Giochi di ruolo

Monogatari, la recensione: l’oriente nell’espansione di Klothos


Monogatari
Editore
Fumble GDR
Autori
Claudio Serena
Ambientazione
Giappone medievale
Genere
Narrativo
N. Pagine
172

Monogatari, edito da Fumble GDR, è la prima espansione del gioco di ruolo Klothos a cura del medesimo autore Claudio Serena. In questo gioco dall’impronta narrativa il destino vi trasporterà in un mondo ispirato al Giappone medievale, in un affascinante mix di poesia e racconti eroici, dove la vita dei samurai corre tangente a quello della magia e del folkore orientale. Ancora una volta dovrete essere pronti a fare le vostre scelte per afferrare il vostro destino ed essere ricordati come eroi.

Monogatari, al pari di Klothos (è necessario avere anche questo manuale per poter giocare), non contiene una vera e propria ambientazione, ma descrive una nuova implementazione del sistema regolistico Thread System. Il sistema cambia dunque pelle, si trasferisce in oriente e in qualche modo evolve per adattarsi al nuovo setting, ma ne mantiene inalterato lo spirito epico che abbiamo apprezzato nella sua prima incarnazione.

La via del Bushido

Il Bushido è un codice di condotta adottato dai guerrieri giapponesi, i bushi, al quale questi ultimi si attenevano scrupolosamente per salvaguardare il proprio onore. Questo codice era fondato su dei principi, dei pilastri che in Monogatari troviamo come sostituti degli Approcci di Klothos.
I personaggi sono così definiti da sei Dettami che rappresentano per l’appunto i valori alla base del Bushido: Compassione, Coraggio, Dovere, Giustizia, Sincerità e Umiltà. L’altra novità è che per ogni Dettame c’è un suo opposto, o meglio una versione “corrotta” rappresentata da sei Comportamenti Disonorevoli: Crudeltà, Codardia, Egoismo, Vendetta, Slealtà e Superbia.
In fase di creazione del personaggio, i giocatori hanno a disposizione dei punti da distribuire per ogni coppia di Dettame / Comportamento Disonorevole, permettendo così sin da subito di caratterizzare con una buona dose di varietà il proprio personaggio che ne guadagna in spessore. In questo modo effettuare una prova utilizzando un Dettame piuttosto che un Comportamento Disonorevole fornisce già un’indicazione su come quell’azione viene svolta da un punto di vista narrativo.

Conta sul tuo Onore, non sulla Fortuna

In Klothos avevamo apprezzato la centralità della meccanica dei Fili del Destino, fili che una volta consumati permettono ai personaggi di completare un’azione in modo eroico e al tempo stesso di acquisire dei poteri speciali. L’intuizione stava nell’introduzione di una “morte obbligata”, poiché quando il personaggio consumava il suo ultimo Filo, significava che il suo destino si era completato e la sua vita sarebbe terminata con un ultimo atto eroico. Monogatari da questo punto di vista mantiene inalterata la forza di questa meccanica, ma la affianca al concetto di Onore, imprescindibile nella vita di un samurai e che viene traslato egregiamente all’interno del sistema di gioco.
I Punti Fortuna e i Punti Sciagura presenti in Klothos vengono così sostituiti da Punti Onore e Punti Disonore. Non si tratta semplicemente di un cambio di terminologia, ma una nuova implementazione ed evoluzione della meccanica. Ad esempio guadagnare Punti Onore o Disonore non è più solo legato al tiro dei dadi, ma diventa anche una ricompensa o punizione per le azioni dei personaggi, aumentando il legame tra il sistema di regole e la narrazione al tavolo. Inoltre è possibile guadagnare Disonore per migliorare il risultato di una Prova, o per scegliere di agire nel momento più opportuno all’interno di un combattimento, modificando la propria iniziativa.

Tenere strategicamente d’occhio i Punti Onore e Disonore è importante perché i personaggi hanno a disposizione due riserve: la Riserva di Onore rappresenta il limite massimo di Punti Onore che possono essere accumulati per essere utilizzati dal giocatore nel momento più opportuno migliorando le proprie azioni, mentre la Riserva di Disonore indica quando il Tessitore (= narratore) potrà spendere i Punti Disonore per creare delle Sciagure. Infatti quando i Punti Disonore accumulati superano il valore della Riserva di Disonore, e solo in quel momento, il Tessitore è tenuto a consumare tutti i Punti di Disonore.

Fatti guidare dalla stelle e onora la tua Casta

Le novità al Thread System non sono finite e in Monogatari i personaggi, oltre a essere legati a una Costellazione, appartengono a una Casta che fornisce loro ulteriori specifici poteri, sempre accessibili consumando i Fili del Destino allo stesso modo di quanto accade con le Costellazioni.
Le Caste disponibili sono: il Bonzo (monaco buddista), il Bushi (il guerriero samurai), la Geisha (intrattenitrice o più genericamente una cortigiana), il Ronin (un samurai senza padrone e onore), lo Shinobi (detto volgarmente ninja), lo Yamabushi (stregone e sciamano devoto ai kami).
Come detto ogni Casta aggiunge nuovi poteri, ma anche nuovi Legami per contestualizzare meglio le relazioni all’interno del nuovo setting.

La Difesa

Anche il combattimento vede alcune novità, la principale delle quali è l’introduzione della Difesa, che può essere utilizzata un numero di volte pari al punteggio di Dovere o di Slealtà e che si rinnova ad ogni sessione. L’utilizzo della Difesa necessità la spesa di un Punto Onore o l’accumulo di un Punto Disonore e permette di ritirare una Prova.
La particolarità è che la Difesa non riguarda solamente il combattimento, ma è un concetto da intendersi nel senso più ampio possibile, comprendendo quindi anche una difesa psicologica, emotiva e sociale. Questo permette di poter chiamare in gioco la Difesa per qualsiasi Prova.

Chanbara

Quando si legge un nuovo gioco di ruolo fa sempre molto piacere scoprire che il manuale contiene un’avventura introduttiva che ci permette di muovere i primi passi nell’ambientazione ed entrare in confidenza con il sistema. Purtroppo Klothos ne era sprovvisto, ma Monogatari corre ai ripari e ci propone Chanbara, termine significa “combattimento con la spada”, ma viene utilizzato anche per indicare i racconti in stile cappa e spada giapponesi. Il titolo è rappresentativo di quello che ci attende, e sebbene si tratti di un’avventura piuttosto semplice e lineare, tutto sommato risponde bene alla necessità di introdurre i giocatori al mondo di Monogatari.

Gioco adatto a…

Da un punto di vista meramente regolistico Monogatari è sicuramente adatto a chi ama sistemi leggeri e più orientati verso la narrazione. Il sistema è infatti molto snello e mai fine a sé stesso, e riesce a creare in modo molto elegante un interessante legame tra elementi di meccanica e narrazione che si influenzano vicendevolmente. Chiaramente però questi elementi potrebbero far storcere il naso a chi preferisce avere un sistema più strutturato e con una più profonda gestione del personaggio in termini customizzazione, mentre la semplicità d’uso può essere un plus per chi si avvicina al mondo dei giochi di ruolo, ma meglio se accompagnato da almeno un giocatore con un po’ di esperienza.
Infine, il taglio dell’ambientazione, evidenziato dal sistema sottostante, è perfetto per chi ama avventure dal forte sapore eroico e ovviamente si tratta di un titolo molto interessante per chi ama le atmosfere orientali.

Conclusione

Monogatari, al pari di Klothos, è fondamentalmente un gioco dalla vocazione narrativa che in questo caso vuole portare al tavolo la poesia che si trova nella letteratura del giappone antico, l’eroismo quasi mitologico dei samurai (qui il nesso diretto con Klothos) e il mistero del complesso mondo magico orientale.
Nella sua semplicità, il cui obiettivo è appunto lasciare spazio alla narrazione, Monogatari è gioco valido che presenta un’implementazione del Thread System di Klothos, per non dire un’evoluzione, adottando soluzioni snelle e intelligenti, che con pochi ma mirati accorgimenti, permettono di aggiungere un evidente spessore alle sessioni di gioco.
Il taglio eroistico che impregnava Klothos è rimasto inalterato e le meccaniche legate ai concetti di Onore e Disonore non fanno altro che enfatizzare questo aspetto. Al tempo stesso viene aggiunto un tocco di strategia nella gestione di questi due valori, riuscendo a rappresentare egregiamente la difficoltà e la tensione morale nell’impersonare un samurai, che si deve destreggiare tra la ferma intenzione di rispettare i dettami del Bushido e il far fronte alle difficoltà che incontra lungo il suo cammino.
Monogatari mantiene la linea tracciata in Klothos, ossia quella di presentare unicamente un sistema di gioco privo di un vera e propria ambientazione. D’altra parte, richiamare lo stile dei racconti del giappone feudale, con tratti legati al suo folklore, lo rende comunque fruibile perché evoca un immaginario piuttosto diffuso e conosciuto.
Davvero molto utile e ben fatta la sezione del bestiario che da sola offre diversi spunti di gioco e apprezzata la presenza di un’avventura introduttiva, anche se forse eccessivamente lineare. Una trama più originale e particolareggiata avrebbe offerto ulteriori spunti, anche se risulta funzionale all’introduzione del gioco.
In conclusione Monogatari si presenta come un’ottima proposta che fornisce nuova linfa al Thread System e chi ha apprezzato Klothos farà meglio a non farsi sfuggire questa sua nuova incarnazione.

Monogatari


Monogatari implementa le meccaniche presentate nel gioco di ruolo Klothos, trasportandole in un’atmosfera cappa e spada del giappone feudale con qualche tocco di folklore. Le nuove implementazioni sono convincenti, riescono a dare maggiore spessore alle sessioni di gioco e creano un buon legame tra meccanica e narrazione, mantenendo comunque un equilibrio tra stile di gioco tradizionale e gioco moderno/narrativo. Sicuramente consigliato se avete apprezzato la semplicità, ma anche la flessibilità del sistema presentato in Klothos

Pro

  • interessante implementazione del sistema
  • atmosfera ben traslata all’interno delle meccaniche di gioco
  • lista di personaggi non giocanti varia e interessante

Contro

  • se non avete apprezzato Klothos difficilmente vi farà cambiare idea