Cinema e Serie TV

Mindhunter 3: si riaccendono le speranze per una nuova stagione

I fan della serie Mindhunter sono rimasti profondamente delusi nello scoprire che un’eventuale terza stagione dello show non sembrava essere nei piani di Netflix, nonostante il successo di critica degli episodi precedenti. Ora, il sito Small Screen potrebbe aver improvvisamente riacceso le speranze (qui la notizia originale).

mindhunter

Il portale web riporta infatti che il regista nonché ideatore della serie David Fincher starebbe attualmente discutendo con Netflix circa la realizzazione di una vera e propria stagione 3 dello show. Alla fine del 2020 Fincher aveva però spento l’entusiasmo dei fan, rivelando che secondo lui realizzare un nuovo ciclo di episodi con un budget inferiore a quello della seconda stagione sarebbe stato totalmente infattibile.

Inoltre, l’autore aveva anche sottolineato che i numeri raggiunti con le prime due serie di Mindhunter non avrebbero giustificato il costo, sebbene a quanto pare le trattative tra il colosso streaming e il regista di Mank sarebbero ora ripartite. Staremo a vedere se e quando Netflix ufficializzerà la messa in cantiere della stagione 3, andando magari a riprendere il talentuoso team creativo che ha dato i natali alla serie originale, ovvero Doug Jung, Joshua Donen e Courtenay Miles.

La prima stagione, uscita nel 2017 e composta da 10 episodi, raccontava la storia di Holden Ford, un negoziatore dell’FBI che decide di dare il via a una strana collaborazione con l’agente Bill Tench, appartenente al reparto scienze comportamentali. I due, assieme alla professoressa Wendy Carr, decidono di studiare i cosiddetti serial killer, andando anche ad intervistare i più celebri assassini che stanno scontando la loro pena in galera, negli Stati Uniti d’America del 1977.

La seconda stagione, disponibile invece dal 2019 e della durata di 9 episodi, riprendeva le vicende di Holden e Bill in un lasso di tempo compreso tra il 1979 e il 1981, questa volta all’interno della cornice della città di Atlanta. La capitale georgiana è infatti teatro di efferati crimini seriali, molti dei quali su minori di etnia afroamericana.