un romanzo sorprendente, da leggere tutto d'un fiato (nonostante spesso possa risultare frammentario nei dialoghi), per lasciarsi trasportare nelle vite di Dodger e Roger: due divinità inconsapevoli, gemelli uniti nella capacità di piegare le leggi dell'Universo. Affascinante, ricco di uno spessore inaspettato, denso di mistero, ma soprattutto emozionante per il legame profondo tra i due fratelli: una storia da leggere e rileggere.

Pro

- Una trama ben costruita: i salti temporali sono ben congegnati
- Una caratterizzazione meravigliosa dei personaggi: impossibile non affezionarsi ai protagonisti
- Un mix di alchimia, esoterismo, fantascienza: cosa volere di più?
- Tematiche profonde e vicine al vissuto quotidiano

Contro

- I dialoghi risultano spesso spezzati da lunghi periodi che ne rompono il ritmo
- Alcuni concetti vengono ripetuti più e più volte senza alcun bisogno
- Il potere di Roger avrebbe potuto ricevere un maggiore approfondimento in diverse situazioni