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Minority Report, dopo 15 anni il futuro si fa presente

Uscito nell'estate del 2002, Minority Report parlava di un futuro remoto a base di auto a guida autonoma, OS comandati tramite gesture, polizia predittiva, strumenti per il riconoscimento biometrico e inserzioni pubblicitarie su misura. In appena 15 anni però quel futuro, in gran parte, è già qui.

Era fine giugno del 2002 quando Minority Report usciva nelle sale degli Stati Uniti (da noi sarebbe arrivato a settembre). In quell'anno Facebook e YouTube non esistevano ancora, Google aveva 4 anni, la velocità di connessione offerta dai provider in media era inferiore a 1 Mbps. Elon Musk era già miliardario e stava fondando Space X, ma Tesla era ancora al di là da venire. In questo scenario il film di Steven Spielberg ispirato all'omonimo romanzo di Philip K. Dick ebbe un impatto incredibile sull'immaginario tecnologico dell'epoca, tanto da entrare nella cultura di massa, ad esempio per i movimenti con cui il personaggio di Tom Cruise interagiva col PC tramite gesture touchless (e il primo iPhone touch sarebbe arrivato solo nel 2007).

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Insomma il 2054 di cui parlava il film, tra auto a guida autonoma, pubblicità personalizzate e strumenti di riconoscimento biometrico, sembrava davvero remoto. Invece, dopo appena 15 anni, molte di quelle soluzioni sono già realtà o si avvicinano molto, un caso più unico che raro in cui lo sviluppo tecnologico nel mondo reale è stato più veloce di quanto immaginato dalla fantascienza.

Lasciamo da parte ovviamente i sistemi biometrici che ormai sono all'ordine del giorno essendo integrati anche sugli smartphone, i banner con le inserzioni pubblicitarie basate sui nostri interessi, che tappezzano le pagine dei nostri browser, e i sistemi di controllo touchless. Questi ultimi non sono una realtà soltanto perché considerati ancora ergonomicamente scomodi per interazioni lunghe, ad esempio in ambito lavorativo. La tecnologia però c'è ed è matura già da anni, come ha dimostrato ad esempio in ambito gaming Microsoft con Kinect.

Auto a guida autonoma? Presto voleranno anche

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La cosa più scontata sono ora le auto a guida autonoma. Soluzione futuribile anche solo 10 anni fa, sono già in parte esistenti, se consideriamo quelle semiautonome con sistemi di assistenza alla guida più o meno avanzati come le Tesla e molte altre auto, tra cui Mercedes, Volkswagen e BMW. Tra il 2020 e il 2025 inoltre arriveranno sul mercato anche le prime auto di Livello 4, come le future Volvo, e forse anche 5.

Leggi anche: Auto a guida autonoma, cosa prevedono le 5 classi

A fare da apripista nel settore è stata Google, ma ormai tutte le maggiori aziende hi-tech e automobilistiche ci sono dentro, da Microsoft ad Apple, fino ad Audi. E a Dubai stanno già sperimentando un servizio taxi che oltre a essere a guida autonoma è basato su auto volanti. Altro che Minority Report, qui siamo nei pressi dell'altro grande capolavoro di Dick, Blade Runner/Il Cacciatore di Androidi.

Riconoscimento facciale, presto realtà negli aeroporti

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Come detto il riconoscimento facciale è una tecnologia all'ordine del giorno anche sugli smartphone. In Minority Report tuttavia si suggeriva un futuro in cui essa era pervasiva e utilizzata ad esempio negli aeroporti come forma di riconoscimento.

Senza voler approfondire la componente di controllo di massa che l'adozione di questa tecnologia suggerirebbe – nel film e nella realtà – ci limitiamo a ricordarvi che ancora una volta la visione futuristica del film sta per diventare realtà quotidiana molto prima di quanto previsto. In Cina, a Parigi e negli USA sono infatti già in test soluzioni che nel giro di qualche anno potrebbero diventare parte della quotidianità di chi prende un volo aereo.

Precog immersi in vasche amniotiche? No, algoritmi

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Ovviamente Minority Report era incentrato soprattutto sulla possibilità di intervenire prima che un crimine si avverasse e quindi sulla figura del precog, un individuo con particolari capacità che poteva anticipare gli omicidi, dando alla polizia il tempo di intervenire in anticipo su singoli casi specifici.

Inutile dire che i precog non esistono (ancora), ma in realtà sono già diverse le polizie nel mondo che utilizzano complessi algoritmi predittivi, non per sapere con sicurezza chi farà cosa, ma per creare una sorta di mappa dinamica dei rischi in ambito urbano, dall'Italia all'Inghilterra, fino agli Stati Uniti.


Tom's Consiglia

Se per giocare ai controlli touchless preferite un classico gamepad, questo Logitech F710 è molto interessante.